{"id":91219,"date":"2025-07-22T08:57:08","date_gmt":"2025-07-22T06:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91219"},"modified":"2025-07-21T11:59:44","modified_gmt":"2025-07-21T09:59:44","slug":"delle-istanze-convergenti-presente-e-futuro-della-scuola-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91219","title":{"rendered":"Delle \u201cistanze convergenti\u201d. Presente e futuro della scuola italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Emanuele Dell&#8217;Atti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/9788842100111.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/9788842100111.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le proteste degli studenti che scelgono di fare scena muta alla prova orale dell\u2019esame di stato, non sono parte di una lotta collettiva che contesta la deriva mercatista della scuola. Anzi, a questa deriva fungono da supporto e con questa tendenza di fondo convergono.<\/p>\n<p>Il gesto individuale di non sostenere parte dell\u2019esame, infatti, non sembra voler prendere di mira il modello, il metodo e il lessico aziendali a cui la scuola si ispira, non intende mettere in discussione la \u201cpedagogia econometrica\u201d che premia e punisce in base a crediti, debiti, indicatori e certificazioni delle competenze.<\/p>\n<p>Chi si \u00e8 reso protagonista di queste proteste, inoltre, non sembra abbia preso posizione contro l\u2019assurda e intollerabile sottrazione di ore alla didattica a vantaggio di PCTO, Orientamento, prove INVALSI, \u201cri-educazione civica\u201d, continue e sempre pi\u00f9 invadenti iniziative extra-scolastiche che ormai scandiscono l\u2019anno al posto dei cicli didattici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuna disobbedienza verso quella \u201cscuola manageriale\u201d che \u2013 anche negli atti ufficiali \u2013 parla la neolingua anglofilo-aziendale e che \u00e8 divenuta la fucina in cui si deve coltivare una forma mentis solo operativa e produttiva, dove non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 molto tempo da dedicare all\u2019 \u201cascolto\u201d di autori, teorie, modelli di spiegazione della realt\u00e0 e alla loro ri-elaborazione critica.<\/p>\n<p>Le proteste, invece, si focalizzano sul meccanismo valutativo che non ha premiato gli studenti e sembrano ispirarsi, paradossalmente, alla stessa matrice performativa che vorrebbero contestare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Polemiche individuali, dunque, la cui sorgente, pi\u00f9 che una vitale e benvenuta ribellione giovanile, sembra essere quella stessa antropologia dominante dell\u2019uomo imprenditore di se stesso, quella visione tesa ad atomizzare la societ\u00e0 e a favorire dinamiche meritocratiche e rivendicazioniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contestazioni, insomma, pi\u00f9 affini all\u2019area dei \u201cdiritti dei consumatori\u201d che alle lotte per la giustizia e l\u2019emancipazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni opinionisti, da posizioni \u201clibertarie\u201d, vedono in queste proteste sintomi positivi di \u201csfida al potere\u201d. Ma basta sentire alcune delle motivazioni che sorreggono le contestazioni per capire che siamo di fronte a ben altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo di fronte, cio\u00e8, ad una convergenza di questi gesti individuali con l\u2019idea che da almeno due decenni egemonizza l\u2019istruzione pubblica e la societ\u00e0 tutta: eliminare il sapere, bandito come nozionistico, per promuovere un saper-fare concreto, spendibile, merciforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prova ne siano alcune dichiarazioni, una che proviene dal basso, l\u2019altra che tuona dall\u2019alto. La prima \u00e8 della studentessa di Belluno, la quale, intervistata dal Corriere, sostiene che \u00e8 giunto il momento di cambiare la scuola italiana e per farlo, dice testualmente, bisogna guardare ai \u201cmodelli nord-europei\u201d e ai \u201cnuovi sistemi di insegnamento\u201d. La seconda \u00e8 quella di Rusconi, dell\u2019ANP, secondo cui il problema \u2013 chi lo avrebbe mai detto \u2013 \u00e8 il metodo di insegnamento: vecchio, frontale, da abbattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da entrambe le prospettive, insomma, i principali imputati sembrano essere sempre i docenti e i loro vetusti metodi di insegnamento: poco interattivi, laboratoriali, esperienziali, smart. Cio\u00e8, ancora troppo legati a delle radici storico-culturali e non ancora ben sintonizzati con il culto dei valori di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa singolare convergenza delle due istanze (dal basso e dall\u2019alto) spiega il risalto che i grandi gruppi editoriali \u2013 legati a doppio filo a note fondazioni e gruppi di interesse \u2013 hanno dato alle contestazioni. Obiettivo? Riformare (cio\u00e8: smantellare) la scuola, facendo evaporare ancor pi\u00f9 la didattica e il ruolo dei docenti, dando pi\u00f9 peso agli \u201cesperti esterni\u201d (che gi\u00e0 oggi invadono la scuola a settimane alterne) e alle attivit\u00e0 extra-scolastiche. L\u2019obiettivo, alla fine, \u00e8 abolire l\u2019esame. Poi forse tutta la scuola pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conclusione provvisoria: l\u2019allineamento di fondo, la sostanziale convergenza tra i gesti dimostrativi di alcuni studenti e le posizioni di chi vuole completare la distruzione della scuola pubblica intesa come luogo di circolazione dei saperi e della formazione della persona, stanno qui a dirci che le cose, per i docenti e per l\u2019istituzione scolastica, si metteranno ancora peggio nel prossimo futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019orizzonte gi\u00e0 si vedono maggiori richieste di \u201cagentivit\u00e0 facilitante\u201d e nuovi \u201cdemansionamenti di fatto\u201d per i docenti, cio\u00e8 pi\u00f9 griglie, schede, tabelle, report da compilare per un corpo docente esausto, che presto non sar\u00e0 pi\u00f9 preposto ad \u201cin-segnare\u201d ma solo ad \u201caccompagnare\u201d il futuro atomo sociale in formazione nella giungla competitiva, valorizzando l\u2019agire proattivo, la resilienza, le capacit\u00e0 autopromozionali e le \u201csoft skills\u201d dello studente-consumatore.<\/p>\n<p>Nota a margine. La reazione del ministro \u00e8 inefficace: bocciare chi non sostiene l\u2019esame orale \u00e8 solo una misura emergenziale che accontenta gli pseudo-tradizionalisti e i lodatori dei tempi antichi sul piano retorico dell\u2019autoritarismo. In realt\u00e0, \u00e8 solo un intervento episodico, come altri annunciati, che non intacca minimamente la natura che il sistema scolastico ha ormai assunto. Nulla cambier\u00e0, insomma, se la scuola non torner\u00e0 ad essere \u2013 perch\u00e9 in fondo, con alcuni limiti, lo \u00e8 gi\u00e0 stata nel secondo Novecento \u2013 la \u201cpalestra dello spirito\u201d e il \u201ctempio della formazione culturale\u201d. Non l\u2019anticamera del mercato. Su questo, ad oggi, nessuna contestazione in vista.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/21\/delle-istanze-convergenti-presente-e-futuro-della-scuola-italiana\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/21\/delle-istanze-convergenti-presente-e-futuro-della-scuola-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Emanuele Dell&#8217;Atti) Le proteste degli studenti che scelgono di fare scena muta alla prova orale dell\u2019esame di stato, non sono parte di una lotta collettiva che contesta la deriva mercatista della scuola. Anzi, a questa deriva fungono da supporto e con questa tendenza di fondo convergono. 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