{"id":91614,"date":"2025-09-15T09:30:50","date_gmt":"2025-09-15T07:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91614"},"modified":"2025-09-14T13:23:51","modified_gmt":"2025-09-14T11:23:51","slug":"la-febbre-francese-perche-parigi-brucia-e-berlino-tiene-in-mano-il-termometro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91614","title":{"rendered":"La Febbre Francese: Perch\u00e9 Parigi Brucia e Berlino Tiene in Mano il Termometro"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"bs-blog-thumb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-1-1.jpg\" alt=\"rapporti francia germania\" width=\"278\" height=\"181\" \/><\/div>\n<article class=\"small single\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il brusio nei bistrot parigini \u00e8 cambiato.<\/strong>\u00a0Sotto il tintinnio dei bicchieri e il profumo del caff\u00e8, si annida un\u2019inquietudine palpabile, una stanchezza che attraversa generazioni. Nelle piazze, le proteste non sono pi\u00f9 l\u2019eccezione, ma un rituale ciclico, un sintomo febbrile di un malessere profondo. La Francia sembra intrappolata in un eterno stato di crisi, un dramma politico e sociale che si ripete con attori diversi ma con un copione stranamente familiare. Si punta il dito contro un presidente, si accusa un governo, si lamenta una riforma impopolare. Ma se stessimo tutti guardando il dito invece della luna? E se la vera radice di questa febbre persistente non fosse da cercare lungo la Senna, ma sulle rive della Sprea, a Berlino?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Questa non \u00e8 una teoria del complotto<\/strong>, ma un invito a spostare la telecamera, ad allargare l\u2019inquadratura per osservare una dinamica europea tanto potente quanto invisibile, una logica economica che, secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.relevante-oekonomik.com\/2025\/09\/09\/frankreich-ist-verloren-wenn-es-sich-nicht-intellektuell-befreit\/\">un\u2019acuta analisi<\/a>\u00a0dell\u2019economista\u00a0<strong>tedesco Heiner Flassbeck<\/strong>\u00a0apparsa sulla stampa tedesca, ha trasformato l\u2019Europa in un campo da gioco inclinato. Un gioco in cui le regole, non scritte ma ferree, avvantaggiano sistematicamente un giocatore, costringendo gli altri a indebitarsi per restare in partita. Benvenuti nel cuore della crisi francese, un epicentro che trema a causa di scosse sismiche generate a centinaia di chilometri di distanza.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-503\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Heiner-Flassbeck.jpg\" alt=\"heiner flassbeck\" width=\"496\" height=\"561\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Heiner Flassbeck<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Il Palcoscenico Parigino: Un\u2019Instabilit\u00e0 Diventata Norma<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Prima di guardare altrove, \u00e8 giusto osservare la scena del crimine. La Francia oggi appare come un laboratorio di ingovernabilit\u00e0. Governi che cadono, voti di sfiducia che rivelano parlamenti frammentati, e un presidente che, pur detenendo un potere formale immenso, sembra navigare a vista in un mare in tempesta. La\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/tag\/francia\/\">frustrazione sociale<\/a>\u00a0\u00e8 benzina sul fuoco. Dalle proteste dei\u00a0<em>Gilets Jaunes<\/em>\u00a0contro il caro vita alle mobilitazioni contro le riforme delle pensioni, il messaggio della piazza \u00e8 chiaro: il patto sociale \u00e8 rotto.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La percezione diffusa \u00e8 quella di un Paese che vive al di sopra delle proprie possibilit\u00e0<\/strong>, un vizio nazionale incarnato da un debito pubblico che sembra inarrestabile. I commentatori, soprattutto quelli del nord Europa, scuotono la testa con aria di sufficienza, parlando di una \u201ccultura del deficit\u201d, di una nazione incapace di fare i \u201ccompiti a casa\u201d. La diagnosi sembra semplice: la Francia spende troppo e deve imparare la virt\u00f9 del risparmio. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? Oppure stiamo descrivendo i sintomi senza capire la malattia?\u00a0<strong>Il debito pubblico francese, in quest\u2019ottica, non \u00e8 la causa della malattia, ma un sintomo febbrile,<\/strong>\u00a0la reazione di un corpo economico costretto a funzionare in un ambiente squilibrato.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2737\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/eu-flag-2108026_1280-1280x640-1-1-960x480.jpg\" alt=\"rapporti francia germania\" width=\"960\" height=\"480\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>L\u2019Antagonista Silenzioso: Come il Modello Tedesco ha Riscritto le Regole<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per capire la crisi francese, dobbiamo parlare del successo tedesco. Non per criticarlo, ma per comprenderne le conseguenze involontarie. Dagli anni Duemila, la Germania ha costruito un modello economico formidabile, trasformandosi nella pi\u00f9 grande macchina da\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/category\/mercantilismo\/\">esportazione<\/a>\u00a0del mondo. Lo ha fatto attraverso una strategia precisa: una fortissima moderazione salariale. Mentre i salari nel resto d\u2019Europa crescevano, quelli tedeschi sono rimasti stagnanti per anni. Questo ha reso le merci tedesche \u2013 dalle automobili di lusso ai macchinari industriali \u2013 incredibilmente competitive.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il risultato? Un surplus commerciale colossale. In parole semplici, la Germania vende al mondo molto, molto pi\u00f9 di quanto compra. Ogni anno, centinaia di miliardi di euro entrano nel sistema economico tedesco e non ne escono. Questo crea un problema fondamentale di logica economica. Se un Paese accumula risparmi in modo cos\u00ec massiccio, per la legge dei vasi comunicanti, qualcun altro, da qualche altra parte, deve indebitarsi.\u00a0<strong>Non \u00e8 un\u2019opinione politica, \u00e8 matematica contabile.<\/strong>\u00a0Se nessuno si indebita per comprare quei prodotti, la macchina tedesca si ferma e l\u2019economia globale va in recessione.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per anni, questo \u201cqualcun altro\u201d sono stati gli Stati Uniti, la Spagna, la Grecia. E, naturalmente, la Francia. Partner commerciale fondamentale, la Francia si \u00e8 trovata a comprare beni tedeschi per decine di miliardi in pi\u00f9 di quanti ne riuscisse a vendere alla Germania. Questo squilibrio commerciale agisce come un lento prosciugamento di risorse e posti di lavoro dal sistema francese verso quello tedesco.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2736\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5e0ba7fa-e7c2-4824-bcb9-05e6e0cd69ee-1-960x960.jpg\" alt=\"prossima crisi euro\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>La Favola Sbagliata: La Cicala Francese e la Formica Tedesca<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ci hanno sempre raccontato la favola della cicala e della formica. La formica (Germania) lavora sodo e risparmia per l\u2019inverno, mentre la cicala (Francia, Italia, i Paesi del Sud) canta tutta l\u2019estate e poi si ritrova senza scorte. \u00c8 una narrazione potente e moralmente rassicurante. Ma, come sottolinea l\u2019analisi di Flassbeck, \u00e8 una favola che descrive la realt\u00e0 in modo distorto.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Immaginiamo una versione pi\u00f9 realistica. La formica non si limita a risparmiare: diventa cos\u00ec ossessionata dall\u2019accumulo che smette di comprare qualsiasi cosa, persino il cibo prodotto dai suoi vicini. Non solo: le sue tecniche di raccolta sono cos\u00ec efficienti che svuota le riserve di tutto il bosco. La cicala, a questo punto, non ha scelta: per non morire di fame, deve chiedere un prestito alla formica per comprare le sue stesse provviste. La formica acconsente, ma la rimprovera per la sua \u201ccattiva gestione finanziaria\u201d e le impone regole di austerit\u00e0 sempre pi\u00f9 severe.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade in Europa. Non solo le famiglie tedesche risparmiano. Anche le imprese tedesche, invece di investire e indebitarsi (come vorrebbe la teoria economica classica), sono diventate risparmiatrici nette. E, ciliegina sulla torta, lo Stato tedesco ha inserito in Costituzione il \u201cfreno al debito\u201d (<em>Schuldenbremse<\/em>), impegnandosi a sua volta a risparmiare.\u00a0<strong>Quando tutti i settori interni di un Paese risparmiano contemporaneamente, l\u2019unica via di salvezza \u00e8 che il resto del mondo si indebiti con te.<\/strong>\u00a0Il modello tedesco non \u00e8 solo un modello di successo, \u00e8 un modello che\u00a0<em>richiede<\/em>\u00a0l\u2019indebitamento dei suoi partner commerciali per poter funzionare.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2734\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/d93b417c-bcd6-469b-a4f1-d036704d4c05-960x960.jpeg\" alt=\"rapporti franco-tedeschi\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>La Medicina che Avvelena: Perch\u00e9 l\u2019Austerit\u00e0 in Francia Non Pu\u00f2 Funzionare<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ed \u00e8 qui che il dramma raggiunge il suo apice. La diagnosi che arriva da Berlino, da Bruxelles e dal mainstream economico \u00e8 sempre la stessa: la Francia deve tagliare la spesa pubblica, ridurre il deficit, diventare pi\u00f9 \u201cvirtuosa\u201d. In sostanza, deve diventare come la Germania. Ma cosa succederebbe se lo facesse davvero?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Se lo Stato francese avviasse un massiccio programma di austerit\u00e0, tagliando stipendi, servizi e investimenti, la domanda interna crollerebbe. Le persone avrebbero meno soldi in tasca e spenderebbero di meno. Le aziende, vedendo calare gli ordini, smetterebbero di investire e inizierebbero a licenziare. La disoccupazione aumenterebbe, le entrate fiscali crollerebbero e la spesa per i sussidi sociali esploderebbe.\u00a0<strong>Il risultato non sarebbe un risanamento dei conti, ma una devastante recessione che, paradossalmente, peggiorerebbe il rapporto debito\/PIL.<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Lo Stato francese, in questa architettura europea, si trova in una trappola. \u00c8 costretto a indebitarsi per compensare sia lo squilibrio commerciale con la Germania sia la tendenza al risparmio del proprio settore privato. Il suo deficit non \u00e8 una scelta scellerata, ma una conseguenza quasi inevitabile di un sistema che non funziona. Chiedergli di attuare l\u2019austerit\u00e0 senza cambiare le regole del gioco \u00e8 come chiedere a un uomo che sta annegando di respirare pi\u00f9 lentamente.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2735\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/f4ac6835-196c-4b7b-a1a8-cffb718dc469-960x960.jpeg\" alt=\"rapporti franco-tedeschi\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Una Ribellione Intellettuale: La Vera Via d\u2019Uscita per Parigi e per l\u2019Europa<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La vera crisi francese, quindi, non \u00e8 solo politica o sociale. \u00c8 una crisi intellettuale. \u00c8 la crisi di un\u2019\u00e9lite che ha accettato una narrazione economica che danneggia il proprio Paese. La via d\u2019uscita, suggerisce il pensiero critico di economisti come Flassbeck, non \u00e8 una nuova riforma o un nuovo presidente. \u00c8 una ribellione contro il dogma dominante.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La Francia dovrebbe smettere di giustificarsi e iniziare a porre le domande giuste. Dovrebbe sfidare apertamente la logica del mercantilismo tedesco e chiedere:\u00a0<strong>\u00e8 sostenibile un\u2019unione monetaria dove un Paese accumula surplus permanenti a scapito degli altri?<\/strong>\u00a0\u00c8 giusto imporre regole fiscali identiche a Paesi con strutture economiche e problemi diametralmente opposti? Invece di promettere tagli e sacrifici, un leader francese coraggioso dovrebbe proporre un nuovo patto per l\u2019Europa, basato sulla cooperazione e non sulla competizione al ribasso. Un patto dove chi ha un surplus eccessivo ha il dovere di stimolare la propria domanda interna \u2013 aumentando i salari e gli investimenti pubblici \u2013 tanto quanto chi ha un deficit ha il dovere di essere responsabile.<\/p>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Conclusioni: La Crisi Francese \u00e8 uno Specchio per Tutti Noi<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La febbre che scuote la Francia non \u00e8 un problema isolato. \u00c8 il canarino nella miniera dell\u2019Europa. Ci avverte che le fondamenta della nostra casa comune sono instabili. L\u2019ingovernabilit\u00e0, la rabbia sociale e l\u2019ascesa degli estremismi che vediamo a Parigi sono le conseguenze dirette di un modello economico che genera vincitori e vinti per disegno strutturale.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Continuare a incolpare la \u201ccicala\u201d francese \u00e8 un esercizio comodo ma futile, che ci impedisce di affrontare il vero problema. La vera domanda, oggi, non \u00e8 se la Francia riuscir\u00e0 a salvarsi. La vera domanda \u00e8 se l\u2019Europa trover\u00e0 il coraggio di salvare se stessa, riscrivendo le proprie regole prima che la febbre diventi cronica e incurabile.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Cosa ne pensi? Stiamo davvero leggendo la crisi europea nel modo giusto? E quale potrebbe essere il primo passo per costruire un\u2019economia continentale che non costringa met\u00e0 dei suoi membri a un indebitamento perpetuo? La discussione \u00e8 aperta, ed \u00e8 forse la pi\u00f9 importante del nostro tempo.<\/p>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/la-febbre-francese-perche-parigi-brucia-e-berlino-tiene-in-mano-il-termometro\/\">https:\/\/vocidallagermania.it\/la-febbre-francese-perche-parigi-brucia-e-berlino-tiene-in-mano-il-termometro\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; &nbsp; Il brusio nei bistrot parigini \u00e8 cambiato.\u00a0Sotto il tintinnio dei bicchieri e il profumo del caff\u00e8, si annida un\u2019inquietudine palpabile, una stanchezza che attraversa generazioni. Nelle piazze, le proteste non sono pi\u00f9 l\u2019eccezione, ma un rituale ciclico, un sintomo febbrile di un malessere profondo. 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