{"id":91028,"date":"2025-07-09T10:30:14","date_gmt":"2025-07-09T08:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91028"},"modified":"2025-07-09T10:30:14","modified_gmt":"2025-07-09T08:30:14","slug":"leonardo-e-il-porto-di-genova-un-hub-militare-che-si-spaccia-per-logistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91028","title":{"rendered":"Leonardo e il porto di Genova: un hub militare che si spaccia per logistica"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/tablet-1280-genova.png\" width=\"575\" height=\"192\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Genova \u00e8 stata indiscussa protagonista di grandi promesse: la \u201cripartenza\u201d, la \u201cvocazione logistica\u201d, il \u201ccapitale del Mediterraneo\u201d. Dietro queste frasi per\u00f2 si nasconde un piano ben pi\u00f9 strategico: trasformare le banchine in piattaforme per armamenti e tecnologie dual\u2011use, con Leonardo (ex\u202fFinmeccanica) al timone del gioco. E il tutto sotto la copertura rassicurante di \u201csicurezza regionale\u201d e \u201cinnovazione tecnologica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 12 novembre 2018, il CEO Alessandro\u202fProfumo firma un Memorandum con Regione Liguria, Comune e Autorit\u00e0 Portuale di Genova per \u201cprogetti e dimostrazioni tecnologiche a supporto della sicurezza regionale\u201d. Tradotto: videocamere, droni, radar, sorveglianza elettronica\u2026 il tutto presentato come misura a servizio dei cittadini, mentre i monitor diventeranno spie per container militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leonardo era gi\u00e0 strettamente legato all\u2019industria della difesa: controllata al 30\u202f% dal Ministero dell\u2019Economia e partner di NATO per sistemi di sorveglianza a terra. Ma ora ha conquistato un posto fisso in porto: sotto un pretesto di \u201cresilienza territoriale\u201d, si \u00e8 inserita come main partner tecnologico, senza gara n\u00e9 trasparenza nei contratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il memorandum prevede collaborazione su \u201cmonitoraggio territoriale, cyber\u2011security, tracciamento merci\u201d. Lo schema TPCS e GTS3 del triennio\u202f2024\u201126 punta ad integrare telecamere, scanner doganali, droni marini e sorveglianza 24\/7, creando una rete cittadina che, se interfacciata ad algoritmi militari, pu\u00f2 controllare qualsiasi traffico, civile o bellico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, progetti europei su \u201cmulti\u2011modal logistics\u201d puntano a collegare porti e ferrovie anche per la military mobility \u2013 ovvero il trasferimento rapido di truppe e mezzi \u2013 tra cui Genova e La Spezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leonardo non si limita al trasporto merci. \u00c8 partner tecnico della NATO su sistemi di sorveglianza a terra (AGS). Il suo bilancio integrato 2023 conferma joint\u2011venture con KNDS per nuovi Main Battle Tank. Colombo come hub logistico? Gli scenari si sprecano: armi in arrivo, manutenzione in loco, test di tecnologie dual\u2011use.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Genova non \u00e8 Istanbul. \u00c8 vicino a basi NATO e all\u2019asse Est\u2011Mediterraneo, teatro di crisi geopolitiche come Libia, Siria e conflitto russo\u2011ucraino. Avere un \u201cporto intelligente\u201d significa controllo sui flussi, ma anche accesso rapido a risorse militari, droni marini, radar navali, tecnologia antimissile e insight logistici su scala continentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tutto questo, la politica cittadina resta complice o silente. Nessuna gara pubblica, nessuna verifica parlamentare, nessuna consultazione democratica. Leonardo annuncia \u201chub del futuro\u201d, l\u2019Autorit\u00e0 portuale lo firma\u2026 e via, non resta che caricare container senza sapere cosa c\u2019\u00e8 dentro. Il porto rischia di diventare un \u201cporto delle ombre\u201d, dove, dopo il gate doganale civile, si gestisce \u2013 con occhi elettronici \u2013 una parte della catena d\u2019armamenti occidentale, senza dettagli su destinazione o contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Comitato portuale ha assistito all\u2019operazione con sorprendente docilit\u00e0: alcuni membri hanno ammesso di aver appreso dei protocolli solo a giochi fatti, con firme gi\u00e0 apposte da Regione e Autorit\u00e0. Nessun passaggio in consiglio comunale, nessun dibattito pubblico: eppure si sta rimodellando il cuore logistico della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul fronte sindacale, la FILT\u2011CGIL ha sollevato dubbi sulla \u201cmilitarizzazione delle banchine\u201d e sulle conseguenze per i lavoratori civili: \u00abCaricano container come se nulla fosse, ma ignorano il carico. Serve trasparenza\u00bb. Altre sigle, come USB, hanno organizzato scioperi di solidariet\u00e0 e presidii, sostenendo che lo scalo non pu\u00f2 trasformarsi in snodo di armi verso l\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Genova, grazie al corridoio Reno\u2011Alpi e ai collegamenti ferroviari, \u00e8 parte di grandi catene logistiche europee. Ma con Leonardo in campo, la citt\u00e0 potrebbe diventare nodo stabile per la military mobility voluta da Bruxelles, con trasporto rapido di truppe e mezzi tra Penisola e Nord Europa. Non \u00e8 astratto: altre esercitazioni NATO, come Defender Europe, hanno coinvolto Livorno e Taranto. Se Genova segue, il traffico civile potrebbe subire rallentamenti e controlli extra per far spazio alle colonne militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le banchine liguri, a pochi chilometri dalla base NATO di La Spezia, potrebbero diventare piattaforme per operazioni nel Mediterraneo orientale, in Libia, Mar Rosso o Mar Nero, con conseguenze imprevedibili. L\u2019Italia rischia di trascinare Genova in questa \u201cguerra delle rotte\u201d che contrappone NATO, Russia e Cina per il controllo dei mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei quartieri vicini al porto monta la protesta civile: comitati e associazioni ambientaliste hanno iniziato a manifestare davanti ai moli con slogan come \u201cThe war starts here\u201d e \u201cFermiamo la logistica di guerra\u201d, denunciando che Genova non pu\u00f2 diventare retrovia militare. Alcuni anziani parlano di container senza etichetta e chiedono semplicemente: \u201cMa cosa passa di nascosto?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Investigate Europe ha documentato le proteste dei \u201cdockers against arms\u201d contro le esportazioni verso l\u2019Arabia Saudita, portando Genova sotto i riflettori europei. Numerose testate locali hanno raccontato lo sdegno crescente della comunit\u00e0, mentre comitati di residenti chiedono al Comune e alla Regione chiarimenti su accordi firmati senza gara, studi d\u2019impatto ambientale o informazione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Presidi continui al varco San Benigno vedono cittadini con bandiere e megafoni sfidare pullman carichi di container sospetti, sperando in spiegazioni su cosa realmente entri e esca dai moli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi, mentre Leonardo consolida la sua presenza strategica, la citt\u00e0 reagisce con inquietudine. Genova vive la tensione tra la vocazione commerciale e la nuova identit\u00e0 militare del porto. Da un lato c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 attiva, che si mobilita; dall\u2019altro, una politica sorda, uffici silenti, lobby silenziose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nodo ora \u00e8 chi controlla: appalti aperti, contratti pubblici visibili, sindacati informati, ruolo istituzionale attivo. Perch\u00e9 se alla \u201clogistica integrata\u201d sostituiamo la \u201clogistica bellica\u201d, le banchine smettono di essere motore d\u2019economia e diventano parte delle rotte delle guerre del XXI secolo. E quella, per Genova, non \u00e8 una rivoluzione: \u00e8 un tradimento.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/09\/leonardo-e-il-porto-di-genova-un-hub-militare-che-si-spaccia-per-logistica\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/09\/leonardo-e-il-porto-di-genova-un-hub-militare-che-si-spaccia-per-logistica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Giuseppe Gagliano) Genova \u00e8 stata indiscussa protagonista di grandi promesse: la \u201cripartenza\u201d, la \u201cvocazione logistica\u201d, il \u201ccapitale del Mediterraneo\u201d. Dietro queste frasi per\u00f2 si nasconde un piano ben pi\u00f9 strategico: trasformare le banchine in piattaforme per armamenti e tecnologie dual\u2011use, con Leonardo (ex\u202fFinmeccanica) al timone del gioco. E il tutto sotto la copertura rassicurante di \u201csicurezza regionale\u201d e \u201cinnovazione tecnologica\u201d. 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