{"id":91089,"date":"2025-07-14T09:30:48","date_gmt":"2025-07-14T07:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91089"},"modified":"2025-07-14T00:35:03","modified_gmt":"2025-07-13T22:35:03","slug":"la-trappola-dei-dazi-perche-il-messico-non-ha-paura-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91089","title":{"rendered":"La trappola dei dazi: perch\u00e9 il Messico non ha paura di Trump"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h4 class=\"post-subtitle\">Nonostante le minacce del 30% sulle esportazioni, il governo di Sheinbaum ha strumenti per reagire. E il deficit USA intanto continua a salire<\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Donald Trump ha deciso di alzare la posta nella sua guerra commerciale contro il Messico, imponendo dal primo agosto dazi del 30% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti. Una mossa aggressiva, giustificata con la crisi del fentanyl e una denunciata incapacit\u00e0 di Citt\u00e0 del Messico nel fermare i cartelli della droga. Ma dietro la retorica sulla sicurezza, c\u2019\u00e8 una strategia economica che punta a forzare la mano al vicino meridionale, sperando in una resa. Il Messico, per\u00f2, non \u00e8 per niente intenzionato a cedere.<\/p>\n<p><strong>La minaccia del fentanyl: un pretesto?<\/strong><\/p>\n<p>Trump ha inviato una lettera alla presidente Claudia Sheinbaum, accusando il Messico di non fare abbastanza contro il narcotraffico e definendo i cartelli come &#8220;<em>le persone pi\u00f9 abominevoli che abbiano mai calcato la Terra<\/em>&#8220;. Una retorica dura, che per\u00f2 nasconde un obiettivo pi\u00f9 pragmatico: spingere le aziende messicane a delocalizzare negli Stati Uniti. &#8220;<em>Se producete da noi, i dazi spariranno<\/em>&#8220;, \u00e8 stato il messaggio.<\/p>\n<p>Ma il Messico non \u00e8 nuovo a queste pressioni. Gi\u00e0 durante il primo mandato di Trump, l\u2019ex presidente Andr\u00e9s Manuel L\u00f3pez Obrador aveva gestito le tensioni senza piegarsi completamente, evitando una rottura totale. Ora, con Sheinbaum pronta a ereditare quella linea, \u00e8 probabile che la risposta sar\u00e0 ancora una volta di resistenza calcolata. Del resto, il Messico \u00e8 oggi il primo partner commerciale degli USA, superando persino la Cina. Una leva che Citt\u00e0 del Messico potrebbe usare per negoziare, piuttosto che arrendersi alle imposizioni di Washington.<\/p>\n<p><strong>La trappola dei dazi: perch\u00e9 la strategia di Trump potrebbe fallire<\/strong><\/p>\n<p>Trump sembra convinto che aumentare i dazi sia un modo per &#8220;<em>vincere<\/em>&#8221; nei negoziati. Ma la storia recente dimostra che\u00a0<strong>questa strategia ha limiti evidenti<\/strong>. Quando nel 2019 minacci\u00f2 tariffe punitive sul Messico per fermare i migranti, ottenne solo accordi parziali, senza risolvere il problema. Oggi, il rischio \u00e8 che la nuova stretta danneggi soprattutto i consumatori statunitensi, gi\u00e0 alle prese con l\u2019inflazione, mentre il Messico potrebbe cercare alternative commerciali altrove.<\/p>\n<p>Inoltre,\u00a0<strong>il governo messicano ha gi\u00e0 dimostrato di saper reagire<\/strong>. Quando pochi giorni fa Trump ha imposto dazi del 50% sul Brasile, il presidente Lula ha immediatamente minacciato ritorsioni. E se Sheinbaum dovesse seguire la stessa strada, Trump si troverebbe con un\u2019altra crisi autoinflitta, proprio in piena campagna elettorale.<\/p>\n<p><strong>Il deficit Usa intanto cresce, nonostante i dazi<\/strong><\/p>\n<p>Ironia della sorte, l\u2019offensiva tariffaria di Trump non sta migliorando i conti pubblici di Washington. Nonostante le entrate doganali siano raddoppiate (+113 miliardi), il deficit federale ha toccato 1.400 miliardi, con un aumento del 6% su base annua. Colpa della spesa sanitaria e degli interessi sul debito, che hanno superato i 920 miliardi. Numeri che dimostrano come i dazi siano un palliativo, non una soluzione.<\/p>\n<p>Trump promette di recuperare 300 miliardi entro fine anno grazie alle tariffe, ma intanto le imprese frenano gli investimenti in attesa di stabilit\u00e0. E mentre lui alza i muri, il Messico potrebbe semplicemente aspettare che la sua strategia si sgretoli da sola, come gi\u00e0 successo in passato. Perch\u00e9 quando si tratta di resistere alle pressioni di Washington, Citt\u00e0 del Messico ha gi\u00e0 dimostrato di saperci fare.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_trappola_dei_dazi_perch_il_messico_non_ha_paura_di_trump\/45289_61897\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_trappola_dei_dazi_perch_il_messico_non_ha_paura_di_trump\/45289_61897\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione) &nbsp; Nonostante le minacce del 30% sulle esportazioni, il governo di Sheinbaum ha strumenti per reagire. E il deficit USA intanto continua a salire &nbsp; Donald Trump ha deciso di alzare la posta nella sua guerra commerciale contro il Messico, imponendo dal primo agosto dazi del 30% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti. 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