{"id":91234,"date":"2025-07-23T10:30:04","date_gmt":"2025-07-23T08:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91234"},"modified":"2025-07-22T22:04:58","modified_gmt":"2025-07-22T20:04:58","slug":"il-paradosso-rubio-lodio-non-puo-essere-reato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91234","title":{"rendered":"Il paradosso Rubio: l\u2019odio non pu\u00f2 essere reato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Alessio Mannino)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chef-rubio-1152x768-k0zH-U3470479086479HQE-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chef-rubio-1152x768-k0zH-U3470479086479HQE-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpeg\" \/><\/div>\n<div class=\"intestazione-post\">\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p>Indignarsi non basta. Certo: possiamo e, a parere di chi scrive, dobbiamo indignarci se, stando alla notizia riportata dal giornalista Alberto Fazolo, si \u00e8 addirittura scomodato l\u2019antiterrorismo per due post sui social di Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, facendo irruzione a casa sua gioved\u00ec 17 luglio per sequestrargli computer, telefono e chiavette usb. Ma forze di polizia e magistrati, per quanto usino o meno la mano dura, lo fanno in base alle leggi. E se sono le leggi ad armare, come si dice, il loro braccio, allora sono le leggi a dover essere cambiate. E perci\u00f2 il giusto sdegno deve poi lasciar posto al ragionamento. L\u2019ironia della vicenda sta nel fatto che la norma penale contestata a Rubio \u00e8 quella regolamentata dalla legge Mancino del 1993, che fu pensata e varata fra gli applausi di certa stolida sinistra ansiosa di reprimere il razzismo, come da formula, di \u201cmatrice fascista\u201d. Ecco cosa succede, quando si introducono i reati d\u2019opinione: si comincia con l\u2019imbavagliare le opinioni altrui, e si finisce col vedersi imbavagliate le proprie.<\/p>\n<p>L\u2019accusa contro il cuoco, noto per le sue posizioni filo-palestinesi, sarebbe infatti di istigare all\u2019odio razziale contro gli ebrei. Per la precisione, l\u2019articolo 604 bis del codice vieta l\u2019incitamento a \u201ccommettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi\u201d. I post scritti da Rubio rientrerebbero in quest\u2019ipotesi perch\u00e9, in sostanza, chi ha sporto denuncia deve averli considerati propaganda violenta contro il popolo ebraico. Per la stessa identica ragione, Rubio \u00e8 gi\u00e0 coinvolto in altri procedimenti giudiziari. A marzo, il gup di Roma lo ha rinviato a giudizio per alcune sue pubbliche affermazioni che non sono piaciute all\u2019Ucei, l\u2019Unione Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane, che lo ha denunciato. A gennaio, invece, era stata la comunit\u00e0 ebraica romana a querelare lui e il sociologo Alessandro Orsini sia per \u201cistigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa\u201d, sia per diffamazione aggravata.<\/p>\n<p>Ora, qui gli aspetti da ponderare sono due. Il primo \u00e8 giuridico e, senza voler sostituirsi a giudici e legali, va toccato solo per completezza d\u2019informazione. Pi\u00f9 sentenze della Corte di Cassazione, buon ultima quella 1602 del 2020, hanno messo in chiaro che per rendersi colpevoli di un reato d\u2019odio la sua manifestazione deve configurare il \u201cconcreto pericolo\u201d di indurre \u201ccomportamenti discriminatori\u201d. Tesi accusatoria tutta da dimostrare, nello specifico. Del resto, \u00e8 la stessa logica che anima la legge Scelba, che applica il divieto della Carta a ricostituire il partito fascista. Ovvero: si persegue ogni espressione o condotta che possa concretizzare per vie di fatto il rischio che prenda forma qualcosa di simile a quel tipo di organizzazione, paramilitare e ideologicamente eversiva. Non, quindi, le idee fasciste o neofasciste in quanto tali (altrimenti, il Movimento Sociale Italiano non sarebbe mai potuto esistere),ma solo quelle che possono generare attivit\u00e0 tali da provare quell\u2019eventualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 il secondo punto che interessa di pi\u00f9. In una democrazia (lasciamo stare se \u201cliberale\u201d, dato che i liberali smettono di esserlo con chi non la pensa come loro) nessuna opinione dovrebbe essere sottoposta a censura. Fosse anche la pi\u00f9 insostenibile, infondata, ignobile. Per due ordini di motivazioni. Primo, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre un\u2019idea inammissibile per qualcun altro. Ieri toccava a un fascio, oggi tocca a Rubio, domani toccher\u00e0 a chiss\u00e0 chi. Secondo, perch\u00e9 non si pu\u00f2 mettere le manette all\u2019odio. Odiare \u00e8 un sentimento, e neppure Giuseppe Stalin o Adolfo Hitler (o il nostro\u00a0 italianissimo Benito Mussolini) hanno mai pensato di perseguire i loro nemici perch\u00e9 non sopportavano di essere \u201codiati\u201d. Li riducevano al silenzio, li incarceravano, li uccidevano perch\u00e9 li ritenevano, seguendo una politica scientemente liberticida, una minaccia ai loro regimi. Non era l\u2019odio, rispettivamente anti-comunista, anti-nazista o antifascista, che volevano estirpare: era l\u2019esistenza di un\u2019opposizione, di classe, di razza o di convinzione politica. Il che, beninteso, non \u00e8 un\u2019attenuante. Mentre al contrario costituisce aggravante, per chi si proclami \u201cdemocratico\u201d, banalizzare e distorcere il discorso pubblico nei termini, da asilo mariuccia avanzato, di odio\/amore o bont\u00e0\/cattiveria.<\/p>\n<p>Io, cittadino di una democrazia, devo poter odiare chi mi pare. Dal momento che la democrazia ha il suo sale nel conflitto, escludere a priori dalla libert\u00e0 di pensiero certe idee piuttosto che altre \u00e8 truccare le carte, \u00e8 minare alla radice la possibilit\u00e0 di partecipare all\u2019agone. Naturalmente, con dei limiti: ingiuria, diffamazione, calunnia, e senz\u2019altro anche istigazione alla violenza contro persone o cose, rappresentano paletti sacrosanti, inderogabili. Altrimenti, \u00e8 il caos. Ma se, puta caso, odio il premier israeliano Netanyahu, devo poter dirlo e scriverlo. Idem se detesto, se mi ripugna, se mi fa schifo chiunque si macchi, anche solo verbalmente, dio complicit\u00e0 morale e politica per lo sterminismo, i soprusi, le angherie, l\u2019apartheid sistematico in atto nei territori palestinesi non dal 7 ottobre 2023, ma da molto prima. Dov\u2019\u00e8 per\u00f2 il problema, quasi sempre insormontabile? Tollerare l\u2019opposto, non cadendo nella perversione mentale del doppio standard. Vale a dire accettare che, per quanto si possa odiare chi \u00e8 idealmente dall\u2019altra parte della barricata, nessuno deve poter attentare al suo diritto di parola. Per capirci: anche se mi fa orrore il giustificazionista degli orrori israeliani, non ho alcun diritto a menomarne la voce. A patto che anche lui faccia lo stesso. Cosa che invece non accade, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 intollerante pi\u00f9 fanatico di chi si crede monopolista della tolleranza e della libert\u00e0. Non \u00e8 vero, cari crociati dell\u2019Occidente paladini dell\u2019\u201cunica democrazia in Medioriente\u201d?<\/p>\n<p>Sia detto soprattutto per imparanoiati da\u00a0<em>hate speech<\/em>, per inconsolabili orfani della legge Zan, e per le varie Pine Picierno che infestano l\u2019Italia: tutti i reati d\u2019opinione, senza eccezioni, sono, diciamo cos\u00ec, ontologicamente sbagliati. Perch\u00e9 comprimere la libert\u00e0 altrui significa, in ultima analisi, mettere a repentaglio la propria. Significa barare al gioco della libera circolazione delle idee. Significa ricorrere al poco onorevole mezzuccio dei tribunali o delle cacce alle streghe perch\u00e9 non si \u00e8 in grado di reggere il confronto con il diverso, anche abissalmente diverso, fino alla soglia dell\u2019aberrante. E per coloro che, giustamente, si preoccupano della difesa della dignit\u00e0 di ciascuno (ebreo, pro-palestinese, filo-israeliano, musulmano, tardo-marxista, gay, trans, o perfino nostalgico del Capoccione finito a piazzale Loreto), a fare da argine e garanzia dovrebbe poter essere sufficiente il rispetto per la condizione che accomuna, o dovrebbe accomunare tutti, nessuno escluso, in quanto cittadini: l\u2019uguaglianza di fronte alla legge, che precede e va al di l\u00e0 del gruppo d\u2019appartenenza (e questo, fra l\u2019altro, sarebbe un fondamento del cosiddetto liberalismo, in teoria). Ma se invece \u00e8 la legge che discrimina, isolando e assicurando un trattamento di favore ad alcune minoranze, il criterio egualitario va a farsi benedire e si apre il vaso di pandora dei diritti (e doveri) speciali. Questa non \u00e8 pi\u00f9 democrazia. O meglio, \u00e8 quella parodia di democrazia che hanno da sempre in mente i liberali nipotini di Popper (\u201cnessuna tolleranza per gli intolleranti\u201d), i quali non sanno, in realt\u00e0, di essere i pronipoti di quel sanguinario giacobino di Saint-Just (\u201cnessuna libert\u00e0 per i nemici della libert\u00e0\u201d). In sintesi: i reati d\u2019opinione dovrebbero essere cancellati in blocco, punto e basta. Perch\u00e9 stavolta \u00e8 stata la volta di Rubio, ma domani potrebbe essere la volta tua, di te che mi stai leggendo, qualora tu faccia il democratico, ma solo nei giorni dispari.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/22\/il-paradosso-rubio-lodio-non-puo-essere-reato\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/22\/il-paradosso-rubio-lodio-non-puo-essere-reato<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Alessio Mannino) Indignarsi non basta. Certo: possiamo e, a parere di chi scrive, dobbiamo indignarci se, stando alla notizia riportata dal giornalista Alberto Fazolo, si \u00e8 addirittura scomodato l\u2019antiterrorismo per due post sui social di Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, facendo irruzione a casa sua gioved\u00ec 17 luglio per sequestrargli computer, telefono e chiavette usb. 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