{"id":91535,"date":"2025-09-10T09:30:56","date_gmt":"2025-09-10T07:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91535"},"modified":"2025-09-09T22:32:52","modified_gmt":"2025-09-09T20:32:52","slug":"motosega-in-arrivo-per-milei-in-argentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91535","title":{"rendered":"Motosega in arrivo per Milei in Argentina?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di START MAGAZINE (Livio Zanotti)<\/strong><\/p>\n<div id=\"post-media\" class=\"single-blog-media single-media wpex-relative wpex-mb-20 wpex-md-mb-30 wpex-w-100 wpex-shrink-0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"blog-single-media-img wpex-align-middle\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/milei-argentina-1170x550.jpeg\" alt=\"milei\" width=\"1170\" height=\"550\" \/><\/div>\n<div class=\"vcex-post-excerpt vcex-module wpex-text-pretty wpex-last-mb-0 vcex_68c08b1273e59\">\n<p>Milei sconfitto nelle elezioni locali a Buenos Aires rischia di cadere in minoranza nel Congresso nazionale e dover patteggiare con l&#8217;opposizione peronista il suo intero programma da lui stesso battezzato con la motosega. L&#8217;approfondimento di Livio Zanotti, autore de Ildiavolononmuoremai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"vcex-post-content\">\n<p>Tanto tuon\u00f2 che piovve. E malgrado i nuvoloni neri che oscuravano l\u2019orizzonte economico, politico ed elettorale (realmente e nelle metafore pi\u00f9 meteorologiche), il capo dello stato argentino e massimo devoto di Donald Trump, s\u2019\u00e8 fatto cogliere senza ombrello. La sua difesa a oltranza (<em>overweening<\/em>, sembra che usi dire e abbia detto il suo modello statunitense dalla Casa Bianca) della sorella Karina, segretaria generale della Casa Rosada e personalmente coinvolta nel recentissimo scandalo per corruzione che ha scoperchiato nel governo un<em>\u00a0affaire<\/em>\u00a0di cospicue bustarelle e registrazioni clandestine, l\u2019ha lasciato all\u2019intemperie del suo caustico \u201cgiudicheranno gli elettori\u201d. I quali hanno sancito la vittoria oltre ogni pronostico dell\u2019opposizione peronista, con uno scarto superiore al milione di voti, sui 14 convocati alle urne (Fuerza Patria, 47,49%;\u00a0<em>LLA<\/em>, 36,87%; Altri, 4,24%. Hanno votato il 60.14% degli aventi diritto, non moltissimi e anche questo \u00e8 un dato interessante).<\/p>\n<p>E\u2019 una consultazione \u201cminore\u201d, nondimeno altamente significativa, tant\u2019\u00e8 che monopolizza le prime pagine di tutti i giornali, radio, canali televisivi e dilaga nei commenti degli utenti, impossibili da riassumere (e in molti casi -come c\u2019era da attendersi- \u00e8 preferibile non tentarlo neppure). Ribaltone, \u00e8 la parola pi\u00f9 gentile e frequente. Rinnova qualche decina di deputati e senatori del parlamento locale di Buenos Aires, la provincia pi\u00f9 popolosa, estesa e sviluppata dell\u2019intero paese. Tradizionalmente a prevalenza peronista. E precede soltanto d\u2019un mese circa l\u2019analogo rinnovo di un terzo del Congresso nazionale. In cui il governo non ha mai disposto d\u2019una maggioranza stabile, che ha perci\u00f2 inventato di volta in volta grazie a opportunismi e contraddittorie promesse. Dunque si tratta d\u2019una verifica decisiva per la\u00a0<em>politica della motosega\u00a0<\/em>decisa e applicata da Milei (chi vive, vive; chi muore, muore\u2026) con una brutalit\u00e0 pari alla rozzezza del disegno economico e costituzionale complessivo, sempre marcato da forte autoritarismo.<\/p>\n<p>La prossima consultazione nazionale dovr\u00e0 chiarire anche la portata del duplice sommovimento determinato dal voto di ieri. Che ridisegna il profilo politico e sociale tanto del governo quanto dell\u2019opposizione. Infatti i risultati, ancor che limitati al cuore del paese (poi, certo, ci sono le viscere\u2026), mostrano che nel peronismo Cristina rinchiusa da mesi ai domiciliari (anche per lei la colpa \u00e8 corruzione, sebbene sempre negata) continua ad essere la bandiera sempre al vento del fervore popolare; per\u00f2 a indirizzarne la volont\u00e0 politica \u00e8 ormai il governatore della provincia e dichiarato rivale interno Axel Kicilov, giovane, irriverente e giudiziariamente libero. Mentre a destra appare tutt\u2019altro che risolto l\u2019asperrimo confronto tra l\u2019ex presidente Mauricio Macri e il successore Javier Milei, che riteneva (e ha perfino proclamato) di aver spodestato il predecessore, al quale \u00e8 riuscito a sottrarre spezzoni non trascurabili del suo partito. Ma non abbastanza per rompere i vincoli d\u2019un radicato sistema di potere.<\/p>\n<p>Sebbene non sia ancora possibile un\u2019analisi approfondita e affidabile del voto, la maggior parte dei commenti tendono a leggervi il ridisegno della geografia sociale dell\u2019Argentina, compiuto in nove mesi dalla feroce motosega di Milei. Dunque degli interessi favoriti e di quelli danneggiati, n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri tutti e solo dalla stessa parte. A giudicare dai collegi elettorali della provincia, il governo risulta travolto nelle zone storicamente industriali, ormai vittime della decadenza che in mancanza di investimenti modernizzatori asfissiano l\u2019attivit\u00e0 manifatturiera, deprimendo l\u2019occupazione gi\u00e0 strizzata dai salari svalutati con la moneta e dal caro-prezzi. Ma gli \u00e8 andata soltanto meno peggio in quelli dominati invece dal grande latifondo, disorientato dall\u2019ondivaga politica fiscale del governo e risentito per il ritorno delle anticipazioni sull\u2019export, a cui Milei e il suo ministro economico Luis Caputo hanno dovuto fare ricorso per contenere il deficit di bilancio come richiesto dal Fondo Monetario per concedere il maxi-prestito non meno indispensabile e urgente.<\/p>\n<p>Milei ha cos\u00ec perduto in ben sei delle otto grandi circoscrizioni. Il suo governo \u00e8 in crisi e c\u2019\u00e8 attesa per i cambiamenti di cui si vociferava anche prima del voto. Il dollaro accentua la sua risalita su tutti i mercati e si ravviva l\u2019inflazione. Controversa all\u2019interno stesso dell\u2019area governativa, una correzione del piano economico complessivo appare ora ineludibile, al tempo stesso difficile pi\u00f9 che mai nelle avverse condizioni determinate dall\u2019esito elettorale. I peronisti, \u00e8 ovvio presumere, vi vedono in cambio la possibilit\u00e0 di portare ancora pi\u00f9 a fondo la battaglia parlamentare scatenata negli ultimi mesi per un riequilibrio di pensioni, salari e sussidi ai settori maggiormente necessitati della popolazione. Salvo alcuni gruppi multinazionali, anche tra le imprese industriali si colgono pi\u00f9 malumori che soddisfazioni. C\u2019\u00e8 da credere che nella discrezione in cui pur si mantiene, lo stesso ex presidente Macri, certamente il pi\u00f9 inquieto degli alleati competitivi di Milei, non si neghi qualche istante di profondo compiacimento.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/motosega-in-arrivo-per-milei-in-argentina\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/motosega-in-arrivo-per-milei-in-argentina<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di START MAGAZINE (Livio Zanotti) Milei sconfitto nelle elezioni locali a Buenos Aires rischia di cadere in minoranza nel Congresso nazionale e dover patteggiare con l&#8217;opposizione peronista il suo intero programma da lui stesso battezzato con la motosega. L&#8217;approfondimento di Livio Zanotti, autore de Ildiavolononmuoremai. &nbsp; Tanto tuon\u00f2 che piovve. 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