{"id":91099,"date":"2025-07-14T10:37:22","date_gmt":"2025-07-14T08:37:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91099"},"modified":"2025-07-14T10:37:22","modified_gmt":"2025-07-14T08:37:22","slug":"il-piano-marshall-si-fa-a-guerra-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91099","title":{"rendered":"Il Piano Marshall si fa a guerra finita"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-91100\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC00131_0-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC00131_0-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC00131_0-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC00131_0.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La Conferenza per la Ricostruzione dell\u2019Ucraina (Ukraine Recovery Conference \u2013 URC 2025) ha visto riunirsi a Roma 100 delegazioni ufficiali, 15 Capi di Stato e di Governo, 40 organizzazioni9 internazionali, una quarantina di ministri inclusi tutti gli italiani e 8.351 persone accreditate inclusi 2.000 esponenti di aziende (per un quarto 500 italiani), con 120 stand espositivi.<\/p>\n<p>I lavori, seguiti da 647 giornalisti, hanno visto la firma di 200 accordi di cooperazione, di cui 40 firmati da imprese italiane (tra cui Webuild, Ansaldo Energia, Leonardo, Eni, Ferrovie dello Stato, Enel, Prysmian e numerose PMI) per oltre 10 miliardi di euro (per il 25% stanziati dalla Ue) che verranno messi a disposizione per sostenere l\u2019Ucraina e la sua ricostruzione.<\/p>\n<p>Fondi peraltro del tutto insufficienti considerando che, secondo le stime della Banca Mondiale, i danni materiali inflitti all\u2019Ucraina dall\u2019inizio della guerra ammonterebbero a circa 500 miliardi di dollari: valutazione probabilmente stimata per difetto se si tiene conto che un simile ammontare era gi\u00e0 stato stimato nel 2024.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187812 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC00554.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Inoltre questa cifra non include le spese per la ricostruzione complessiva del Paese mentre l\u2019agenzia di stasmpa Euractiv ha valutato le necessit\u00e0 infrastrutturali pi\u00f9 urgenti in Ucraina nei settori dell\u2019edilizia abitativa (danni stimati per 57 miliardi di dollari), dei trasporti (36 miliardi) ed energia e settore minerario (20 miliardi).<\/p>\n<p>Ci sarebbero molte buone ragioni per guardare con prudenza a massicci investimenti in Ucraina (anche alla luce del fatto che Kiev vuole continuare la guerra) da parte di un\u2019Europa gi\u00e0 in ginocchio sul piano finanziario, economico ed energetico.<\/p>\n<p>Come ha sottolineato Maurizio Boni in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/spy-ucraina-la-ricostruzione-blackrock-si-e-sfilata-mosca-pronta-per-altri-2-anni-di-guerra\/2857586\/\">una recente intervista<\/a>\u00a0il fatto che i grandi fondi d\u2019investimento, a partire da Black Rock, si siano sfilati dalla ricostruzione significa che i margini di rischio e di ambiguit\u00e0 sono molto alti.<\/p>\n<p>Specie in una nazione come l\u2019Ucraina di fatto in bancarotta, dove la spesa militare assorbe il 60 per cento di quella pubblica e tra le pi\u00f9 corrotte al mondo, in cui ministri, viceministri e alti funzionari pubblici che vengono rimossi in seguito a scandali legati alla corruzione non vengono arrestati ma espatriano presso dimore e propriet\u00e0 di lusso in Europa o negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187813 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC04351.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Nella due giorni di URC 2025 \u00e8 stato in pi\u00f9 occasioni utilizzato il termine \u201cPiano Marshall\u201d, equiparando gli sforzi messi in campo per la ricostruzione dell\u2019Ucraina con il piano statunitense che con quasi 13 miliardi di dollari dell\u2019epoca contribu\u00ec alla ricostruzione postbellica dell\u2019Europa in seguito alla seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Se mettiamo da parte iperbole e discorsi ambiziosi a cui i leader dell\u2019Europa ci hanno abituato in questi tre anni e mezzo di guerra, appare evidente come un \u201cpiccolo dettaglio\u201d distingua in modo palese la conferenza di Roma per la ricostruzione dell\u2019Ucraina dal piano messo a punto da George Marshall, alla testa dell\u2019US Army durante la seconda guerra mondiale e poi segretario di Stato e segretario alla Difesa del presidente Harry Truman.<\/p>\n<p><strong>Il Piano Marshall venne annunciato nel giugno 1947 (cio\u00e8 due anni dopo la fine della guerra in Europa) e si svilupp\u00f2 tra il 1948 e il 1952 (cio\u00e8 fra tre e sette anni dopo la resa del Terzo Reich) con investimenti che videro tra i maggiori beneficiari Gran Bretagna, Francia, Germania Ovest, Italia e Olanda.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A ben guardare tutti i piani di ricostruzione post bellica, nazionali o multinazionali, si sono sviluppati dopo il termine delle ostilit\u00e0, come dimostra lil termine \u201cpost bellica\u201d. \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Difficile quindi comprendere quale senso possa avere continuare a discutere di ricostruzione dell\u2019Ucraina, tema affrontato per la prima volta al summit URC 2022 a Lugano, esattamente tre anni or sono (appena cinque mesi dopo l\u2019inizio del conflitto), quando la guerra \u00e8 ancora in corso e non sembrano esserci margini negoziali per concluderla in tempi brevi, come ormai sostengono apertamente anche a Washington e ammettono a Mosca.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187814 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DSC06076.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p><em>\u201cNon \u00e8 possibile in questa fase raggiungere gli obiettivi in Ucraina attraverso i canali diplomatici e quindi prosegue la sua offensiva su larga scala<\/em>\u201d, ha detto il 6 luglio il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.<\/p>\n<p>Pianificare la ricostruzione dell\u2019Ucraina \u00e8 un esercizio puramente teorico e dal significato forse politico in una fase in cui vi sono solo incertezze, a cominciare dal fatto che nessuno oggi pu\u00f2 dirsi certo che l\u2019Ucraina sopravviver\u00e0 come entit\u00e0 statale al conflitto.<\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 impossibile avere certezze su quali e quanti territori, nei quali si pianificano oggi interventi di ricostruzione, saranno a fine guerra sotto il controllo di Kiev.<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 interessante notare che secondo il quotidiano tedesco Junge Welt, ripreso in Italia dall\u2019agenza AGENPARL, l\u2019Unione Europea \u201cnon sarebbe interessata alla riconquista dei territori persi dall\u2019Ucraina, ritenendo che un eventuale recupero delle aree occupate dai russi aumenterebbe in modo significativo i gi\u00e0 elevatissimi costi di ricostruzione\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187815 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG_4733.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"723\" \/><\/p>\n<p>\u201cCi\u00f2 che colpisce nelle previsioni per Kiev \u00e8 il tacito riconoscimento che l\u2019Ucraina non riacquister\u00e0 mai i territori perduti,\u201d scrive il quotidiano. Secondo la testata, l\u2019est e il sud dell\u2019Ucraina \u2013 attualmente sotto controllo russo \u2013 non rientrerebbero pi\u00f9 nei piani politici e finanziari di Bruxelles.<\/p>\n<p>Valutazione che non tiene conto del fatto che molte aree dell\u2019Ucraina sotto controllo russo sono gi\u00e0 state ricostruite (vedi la citt\u00e0 di Mariupol) da Mosca. Certo, fa un po\u2019 sorridere (amaramente) che l\u2019Europa valuti l\u2019interesse o meno a riconquistare i territori ucraini perduti, territori in cui verrebbero sacrificate vite ucraine non certo europee a parte i \u201cvolontari\u201d e consiglieri militari gi\u00e0 inviati da molte nazioni aderenti alla NATO a combattere in Ucraina ma di cui restano ignoti numeri e perdite.<\/p>\n<p>Pur avendo rifiutato un accordo con Mosca che avrebbe sancito la perdita di 4 regioni pi\u00f9 la Crimea e quindi non accettando di riconoscere nessuna perdita territoriale, il governo ucraino e l\u2019Unione Europea considererebbero gi\u00e0 perdute e \u201cnon riconquistabili\u201d importanti aree dell\u2019est e del sud del paese sotto il controllo russo.<\/p>\n<p>In questo contesto, che sottintende l\u2019incapacit\u00e0 militare dell\u2019Ucraina di reggere il fronte (a causa di perdite crescenti, calo degli aiuti occidentali, fuga dall\u2019arruolamento e almeno 230 mila disertori) e dell\u2019Europa di aiutare con efficacia Kiev a farlo, occorre chiedersi che senso abbia sacrificare ancora tante vite inutilmente in un conflitto che non sar\u00e0 possibile vincere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187816 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG_4741.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 necessario anche domandarsi che senso abbia varare piani di ricostruzione per un\u2019Ucraina continuamente martellata da 500\/700 missili e droni russi (597 droni e 26 missili balistici e da crociera lanciati solo la notte scorsa) diretti ogni notte a demolire infrastrutture militari, strategiche e industriali ucraine.<\/p>\n<p>Meglio ricordarlo, il Piano Marshall non finanzi\u00f2 la ricostruzione della Gran Bretagna quando si trovava ancora sotto il tiro delle V1 e V2 tedesche. N\u00e9 la ricostruzione dell\u2019Italia quando le truppe del feldmaresciallo Kesserling presidiavano ancora la Linea Gotica.<\/p>\n<p>Il giornale tedesco sottolinea inoltre che una delle questioni centrali rimane l\u2019utilizzo dei beni russi congelati. Kiev e Washington spingono affinch\u00e9 l\u2019UE assuma una posizione pi\u00f9 decisa nel procedere all\u2019espropriazione di questi fondi, detenuti in gran parte da istituzioni finanziarie europee.<\/p>\n<p>Tuttavia, Junge Welt sottolinea che un eventuale sequestro definitivo rischierebbe di danneggiare la fiducia nei mercati finanziari dell\u2019UE. \u201cSemplicemente confiscarli manderebbe un segnale pericoloso ai mercati globali, perch\u00e9 gli investitori temerebbero per la sicurezza dei propri capitali in caso di crisi politiche\u201d.<\/p>\n<p>Del resto la fine della guerra toglierebbe ogni giustificazione legale al congelamento dei beni russi, costringendo le istituzioni europee a restituirli. In tale scenario, Bruxelles si troverebbe di fronte al rischio di tensioni diplomatiche e instabilit\u00e0 economica, proprio mentre tenta di sostenere la ripresa Ucraina, sottolinea il giornale.<\/p>\n<p>Un ulteriore evidente indizio del suicidio dell\u2019Europa quando basterebbe guardare ai fatti con concretezza e pragmatismo per comprendere come ogni ipotesi di ricostruzione sia prematura anche perch\u00e9 le forze di Kiev continuano a perdere terreno su tutti i fronti o quasi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187818 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GtY5g4LWcAAkxAX.jpg\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GtY5g4LWcAAkxAX.jpg 1280w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GtY5g4LWcAAkxAX-1024x682.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p>A titolo di esempio, che significato ha discutere oggi della ricostruzione del porto di Odessa mentre la guerra continua, docks e moli vengono regolarmente colpiti dai russi e domani l\u2019intera costa del Mar Nero potrebbe cadere in mano alle forze di Mosca?<\/p>\n<p>Per dare un senso ai programmi di ricostruzione l\u2019Europa avrebbe dovuto premere su Kiev affinch\u00e9 accettasse le condizioni poste dalla Russia, avrebbe perso Kherson, Zaporizhia, Lugansk e Donetsk (oltre alla Crimea) ma avrebbe la certezza di conservare Odessa, Sumy, Kharkiv, Dnipropertrovsk, regioni dove oggi i russi avanzano e che potrebbero domani volersi annettere per completare il controllo sulla \u201cNova Rossya\u201d.<\/p>\n<p>Come ha dichiarato a fine aprile Oleksji Arestovich, ex consigliere di Zelensky, \u00ab<em>l\u2019Ucraina pu\u00f2 scegliere di negoziare oggi perdendo 4 regioni pi\u00f9 la Crimea oppure accettare tra sei mesi di perdere 7 o 8 regioni\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Invece l\u2019approccio dell\u2019Europa, anche nella narrazione propagandistica, resta bellicoso e improntato a sostenere l\u2019Ucraina fino alla vittoria, con grande soddisfazione di Donald Trump che, con un\u2019altra delle capriole a cui ci ha ormai abituato, ha annunciato che riprender\u00e0 le forniture di armi all\u2019Ucraina \u201cattraverso\u201d la NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187819 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GtuECa4W8AATOKR-1.jpg\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GtuECa4W8AATOKR-1.jpg 1280w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GtuECa4W8AATOKR-1-1024x682.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p>Dopo avere imposto agli alleati di spendere il 5 per cento del PIL per la Difesa, percentuale foriera di mega contratti per forniture \u201cmade in USA\u201d, Trump viene incontro alla bellicosa Europa preannunciando che potrebbe fare presto una dura dichiarazione contro Mosca (nuove sanzioni?) che lo ha \u201cdeluso\u201d e soprattutto ripristinando le forniture militari all\u2019Ucraina che verranno per\u00f2 pagate interamente dagli alleati europei.<\/p>\n<p>Intervistato da NBC News, Trump ha detto che\u00a0<em>\u201cstiamo inviando armi alla NATO e la NATO sta pagando per quelle armi, al 100%. Quindi quello che stiamo facendo \u00e8 che le armi che vengono inviate vanno alla NATO che poi le dar\u00e0 all\u2019Ucraina e la NATO sta pagando per quelle armi\u201d,<\/em>\u00a0ha concluso.<\/p>\n<p>Tenuto conto che gli Stati Uniti sono parte della NATO (anzi, ne sono \u201cl\u2019azionista di maggioranza\u201d) l\u2019affermazione di Trump lascia intendere che saranno gli altri 31 membri della NATO (gli europei pi\u00f9 Turchia e Canada) a pagare il conto delle prossime forniture a Kiev.<\/p>\n<p>Un\u2019operazione che completa l\u2019iniziativa di Trump di trasformare la guerra in Ucraina da errore geopolitico in occasione di business. Con l\u2019accordo minerario imposto in primavera all\u2019Ucraina gli USA si sono assicurati il rientro con interessi del denaro e delle armi forniti a Kiev anche da prima del 2022 assumendo il controllo delle risorse del sottosuolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-187810 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/P20250524DT-0467_990389.webp\" sizes=\"(max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/P20250524DT-0467_990389.webp 1536w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/P20250524DT-0467_990389-1024x683.webp 1024w\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>Con l\u2019intesa \u201cpaga la NATO\u201d lascia fardelli letali sulle spalle dell\u2019Europa, l\u2019onere delle forniture di armi americane all\u2019Ucraina e i costi spaventosi per la ricostruzione e l\u2019inglobamento di Kiev nella Ue, in aggiunta ovviamente al macigno energetico dovuto alla rinuncia all\u2019energia russa.<\/p>\n<p>Un \u201ccapolavoro\u201d statunitense forse non pienamente colto dall\u2019ebete Europa ma subito perfettamente inquadrato al Cremlino.\u00a0<em>\u201cSi tratta di affari e la sostanza non cambia dal momento che l\u2019Ucraina continua ad essere rifornita di armi\u201d,<\/em>\u00a0ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov,<\/p>\n<p>Se qualcuno in Europa temeva che Trump potesse allontanare gli Stati Uniti dall\u2019Alleanza Atlantica pu\u00f2 dormire sonni tranquilli. Ora che da alleati ci siamo declassati a clienti\/vassalli potremo continuare a \u201cgodere\u201d dello stretto rapporto con gli USA, almeno finch\u00e9 continueremo a comprare da loro armi e GNL anche nella speranza (vana?) \u00a0di scongiurare i dazi.<\/p>\n<p><em>Foto: Governo Italiano, Forze Armate Ucraine e Casa Bianca<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/07\/i-piani-marshall-si-fanno-a-guerra-finita\/?_gl=1*l0y5no*_up*MQ..*map__ga*MTM3MTI3NTkyMy4xNzUyNDgxOTA4*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NTI0ODE5MDckbzEkZzAkdDE3NTI0ODE5MDckajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/07\/i-piani-marshall-si-fanno-a-guerra-finita\/?_gl=1*l0y5no*_up*MQ..*map__ga*MTM3MTI3NTkyMy4xNzUyNDgxOTA4*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NTI0ODE5MDckbzEkZzAkdDE3NTI0ODE5MDckajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) La Conferenza per la Ricostruzione dell\u2019Ucraina (Ukraine Recovery Conference \u2013 URC 2025) ha visto riunirsi a Roma 100 delegazioni ufficiali, 15 Capi di Stato e di Governo, 40 organizzazioni9 internazionali, una quarantina di ministri inclusi tutti gli italiani e 8.351 persone accreditate inclusi 2.000 esponenti di aziende (per un quarto 500 italiani), con 120 stand espositivi. 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