{"id":916,"date":"2009-12-28T16:48:42","date_gmt":"2009-12-28T15:48:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=916"},"modified":"2009-12-28T16:48:42","modified_gmt":"2009-12-28T15:48:42","slug":"come-si-combatte-in-iraq-e-in-afghanistan-le-imboscate-contro-i-soldati-che-salgono-a-piedi-sulle-montagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=916","title":{"rendered":"Come si combatte in Iraq e in Afghanistan: immagini di una imboscata"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <strong>Salvatore Calvino<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">E&rsquo; davvero significativo che i grandi canali televisivi, pubblici e privati, abbiano dato un risalto notevole alle invasioni dell&rsquo;Afghanistan e dell&rsquo;Iraq da parte degli eserciti occidentali; mostrando per ore e ore e per molti giorni citt&agrave; illuminate, durante la notte, dal fuoco generato dalle bombe, missili lanciati da navi durante &ldquo;sedute di attacco notturne&rdquo; e l&rsquo;avanzata dei carri armati. Poi, concluse le invasioni, quasi che le due guerre fossero terminate, le immagini di guerra hanno cominciato a diminuire con progressione geometrica: qualche filmato dei mezzi corazzati incendiati dai mujahideen, la cattura di Saddam Hussein, la sua impiccagione e poco altro. Le azioni militari degli eserciti occidentali e degli avversari sono state pressoch&eacute; completamente censurate. Eppure internet pullula di filmati realizzati dagli eserciti occidentali e dai mujahideen.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Questa &ldquo;scelta&rdquo;, non sappiamo se effettuata autonomamente dai direttori delle reti televisive o da essi concordata con&nbsp;altri soggetti, ha comportato un grave istupidimento del medio cittadino italiano, il quale non &egrave; in grado di comprendere le ragioni per le quali le due guerre non sono ancora terminate con la vittoria degli eserciti occidentali e come sia possibile che i pastori afghani e gli iracheni con la tunica tengano testa all&rsquo;esercito statunitense e agli alleati. In realt&agrave;, il medio cittadino italiano non &egrave; in grado ormai nemmeno di comprendere cosa sia una guerra e cosa sia un combattimento. Le armi altamente tecnologiche, riprese dalle telecamere durante l&rsquo;azione, che appare quasi &ldquo;azione delle armi&rdquo; in s&eacute; considerate anzich&eacute; &ldquo;azione di uomini con armi&rdquo;,<span>&nbsp; <\/span>non sono soltanto strumenti da utilizzare contro il nemico, bens&igrave; anche mezzi per &ldquo;affascinare&rdquo; e cos&igrave; manipolare le coscienze e rafforzare il potere di chi detiene quelle armi, creando ammirazione, timore e quasi venerazione nei confronti dello Stato altamente tecnologizzato: gli Stati Uniti d&rsquo;America.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">E&rsquo; importante, allora, sapere in che modo, con quali armi e con quali tecniche, due eserciti popolari &ndash; invero costituiti anche da forti nuclei di militari &ndash; stiano tenendo testa all&rsquo;esercito statunitense&nbsp;e agli alleati. Queste modalit&agrave; esercitano anche esse, per cos&igrave; dire, un fascino. Non perch&eacute; ci riconducono alla guerra &ldquo;vera&rdquo;, quella che i film di Hollywood hanno rappresentato migliaia di volte e nella quale un uomo affronta con un fucile un altro uomo munito anch&rsquo;esso di fucile. La resistenza irachena e quella afghana, infatti, combattono con imboscate di vario tipo e costituiscono per gli eserciti occidentali un nemico totalmente invisibile. Bens&igrave; perch&eacute; dimostrano che se la tecnologia consente, in astratto, agli Stati Uniti di disporre della possibilit&agrave; di distruggere in pochi minuti una nazione e di sterminarne tutti gli abitanti, in concreto non &egrave; sufficiente a far ottenere agli USA il minimo obiettivo strategico, quello strumentale a qualsiasi altro: instaurare un governo stabile amico e pacificare il territorio invaso, al fine di perseguire i diversi obiettivi strategici finali o mediati. Sempre, naturalmente, che il popolo che subisce l&rsquo;invasione sia in grado di esprimere una elite, che abbia il sostegno di una parte del popolo, disposta ad una lunga guerra di resistenza.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">In questa prima puntata del nostro viaggio nelle guerre afghana e irachena offriamo in visione un video relativo ad una imboscata tesa dai mujahideen ad un plotone di soldati statunitensi che si erano avventurati a piedi per le montagne afghane. Coloro che avranno visto il&nbsp;filmato non si chiederanno pi&ugrave; come mai gli Stati Uniti non hanno ancora catturato Osama Bin Laden (sempre che sia vivo) e Ayman al-Zawahiri, n&eacute; ipotizzeranno chi sa quali segrete volont&agrave; strategiche degli Usa. Il video dimostra che per sconfiggere i mujahideen sulle montagne e per catturare i due capi sarebbe necessario inviare, tenuto conto che i massicci afghani sono enormi, eserciti composti da oltre centomila soldati combattenti pronti alla morte. In quel caso, forse, gli obiettivi potrebbero essere raggiunti; ma vi sarebbe anche la certezza che, con la vittoria o con la sconfitta, il 50% di quei soldati sarebbe costretto a scendere dalle montagne dentro una bara. Gli stati Uniti non vogliono &ndash; e a rigore non possono &ndash; subire un tale numero di perdite. Perci&ograve; essi non sono in grado, <em>a priori<\/em>, di sconfiggere la guerriglia afghana. Per vincere la guerra servono ancora i guerrieri. Questo gli adoratori della tecnologia lo avevano dimenticato. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Ecco il video<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"425\" height=\"334\" src=\"https:\/\/www.dailymotion.com\/embed\/video\/xbkam2\" style=\"border:0;\" allowfullscreen><\/iframe><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Calvino E&rsquo; davvero significativo che i grandi canali televisivi, pubblici e privati, abbiano dato un risalto notevole alle invasioni dell&rsquo;Afghanistan e dell&rsquo;Iraq da parte degli eserciti occidentali; mostrando per ore e ore e per molti giorni citt&agrave; illuminate, durante la notte, dal fuoco generato dalle bombe, missili lanciati da navi durante &ldquo;sedute di attacco notturne&rdquo; e l&rsquo;avanzata dei carri armati. 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