{"id":90960,"date":"2025-07-04T09:30:18","date_gmt":"2025-07-04T07:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90960"},"modified":"2025-07-03T14:57:31","modified_gmt":"2025-07-03T12:57:31","slug":"dacci-strumenti-geopolitico-dal-commercio-alla-coercizione-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90960","title":{"rendered":"Dazi strumento geopolitico: dal commercio alla coercizione strategica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Alberto Cossu)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-90962\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/FB_IMG_1751547047911.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dazi doganali sono sempre stati una leva fondamentale della politica economica nazionale. Nati come strumenti di protezione delle industrie locali, di correzione degli squilibri commerciali e di generazione di entrate fiscali, essi hanno accompagnato la formazione degli Stati moderni e l\u2019emergere del capitalismo industriale. Tuttavia, nel XXI secolo, la loro funzione si \u00e8 trasformata radicalmente. Sempre pi\u00f9 spesso, i dazi non vengono applicati per ragioni strettamente economiche, ma diventano strumenti di pressione geopolitica, usati per influenzare il comportamento politico di altri Stati. In questo senso, i dazi stanno assumendo il ruolo di vere e proprie sanzioni mirate, adottate per costringere un Paese ad allinearsi agli interessi di un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa trasformazione riflette una pi\u00f9 ampia tendenza alla geo-economicizzazione delle relazioni internazionali, dove il potere non si esercita solo con la forza militare o diplomatica, ma anche attraverso strumenti economici strategici. In questo saggio analizzeremo questo passaggio, con particolare attenzione al caso delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea, un esempio paradigmatico di come anche tra alleati i dazi possano diventare terreno di scontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dazi e logiche economiche: dalle origini alla liberalizzazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel XIX secolo, pensatori come Friedrich List sostennero l\u2019uso dei dazi come elemento essenziale per lo sviluppo economico. Secondo questa visione, le industrie emergenti dovevano essere protette dalla concorrenza internazionale fino al raggiungimento di una sufficiente maturit\u00e0. Stati come gli Stati Uniti, la Germania e il Giappone adottarono ampiamente questa logica durante la loro industrializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la fine della Seconda guerra mondiale e la nascita del sistema multilaterale basato sul GATT (poi WTO), la tendenza si \u00e8 invertita. I dazi furono progressivamente considerati ostacoli al commercio e alla crescita globale. L\u2019idea dominante divent\u00f2 quella del libero scambio, e le grandi potenze economiche cercarono di ridurre le barriere tariffarie attraverso negoziati multilaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma anche in quell\u2019epoca, l\u2019uso politico dei dazi non era del tutto scomparso: erano ancora utilizzati come strumenti difensivi in caso di crisi settoriali, per motivi di sicurezza nazionale o come risposta a pratiche commerciali scorrette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il ritorno della geopolitica: la trasformazione dei dazi nel XXI secolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi due decenni, il quadro internazionale \u00e8 mutato radicalmente. La crescente rivalit\u00e0 tra Stati Uniti e Cina, l\u2019indebolimento del multilateralismo, la pandemia e la guerra in Ucraina hanno contribuito a ridisegnare le priorit\u00e0 strategiche delle potenze economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, i dazi sono stati rivalutati come strumenti di pressione geopolitica, con caratteristiche ben precise:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">coercizione mirata: si impongono dazi per colpire settori strategici di Paesi rivali o per forzare negoziati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">strumento negoziale: i dazi diventano leve per ottenere concessioni in ambiti come tecnologia, difesa, energia o ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">segnale strategico: il loro uso comunica risolutezza e volont\u00e0 di difendere gli interessi nazionali con ogni mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa logica \u00e8 stata adottata con forza dagli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno utilizzato i dazi non solo contro i rivali, ma anche verso gli alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La strategia tariffaria degli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019amministrazione Trump (2017\u20132021), gli Stati Uniti hanno rilanciato i dazi come strumenti centrali della politica estera ed economica. Le tariffe imposte su centinaia di miliardi di dollari di merci cinesi \u2013 giustificate con accuse di furto di propriet\u00e0 intellettuale e pratiche commerciali scorrette \u2013 hanno segnato l\u2019inizio di una nuova stagione di conflitto commerciale. Ma i dazi non hanno colpito solo la Cina: anche alleati storici come l\u2019Unione Europea, il Canada e il Giappone sono stati coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump ha invocato la \u201csicurezza nazionale\u201d (Sezione 232) per giustificare tariffe su acciaio e alluminio, e ha minacciato misure simili anche per automobili europee. L\u2019obiettivo era chiaro: ristrutturare le relazioni economiche globali secondo una logica di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contrariamente alle aspettative, l\u2019amministrazione Biden ha mantenuto molte di queste misure. Pur adottando un tono pi\u00f9 cooperativo, Biden ha integrato i dazi in una strategia industriale pi\u00f9 ampia, centrata su resilienza, decoupling tecnologico e competitivit\u00e0 industriale interna. Ad esempio, nel 2024 gli Stati Uniti hanno aumentato le tariffe su veicoli elettrici e pannelli solari cinesi non per proteggere l\u2019occupazione, ma per limitare l\u2019espansione tecnologica di Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il caso USA-UE e della Cina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il deterioramento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea \u00e8 un chiaro esempio di come i dazi stiano diventando strumenti di conflitto tra partner strategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2018, gli Stati Uniti hanno imposto dazi del 25% sull\u2019acciaio e del 10% sull\u2019alluminio anche ai Paesi europei, con la giustificazione della sicurezza nazionale. L\u2019Unione Europea ha risposto con dazi di ritorsione su prodotti americani iconici, tra cui whisky, motociclette Harley-Davidson e jeans Levi\u2019s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2021, l\u2019amministrazione Biden ha sostituito i dazi con un sistema di quote, ma ha mantenuto la logica del controllo strategico delle importazioni, lasciando irrisolta la tensione di fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019approvazione dell\u2019Inflation Reduction Act (IRA) nel 2022 ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco. La legge prevede sussidi e incentivi fiscali per la produzione interna di tecnologie verdi \u2013 auto elettriche, batterie, pannelli solari \u2013 ma esclude i prodotti europei se non realizzati negli Stati Uniti o con \u201cPaesi amici\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019UE, si tratta di un chiaro esempio di protezionismo discriminatorio, contrario alle regole del WTO. Per Washington, \u00e8 una misura strategica per contrastare la Cina e garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione Europea ha avviato negoziati con Washington per ottenere uno status di \u201cpartner qualificato\u201d, ma la disputa ha rafforzato la consapevolezza, in Europa, della necessit\u00e0 di una maggiore autonomia strategica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la Cina ha utilizzato le tariffe come strumento politico. Dopo che l\u2019Australia ha chiesto un\u2019indagine internazionale sull\u2019origine del COVID-19, Pechino ha imposto dazi e restrizioni su prodotti australiani come vino, orzo, carbone e manzo. Ufficialmente motivati da \u201cquestioni sanitarie\u201d o \u201cnormative tecniche\u201d, questi provvedimenti sono stati ampiamente interpretati come una forma di punizione per una presa di posizione politica non gradita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rischi e implicazioni della nuova logica dei dazi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019uso dei dazi come strumenti geopolitici ha importanti conseguenze sul sistema internazionale. Invocare continuamente la sicurezza nazionale o l\u2019emergenza strategica per imporre dazi mina il ruolo dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, il cui meccanismo di risoluzione delle controversie \u00e8 gi\u00e0 in crisi. Se tutti gli Stati si sentono legittimati ad agire unilateralmente, le regole comuni perdono valore. Si genera un erosione del sistema multilaterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019emergere di politiche di friend-shoring e decoupling contribuisce alla frammentazione delle catene di approvvigionamento globali. Mentre ci\u00f2 pu\u00f2 aumentare la resilienza di alcune economie, aumenta i costi, riduce l\u2019efficienza e crea nuove disuguaglianze tra Paesi integrati e Paesi esclusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dazi contro partner strategici come l\u2019UE rischiano di indebolire le alleanze occidentali, spingendo gli Stati colpiti a rispondere con misure proprie. La reazione europea all\u2019IRA \u00e8 un segnale di questa tendenza: l\u2019UE ha iniziato a elaborare una propria politica industriale e a chiedere maggiore autonomia dai vincoli imposti da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ritorno dei dazi sulla scena internazionale segna una svolta epocale. Da strumenti puramente economici, essi sono diventati armi geopolitiche, usate per difendere interessi strategici, punire comportamenti ostili e negoziare vantaggi politici. Questo vale per i rapporti tra potenze rivali, come nel caso USA-Cina, ma anche per quelli tra alleati, come tra Stati Uniti e Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel nuovo scenario globale, dove la sicurezza economica \u00e8 diventata una priorit\u00e0 politica, \u00e8 probabile che i dazi continueranno a essere usati come strumenti di influenza e coercizione. Tuttavia, l\u2019uso eccessivo o disordinato di queste misure pu\u00f2 generare effetti controproducenti: aumento delle tensioni, ritorno del protezionismo e crisi del sistema multilaterale. Bisogna per\u00f2 considerare che i dazi possono indurre alcuni stati a correggere politiche economiche che rischiano di avere effetti distorsivi sul sistema economico mondiale. Questo \u00e8 il caso della Cina la cui proiezione esterna in termini di esport genera problemi al sistema economico mondiale, cosi come anche il saldo positivo nella bilancia commerciale dell\u2019Europa con gli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per evitare la deriva verso un mondo frammentato e conflittuale, sar\u00e0 necessario ristabilire un equilibrio tra interessi strategici e cooperazione internazionale, tra sicurezza e apertura, tra potere e regole condivise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Geopolitica #Economia #Dazi\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.vision-gt.eu\/news\/dazi-strumento-geopolitico-dal-commercio-alla-coercizione-strategica\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/1EPFNsfdiR\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/1EPFNsfdiR\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Alberto Cossu) I dazi doganali sono sempre stati una leva fondamentale della politica economica nazionale. 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