{"id":91616,"date":"2025-09-16T08:30:05","date_gmt":"2025-09-16T06:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91616"},"modified":"2025-09-14T13:25:34","modified_gmt":"2025-09-14T11:25:34","slug":"soteu-2025-leuropa-e-in-guerra-e-non-lo-sa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91616","title":{"rendered":"SOTEU 2025: l\u2019Europa \u00e8 in guerra. E non lo sa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Ginevra Dolce)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"tdi_95\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\">\n<div class=\"vc_row tdi_96  wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_98  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span8\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_100 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_100\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p><strong>Analisi\u00a0<\/strong>\u2013<em>Nel suo discorso sullo Stato dell\u2019Unione (SOTEU), Ursula von der Leyen ha abbandonato i toni cerimoniali per lanciare un messaggio d\u2019urgenza: l\u2019Europa \u00e8 sotto assedio \u2013 politico, militare, tecnologico \u2013 e deve diventare una potenza o sar\u00e0 irrilevante. Ma chi l\u2019ascolta, nell\u2019emiciclo, \u00e8 sempre pi\u00f9 diviso e diffidente.<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>VON DER LEYEN, IL GRIDO PRIMA DEL TRAMONTO<\/strong><\/h2>\n<p>Ieri mattina, nell\u2019aula del Parlamento europeo a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha pronunciato quello che potrebbe essere stato il suo ultimo (complici le tensioni con il Parlamento e le\u00a0<a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/my-europe\/2025\/09\/10\/i-patrioti-per-leuropa-presentano-una-mozione-di-sfiducia-contro-von-der-leyen\">mozioni di sfiducia<\/a>\u00a0annunciate da pi\u00f9 fronti)\u00a0<a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/strategy-and-policy\/state-union\/state-union-2025_en?prefLang=it\">discorso sullo Stato dell\u2019Unione Europea<\/a>. Un appuntamento annuale pensato per fare il punto sulla rotta europea, che quest\u2019anno ha assunto i toni drammatici di un testamento politico.<br \/>\nLa Presidente della Commissione ha scelto la formula solenne:\u00a0<em>\u201cEurope is in a fight<\/em>\u201d. Ma ha usato un tono nuovo: crudo, diretto, persino inquieto. Ha parlato di guerra \u2013 letterale e metaforica. Guerra contro le autocrazie, contro l\u2019irrilevanza strategica, contro la dipendenza energetica, contro i coloni violenti, contro gli algoritmi che crescono i nostri figli, contro la disinformazione. Ma anche contro la paralisi dell\u2019Unione. \u00c8 stato un discorso a ranghi stretti: rivolto solo a chi, nell\u2019emiciclo e fuori, crede ancora che l\u2019UE sia qualcosa di pi\u00f9 di un mercato regolato. Non ha cercato di piacere, ma ha cercato di scuotere.<br \/>\nVon der Leyen ha scandito una visione d\u2019insieme: pi\u00f9 che un bilancio, un manifesto d\u2019urgenza. Sulla\u00a0<strong>difesa<\/strong>, ha proposto un \u201csemestre europeo\u201d per coordinare investimenti, un \u201cmuro di droni\u201d a protezione del fianco est, un prestito per l\u2019Ucraina garantito con beni russi congelati. Sull\u2019<strong>energia<\/strong>, ha promesso investimenti in tecnologie pulite e fabbriche di intelligenza artificiale \u201ceuropee, efficienti, economiche\u201d. Sulla\u00a0<strong>competitivit\u00e0<\/strong>, ha evocato un nuovo \u201c28esimo regime\u201d per le startup e un mercato unico finalmente integrato su capitali, servizi e telecomunicazioni. E poi l\u2019<strong>Euro digitale<\/strong>, le\u00a0<strong>autostrade energetiche<\/strong>, la\u00a0<strong>batteria europea<\/strong>, il\u00a0<strong>pacchetto Draghi<\/strong>. Un\u2019Europa armata, digitale, industriale. Un\u2019Europa che ha smesso di raccontarsi come progetto di pace e inizia a pensarsi come potenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>GAZA, UCRAINA, MIGRAZIONI: LA FRATTURA DELLA CREDIBILIT\u00c0<\/strong><\/h2>\n<p>Ma la potenza, da sola, non basta. E Von der Leyen lo sa. Per questo ha aperto un secondo fronte: quello della credibilit\u00e0 politica e morale. Ha chiesto sanzioni contro ministri israeliani e coloni violenti, la sospensione parziale dell\u2019accordo di associazione con Tel Aviv, e ha promesso una \u201cfacility\u201d per la ricostruzione di Gaza. Ha invocato la \u201csoluzione a due Stati\u201d come unica opzione realistica, riconoscendo per\u00f2 che l\u2019UE \u00e8 \u201cdivisa e in ritardo\u201d \u2013 troppo. Sul fronte\u00a0<strong>ucraino<\/strong>, ha ricordato che l\u2019UE ha stanziato pi\u00f9 aiuti di chiunque altro (finora, quasi 170 miliardi di euro), ma che la Russia deve pagare, anche economicamente. E ha avvertito che il tempo stringe: l\u2019invasione \u00e8 diventata una guerra di posizione, e la posizione dell\u2019Europa \u00e8 sotto osservazione. Sulla\u00a0<strong>migrazione<\/strong>, ha difeso l\u2019approccio del\u00a0<a href=\"https:\/\/home-affairs.ec.europa.eu\/policies\/migration-and-asylum\/pact-migration-and-asylum_it\">Patto europeo sulla migrazione e sull\u2019asilo<\/a>, ma ha chiesto pi\u00f9 \u201crealismo e fermezza\u201d: rimpatri effettivi per i richiedenti asilo rifiutati, accordi con compagnie aeree e piattaforme digitali per smantellare il modello economico dei trafficanti e la loro propaganda via social, lotta agli scafisti. Ha parlato di un progetto che sia umano, ma non ingenuo. Di regole, non di visione. Eppure ha ribadito che la libert\u00e0, in Europa, significa scegliere chi siamo. Non chi lasciamo entrare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I SUSSURRI DI CHI DOVREBBE APPLAUDIRE<\/strong><\/h2>\n<p>Il problema, per\u00f2, \u00e8 che tutto questo \u00e8 stato pronunciato di fronte a un Parlamento che non sembra pi\u00f9 voler ascoltare. Non si contano gli attacchi da ogni gruppo. I Popolari l\u2019hanno sostenuta a parole, ma l\u2019hanno smentita sui tempi, sulle colpe della sinistra, sull\u2019agenda verde. I Socialisti l\u2019hanno sfidata sul commercio, accusandola di cedere troppo a Washington e di aver abbandonato Gaza. I Verdi hanno chiesto l\u2019embargo a Israele e attaccato il PPE sulla pretesa di rallentare la transizione energetica. Renew ha evocato la necessit\u00e0 di un \u201cbig bang istituzionale\u201d per salvare il progetto europeo. La destra estrema ha chiesto le dimissioni. La sinistra radicale pure.<br \/>\nNessuno ha contestato il fatto che serva un\u2019Europa pi\u00f9 forte. Ma ognuno ne vuole una diversa. Von der Leyen ha provato a indicare una direzione: autonomia strategica, resilienza digitale, indipendenza industriale. Ha usato il linguaggio della deterrenza e quello della conciliazione, ha proposto una politica europea per l\u2019alloggio e uno scudo per la democrazia. Ma ha parlato a un\u2019assemblea stanca, diffidente, frammentata. Forse, il suo discorso \u00e8 stato troppo ambizioso per essere digerito. O forse \u00e8 arrivato troppo tardi. In ogni caso, sebbene di grande potenza, si \u00e8 trattato di un monologo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/1000774\/soteu-2025-leuropa-e-in-guerra-e-non-lo-sa\">https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/1000774\/soteu-2025-leuropa-e-in-guerra-e-non-lo-sa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Ginevra Dolce) &nbsp; Analisi\u00a0\u2013Nel suo discorso sullo Stato dell\u2019Unione (SOTEU), Ursula von der Leyen ha abbandonato i toni cerimoniali per lanciare un messaggio d\u2019urgenza: l\u2019Europa \u00e8 sotto assedio \u2013 politico, militare, tecnologico \u2013 e deve diventare una potenza o sar\u00e0 irrilevante. Ma chi l\u2019ascolta, nell\u2019emiciclo, \u00e8 sempre pi\u00f9 diviso e diffidente. 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