{"id":91296,"date":"2025-07-28T10:45:11","date_gmt":"2025-07-28T08:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91296"},"modified":"2025-07-28T10:42:09","modified_gmt":"2025-07-28T08:42:09","slug":"la-societa-liquida-e-il-disagio-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91296","title":{"rendered":"La societ\u00e0 liquida e il disagio giovanile"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Vincenzo Capodiferro)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Copilot_zattera-con-giovani.png\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Copilot_zattera-con-giovani.png\" \/><\/p>\n<p>Zygmunt Bauman ha elaborato il concetto di modernit\u00e0, o meglio di societ\u00e0 liquida. Con la crisi del concetto di comunit\u00e0, emerge un individualismo selvaggio e irrefrenabile, dove nessuno \u00e8 pi\u00f9 compagno, o amico, ma antagonista. La societ\u00e0 liquida \u00e8 come un infinito, leopardiano mare, ove \u201cnaufragar m\u2019\u00e8 dolce\u201d. \u201cLiquid modernity\u201d esce nel 2000 a Cambridge, tradotta in Italia da Laterza con \u201cModernit\u00e0 liquida\u201d nel 2002. La societ\u00e0 liquida \u00e8 un contesto vertiginoso dove si perdono confini e riferimenti sociali. Non vi \u00e8 approdo, non vi \u00e8 quel \u201cTerra!\u201d, che segn\u00f2 per Colombo una scoperta sconvolgente. Non vi sono scogli, ma navi, navicelle, se non zattere. L\u2019Odisseo dantesco nella sua infinita odissea, il Nessuno-uno-centomila \u00e8 l\u2019immagine di questo uomo moderno tutto teso unicamente alla sua apparizione, la sua kantiana fenomenologia. Il giovane oggi vive immerso in questa situazione neo-esistenzialista, in una \u201cgettatezza heideggeriana\u201d, ove on c\u2019\u00e8 alcuna \u201cpro-gettatezza\u201d, nessuna autenticit\u00e0 dell\u2019essere. Ma perch\u00e9?<\/p>\n<p>Il cammino comincia storicamente da lontano, dalla dittatura della ragione imposta dall\u2019Illuminismo. Tanto per fare una sintesi possiamo citare la \u201cVolont\u00e0 generale rousseauiana\u201d: questa come una novella \u201cRepubblica platonica\u201d diviene la madre razionale dei totalitarismi novecenteschi (Popper considerava la\u00a0<em>Repubblica<\/em>\u00a0la madre dei totalitarismi). Il Romanticismo tent\u00f2 di ridestare i sentimenti repressi che si fusero nel concetto di popolo-nazione-classe. Socialismo e positivismo, due fratelli gemelli, cio\u00e8 socialismo paternalistico degli industriali e socialismo delle masse operaie, sono il frutto di questa sintesi poderosa che c\u2019\u00e8 stata tra la dittatura della ragione e il risentimento del sentimento. Frutto il nazionalismo pi\u00f9 esasperato. Si dava pi\u00f9 importanza alla societ\u00e0 in s\u00e9, alla comunit\u00e0 che al singolo. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della Grande Guerra rese gli uomini diffidenti, fece crollare i miti antichi della Bella Epoca. Prevalse il pessimismo, l\u2019esistenzialismo che esaltava il singolo. Il popolo si svilisce, le classi perdono coscienza, prevalgono le masse amorfe, impersonali. La societ\u00e0 organica si disgrega in aggregati atomistici. Ogni uomo \u00e8 monade a s\u00e9, assoluta, indivisibile. La famiglia, perno di ogni societ\u00e0 civile, dalla \u201cPolitica aristotelica\u201d fino ad Hegel, crolla. Ritorna quel funesto teatro hobbesiano dell\u2019<em>homo<\/em>\u00a0<em>homini lupus<\/em>. L\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 animale sociale per natura, ma animale asociale per natura. La Grande Guerra ha sconvolto gli animi, anche psicologicamente. La nostra generazione, la generazione postmoderna, quella di Lyotard, \u00e8 frutto della guerra, della sfiducia. Il post moderno rischia di divenire anche esso una novella narrazione metafisica, di natura neo-schopenhaueriana. La volont\u00e0 generale diviene cieca volont\u00e0, diviene fascismo. Il socialismo si trasmuta in fascismo. Mussolini, ad esempio, che era un rivoluzionario socialista, diviene il suo opposto. \u00abPredicava la rivoluzione violenta del proletariato e imprecava contro il socialismo riformista e contro i metodi democratici e parlamentari\u00bb. Conobbe Vilfredo Pareto, sostenitore dell\u2019elitismo politico ed economico. Sar\u00e0 poi il filosofo ad incoraggiarlo a fare la marcia su Roma. Pareto sosteneva l\u2019elitismo, teoria in parte vera, anche per i regimi democratici, purtroppo!<\/p>\n<p>\u00abLenin \u00e8 il marxista puro: la sua opera \u00e8 la realizzazione integrale del messaggio del profeta, la diretta conseguenza logica del pensiero del maestro. Mussolini \u00e8 l\u2019antico marxista, marxista di temperamento pi\u00f9 che d\u2019idee, che ha messo a servizio della sua ambizione personale e della reazione nazionalista la tecnica dell\u2019inquadramento e dell\u2019istupidimento delle masse, appresa dal socialismo militante\u00bb. \u00abE se Lenin oggi fosse ancor vivo \u2013 ammesso che il suo continuatore \u201cfedele interprete\u201d Stalin gli permettesse di vivere (ma pi\u00f9 probabile che da anni l\u2019avesse fatto fucilare come spia tedesca o giapponese) \u2013 potrebbe constatare che l\u2019errore di valutazione storica\u2026\u00bb<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/28\/la-societa-liquida-e-il-disagio-giovanile\/#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0del comunismo: l\u2019hegeliano stato che si camuffa come dittatura del proletariato. Hitler deriva dal fascismo italiano. Lo stato collettivista \u00e8 quello di Lenin, di Hitler e di Mussolini: uno Stato che instaura la tirannia in nome della massa, per soffocare l\u2019uomo. Il globalismo odierno \u00e8 ancora questo, una forma di totalitarismo raffinato, democratico. Nel mondo del lavoro e dell\u2019economia vige ancora il fascismo, non c\u2019\u00e8 democrazia. Questo i giovani lo sanno e purtroppo lo vivono. Quindi nella societ\u00e0 liquida vige solo il super-capitalismo multi-nazionalistico, impersonale, onnipotente come le antiche Compagnie delle Indie Orientali, sovrane dei mari. Il mare \u00e8 il luogo della pirateria, \u00e8 una zona neutrale, apolitica, a-civile. Metaforicamente la societ\u00e0-mare \u00e8 questo grande e grave marasma sociopolitico, dove il vero potere, quello economico, \u00e8 retto da una forma di elitismo supremo, non pi\u00f9 nazionalistico, ma mondiale. Di fronte a questo nuovo macrocosmo i microcosmi umani, i giovani vacillano, si sentono impotenti. L\u2019umanesimo antico, di cui l\u2019Italia si vanta, \u00e8 scosceso nel dis-umanesimo. Il potere degli uffici \u2013 ricordate i polit-buro sovietici \u2013 \u00e8 un potere onnicomprensivo che resiste anche ai cambiamenti di regime. Locke lo aveva individuato: il potere amministrativo, il quarto potere, oltre ai tre classici, ripresi da Montesquieu. L\u2019Unione Europea sta diventando una novella Unione Sovietica occidentale al servizio dei supremi poteri economici. Con l\u2019assoluzione di Palmiro Togliatti l\u2019apparato del regime rimase intatto, fu riciclato dalla nuova imperante Guerra Fredda.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0, purtroppo, non per fare un torto a Lyotard \u2013 \u201cLa condizione postmoderna\u201d esce nel 1979, Lyotard come Bauman \u00e8 un profeta dei tempi \u2013 \u00e8 post-fascista. Non \u00e8 post-comunista: non abbiamo vissuto il comunismo, sebbene fascismo-comunismo siano paredri. Un tentativo per superare questa condizione opprimente, post-fascista, anche se democratica, \u00e8 stato adempiuto colla rivoluzione mondiale del 1968. Una grande rivoluzione, paragonabile per la sua portata al 1848, di cui ancora risuona l\u2019eco (\u00e8 successo un Quarantotto!) Quella rivoluzione \u00e8 anche fallita, ma aveva forgiato una generazione di giovani sanguigni, combattenti, credenti. Avevano un ideale: cambiare la societ\u00e0! Dopo il 1978 tutto finisce. Questa generazione \u00e8 figlia dei figli dei fiori, delusi, frustrati. \u00c8 una generazione flemmatica, attaccata ai cellulari notte e giorno. Invece di fiori troviamo tralci dell\u2019intelligenza artificiale: un Intelletto unico averroista-kantiano che con le sue forme epiche ingloba tutto. Come nella parabola dei tralci, staccarsi da questo cervello che pensa per tutti, significa la morte. Non \u00e8 Dio! Magari! Anche la formazione mira a creare meri esecutori, non pensatori. Le competenze! Le competenze! E tutti gli altri vuoti paroloni. Il sistema non ha bisogno di cervelli critici, ma docili. Il Fascismo faceva questo apertamente. Oggi il Potere lo fa indirettamente.<\/p>\n<p>Il giovane cos\u00ec necessariamente avverte un disagio fortissimo: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una societ\u00e0 agricola, come era nell\u2019Italia addietro, n\u00e9 una societ\u00e0 industriale, corroborata dalle fedi socialiste, ma una societ\u00e0 ed un\u2019economia postindustriale, solo terziaria. Il potere burocratico \u00e8 sovrano, immutabile ed immobile di fronte a tutti i regimi, democratici, monarchici, totalitari o chi volete voi!<\/p>\n<p>In questo marasma cosa deve fare il giovane? Smarrirsi necessariamente. Patria, religione, progresso, scienza, famiglia, lavoro e tutti gli altri weberiani idealtipi mitico-sociali che reggevano la comunit\u00e0 non ci sono pi\u00f9. Il lavoro non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. C\u2019\u00e8 solo la pura fenomenologia che non \u00e8 husserliana. Magari! Sarebbe legata alle essenze! Ma \u00e8 neo-kantiana. Vale solo l\u2019apparire, i social, gli influencer. Le nuove fabbriche sono le scuole, i supermercati e gli ospedali. Di qui l\u2019aziendalizzazione, un\u2019altra manovra nefanda e perniciosa. Anche a livello morale c\u2019\u00e8 un \u201cDopo la virt\u00f9\u201d (come il libro di Mac-Intyre). \u00c8 tutto un dopo. E non c\u2019\u00e8 neppure una prospettiva del \u201cdomani\u201d del vecchio futurismo. Pi\u00f9 che una visione utopica si prospetta una visione retro-topica (baumaniana) che scade in fatalismi da eterno-ritorno. Vale la faccia pi\u00f9 becera della medaglia del superomismo dannunziano, neppure dell\u2019oltre-omismo genuino nietzschiano. Il superomismo purtroppo richiede un sub-omismo su cui riflettersi. Dicevamo il primo principio della politica aristotelica: la naturale socialit\u00e0 umana. Chi vive fuori della Polis o \u00e8 una bestia o un dio, un sott-uomo o un superuomo, un inetto o un eroe. Oggi c\u2019\u00e8 imperante il principio dell\u2019homo homini deus che si fonda su quello dell\u2019homo homini lupus, sulla perenne lotta per emergere dall\u2019aurea mediocritas, invece. Apparire ad ogni costo, farsi notare: il disagio esistenziale delle masse giovanili si riflette nel reflusso della facilit\u00e0 delle droghe, tossicodipendenze, videodipendenze, ludo-dipendenze. Il mercato del reflusso \u00e8 approvato in maniera asettica da un sistema economico che pur di mantenere alto il fantomatico Pil \u00e8 disposto a vendere a Mammona la sua anima. Non si pu\u00f2 fallire. L\u2019insuccesso \u00e8 vietato. La valutazione diviene il fine e non il mezzo della formazione. I figli dei fiori frustrati accettano questa proiezione nel fiore dei figli, nella giovent\u00f9 che oggi vive il fiore della sua vita. Il problema risiede non nei fanciullini pascoliani innocenti, viventi anche in noi stessi, ma nell\u2019adulterio dell\u2019et\u00e0 adulta, nel tradimento dell\u2019innocenza giovanile. Noi adulti abbiamo tradito questi giovani. Cosa abbiamo loro trasmesso? La corruzione a tutti i livelli? Lo stato post-fascista si trasforma in ambiti pi\u00f9 o meno verosimili di collusione. Mafia e fascio hanno in comune la violenza. La violenza viene rilegata in strutture arcaiche, come quelle mafiose. L\u2019Italia \u00e8 la patria delle Signorie. Il fascismo affonda le sue radici in questa struttura principesca. Ancora Gramsci parlava di partito come moderno Principe. Il Principe-partito \u00e8 molto simile al fascismo. Non dimentichiamo che il fratello Mario Gramsci \u00e8 stato il fondatore della sezione fascista varesina. Dopo la parentesi della guerra fredda in cui prevalevano ancora le cosiddette ideologie, nell\u2019accezione pi\u00f9 deleteria neo-marxista, ritorna il personalismo, soprattutto nella Seconda Repubblica. Il culto della personalit\u00e0, prima spettante ai duci, si democratizza e si frantuma in una congerie di singoli-principi. Questa soluzione pseudo-democratica significa destituzione dell\u2019ego sociale. L\u2019ego individuale pu\u00f2 autenticarsi solo in rapporto all\u2019ego sociale. Noi adulti abbiamo tradito noi stessi, nei giovani, togliendo il futuro che loro spetta ed attribuendolo a noi stessi con l\u2019imperante malattia del peter-panismo: la non-accettazione della vita, della vecchiaia, del dolore, della malattia e di sorella morte, divenuta il sommo tab\u00f9. Eppure l\u2019essere-per-la-morte era un valore anche per i filosofi pi\u00f9 atei come Heidegger (pi\u00f9 che atei, onto-latri: Severino \u00e8 stato l\u2019ultimo adoratore dell\u2019Essere). A livello economico ci\u00f2 si traduce con l\u2019iperconsumismo, anche morale e spirituale, oggi, e non solo materiale, col neocolonialismo economico, con lo sfruttamento dissennato delle risorse non rinnovabili del globo. Jonas ha cogitato il quarto imperativo categorico \u2013 dopo i tre di Kant \u2013 che possiamo tradurre in: \u2013 Considera la Natura come fine e non come mezzo, come, invece, ha fatto la scienza materialistica e meccanicistica dal Seicento ad oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gustave Le Bonn nella Psicologia delle folle del 1895 aveva inquadrato le note psichiche dell\u2019Io collettivo, o sociale. Certo un Io sociale forte, ben cosciente, pu\u00f2 contrastare lo strapotere dei folli. La folla \u00e8 folle. Questo Io sociale \u00e8 diventato asociale. S\u00ec, ma quando si trasfigura in massa informe, manipolabile facilmente, in aggregato psicosociale di ego-principi, questa massa diventa pericolosa, perch\u00e9 pu\u00f2 essere agitata da una volont\u00e0 suprema e forte. Io credo che come in ogni tempo anche questa societ\u00e0 \u00e8 destinata a tramontare e a non essere eterna. Lo dice lo stesso principio della liquidit\u00e0: l\u2019unica certezza che c\u2019\u00e8 \u00e8 che non c\u2019\u00e8 alcuna certezza. L\u2019unica assolutezza \u00e8 che tutto \u00e8 relativo. Viaggiamo come isole galleggianti nel mare della societ\u00e0 liquida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 l\u2019Io non solo individuale, ma anche e soprattutto quello sociale si riapproprier\u00e0 del Me, tanto pi\u00f9 questa instabilit\u00e0 sar\u00e0 curata e si costruiranno nuove solide basi. Ricordiamo ad esempio l\u2019Impero Romano. La storia ci dimostra che le societ\u00e0 muoiono e rinascono come fenici, ma, come diceva Hegel, ci\u00f2 che abbiamo imparato dalla storia \u00e8 che non abbiamo imparato niente dalla storia.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/28\/la-societa-liquida-e-il-disagio-giovanile\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/28\/la-societa-liquida-e-il-disagio-giovanile\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Vincenzo Capodiferro) Zygmunt Bauman ha elaborato il concetto di modernit\u00e0, o meglio di societ\u00e0 liquida. Con la crisi del concetto di comunit\u00e0, emerge un individualismo selvaggio e irrefrenabile, dove nessuno \u00e8 pi\u00f9 compagno, o amico, ma antagonista. 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