{"id":91396,"date":"2025-09-01T09:30:13","date_gmt":"2025-09-01T07:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91396"},"modified":"2025-08-31T21:29:41","modified_gmt":"2025-08-31T19:29:41","slug":"gli-yankee-entrano-nel-caucaso-erevan-la-nuova-kiev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91396","title":{"rendered":"Gli yankee entrano nel Caucaso: Erevan la nuova Kiev?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h4 class=\"post-subtitle\">Il &#8220;corridoio di Zangezur&#8221; \u00e8 una grande trappola geopolitica. L&#8217;escalation in Medio Oriente ora pu\u00f2 coinvolgere direttamente la Transcaucasia<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>La cosiddetta \u201cdichiarazione di intenti per la conclusione di un accordo di pace\u201d, sottoscritta a Washington lo scorso 8 agosto dal presidente azero\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_resa_armena_a_baku_e_ankara_dal_punto_di_visto_russo\/45289_62319\/\">Il&#8217;kham Aliev e dal primo ministro armeno Nikol Pa\u0161injan<\/a>, con Donald Trump a fare da mezzano, sembra soddisfare solo i diretti coinvolti nella tresca, vista dai pi\u00f9 come un&#8217;autentica truffa, soprattutto ai danni della popolazione armena. Nella pratica, l&#8217;accordo prevede che il cosiddetto \u201ccorridoio Zangezur\u201d, che dovrebbe collegare l&#8217;Azerbajd\u017ean alla sua regione autonoma di Nakhicevan attraverso l&#8217;Armenia, venga ceduto \u201cin affitto\u201d per ben 99 anni a un consorzio americano, che ne assumer\u00e0 il controllo tramite compagnie militari private.<\/p>\n<p>Il 28 agosto, il Ministro degli esteri armeno Ararat Mirzojan ha inteso smentire le voci su un contratto di locazione di 99 anni del \u201ccorridoio\u201d, o &#8220;Trump Route for International Peace and Prosperity&#8221; (TRIPP). A detta di Mirzojan, tempi e parametri tecnici del progetto devono ancora essere discussi e l&#8217;area per la futura infrastruttura rimarr\u00e0 di propriet\u00e0 armena, con Erevan che garantir\u00e0 controllo e sicurezza del percorso.<\/p>\n<p>Di fatto, il progetto prevede la partecipazione di Stati Uniti e di un terzo partner, che si occuper\u00e0 della costruzione e della gestione del corridoio; nel documento sottoscritto a Washington \u00e8 detto che l&#8217;Armenia \u00e8 pronta a trasferire il corridoio sotto il controllo USA e lo stesso Trump aveva dichiarato che la concessione \u00abpu\u00f2 estendersi fino a 99 anni\u00bb.<\/p>\n<p>Insomma, le \u00e9lite di Armenia e Azerbajd\u017ean, giurando fedelt\u00e0 agli americani, non fanno che ingannare le proprie popolazioni con il presagio di una pace perenne, dopo la fine del conflitto in Artsakh, afferma il politologo Sergej Stankevic. Al contrario, la prospettiva pi\u00f9 probabile \u00e8 quella di uno scontro molto pi\u00f9 grave, dovuto al passaggio del corridoio di Zangezur sotto il controllo di compagnie militari statunitensi. Sono completamente da chiarire le intenzioni USA, dice Stankevic, riguardo a questo tratto di 42 chilometri di territorio armeno, attualmente sotto i riflettori internazionali.<\/p>\n<p>Non si vorrebbe che, \u00abdopo aver chiuso un conflitto di lunga data, invece di costruire un felice futuro, non se ne aprisse un altro, quello per la via di Sjunik o Zangezur\u00bb, dice Stankevic, secondo il quale la questione del \u201ccorridoio Zangezur\u201d dovrebbe essere risolta, secondo la formula \u201c3+3\u201d, dalle tre repubbliche transcaucasiche (Georgia, Armenia, Azerbajd\u017ean) insieme ai tre paesi direttamente legati alla regione caucasica (Russia, Iran, Turchia), senza interferenze da parte di potenze extraregionali, soprattutto se questo implica una qualche forma di presenza militare. Un tale intervento, afferma il politologo, costituir\u00e0 la radice del futuro \u00abconflitto; se non quest&#8217;anno, l&#8217;anno prossimo; se non tra cinque anni, tra 10; ma si presenter\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, non ispirano molta fiducia le parole pronunciate una decina di giorni fa da Il&#8217;kham Aliev, secondo cui l&#8217;operazione militare condotta due anni fa dall&#8217;Azerbajd\u017ean contro il Nagorno-Karabakh \u00e8 l&#8217;unico esempio di vittoria incondizionata negli ultimi 80 anni. L&#8217;Azerbajd\u017ean, aveva detto Aliev, \u00e8 un paese \u00abforte, non consigliamo a nessuno di pensare ad azioni malevole contro di noi. In ogni caso, negli ultimi 80 anni non c&#8217;\u00e8 stato un altro paese al mondo che abbia ottenuto una vittoria cos\u00ec completa come l&#8217;Azerbajd\u017ean\u00bb, aveva proclamato il presidente azero, annunciando il consolidamento delle forze armate.<\/p>\n<p>\u00abStiamo aumentando la nostra potenza militare, ampliando le nostre forze speciali di migliaia di combattenti&#8230; abbiamo ricevuto i pi\u00f9 moderni droni e nuovi sistemi di artiglieria. Sono stati firmati contratti per l&#8217;acquisto di nuovi aerei da combattimento e quelli esistenti sono stati completamente modernizzati\u00bb, sottintendendo la fine della procedente moratoria sulle forniture di armi americane. Ma, soprattutto, dimostrando come il memorandum di Washington non conti nulla nemmeno per lui che l&#8217;ha sottoscritto, se ne era uscito con un perentorio \u00abdobbiamo essere pronti alla guerra in qualsiasi momento, perch\u00e9 il corso degli eventi nel mondo \u00e8 tale che \u00e8 impossibile prevedere cosa accadr\u00e0 domani&#8230; se a qualcuno viene l&#8217;idea di commettere una qualche provocazione contro l&#8217;Azerbajd\u017ean, allora credo che se ne pentir\u00e0 di nuovo\u00bb con evidente riferimento all&#8217;Armenia.<\/p>\n<p>Per nulla ottimista anche l&#8217;editorialista Stanislav Tarasov, il quale ricorda le parole pronunciate da Recep Erdogan in occasione della posa delle fondazioni della linea ferroviaria Kars-Igdir-Aralik-Dilucu, secondo cui l&#8217;avvio della linea aumenter\u00e0 le esportazioni nelle regioni dell&#8217;Anatolia orientale e sud-orientale, migliorer\u00e0 le infrastrutture di trasporto e aumenter\u00e0 il potenziale turistico del Mediterraneo. Erdogan ha anche sottolineato che \u00abl&#8217;espansione della rete ferroviaria tra Russia, Azerbajd\u017ean, Armenia e Turchia avr\u00e0 un impatto estremamente positivo sul commercio regionale\u00bb. Vero, dice Tarasov; ma se, in teoria, Erdogan ha ragione nel definire il &#8220;corridoio di Zangezur&#8221; un evento strategico e parte della \u00abrivoluzione geopolitica e geoeconomica, in pratica la faccenda risulta molto pi\u00f9 complicata. Anche ammettendo che, come afferma Erdogan, \u00abil quadro diplomatico del processo di pace tra Azerbajd\u017ean e Armenia sia completato\u00bb, in realt\u00e0 la situazione \u00e8 del tutto confusa. Il memorandum adottato a Washington non fa che delineare lo status del corridoio e, soprattutto, la presenza militare USA nella regione, a nord e in diretta prossimit\u00e0 dei confini iraniani, il che modifica il panorama geopolitico con una \u00abgeografia molto ampia\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nei giorni immediatamente successivi alla firma, il consigliere della Guida Suprema dell&#8217;Iran, Ali Akbar Velayati, aveva definito il &#8220;Corridoio di Zangezur&#8221; un \u00abpiano americano-sionista per il blocco terrestre dell&#8217;Iran e della Russia\u00bb. E se la leadership politica di Teheran ha usato espressioni meno accese, nemmeno la visita a Erevan del Presidente Masoud Pezeshkian, lo scorso 18 agosto, aveva potuto dissipare le preoccupazioni di Teheran sulla presenza di forze terze al confine comune tra i due paesi, il che non pu\u00f2 non incidere sulla fiducia politica tra Teheran e Erevan.<\/p>\n<p>Da parte armena, si cerca di smussare le difficolt\u00e0, sostenendo che la nuova rotta ampli le possibilit\u00e0 iraniane di accesso al mar Nero. Ovvio che Teheran non si accontenti di promesse verbali e insista per garanzie specifiche; cos\u00ec, nel corso della visita di Pezeshkian, si era discusso di trasferire le relazioni armeno-iraniane a livello di partenariato strategico e, in tale formato, Erevan e Teheran potrebbero fissare giuridicamente gli impegni per la sicurezza del \u201ccorridoio\u201d.<\/p>\n<p>Ora, nota Tarasov, l&#8217;Iran confina con sette paesi, mentre la Russia con 14, comprese le rotte marittime; teoricamente il corridoio non \u00e8 un&#8217;area militare, ma finora solo un polo di collegamento tra Azerbajd\u017ean e Nakhicevan. E se Mosca indica con discrezione la propria partecipazione al progetto, \u00e8 per\u00f2 evidente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-laccerchiamento_della_russia_con_le_colonie_caucasiche_e_centroasiatiche\/45289_62276\/\">come gli USA stiano penetrando in Transcaucasia<\/a>, mentre i turchi non sono del tutto soddisfatti del corso degli eventi, a causa della questione curda, collegabile al corridoio.<\/p>\n<p>In questa situazione, il rischio maggiore \u00e8 che l&#8217;escalation in Medio Oriente coinvolga direttamente la Transcaucasia; non \u00e8 un caso, osserva Tarasov, che molti esperti definiscano il &#8220;corridoio di Zangezur&#8221; una &#8220;grande trappola geopolitica&#8221;, in cui l&#8217;Occidente ha trascinato i paesi della regione: cio\u00e8 quel disegno \u00abglobale chiamato &#8220;progetto pan-britannico&#8221; o &#8220;progetto indo-orientale 2&#8221;, che prevede la creazione di una rotta dall&#8217;Europa alla Cina fuori del controllo di Russia, Iran e Cina. Quanto all&#8217;Armenia, \u00e8 percepita solo come parte integrante del progetto pan-turanico, e sta diventando un elemento chiave di questo modello geopolitico emergente\u00bb.<\/p>\n<p>In generale, rappresentano una sorta di sunto dell&#8217;attuale situazione, le note di Ajnur Kurmanov su PolitNavigator di qualche giorno addietro. Fin dalla vergognosa cospirazione di Nikol Pa\u0161injan a Praga nell&#8217;ottobre 2022, quando l&#8217;Artsakh fu consegnato, \u00e8 risultata chiara la brusca svolta dell&#8217;Armenia verso l&#8217;Occidente, afferma Kurmanov. Questa, si sta ora concludendo con la cessione del corridoio di Zangezur agli americani e la trasformazione della repubblica in un protettorato della Turchia. In futuro, sar\u00e0 necessario valutare la tragedia dell&#8217;espulsione della popolazione armena dal Nagorno-Karabakh. Di fatto, l&#8217;Artsakh \u00e8 diventato una merce di scambio nel gioco della vendita di un intero Paese e della sua privazione della sovranit\u00e0. Erevan ha di fatto abbandonato le relazioni di alleanza con Mosca: l&#8217;adesione al ODKB \u00e8 di fatto sospesa; smantellato il sistema di sicurezza con la partecipazione di guardie di frontiera e truppe russe. Ora, dopo aver firmato la capitolazione a Washington, l&#8217;Armenia sta rapidamente sprofondando nell&#8217;abisso della dipendenza economica e politica dall&#8217;Occidente. A ci\u00f2, si pu\u00f2 aggiungere quanto dichiarato ancora il 28 agosto da Nikol Pa\u0161injan, secondo cui l&#8217;Armenia non pu\u00f2 essere membro contemporaneamente di UE e EAES (Unione Economica Eurasiatica): \u00abquando arriver\u00e0 il momento in cui la scelta sar\u00e0 definitiva, prenderemo la decisione appropriata&#8230; Qualsiasi scenario \u00e8 possibile\u00bb.<\/p>\n<p>Di fatto, nei numerosi incontri a Bruxelles e Washington, Pa\u0161injan e compari non fanno che mostrare l&#8217;orientamento verso accordi schiavizzanti con la UE e di elevare la &#8220;cooperazione&#8221; con la NATO a un nuovo livello. L&#8217;accordo di partenariato strategico con la Francia non fa che completare il quadro generale della colonizzazione in corso.<\/p>\n<p>Per concludere con le parole di Kurmanov, Erevan sta \u00abricalcando il destino di Kiev, facendo dell&#8217;Armenia un trampolino di lancio per attivit\u00e0 ostili contro Russia, Iran e Cina. \u00c8 il destino di tutti i satelliti occidentali nello spazio post-sovietico\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-gli_yankee_entrano_nel_caucaso_erevan_la_nuova_kiev\/45289_62427\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-gli_yankee_entrano_nel_caucaso_erevan_la_nuova_kiev\/45289_62427\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) &nbsp; Il &#8220;corridoio di Zangezur&#8221; \u00e8 una grande trappola geopolitica. 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