{"id":90806,"date":"2025-07-01T10:05:06","date_gmt":"2025-07-01T08:05:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90806"},"modified":"2025-07-01T09:06:59","modified_gmt":"2025-07-01T07:06:59","slug":"guerra-e-austerita-il-nuovo-sogno-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90806","title":{"rendered":"Guerra e austerit\u00e0, il nuovo sogno europeo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/natoconiare-rivolta.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5239\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/natoconiare-rivolta.png?w=1024\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"448\" data-attachment-id=\"5239\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/06\/30\/guerra-e-austerita-il-nuovo-sogno-europeo\/natoconiare-rivolta\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/natoconiare-rivolta.png\" data-orig-size=\"1408,616\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"NATOConiare Rivolta\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/natoconiare-rivolta.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/natoconiare-rivolta.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la decisione assunta nel\u00a0<a href=\"https:\/\/24plus.ilsole24ore.com\/art\/il-grande-successo-vertice-nato-ora-prova-fatti-AHu9lAPB\">vertice NATO del 25 giugno a L\u2019Aia<\/a>, i Capi di Stato e di Governo dei\u00a0<strong>Paesi membri dell\u2019Organizzazione del Trattato dell\u2019Atlantico del Nord si impegnano ad aumentare le spese militari e connesse alla difesa al 5% del PIL annuo entro il 2035<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tale decisione risponde all\u2019esigenza di aumentare del 30% la capacit\u00e0 militare dell\u2019Alleanza<\/strong>\u00a0e renderla \u201c<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/opinions_236505.htm?selectedLocale=en\"><em>pi\u00f9 letale<\/em><\/a>\u201d, nelle parole del Segretario Generale Mark Rutte. In applicazione dell\u2019articolo 3 del Trattato fondativo della NATO, tutti gli Stati membri sono impegnati a mantenere ed accrescere la loro capacit\u00e0 bellica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In attuazione di questo orientamento strategico, la NATO definisce periodicamente gli\u00a0<strong>\u201cObiettivi di capacit\u00e0\u201d<\/strong>, che stabiliscono operativamente cosa un Paese debba essere in grado di fare in caso di guerra \u2013 andando ben oltre la definizione quantitativa delle risorse materiali necessarie. Proprio perch\u00e9 questa metrica \u00e8 qualitativa e non si traduce in un impegno finanziario puntuale, \u00e8 maturata\u00a0<strong>in seno alla NATO la decisione di passare<\/strong>dalla mera indicazione di un aumento degli \u201cObiettivi di capacit\u00e0\u201d\u00a0<strong>all\u2019impegno finanziario sancito a L\u2019Aia in termini di spesa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/official_texts_236705.htm\">Dichiarazione de L\u2019Aia<\/a>, vengono chiariti\u00a0<strong>i motivi di questa vera e propria corsa al riarmo<\/strong>: l\u2019impegno al drastico incremento della spesa militare \u00e8 giustificato dalle \u201c<em>profonde minacce alla sicurezza e sfide, in particolare la minaccia di lungo termine posta dalla Russia alla sicurezza Euro-Atlantica e la persistente minaccia del terrorismo.<\/em>\u201d A dispetto delle dichiarazioni di facciata dei leader occidentali che auspicano la rapida conclusione del conflitto ucraino, l\u2019accordo sul riarmo mostra chiaramente che i Paesi dell\u2019Alleanza sono proiettati su un orizzonte di guerra, con il fronte orientale aperto nel \u201c<em>lungo termine<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le ingenti risorse impegnate dai Paesi NATO sono la pi\u00f9 limpida dimostrazione che la tragedia della guerra in Ucraina ha inaugurato una lunga stagione bellica<\/strong>.\u00a0<strong>Che impone ulteriori sacrifici<\/strong>, anche alla luce dei\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/01\/18\/nuovo-patto-di-stabilita-puo-piovere-per-sempre\/\">limiti alla spesa pubblica sanciti dal nuovo Patto di Stabilit\u00e0<\/a>\u00a0dal 2024, che costringono ogni anno a tagliare spesa sociale, welfare, sanit\u00e0 e istruzione con il feticcio del bilancio pubblico in pareggio e della presunta virt\u00f9 dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel contesto istituzionale dei vincoli di bilancio europei, aumentare la spesa militare significa dunque necessariamente ridurre altre voci di spesa, dalle pensioni ai salari degli insegnanti, dalla manutenzione delle scuole agli stipendi dei medici, e cos\u00ec via. Ma andiamo nel dettaglio di questi sacrifici, per capire cosa ci chiede, la NATO, quando ci impone la via della guerra permanente e del riarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019incremento al 5% del PIL nella spesa militare si compone di un 3,5% riferito direttamente ad armi, munizioni e soldati, e di un 1,5% riferito ad infrastrutture e tecnologie strategiche<\/strong>, ovvero connesse \u2013 anche indirettamente \u2013 ad usi bellici, dai trasporti alla cybersicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre questa seconda componente sembra essere facilmente sovrapponibile a investimenti infrastrutturali che si sarebbero comunque realizzati, a prescindere dalle strategie NATO (pensiamo al Ponte sullo Stretto, che potrebbe essere conteggiato nel percorso che porter\u00e0 l\u2019Italia al fatidico 1,5% in virt\u00f9 della sua strategicit\u00e0 per gli spostamenti di truppe e veicoli militari pesanti\u2026),\u00a0<strong>ci\u00f2 che incider\u00e0 profondamente sulla composizione del bilancio statale sar\u00e0 l\u2019ulteriore 3,5%, composto da spese inequivocabilmente connesse alla guerra<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia oggi spende l\u20191,57% del PIL in armamenti ed esercito, pari a 35 miliardi di euro, ed \u00e8 dunque chiamata \u2013 in virt\u00f9 dell\u2019impegno sottoscritto dal Governo Meloni a L\u2019Aia \u2013 a pi\u00f9 che raddoppiare in dieci anni, in termini di percentuale del PIL, i suoi investimenti in produzioni direttamente utilizzabili in ambito militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2025\/06\/12\/news\/incontro_rutte_spese_riarmo-424663000\/\">Documenti governativi riservati indicano<\/a>\u00a0la necessit\u00e0 di\u00a0<strong>incrementare la spesa di circa 4 miliardi di euro l\u2019anno per centrare l\u2019obiettivo<\/strong>, un importo ritenuto rassicurante per i conti pubblici:\u00a0<strong>il Governo si \u00e8 affrettato a indicare la coincidenza tra questa cifra ed il margine di aumento di spesa primaria consentito all\u2019Italia il prossimo anno<\/strong>, all\u2019interno dei vincoli stringenti del nuovo Patto di stabilit\u00e0 e crescita. In pratica, ci vorrebbero dire che l\u2019aumento di spesa militare di 4 miliardi di euro per il 2026 non comporter\u00e0 alcun sacrificio, perch\u00e9 \u2013 vedi tu la fortuna! \u2013 abbiamo la possibilit\u00e0 di aumentare la spesa pubblica proprio di quella cifra, e dunque non dobbiamo tagliare nulla per far spazio a carri armati e cannoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo non c\u2019\u00e8 nulla di cui gioire, se pure le cose fossero cos\u00ec come descritte dalla propaganda governativa. Persino in un quadro di compatibilit\u00e0 con i vincoli di bilancio europei, per il 2026 il Governo potrebbe sfruttare quel margine di manovra per aumentare altre voci di spesa in termini nominali, magari assicurando in questa maniera quantomeno la stabilit\u00e0 dei servizi in termini reali. Se pure accettassimo (e non la accettiamo) la logica dell\u2019austerit\u00e0, il discorso governativo non tiene: quei 4 miliardi di spesa militare scalzerebbero un uguale ammontare di spesa sociale in scuola, sanit\u00e0, servizi a cui si rinuncia a causa del riarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma la situazione \u00e8 addirittura peggiore di come la dipinge il Governo Meloni<\/strong>. E il diavolo si nasconde nei dettagli.\u00a0<strong>Il calcolo che porta a ipotizzare un aumento di 4 miliardi annui si basa su una ipotesi che non ha alcun fondamento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>A Pil costante, i nuovi obiettivi [\u2026] si tradurrebbero per l\u2019Italia in \u00abuna crescita della spesa per la difesa a 79 miliardi di euro (+34 miliardi di euro per raggiungere la soglia del 3,5%)<\/em>\u00bb, si legge nel documento governativo. In effetti, partendo da 35 miliardi di euro, pari all\u20191,57% del PIL attuale di circa 2.200 miliardi, arriviamo ad un obiettivo NATO di 79 miliardi solamente tenendo fermo il PIL. In dieci anni! \u00c8 del tutto evidente che il PIL \u00e8 destinato a crescere nel corso di un decennio e dunque i numeretti del Governo si rivelano essere mera propaganda, utile a nascondere agli occhi dei propri cittadini il reale peso dei sacrifici che le strategie imperialistiche della NATO impongono in patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Applicando al PIL le stime che il Governo stesso ha elaborato nei suoi documenti programmatici di bilancio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.milex.org\/2025\/06\/10\/per-arrivare-al-5-di-spesa-militare-sul-pil-nel-2035-servono-100-miliardi\/\">\u00e8 stato stimato<\/a>\u00a0che\u00a0<strong>l\u2019obiettivo NATO comporti per l\u2019Italia un livello di spesa militare pari a oltre 100 miliardi di euro nel 2035<\/strong>. Questo significa che dovremo destinare alla spesa militare circa il doppio di quanto sta calcolando il Governo e che\u00a0<strong>saremo certamente costretti a operare veri e propri tagli alla spesa sociale per finanziare le guerre della NATO<\/strong>, perch\u00e9 l\u2019aumento di spesa per armamenti supera i limiti stringenti al percorso di crescita della spesa pubblica imposti dal nuovo Patto di stabilit\u00e0 e crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Guerra e austerit\u00e0 sommano dunque alla tragedia bellica il dramma della povert\u00e0, della precariet\u00e0 e del progressivo smantellamento dello stato sociale nei Paesi che, sotto il patto della NATO, ambiscono a dominare gli equilibri geopolitici internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La scelta del Governo Meloni deve essere valutata attentamente dal punto di vista politico.\u00a0<\/strong>Persino all\u2019interno dell\u2019Alleanza Atlantica si sono infatti registrate voci fuori dal coro. La pi\u00f9 significativa, quella del Premier spagnolo Sanchez, ha\u00a0<strong>consentito alla Spagna di smarcarsi dall\u2019obiettivo del 5%<\/strong>. Come detto, i vincoli della NATO si estrinsecano in \u201cObiettivi di capacit\u00e0\u201d e non in obiettivi di spesa. Sfruttando questo tecnicismo, Sanchez ha assicurato che la Spagna sar\u00e0 in grado di fare quello che la NATO si aspetta in termini di capacit\u00e0 operativa, senza bisogno di aumentare la spesa militare nella misura richiesta a tutti gli alleati. Non si tratta certo di una posizione antimperialista che individua nell\u2019uscita dalla NATO la soluzione del problema, ma quantomeno consentir\u00e0 agli spagnoli di limitare fortemente i sacrifici economici e sociali di questa criminale corsa al riarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>D\u2019altro canto, il Governo Meloni si muove in perfetta continuit\u00e0 con i Governi precedenti guidati prima dal PD e poi dal Movimento 5 Stelle<\/strong>. Questi ultimi, che oggi condannano con voce altisonante la scelta di Meloni di assecondare il diktat della NATO, hanno agito esattamente nella stessa maniera quando erano loro a guidare il Paese. Fu infatti il Governo Renzi, a guida PD, a concordare con la NATO l\u2019impegno ad aumentare la spesa militare al 2% del PIL, mentre questa viaggiava al ribasso verso l\u20191% nel 2014.\u00a0<a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\/articoli\/nato-2-per-cento-spese-militari-storia\">Il PD ha invertito la rotta, rispondendo alla prima chiamata al riarmo della NATO<\/a>, per poi passare il testimone al\u00a0<a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\/fact-checking\/aumento-spese-militari-conte-nato\">Governo Conte, che nei vertici NATO del 2018-2019 ha confermato gli impegni italiani a perseguire l\u2019obiettivo del 2%<\/a>, accompagnando alle parole i fatti di una spesa militare in costante aumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo perch\u00e9 tutti i partiti politici che oggi occupano il Parlamento hanno, al di l\u00e0 delle schermaglie televisive, la medesima impostazione nei confronti degli equilibri geopolitici internazionali: mantenere l\u2019Italia al servizio della NATO, costi quel costi sia\u00a0\u00a0alla periferia dell\u2019impero \u2013 dove ogni giorno vengono massacrati degli innocenti \u2013 sia al centro dell\u2019impero, dove dilagano povert\u00e0 e insicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo che per decenni ci hanno raccontato che non c\u2019erano i soldi per aumentare i salari da fame degli insegnanti, per rafforzare la sanit\u00e0 pubblica e per tenere in piedi un sistema infrastrutturale che cade a pezzi, la classe dirigente europea e nazionale ha deciso di puntare tutte le sue fiches sulla guerra! Fermiamo questo scempio prima che sia tardi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/06\/30\/guerra-e-austerita-il-nuovo-sogno-europeo\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/06\/30\/guerra-e-austerita-il-nuovo-sogno-europeo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) Con la decisione assunta nel\u00a0vertice NATO del 25 giugno a L\u2019Aia, i Capi di Stato e di Governo dei\u00a0Paesi membri dell\u2019Organizzazione del Trattato dell\u2019Atlantico del Nord si impegnano ad aumentare le spese militari e connesse alla difesa al 5% del PIL annuo entro il 2035. Tale decisione risponde all\u2019esigenza di aumentare del 30% la capacit\u00e0 militare dell\u2019Alleanza\u00a0e renderla \u201cpi\u00f9 letale\u201d, nelle parole del Segretario Generale Mark Rutte. 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