{"id":91315,"date":"2025-07-30T09:30:56","date_gmt":"2025-07-30T07:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91315"},"modified":"2025-07-29T23:09:56","modified_gmt":"2025-07-29T21:09:56","slug":"forti-con-i-deboli-zerbini-coi-potenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91315","title":{"rendered":"Forti con i deboli, zerbini coi potenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Giuseppe D&#8217;Elia)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-91316\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/sicurezza_cantieri-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/sicurezza_cantieri-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/sicurezza_cantieri-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/sicurezza_cantieri-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/sicurezza_cantieri.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/p>\n<p><em>In una societ\u00e0 che tende sempre pi\u00f9 a organizzarsi secondo uno schema di tipo neofeudale, un crescente e diffuso servilismo, cinico e crudele, diventa il pi\u00f9 prezioso alleato dei potentati economici\u00a0al\u00a0potere.<\/em><\/p>\n<p>Francesco Di Ges\u00f9, storico artista della scena hip hop italiana degli anni Novanta del secolo scorso, nel suo brano forse pi\u00f9 noto \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vrpJB7ucC5Y&amp;t=1s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quelli che benpensano<\/a>\u00a0(1997) \u2013 coni\u00f2 una espressione a dir poco icastica: \u00abarroganti coi pi\u00f9 deboli, zerbini coi potenti\u00bb.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da augurarsi allora che il buon Frankie HI-NRG MC, dovesse mai fermarsi a leggere queste righe, perdoner\u00e0 la semplificazione fatta nel titolo, concentrandosi invece sulle ragioni sostanziose che ne fanno un vero e proprio manifesto politico di una interminabile stagione di ripiegamento e declino sociale.<\/p>\n<p>In ambito lavorativo, la stretta attualit\u00e0 offre una immediata ed emblematica conferma di questa tesi: mentre infatti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/jobs-act-corte-cost\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la Corte costituzionale riconosce l\u2019ennesimo profilo di incostituzionalit\u00e0 del c.d. Jobs Act<\/a>, frutto tossico dell\u2019aziendalismo imperante, con specifico riferimento al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/documenti\/comunicatistampa\/CC_CS_20250721140815.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201ctetto\u201d di sei mensilit\u00e0<\/a>\u00a0imposto all\u2019indennit\u00e0 risarcitoria per i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese, su cosa si focalizza l\u2019attenzione della maggioranza di governo?<\/p>\n<p>Come \u00e8 facile intuire, l\u2019agenda del governo del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mim.gov.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Merito<\/a>\u00a0e della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.masaf.gov.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/202\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sovranit\u00e0<\/a>\u00a0non mira affatto a rafforzare \u2013 in misura anche minima \u2013 la protezione sociale dei soggetti che lavorano in condizioni di dipendenza economica e quindi di subordinazione sostanziale.<\/p>\n<p>Attualmente non c\u2019\u00e8 alcun reale progetto politico in campo per cercare di arginare, in maniera efficace ed effettiva, la tendenza ultradecennale al dilagare del lavoro povero e precario.<\/p>\n<p>Al contrario, in materia, il tema pi\u00f9 sconcertante su cui si stanno indirizzando i lavori parlamentari \u00e8 questo: trovare un sistema per ridurre (ulteriormente) la concreta possibilit\u00e0 dei lavoratori di recuperare quantomeno una parte di quanto hanno perso, nel corso del rapporto di lavoro, a causa di condizioni contrattuali tanto inique, quanto difficili da rifiutare, sotto il giogo strutturale del ricatto occupazionale.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 stato sollevato, di recente, da una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.magistraturademocratica.it\/articolo\/sulla-proposta-di-modifica-della-prescrizione-dei-crediti-di-lavoro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nota dell\u2019Esecutivo di Magistratura democratica<\/a>\u00a0che pone l\u2019accento, in particolare, sulla questione retributiva che \u2013 per espressa previsione costituzionale \u2013 deve assicurare a chi vende il proprio tempo e le proprie energie psicofisiche un corrispettivo che sia in ogni caso sufficiente a garantirgli \u00abun\u2019esistenza libera e dignitosa\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/istituzione\/la-costituzione\/parte-i\/titolo-iii\/articolo-36\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">art. 36 Cost.<\/a>).<\/p>\n<p>Nel merito, in sede di Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2025, n. 92, recante misure urgenti di sostegno ai comparti produttivi (<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/leg\/19\/BGT\/Schede\/FascicoloSchedeDDL\/ebook\/59320.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">DDL 1561<\/a>), nel testo attualmente in discussione in Senato, appare un art. 9-bis cos\u00ec intitolato: \u00abTermini di prescrizione e di decadenza in materia di crediti di lavoro e determinazione giudiziale della retribuzione dei lavoratori\u00bb.<\/p>\n<p>Come osserva la componente dell\u2019ANM nella nota che stiamo commentando, \u00abla norma proposta determina una compressione molto significativa dei diritti di credito che nascono dalla prestazione di lavoro\u00bb e sembra volutamente ignorare il carattere \u201cintrinsecamente diseguale\u201d del rapporto di lavoro, \u00abconnotato dal timore dei lavoratori di far valere i loro diritti, a fronte dei poteri datoriali, prima di tutti il potere di licenziare\u00bb.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, la questione \u00e8 semplice: l\u2019orientamento della Suprema Corte di Cassazione che esclude la prescrizione dei crediti di lavoro, in assenza di ipotesi di reintegrazione in caso di eventuale licenziamento illegittimo, si spiega appunto con l\u2019ovvia constatazione che sar\u00e0 molto difficile che ci possano essere rivendicazioni di tipo retributivo nel corso di rapporti di lavoro la cui conseguenza potrebbe essere, poi, appunto la perdita definitiva dello stesso posto di lavoro.<\/p>\n<p>In altre parole, per controbilanciare, quantomeno in sede di contenzioso, la posizione di squilibrio strutturale tra la parte forte (il datore di lavoro) e la parte debole (il suo dipendente), i giudici ritengono equo e conforme a Costituzione evitare che i crediti da lavoro possano essere oggetto di prescrizione fin tanto che perduri il rapporto di lavoro.<\/p>\n<p>Per contrastare questo orientamento di tutela basilare della parte debole del rapporto di lavoro, adesso, invece, non solo si propone di far nuovamente decorrere la prescrizione dei crediti da lavoro\u00a0\u00a0 anche in corso di rapporto, ma con l\u2019ulteriore aggravio di un termine di decadenza di 180 giorni dal momento della rivendicazione stragiudiziale per l\u2019avvio dell\u2019azione processuale.<\/p>\n<p>In sostanza, come opportunamente rileva la nota di MD, \u00abi lavoratori, parti di un rapporto diseguale secondo la nostra Costituzione (e la nuda realt\u00e0 dei fatti), dovrebbero essere costretti ad agire in giudizio contro il loro datore di lavoro, anche mentre ne sono dipendenti, per di pi\u00f9 entro limiti temporali impensabili in qualsiasi altro rapporto connotato da una disparit\u00e0 sostanziale delle parti (basti pensare alla disciplina in tema di diritti dei consumatori)\u00bb.<\/p>\n<p>Ma l\u2019emendamento che stiamo commentando si spinge molto oltre, cercando addirittura di andare a limitare in concreto l\u2019effettiva possibilit\u00e0 di recupero giudiziale di tutte le differenze retributive maturate (al ribasso), nel corso del rapporto di lavoro, mediante il noto e consolidato meccanismo di applicazione del parametro costituzionale della retribuzione sufficiente ex art. 36 Cost. (il c.d.\u00a0<a href=\"https:\/\/attivista.altervista.org\/determinazione-giudiziale-del-giusto-salario-minimo-ex-art-36-cost-alla-luce-della-direttiva-ue-2022-2041\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">salario minimo costituzionale<\/a>).<\/p>\n<p>Un primo scoglio che viene introdotto \u00e8 quello della possibilit\u00e0 stessa di richiedere l\u2019applicazione del giudizio di adeguatezza in concreto del trattamento retributivo dell CCNL ribassista: tale richiesta sarebbe possibile solo a fronte di una \u00abgrave inadeguatezza dello standard stabilito dal contratto collettivo\u00bb.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, la norma prevede che lo standard retributivo definito dal contratto collettivo sia oggetto di una presunzione di adeguatezza, superabile dalla prova contraria, ma con evidente peggioramento della posizione processuale del lavoratore.<\/p>\n<p>Una volta superato questo primo scoglio, per\u00f2, la rivendicazione delle differenze retributive (e contributive) rimarrebbe in ogni caso circoscritta a quanto richiesto dal momento della rivendicazione e non automaticamente per l\u2019intera durata del rapporto.<\/p>\n<p>Per far comprendere a pieno la gravit\u00e0 di quanto proposto, pare opportuno trascrivere integralmente uno dei passaggi conclusivi dell\u2019intervento dell\u2019associazione dei magistrati: \u00abLibert\u00e0 e dignit\u00e0. La retribuzione ha a che fare con questi diritti, che la norma proposta minaccia quindi, gravemente, per di pi\u00f9 in un momento in cui il problema salariale appare non pi\u00f9 ignorabile nella sua gravit\u00e0 e nella sua, ormai evidente, relazione con un modello di sviluppo e di organizzazione produttiva largamente fondato sullo sfruttamento del lavoro umano\u00bb.<\/p>\n<p>Va detto, sul punto, che la competizione fatta sulla pelle dei lavoratori, attraverso lo sfruttamento intensivo delle loro energie psicofisiche, mediante contratti precari che accentuano moltissimo il dato strutturale del ricatto occupazionale e con paghe e orari di lavoro che vanno in frequente e palese contrasto col principio costituzionale dell\u2019art. 36 Cost., si struttura come un miscuglio tossico di norme peggiorative delle condizioni di vita e di lavoro, unite a prassi che spostano ancora pi\u00f9 in basso l\u2019asticella, portando i livelli di estrazione di valore e i tassi di sfruttamento fino al limite di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere umanamente sostenibile.<\/p>\n<p>La punta di diamante di questo modello di sfruttamento intensivo legale, con ampie e vaste zone grigie, \u00e8 senz\u2019altro la disciplina dello stage.<\/p>\n<p>Il fenomeno degli stage che richiedono vere e proprie mansioni di lavoro subordinato da (almeno) 40 ore settimanali \u00e8 infatti una delle diverse modalit\u00e0 di realizzazione di rapporti di lavoro parzialmente irregolari (ipotesi di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/lavoro-irregolare-tre-milioni-di-invisibili-teei8ffo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lavoro grigio<\/a>) e ha dimensioni molto consistenti in Italia, con addirittura\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ildesk.it\/attualita\/in-italia-500-mila-falsi-tirocini-e-finti-stage-lo-sfruttamento-dei-giovani-ignorato-dal-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">500mila potenziali falsi tirocini su base nazionale<\/a>, secondo stime sindacali del 2020.<\/p>\n<p>Il fenomeno, in realt\u00e0, ha una pi\u00f9 ampia dimensione continentale, seppur con le inevitabili varianti tipiche di ciascun contesto, e si sta facendo non poca fatica a mettere in campo\u00a0<a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/my-europe\/2025\/01\/07\/eu-decoded-laccordo-per-porre-fine-ai-falsi-tirocini-sara-raggiunto-entro-il-2025\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una direttiva che possa trovare il giusto equilibrio tra l\u2019avvio di seri ed effettivi percorsi di formazione e la possibilit\u00e0 di svolgere anche mansioni lavorative purch\u00e9 equamente retribuite<\/a>.<\/p>\n<p>Nondimeno,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/giu.d.elia\/posts\/pfbid02n4fwPeWxK73ZdUBwbpfWte4SEe66STgdyUL7RiMXKJQ9ntgc26cmtGEiiuxmukL1l\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lo stage non \u00e8 lavoro<\/a>\u00a0in quanto la persona in stage (tirocinante) dovrebbe limitarsi a osservare chi lavora nell\u2019impresa che lo ospita: il lavoratore dipendente \u00e8 equamente retribuito per svolgere il proprio lavoro, secondo le mansioni prevista dalla contrattazione individuale e collettiva; lo stagista riceve un rimborso spese per il tempo che presta in azienda e per l\u2019apporto che potr\u00e0 dare all\u2019azienda, al termine del percorso di formazione, quando verr\u00e0 regolarmente assunto.<\/p>\n<p>Per osservare e apprendere attraverso l\u2019osservazione, ovviamente, non c\u2019\u00e8 bisogno di prolungati orari di presenza sul luogo di lavoro e ancora meno di prolungati periodi con frequenza quotidiana per (almeno) 8 ore al giorno e 40 ore settimanali, come purtroppo si legge in tantissimi annunci pubblici, anche di aziende in teoria molto attente alle questioni che riguardano i diritti dei lavoratori.<\/p>\n<p>Verosimilmente \u00e8 l\u00ec che si annidano le pi\u00f9 o meno vaste zone di irregolarit\u00e0, con prestazioni di lavoro sottopagate, mascherate da stage, e con tirocinanti che di fatto lavorano alle dipendenze dell\u2019impresa che per legge dovrebbe solo formarli e che ricevono, a titolo di rimborso spese, un compenso largamente inferiore a quello che spetterebbe, a ciascuno di loro, se regolarmente assunti per lo svolgimento delle stesse identiche mansioni formalmente svolte in tirocinio.<\/p>\n<p>Chiaramente, la struttura diseguale del rapporto di lavoro, con le sue dinamiche sostanziali, non \u00e8 nota solo agli addetti ai lavori e\/o a\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/3Geb9qh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">chi ha letto Marx<\/a>: si tratta di un patrimonio di esperienze condivise da chiunque abbia lavorato e, grazie alla c.d. \u201cbuona scuola\u201d renziana, ben note ora anche ai nostri figli e nipoti minorenni che ancora studiano, per il tramite dei percorsi di formazione in azienda introdotti come\u00a0<a href=\"https:\/\/alternanza.miur.gov.it\/cos-e-alternanza.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alternanza scuola lavoro<\/a>\u00a0e, poi, stabilizzati come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mim.gov.it\/documents\/20182\/1306025\/Linee+guida+PCTO+con+allegati.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l\u2019Orientamento)<\/a>.<\/p>\n<p>Da questo insieme di esperienze emerge allo stesso modo, per via diretta o indiretta, il frequente sopruso che si pu\u00f2 realizzare e spesso si realizza come concreto risultato dello squilibrio di potere che stiamo analizzando.<\/p>\n<p>Sul punto, \u00e8 importante ricordare come nel dibattito politico si sia ampiamente discusso dei rimedi praticabili per porre (quantomeno) un argine concreto ed effettivo alle possibili distorsioni delle c.d. esigenze di flessibilit\u00e0 delle imprese, vero e proprio cavallo di battaglia dell\u2019aziendalismo degli ultimi decenni: di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/flexicurity_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">flexicurity e modello danese<\/a>\u00a0si \u00e8 discusso moltissimo quando\u00a0<a href=\"https:\/\/www.futura-editrice.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Occupazione-salari-e-lavoro-povero-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i danni del precariato esistenziale e del lavoro povero<\/a>\u00a0sono emersi con forza, nel nostro Paese, dopo le prime ondate di leggi che avevano depotenziato il sistema di protezione sociale dei lavoratori in quanto contraenti deboli.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, anche a voler dar credito alle istanze aziendaliste di mera dinamicit\u00e0 del mercato quale fondamento delle esigenze di strumenti contrattuali molto flessibili per aumentare o ridurre rapidamente il personale dipendente a seconda delle contingenze economiche del momento, nulla vieta al settore pubblico di operare in maniera tale da garantire in ogni caso\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/3LjFdni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">condizioni di vita e di lavoro dignitose per tutte le persone che devono lavorare per vivere<\/a>, prevedendo un reddito minimo garantito, un salario minimo legale, norme stringenti su orari, riposo, ferie retribuite e sistemi pubblici di collocamento e formazione per evitare ogni possibilit\u00e0 di ozioso raggiro delle regole di protezione sociale elevata, poste a fondamento di questo nuovo patto sociale.<\/p>\n<p>Tuttavia, sappiamo che quel minimo di inversione di tendenza in materia che si \u00e8 registrata in Italia, nel quinquennio 2019-2024, a seguito del grande successo politico del M5S, e con l\u2019introduzione di uno strumento normativo di tutela reddituale, quel famigerato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/29\/forti-con-i-deboli-zerbini-coi-potenti\/largamente%20insufficiente%20e%20ampiamente%20migliorabile\">Reddito di Cittadinanza<\/a>, in realt\u00e0, molto pi\u00f9 nominale che sostanziale (e quindi insufficiente e ampiamente migliorabile), ha visto una campagna mediatica di ostracismo incessante, fondata in larga misura proprio sull\u2019idea della truffa oziosa messa in campo dal leggendario percettore di reddito che resterebbe a ciondolare sul divano invece di attivarsi per trovare lavoro.<\/p>\n<p>Quanto fosse esagerata, inverosimile e infrequente questa vulgata lo si intuiva agevolmente non tanto e non solo per le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.redditodicittadinanza.gov.it\/schede\/perdita-del-diritto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sanzioni penali, tutt\u2019altro che irrisorie<\/a>, previste in caso di illecita percezione del sussidio, ma soprattutto per\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/29\/Downloads\/5431KEY-report_trimestrale_rei-rdc-rem_aprile_2019_settembre_2020.pdf\">l\u2019effettiva entit\u00e0 degli importi medi mensili che venivano pagati in concreto ai percettori di RdC (563 euro)<\/a>, cifre che, di fatto, non avrebbero potuto consentire a nessuno di starsene comodamente sul divano invece di darsi da fare per trovare qualcosa di meglio.<\/p>\n<p>Il punto di caduta delle istanze costituzionali solidaristiche ed egalitarie, che sono e restano principi basilari e ineludibili della nostra Legge Fondamentale, \u00e8 dunque proprio questo: la forte presa che su una parte rilevante del corpo sociale viene tuttora esercitata dalle strutture gerarchiche, da un certo ossequio al tradizionalismo e da istanze di giustizia esclusivamente punitive.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, quando il 14 dicembre 1918, Rosa Luxemburg scriveva che, \u00absulle cadenti mura della societ\u00e0 capitalista sfavilla, come un presagio impresso a lettere di fuoco, il monito del Manifesto comunista:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/luxembur\/1918\/12\/legaspartaco.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Socialismo o regresso nella barbarie<\/a>\u00bb, giusto qualche riga sopra, aveva appena scritto che \u00abla fame non sar\u00e0 pi\u00f9 la maledizione del lavoro, ma la punizione degli oziosi\u00bb, a riprova di quanto certe concezioni tradizionali siano profondamente radicate anche nelle avanguardie del pensiero egalitario.<\/p>\n<p>Radicamento profondo ma, in ogni caso sociale, volendo dare il giusto credito alle preziose riflessioni di Erich Fromm che, nel suo\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/ErichFrommTheAnatomyOfHumanDestructiveness\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Anatomia della distruttivit\u00e0 umana (1973)<\/a>, si sofferma molto sugli studi di etnologia, antropologia e archeologia che fanno emergere la storicit\u00e0 del modello gerarchico, evidenziando in particolar modo come, sebbene, \u00abper quanto deboli, le relazioni di dominanza esistono fra gli scimpanz\u00e9\u00bb, tuttavia, \u00abi rapporti sociali esistenti fra i popoli primitivi dimostrano chiaramente che l\u2019uomo non \u00e8 equipaggiato geneticamente per questa psicologia di dominanza-sottomissione\u00bb. Al contrario, \u00abl\u2019analisi della societ\u00e0 storica, in cui per cinque o seimila anni la minoranza dominante sfrutta la maggioranza, dimostra molto chiaramente che la psicologia di dominanza-sottomissione \u00e8 un adattamento all\u2019ordine sociale, e non la causa di quest\u2019ultimo\u00bb. In definitiva, ai \u00abdifensori dell\u2019ordine sociale basato sul controllo di una \u00e9lite, fa certo molto comodo credere che la struttura sociale sia il risultato di una esigenza innata dell\u2019uomo, e quindi naturale e inevitabile\u00bb, ma, in realt\u00e0, \u00abla societ\u00e0 egalitaria dei primitivi dimostra proprio il contrario\u00bb.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo scontro tra retaggi tradizionalisti, condizionamenti gerarchici comunque millenari e spinte, invece, relativamente recenti verso modelli sociali improntati allo sviluppo prevalente di istanze egalitarie e solidaristiche, che si gioca la partita di un futuro che possa essere realmente improntato al benessere diffuso e alla democrazia reale e sostanziale.<\/p>\n<p>\u00ab<a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1846\/ideologia\/capitolo_II.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti<\/a>\u00bb osservava Marx nel secondo capitolo de L\u2019ideologia tedesca (1846). A distanza di quasi due secoli, noti gli esiti infausti delle prime rivoluzioni proletarie ispirate dalle analisi marxiane e il conseguente arretramento, nelle democrazie liberali, sul versante dei diritti sociali e dei modelli di Welfare State, di cui ci siamo occupati (anche) nella parte iniziale di questo articolo, occorre necessariamente dare il giusto peso al sostegno aggiuntivo che arriva alla minoranza dominante dal servilismo ossequioso verso i potenti dei tanti (<a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1848\/manifesto\/mpc-1c.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sottoproletari e non solo<\/a>) che sperano di diventare come loro o quantomeno di potersi avvalere, prima o poi, dei favori di costoro, come giusta ricompensa per la solerte e costante fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 che tende sempre pi\u00f9 a organizzarsi secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-rivoluzione-neofeudale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uno schema di tipo neofeudale<\/a>\u00a0\u2013 dove, per fare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_luglio_27\/cosa-prevede-accordo-dazi-usa-ue-ffb675ab-dad4-45dd-9dc9-3c1217379xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un esempio emblematico e attualissimo, gli Stati UE operano come vassalli del Signore USA<\/a>\u00a0\u2013\u00a0 questo diffuso servilismo, in realt\u00e0, poi, difficilmente si traduce in quella scalata gerarchica tanto agognata e viene quindi compensato dal godimento triste di quel sadismo mentale che Fromm, nel testo gi\u00e0 citato, descrive come spesso mascherato in \u00abvari modi apparentemente innocui: una domanda, un sorriso, un\u2019osservazione che imbarazza l\u2019altro\u00bb. E aggiunge: \u00abchi non conosce un \u201cartista\u201d che abbia questo tipo di sadismo, quello che trova sempre la parola o il gesto giusto per imbarazzare o umiliare un altro con apparente innocenza? Naturalmente la tortura \u00e8 tanto pi\u00f9 efficace se viene inflitta pubblicamente\u00bb.<\/p>\n<p>Di queste tristi esibizioni di \u00abcrudelt\u00e0 mentale\u00bb, intesa come \u00abdesiderio di umiliare e di ferire i sentimenti di un\u2019altra persona\u00bb, un \u00abtipo di attacco\u00bb\u00a0 che \u00ab\u00e8 molto pi\u00f9 sicuro per il sadico, che, dopo tutto, non deve usare la forza fisica, ma \u201csoltanto\u201d, le parole\u00bb, quante ne abbiamo viste e ancora ne vediamo, a ogni livello, nella societ\u00e0 mediatica dei molteplici spazi di esibizione alla portata ormai di tutte e tutti?<\/p>\n<p>Negano, mistificano, minimizzano e spesso tentano maldestramente di ridicolizzare tutto ci\u00f2 che va contro gli interessi del padrone, in ambito lavorativo e sociale: dal fannullone percettore di reddito, agli stranieri che contestualmente ci rubano il lavoro, gli alloggi popolari e sono solo criminali, ai veri e propri commenti sadici sulle violenze di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/genova-vent-anni-dopo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Genova 2001<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/guantanamo-bay-20-anni-di-ingiustizie-e-violenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guantanamo Bay<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/opac.regione.lazio.it\/SebinaOpac\/resource\/abu-ghraib-e-dintorni-un-anno-di-denunce-inascoltate-sulle-torture-in-iraq\/RL101413315\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Abu Ghraib<\/a>, fino ai giorni nostri, con tutto il deprimente campionario di\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/3wRQF6R\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">negazionismo del genocidio in atto a Gaza<\/a>\u00a0e, prima ancora delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2007\/03\/04\/la-vergogna-dei-cpt-i-nuovi-lager-italiani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violenze nei CPT<\/a>, nei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/rivista\/articolo\/i-campi-di-raccolta-libici-un-istituzione-concentrazionaria_550.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lager libici<\/a>\u00a0sovvenzionati dal nostro governo e in quelli pi\u00f9 recenti (<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2025\/02\/gorgo-cpr-la-vergogna-dei-lager-di-stato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abGorgo CPR\u00bb. La vergogna dei lager di Stato<\/a>), compresi quelli costruiti in Albania per\u00a0<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2025\/04\/corte-dappello-di-roma-e-illegittimo-il-trattenimento-in-albania-per-chi-richiede-asilo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pratiche tutt\u2019altro che legittime<\/a>.<\/p>\n<p>Probabilmente si tratta del nemico pi\u00f9 subdolo dell\u2019avanzamento sociale e della civilt\u00e0 democratica perch\u00e9 non \u00e8 facile e immediato riconoscerlo come tale e, soprattutto, si rischia in ogni caso di sottovalutare la portata e il peso effettivo di queste meschine complicit\u00e0, nella lunga dinamica di restaurazione in atto ormai da alcuni decenni.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/29\/forti-con-i-deboli-zerbini-coi-potenti\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/07\/29\/forti-con-i-deboli-zerbini-coi-potenti<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Giuseppe D&#8217;Elia) In una societ\u00e0 che tende sempre pi\u00f9 a organizzarsi secondo uno schema di tipo neofeudale, un crescente e diffuso servilismo, cinico e crudele, diventa il pi\u00f9 prezioso alleato dei potentati economici\u00a0al\u00a0potere. Francesco Di Ges\u00f9, storico artista della scena hip hop italiana degli anni Novanta del secolo scorso, nel suo brano forse pi\u00f9 noto \u2013\u00a0Quelli che benpensano\u00a0(1997) \u2013 coni\u00f2 una espressione a dir poco icastica: \u00abarroganti coi pi\u00f9 deboli, zerbini coi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nKP","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91317,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91315\/revisions\/91317"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}