{"id":91075,"date":"2025-07-14T10:30:18","date_gmt":"2025-07-14T08:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91075"},"modified":"2025-07-12T13:34:22","modified_gmt":"2025-07-12T11:34:22","slug":"il-nuovo-fronte-scelto-dai-tagliagole-euro-liberali-dopo-la-caduta-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91075","title":{"rendered":"Il nuovo fronte scelto dai tagliagole euro-liberali dopo la caduta dell&#8217;Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-91078\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/350x200c50-10-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/350x200c50-10-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/350x200c50-10.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Il Kazakhstan si sta rapidamente trasformando in una colonia francese, spostandosi verso la NATO, con la Turchia che la spinge in quella direzione, scrive Ajnur Kurmanov su PolitNavigator. Ne sono testimonianza le frequenti esercitazioni militari congiunte e la crescente cooperazione militare-industriale, che finiscono per contrapporre Astana al ODKB (Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kyrghyzstan, Russia, Tad\u017eikistan) creando tensione ai confini meridionali russi.<\/p>\n<p>Forze speciali kazakhe hanno preso parte alle manovre \u201cAnadolu-2025\u201d con unit\u00e0 di 33 paesi (tra questi, anche Azerbajd\u017ean, Georgia, Kyrgyzstan, Uzbekistan, Turkmenistan) membri o candidati NATO, con esercitazioni al combattimento urbano con l&#8217;uso di droni. Allo scopo, si sta adottando l&#8217;esperienza ucraina nell&#8217;impiego di droni d&#8217;attacco; si sta cio\u00e8 praticando l&#8217;interazione delle forze nel quadro del sistema occidentale di coordinamento, con l&#8217;obiettivo a lunga scadenza di rafforzare le posizioni NATO nel Caucaso e in Asia centrale. Fa da tramite Ankara, nell&#8217;ambito del blocco politico-militare dell&#8217;Organizzazione degli Stati Turchi (OTG: Azerbajd\u017ean, Kazakhstan, Kyrghyzstan, Turchia, Uzbekistan) e del progetto di &#8220;esercito del Turan&#8221;.<\/p>\n<p>Ora, alla luce del fatto che in Azerbajd\u017ean verr\u00e0 realizzata la pi\u00f9 grande base militare turca, il coinvolgimento delle forze kazakhe nelle esercitazioni \u201cAnadolu-2025\u201d fa supporre che anche Astana stia diventando parte integrante di questo sistema di sicurezza unificato. Per dire: il prossimo settembre, nella zona di Baku, si svolger\u00e0 un&#8217;esercitazione con forze turche, uzbeke, kazakhe e pakistane, il che appare come uno strumento di pressione su Mosca e Teheran nel bacino del Caspio.<\/p>\n<p>Si sta gi\u00e0 insomma formando un nuovo saliente di tensione ai confini meridionali della Russia, mentre lo status degli \u201calleati\u201d nel ODKB in Asia centrale diventa sempre pi\u00f9 sfocato e non fa che mascherare il vero quadro geopolitico che va delineandosi nella regione.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 anche significativo che Astana, mentre rafforza l&#8217;integrazione militare con Ankara, stia contemporaneamente intensificando la cooperazione con Parigi nel campo dell&#8217;estrazione e esportazione di minerali strategici. Mentre in Turchia erano in corso le esercitazioni delle forze speciali, Astana annunciava l&#8217;apertura di un impianto di lavorazione dell&#8217;uranio con la partecipazione di un&#8217;azienda francese presso il giacimento di Tortkuduk meridionale, nella regione del Turkestan. In tal modo, con una svolta coloniale in Kazakhstan, la rivale della Turchia ha l&#8217;opportunit\u00e0 di sostituire i giacimenti perduti in Africa occidentale, con 2.000 tonnellate di uranio all&#8217;anno che verranno destinate direttamente alle centrali nucleari francesi. Allo stesso tempo, Parigi non abbandona i piani per partecipare alla costruzione della prima centrale nucleare nel sud del Kazakhstan, come parte di un consorzio comune, imponendo le proprie &#8220;tecnologie verdi&#8221;.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 dimostra che, nonostante la concorrenza tra Ankara e Parigi, i loro interessi nell&#8217;accaparramento delle ricchezze del Kazakhstan e dell&#8217;Asia centrale convergono. Dopotutto, il raggruppamento OTG, prototipo del &#8220;esercito del Turan&#8221;, si concentra proprio sul controllo dei giacimenti e della rotta transcaspica per l&#8217;esportazione di minerali da parte del capitale occidentale.<\/p>\n<p>*Impianto per la lavorazione dell&#8217;uranio insieme ai francesi<\/p>\n<p>Comicamente, in questo contesto di servilismi verso l&#8217;Occidente, Donald Trump ha imposto dazi commerciali del 25% su Astana che, d&#8217;altra parte, partecipa attivamente alle sanzioni contro Mosca, esibendosi in una politica compradora e collaborazionista. Politica che si esprime anche, al pari di Kyrghyzstan e Azerbaid\u017ean, in sanzioni interne per il mancato rispetto della quota linguistica nazionale in televisione. Al senato kazakho, si lamenta la propaganda russa nelle regioni di confine e, di contro, si alimentano sentimenti russofobi: una testimonianza di coordinamento all&#8217;interno dell&#8217;Organizzazione degli Stati Turchi. Cos\u00ec come a Bi\u0161kek, infatti, anche ad Astana il Ministero della cultura parla di introduzione di responsabilit\u00e0 amministrativa per canali televisivi e stazioni radiofoniche che non forniscano un volume richiesto di trasmissioni in lingua kazakha, mentre emendamenti al Codice Amministrativo vanno a punire, di fatto, un uso del russo ritenuto \u201ceccessivo\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il discorso verte sul \u201crepulisti\u201d del campo informativo da trasmissioni russe e dall&#8217;influenza politica sulla mentalit\u00e0 dei kazakhi. Cos\u00ec, Olga Bulavkina, senatrice della regione del Kazakhstan orientale, lamenta che i cittadini delle zone di confine &#8220;assorbano&#8221; in modo incontrollato l&#8217;ideologia russa. Di fatto, il Kazakhstan va cadendo completamente sotto il controllo anglosassone, sulla strada di un &#8220;cordone sanitario&#8221; attorno alla Russia. Stando alla Reuters, gli USA stanno mettendo in piedi in Kazakhstan un gruppo speciale per monitorare l&#8217;attuazione delle sanzioni contro Mosca, mentre il Ministero degli esteri britannico pubblica una guida dettagliata rivolta alle aziende kazakhe, che delinea i potenziali rischi associati alle relazioni commerciali con partner russi soggetti a sanzioni britanniche.<\/p>\n<p>A poco sembrano servire, per il momento, prese di posizione contro una tale colonizzazione, come quelle di vari partiti comunisti e operai, che hanno rilasciato una dichiarazione congiunta contro l&#8217;appropriazione di giacimenti metalliferi di terre rare in Kazakhstan, da parte di compagnie francesi, britanniche e americane. Nel documento, si parla di \u201caperta confisca di ricchezze e risorse kazakhe, di politica imperialista volta a radicare il neocolonialismo\u201d e si rileva che il Kazakhstan si sta trasformando in un deserto senza vita, sull&#8217;esempio della morte del mar Caspio, dove la fanno da padrone compagnie americane ed europee.<\/p>\n<p>Ma un fronte anti-russo si va delineando anche tra Baku e Erevan, specialmente dopo i colloqui tenuti a Abu Dhabi tra Il&#8217;kham Aliev e Nikol Pa\u0161injan. Le parti non hanno ovviamente firmato un &#8220;trattato di pace&#8221;, poich\u00e9 Aliev continua a insistere sull&#8217;adozione di una nuova Costituzione armena, da cui vengano rimossi i riferimenti al Karabakh, sul completamento del processo di delimitazione e sull&#8217;apertura del corridoio di Zangezur. Quest&#8217;ultima questione \u00e8 stata anzi quella al centro dell&#8217;incontro, dato che riveste un&#8217;importanza strategica sia per Baku, che per Ankara. Non si tratta infatti solo di un&#8217;arteria di trasporto, ma del fulcro dell&#8217;intera rotta di mezzo che collega l&#8217;Asia centrale all&#8217;Europa, attraverso la Turchia, per l&#8217;esportazione di materie prime e, allo stesso tempo, un trampolino per l&#8217;ulteriore avanzata della NATO verso Oriente. L&#8217;apertura del corridoio alle condizioni turche, significa di fatto la perdita da parte di Erevan del controllo sull&#8217;Armenia meridionale e la trasformazione dell&#8217;intera repubblica in una zona di transito per l&#8217;Occidente.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 escludere che Baku abbia altre rivendicazioni territoriali, in particolare su Sjunik e sui territori del \u201cAzerbajd\u017ean occidentale&#8221;, mentre l&#8217;operativit\u00e0 del corridoio di Zangezur sar\u00e0 solo una tappa verso l&#8217;attuazione di piani espansionistici azeri. Con tali mosse, Aliev sta assediando l&#8217;\u00e9lite armena, privandola di qualsiasi opportunit\u00e0 di manovra e di ritirata, possibili solo con la partecipazione della Russia al processo di pacificazione. Dunque, poich\u00e9 qualsiasi accordo sarebbe a priori iniquo, con conseguente perdita della sovranit\u00e0 e dell&#8217;indipendenza dell&#8217;Armenia, Il&#8217;kham Aliev e Nikol Pa\u0161injan avevano bisogno di deteriorare il pi\u00f9 possibile i rapporti con Mosca, rendendone impossibile la presenza.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Nei piani occidentali, non rientra alcuna presenza russa nell&#8217;area, quantunque nell&#8217;accordo del 2020 si ipotizzasse che l&#8217;arteria viaria sarebbe stata presidiata dalle forze di frontiera russe. Il fatto che ora saranno gli anglosassoni a fare da padroni \u00e8 testimoniato dalla visita straordinaria a Erevan, il 10 luglio, del vice Capo di SM del Comando delle Forze Congiunte della NATO, John Mead. \u00c8 quasi sicuro che, in quell&#8217;occasione, siano state discusse questioni relative alle garanzie fornite dalla NATO a Erevan in caso di ritiro dal ODKB e i dettagli pratici del dispiegamento di forze a &#8220;protezione&#8221; della societ\u00e0 di gestione americana. In questo modo, viene assicurata la procedura per il definitivo riorientamento geopolitico dell&#8217;Armenia, cos\u00ec che a contrapporsi a Mosca nel Caucaso e in Asia centrale sar\u00e0 un&#8217;intera coalizione di paesi ostili.<\/p>\n<p>\u00abPenso che per l&#8217;Occidente e l&#8217;Azerbajd\u017ean\u00bb afferma il politologo armeno Ajk Ajvazjan. sia \u00abimportante non tanto il trattato di pace in s\u00e9, quanto l&#8217;inclusione dell&#8217;Armenia nel progetto del Corridoio di Mezzo, parte del quale si chiama Corridoio Zangezur. La parte armena di questo corridoio sar\u00e0 controllata dagli americani, l&#8217;Armenia perder\u00e0 la sovranit\u00e0 su questa strada, poich\u00e9 non sar\u00e0 in grado di resistere da sola. E i beneficiari di questo Corridoio di Mezzo sono decine di paesi, tra i quali non c&#8217;\u00e8 un solo alleato dell&#8217;Armenia. Proprio per questo, gli agenti occidentali in Armenia hanno fatto di tutto per far fallire l&#8217;adempimento della dichiarazione del 9 novembre 2020, mediata dalla Russia, che prevedeva l&#8217;apertura di comunicazioni regionali sotto la giurisdizione armena, con il controllo dell&#8217;alleato dell&#8217;Armenia, la Russia\u00bb, dice Ajvazjan.<\/p>\n<p>Inoltre, sempre come risultato dei colloqui Aliev-Pa\u0161injan negli Emirati Arabi, potrebbe verificarsi un ritiro anticipato delle truppe russe dall&#8217;Armenia, con la liquidazione della base di Gjumri, nella parte nordoccidentale del paese, senza attendere la scadenza del 2041. \u00c8 quanto ipotizza il giornalista azero Il&#8217;kham Ismail che parla, probabilmente con eccessivo ottimismo filo-occidentale, di \u00abpace, stabilit\u00e0 e sviluppo economico nella regione\u00bb.<\/p>\n<p>Se domani si aprisse la strada tra Turchia e Armenia, afferma Ismail, la \u00abdipendenza economica dell&#8217;Armenia dalla Russia diminuirebbe e la Turchia sarebbe gi\u00e0 uno Stato amico\u00bb, ricordando che tra Turchia e Azerbajd\u017ean esiste un accordo strategico per aiuto militare reciproco.<\/p>\n<p>Insomma, in vista della liquidazione del fronte sudoccidentale, quello ucraino, tutti i soggetti del dramma stanno gi\u00e0 vestendo gli abiti di scena e approntano le nuove scenografie atte a rappresentare la \u201clotta dei giusti\u201d, delle \u00abdemocrazie del benessere\u00bb, contro quelle che i tagliagole euro-liberali del Corriere della Sera, avendo in mente se stessi, definiscono le \u00abmire espansionistiche di uno stato guerrafondaio, la Russia di Putin\u00bb.<\/p>\n<p>FONTI:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"49c10S2dQW\"><p><a href=\"https:\/\/politnavigator.news\/kazakhstan-na-pravakh-francuzskojj-kolonii-ukhodit-pod-tureckijj-zontik-nato.html\">\u041a\u0430\u0437\u0430\u0445\u0441\u0442\u0430\u043d \u043d\u0430 \u043f\u0440\u0430\u0432\u0430\u0445 \u0444\u0440\u0430\u043d\u0446\u0443\u0437\u0441\u043a\u043e\u0439 \u043a\u043e\u043b\u043e\u043d\u0438\u0438 \u0443\u0445\u043e\u0434\u0438\u0442 \u043f\u043e\u0434 \u0442\u0443\u0440\u0435\u0446\u043a\u0438\u0439 \u0437\u043e\u043d\u0442\u0438\u043a \u041d\u0410\u0422\u041e<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; 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Ne sono testimonianza le frequenti esercitazioni militari congiunte e la crescente cooperazione militare-industriale, che finiscono per contrapporre Astana al ODKB (Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kyrghyzstan, Russia, Tad\u017eikistan) creando tensione ai confini meridionali russi. 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