{"id":90947,"date":"2025-07-03T10:36:53","date_gmt":"2025-07-03T08:36:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90947"},"modified":"2025-07-03T10:36:53","modified_gmt":"2025-07-03T08:36:53","slug":"solo-un-nuovo-sguardo-religioso-ci-puo-salvare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90947","title":{"rendered":"Solo un nuovo sguardo religioso ci pu\u00f2 salvare?"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Giulio Di Donato)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/gesu-e-i-bambini-1.jpg\" width=\"350\" height=\"191\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La morte di Dio \u00e8, in verit\u00e0, la perdita dei nomi divini (\u00abmancano i nomi divini\u00bb, lamentava H\u00f6lderlin). Al di l\u00e0 dei nomi, resta la cosa pi\u00f9 importante: il divino. Finch\u00e9 saremo capaci di percepire come divini un fiore, un volto, un uccello, un gesto o un filo d\u2019erba, potremo fare a meno di un Dio che \u00e8 possibile nominare. Ci basta il divino, l\u2019aggettivo c\u2019importa pi\u00f9 del sostantivo. Non \u00abun Dio\u00bb \u2013 piuttosto: \u00absolo il divino ci pu\u00f2 salvare\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-solo-un-dio-ci-pu-lvare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giorgio Agamben<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sentiamo spesso parlare di teologia politica e del rapporto tra dimensione politica e dimensione religiosa. Ma perch\u00e9 questi temi sono diventati cos\u00ec centrali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 il nodo cruciale resta ancora oggi il rapporto tra\u00a0<em>immanenza\u00a0<\/em>e\u00a0<em>trascendenza<\/em>, tra \u201ccose ultime e cose penultime\u201d: se le prime non sono fertili, le seconde non possono fiorire. Un rapporto, quello tra immanenza e trascendenza, che, lungi dall\u2019essere risolto o superato, continua a essere costitutivo, se si intende la modernit\u00e0 nella sua piena complessit\u00e0 e nelle sue strutturali ambivalenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, ci interessa il modo in cui la tradizione cristiana ha impostato tale nesso: un rapporto da rivitalizzare in senso dinamico e progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una prima lezione del messaggio cristiano da recuperare: non tutto va proiettato a livello di trascendenza, ma nemmeno tutto pu\u00f2 essere schiacciato sull\u2019immanenza. Il piano immanente \u00e8 tuttavia centrale: del resto, \u00e8 lo spazio dell\u2019Incarnazione, del Dio che si fa uomo, dove prende forma il mistero trinitario di Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Regno dei cieli resta \u201cnei cieli\u201d, ma viene annunciato e vive nella storia, ne orienta il corso. Il divino, pur rimanendo \u201caltro\u201d, lascia tracce nel mondo. E se \u00e8 vero che il \u201csol dell\u2019avvenir\u201d non \u00e8 di questo mondo, \u00e8 altrettanto vero che questo mondo deve lasciarsi guidare da quell\u2019orizzonte, da assumere a questo punto come indispensabile ideale regolativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abNel mondo, ma non di questo mondo\u00bb, recitano i Vangeli: tutto ruota attorno a questa tensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ulteriormente sviluppando, ma decisamente banalizzando, si potrebbe anche dire: scommetti sull\u2019immanenza come se essa ti aprisse un varco verso il cielo; fai appello al cielo anche se pensi che il cielo sia \u201cvuoto\u201d piuttosto che \u201cpieno\u201d.\u00a0<em>Non \u00e8 vero, ma ci credo<\/em>: cos\u00ec diceva il tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mondo pienamente riconciliato non \u00e8 di questo mondo, ma in questo mondo si compie una battaglia comunque decisiva: qui, nel tempo storico, dove bene e male si compenetrano, dove la citt\u00e0 di Dio incontra \u2014 ma pi\u00f9 spesso si scontra \u2014 con la citt\u00e0 degli uomini. Dove Regno e giardino, esodo e rivoluzione non sono poli in opposizione radicale, ma in dialettica costante, e i termini \u201cesodo e giardino\u201d non alludono a una fuga dal mondo, bens\u00ec possono ospitare un potenziale critico e trasformativo, ben sopportando le possibilit\u00e0 del conflitto. Oltre la \u201ctragedia e l\u2019utopia\u201d. Oltre il progressismo senza progresso che genera macerie e il tradizionalismo da burletta che si limita a contemplare le rovine del passato: occorre oggi l\u2019audacia del rivoluzionare e conservare insieme, del \u201csuperare conservando\u201d. Riannodando le relazioni col mondo in una direzione orizzontale e verticale. Coltivando la speranza, pur sapendo la verit\u00e0 sulla condizione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, il \u201csogno di una cosa\u201d \u00e8 tale se apre a un orizzonte altro, ma il \u201cprincipio caldo di speranza\u201d \u2014 se vuole essere \u201cutopia concreta\u201d\u00a0<em>\u00e0 la<\/em>\u00a0Bloch \u2014 deve essere riconosciuto nella sua \u201ctendenza\u201d e nella sua \u201clatenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente, le persistenze del teologico-politico non si esauriscono nel cristianesimo. Occorre considerare anche le impronte gnostiche che caratterizzano il presente, spesso in modalit\u00e0 distorta: cerchie di eletti senza alcuna elezione, senza chiamata, senza elevazione; il ritorno di un manicheismo diffuso; fanatismi senza spirito; dogmatismi senza verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma vi sono anche forme pi\u00f9 leggere e rassicuranti, esperienze religiose \u201ca misura di tempo\u201d, buone per occasioni di ebbrezza estemporanea o stati di estasi pi\u00f9 alienati che allucinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, le tracce cristiane restano riconoscibili, se si \u00e8 disposti a vederle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, queste coordinate \u2014 in un tempo che ha consumato i surrogati delle religioni secolari e decomposto il moderno \u2014 si ripresentano sotto forme nuove:<br \/>\n\u2013 come\u00a0<em>katechon<\/em>, non solo come forza che trattiene, ma anche come fattore dinamico e progressivo;<br \/>\n\u2013 come annuncio di salvezza, come messianismo dell\u2019Evento;<br \/>\n\u2013 come speranze di redenzione, ansie apocalittiche e domande di assoluto proiettate su nuovi \u201ccentri spirituali di riferimento\u201d: ieri l\u2019<em>economico<\/em>, oggi il nesso tra i miracoli della tecno-scienza e le lusinghe della societ\u00e0 dello spettacolo e dei consumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 detto, con ragione, che l\u2019immanenza non basta a s\u00e9 stessa. Questo pu\u00f2 significare due cose:<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>che, per andare oltre s\u00e9 stessa, ha bisogno di una tensione verso l\u2019oltre, di un anelito di trascendenza, ha necessit\u00e0 cio\u00e8 di alimentare il\u00a0<em>senso di ci\u00f2 che manca<\/em>, di ci\u00f2 che ancora non \u00e8 ma pu\u00f2 essere;<\/li>\n<li>che nell\u2019immanenza non si esauriscono le risposte alle domande ultime, n\u00e9 tutte le ragioni delle ferite profonde dell\u2019umano, n\u00e9 le vie del compimento finale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mondo delle \u201copere\u201d pu\u00f2 arrivare solo fino a un certo punto. Oltre, si apre lo spazio dello Spirito assoluto, che in Hegel ricomprende arte, religione e filosofia. Con l\u2019arte \u2013 direbbe Croce \u2013 che \u00e8 l\u2019unica davvero in grado di placare e trasfigurare il sentimento, di innalzare sulle angustie del finito la distesa dell\u2019infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al contrario, la dimensione dello Spirito oggettivo, che ospita etica e politica ma che \u00e8 pur sempre Spirito, \u00e8 costantemente insidiata dall\u2019<em>immane potenza del negativo<\/em>, che pu\u00f2 essere addomesticata, ma mai del tutto rimossa. E per farlo servono risorse materiali, ideali e spirituali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo si \u00e8 visto chiaramente: la\u00a0<em>furia del dileguare<\/em>\u00a0conduce inevitabilmente al nichilismo del terrore e dell\u2019orrore, al ripiegamento nel \u201ctimore e tremore\u201d o al ritorno di un nuovo principio del Capo. Gi\u00e0 che ci siamo, ci sia consentita una provocazione: il terrore si chiude con Napoleone, il torpore di oggi con un nuovo \u201cCesare romano con l\u2019anima di Cristo\u201d, per dirla con Nietzsche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde, commentava Spengler, il cesarismo \u201ccresce sul suolo\u201d di un\u2019epoca ormai esaurita e priva di anima, ristabilendo il primato del politico sui poteri indiretti dell\u2019economia e della tecnica. A questo punto, c\u2019\u00e8 da auspicare che l\u2019eventuale comparsa di una verticalit\u00e0 politica di tipo nuovo si palesi sotto forma di\u00a0<em>cesarismo progressivo<\/em>: non come messa in scena di un\u2019unit\u00e0 fittizia, speculare alla passivizzazione sociale, ma come elemento propulsivo in grado di ravvivare un nuovo protagonismo popolare dal basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma sono solo suggestioni, in un testo che vuole essere null\u2019altro che una costellazione di suggestioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro, rilanciare le ragioni della modernit\u00e0 implica un incontro di tipo nuovo con le grandi tradizioni metafisiche e religiose. Collocandosi ai bordi della modernit\u00e0 stessa, seduti sulle sue rive, in una posizione di comprensione laterale. Tutto questo per distinguere ci\u00f2 che della modernit\u00e0 \u00e8 ancora vivo \u2014 la fiducia nella capacit\u00e0 degli esseri umani di costruire una societ\u00e0 ove fioriscano libert\u00e0 e comunit\u00e0, oltre la dimensione dell\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>, dell\u2019<em>homo videns<\/em>\u00a0e della\u00a0<em>communitas<\/em>\u00a0senza\u00a0<em>ethos<\/em>\u00a0\u2014 da ci\u00f2 che invece deve essere lasciato cadere: i suoi esiti nichilistici e distruttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un nuovo incontro \u2014 quello tra tradizione moderna e tradizione religiosa (con una considerazione particolare per quella cristiana, laddove si assuma il punto di vista italiano-europeo) \u2014 che non si d\u00e0 in termini di traducibilit\u00e0 immediata, ma che resta inaggirabile. Che pu\u00f2 essere tradotto cos\u00ec: come\u00a0<em>potenziali di senso<\/em>\u00a0da sfruttare a sostegno di una \u201cmorale di ragione\u201d in affanno \u2014 i \u201cmai pi\u00f9\u201d della Storia risuonano ormai come un\u2019eco lontana, che non smuove pi\u00f9 le coscienze \u2014; come bagaglio di energie spirituali da cui attingere per rianimare una dialettica politica priva di propulsione e slancio vitale, mettendo in rapporto l\u2019iniziativa politica con la dimensione prepolitica e metapolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In fondo, si pu\u00f2 tenere alle proprie radici cristiane \u2014 che non sono certo le uniche nella storia italiana ed europea \u2014 e ai crocifissi nelle scuole, e allo stesso tempo celebrare il Ramadan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019eredit\u00e0 delle grandi religioni universalistiche, in questo senso, non solo come fatto privato, ma come nuovo fatto pubblico. Non funzione ornamentale, n\u00e9 potere parallelo, ma presenza viva, oasi di senso nel deserto che avanza \u2014 e tutto questo in una modalit\u00e0 compatibile con le ragioni del pluralismo e di una laicit\u00e0\u00a0<em>adulta<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 oggi, forse, solo uno sguardo religioso (ben orientato) pu\u00f2 ancora salvarci. Ricordandoci dove passano i confini tra ci\u00f2 che \u00e8 umano e ci\u00f2 che \u00e8 disumano, anche quando quest\u2019ultimo si traveste da \u201cumano, troppo umano\u201d. Supportandoci nella ricerca di una relazione nuova tra senso del limite e balzo in avanti, poich\u00e9 l\u2019esperienza umana \u00e8 sempre un pendolo che oscilla tra vulnerabilit\u00e0 e potenzialit\u00e0 inespressa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A proposito delle \u201ccose ultime\u201d e delle \u201ccose penultime\u201d, si potrebbero aggiungere anche le \u201ccose terzultime\u201d e poi via via gi\u00f9, fino ad arrivare, piuttosto in basso, alle faccende della politica italiana. Ora, tentare di mettere insieme la tradizione laica d\u2019ispirazione socialista con quella cattolica non era, di per s\u00e9, un\u2019idea sbagliata. Il problema vero \u00e8 stato il modo in cui lo si \u00e8 fatto: una sorta di\u00a0<em>fusione a freddo<\/em>\u00a0tra elementi ormai logori, che forse sarebbe stato meglio lasciar cadere, invece di distinguere e valorizzare ci\u00f2 che in entrambe le tradizioni era ancora vivo \u2014 per\u00a0<em>immaginare e cercare ancora altre vite<\/em>, oltre i confini del liberal-capitalismo. Cos\u00ec ci si \u00e8 ritrovati stretti tra alter-globalismo e fuga dal\u00a0<em>politico<\/em>, il tutto senza mai mettere davvero in discussione il quadro delle compatibilit\u00e0 imposte dal vincolo esterno di matrice tecnocratica e neoliberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma risaliamo, per cos\u00ec dire, verso l\u2019alto, e abbozziamo una conclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trascendenza e senso del sacro, provvidenzialismo e\u00a0<em>grazia<\/em>, \u201cprincipio di non appagamento\u201d e speranza di salvezza: in quest\u2019epoca di \u201cedonia depressa\u201d, interrogare \u2014 e lasciarsi interrogare da \u2014 queste dimensioni \u00e8 essenziale per\u00a0<em>reincantare<\/em>\u00a0il mondo e risignificare l\u2019abitare dell\u2019uomo sulla terra. Come se costituissero una sorta di argine di senso e di spirito comunitario, da mobilitare contro le derive della \u201csociet\u00e0 dello scarto\u201d, che tende a sacrificare ogni cosa \u2014 a cominciare dal valore della pari dignit\u00e0 della persona \u2014 a scopi di utilit\u00e0, vanit\u00e0 e potenza.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/02\/solo-un-nuovo-sguardo-religioso-ci-puo-salvare\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/02\/solo-un-nuovo-sguardo-religioso-ci-puo-salvare\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Giulio Di Donato) La morte di Dio \u00e8, in verit\u00e0, la perdita dei nomi divini (\u00abmancano i nomi divini\u00bb, lamentava H\u00f6lderlin). Al di l\u00e0 dei nomi, resta la cosa pi\u00f9 importante: il divino. 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