{"id":91123,"date":"2025-07-16T10:40:29","date_gmt":"2025-07-16T08:40:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91123"},"modified":"2025-07-16T16:35:59","modified_gmt":"2025-07-16T14:35:59","slug":"truffe-con-lintramoenia-allaou-dulbecco-di-catanzaro-14-indagati-tra-medici-infermieri-dirigenti-e-funzionari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91123","title":{"rendered":"Truffe con l\u2019intramoenia all\u2018Aou Dulbecco di Catanzaro, 14 indagati tra medici, infermieri, dirigenti e funzionari"},"content":{"rendered":"<p><strong>da QUOTIDIANO SANIT\u00c0 (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/img_prima\/1752570149.jpg\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Le indagini hanno fatto emergere anni di attivit\u00e0 intramoenia allargata gestita in autonomia e incassando dai pazienti il corrispettivo (in contanti) per che venivano solo in minima parte versate nelle casse dell\u2019Ao. A volte le prestazioni in intramoenia venivano svolte durante l\u2019ordinario orario di servizio. Uno dei medici avrebbe svolto anche interventi di cataratta abusivi. Tra i reati contestati, riciclaggio e autoriciclaggio.<\/em><\/strong><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eseguito stamani dalla Guardia di Finanza di Catanzaro e dai Nas un provvedimento di applicazione di 13 misure cautelari personali e 9 misure cautelari reali, nei confronti di 14 soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, falsit\u00e0 materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, peculato, falsa attestazione di presenza in servizio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.<\/p>\n<p>Nel dettaglio, spiega una nota della Procura, per 5 dirigenti medici, 3 infermieri e 2 dipendenti dell\u2019Ufficio ALPI (attivit\u00e0 libero professionale intramuraria) dell\u2019A.O.U. \u201cRenato Dulbecco\u201d, nonch\u00e9 per un imprenditore operante nel settore della vendita di dispositivi medicali \u00e8 stata applicata la misura degli arresti domiciliari; nei confronti di un ex dirigente medico dell\u2019A.O.U. \u201cRenato Dulbecco\u201d per fatti commessi quando era ancora in servizio \u00e8 stata applicata la misura non detentiva dell\u2019obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; per un altro dirigente medico \u00e8 stata applicata la misura cautelare non detentiva del divieto di dimora nel comune di Catanzaro. Con lo stesso provvedimento, Il Gip ha disposto il sequestro di circa un milione di euro complessivi nei confronti di n. 8 dirigenti medici ed un imprenditore, in quanto ritenuto profitto di alcuni dei reati contestati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le indagini hanno consentito di rilevare come 8 dirigenti medici dell\u2019A.O.U. \u201cRenato Dulbecco\u201d<\/strong>, con la complicit\u00e0 dell\u2019ufficio ALPI, abbiano sistematicamente svolto, negli anni, attivit\u00e0 intramoenia allargata (ossia presso studi privati, siti al di fuori dei locali ospedalieri) in violazione della normativa di settore, ossia gestendo in autonomia le visite, incassando dai pazienti \u2013 rigorosamente in contanti \u2013 il corrispettivo per le prestazioni erogate e provvedendo a versarne nelle casse dell\u2019azienda ospedaliera di appartenenza solo una minima parte, in modo da dissimulare l\u2019illiceit\u00e0 delle condotte perpetrate.<\/p>\n<p>Tale meccanismo \u00e8 stato reso possibile dal sistematico e \u201corganizzato\u201d apporto delle due funzionarie e del dirigente (oggi in quiescenza) e dell\u2019ufficio ALPI, i quali, ben consapevoli dell\u2019illecita attivit\u00e0 svolta dai professionisti, hanno fornito loro aiuto concreto per portare a termine i propositi criminosi, sia provvedendo ad accedere al sistema informatico dell\u2019ospedale onde registrare ex post, con date fittizie, le prenotazioni delle poche visite che venivano \u201cregolarizzate\u201d dai professionisti, sia indirizzando direttamente a questi ultimi i pazienti intenzionati ad avvalersi di prestazioni sanitarie intramoenia.<\/p>\n<p>In alcuni casi, \u00e8 stato rilevato che i medici svolgevano attivit\u00e0 intramoenia, sempre con la complicit\u00e0 dei componenti dell\u2019ufficio ALPI, durante l\u2019ordinario orario di servizio, cos\u00ec contribuendo a non smaltire le liste d\u2019attesa che, notoriamente, si caratterizzano per essere estremamente lunghe.<\/p>\n<p><strong>Inoltre, \u00e8 stato rilevato come due dei medici coinvolti si siano sistematicamente avvals<\/strong>i, nello svolgimento della loro attivit\u00e0 intramoenia illecita, di infermieri dipendenti dell\u2019Azienda ospedaliera di appartenenza, i quali sono risultati pienamente coinvolti nell\u2019attivit\u00e0 illecita, agevolandola con specifiche condotte autonome, quali, ad esempio, la riscossione \u2013 in contanti \u2013 dai pazienti del denaro relativo alle prestazioni sanitarie rese dai professionisti.<\/p>\n<p>Gli investigatori hanno anche riscontrato come uno di tali dirigenti medici abbia svolto, nel tempo, anche interventi di cataratta abusivi, sia presso una clinica privata \u2013 i cui amministratori erano ben consapevoli dell\u2019illiceit\u00e0 della condotta del medico, legato da vincolo di esclusivit\u00e0 all\u2019A.O.U. Dulbecco \u2013 sia presso il suo studio privato. A fronte di tali interventi, allorquando i pazienti richiedevano fattura, egli provvedeva a farla emettere dai complici dell\u2019ufficio ALPI, facendo loro rendicontare, tuttavia, una prestazione diversa, giacch\u00e9 gli interventi chirurgici non avrebbero potuto essere svolti in regime intramurario.<\/p>\n<p><strong>Inoltre, sempre lo stesso dirigente medico, con la complicit\u00e0 di due infermieri dipendenti\u00a0<\/strong>della sua stessa azienda e di un imprenditore cosentino, ha sistematicamente impiegato \u2013 cos\u00ec come un altro dei dirigenti medici coinvolti \u2013 parte del denaro ritenuto provento di reato nella sua attivit\u00e0 professionale, perlopi\u00f9 grazie ad un sofisticato sistema di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le 2 societ\u00e0 di capitali, che hanno consentito al medico di perpetrare una truffa ai danni dell\u2019A.O. di appartenenza e, una di esse, anche di reimpiegare il denaro provento dell\u2019attivit\u00e0 criminosa, sono attualmente indagate per responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti dipendente da reato, ai sensi del D. Lgs. n. 231\/2001.<\/p>\n<p>Dati gli elementi raccolti, \u00e8 stato possibile ipotizzare, nei confronti di 6 dei dirigenti medici coinvolti, la sussistenza di un vincolo associativo che lega i medesimi con i componenti dell\u2019ufficio ALPI, nonch\u00e9 con gli infermieri che da essi utilizzati per lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 professionale intramuraria \u201callargata\u201d. Infine, \u00e8 emerso che uno dei dirigenti medici, gi\u00e0 direttore dell\u2019ufficio ALPI dell\u2019A.O.U. \u201cRenato Dulbecco\u201d, il quale svolgeva e svolge attualmente l\u2019attivit\u00e0 di Doping Control Officer e Blood Control Officer per conto della Federazione Medico Sportiva Italiana, in ben n. 46 occasioni, ha prodotto documentazione (fatture per pasti, alberghi e spese di viaggio), del tutto fittizia, onde ottenere indebiti rimborsi dalla citata Federazione. Parimenti, in numerose occasioni, questi ha attestato falsamente la propria presenza in servizio, cos\u00ec procacciandosi un ingiusto profitto.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/regioni-e-asl\/articolo.php?articolo_id=130944\">https:\/\/www.quotidianosanita.it\/regioni-e-asl\/articolo.php?articolo_id=130944<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da QUOTIDIANO SANIT\u00c0 (Redazione) Le indagini hanno fatto emergere anni di attivit\u00e0 intramoenia allargata gestita in autonomia e incassando dai pazienti il corrispettivo (in contanti) per che venivano solo in minima parte versate nelle casse dell\u2019Ao. A volte le prestazioni in intramoenia venivano svolte durante l\u2019ordinario orario di servizio. Uno dei medici avrebbe svolto anche interventi di cataratta abusivi. Tra i reati contestati, riciclaggio e autoriciclaggio. 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