{"id":91685,"date":"2025-09-17T11:20:26","date_gmt":"2025-09-17T09:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91685"},"modified":"2025-09-17T11:20:26","modified_gmt":"2025-09-17T09:20:26","slug":"lordine-il-disordine-e-la-sinistra-delle-guerre-giuste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91685","title":{"rendered":"L\u2019ordine, il disordine e la sinistra delle guerre giuste"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Orazio Luongo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/52026221940_886d1ee5c0_o.jpg\" width=\"285\" height=\"190\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tempo si dibatte di crisi dell\u2019ordine globale: l\u2019ordine post Guerra Fredda a guida americana oggi insidiato dall\u2019avanzata di un mondo sempre pi\u00f9 multipolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una crisi di cui anche la sinistra \u00e8 stata corresponsabile, arrivando ad esserne in qualche modo fagocitata. Divorata dalle contraddizioni: su tutte, quella pi\u00f9 dirompente della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra, da sempre per la sinistra, terreno di confronto e di scontro tra le sue diverse anime. Questione su cui nei decenni si sono consumate laceranti discussioni, e drammatiche rotture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come nella lunga storia dispiegatasi dall\u201989 ai nostri giorni, coincidente con la parabola di quell\u2019ordine globale considerato oggi dai pi\u00f9 in crisi. Un periodo in cui la sinistra europea, e pi\u00f9 nello specifico quella italiana, ha dovuto misurarsi costantemente con la questione della guerra, annunciatasi sin dalla prima Guerra del Golfo, come cifra costituente del nuovo ordine post \u201889. Poi snodatasi attraverso le bombe su Belgrado e gli attentati dell\u201911 Settembre, fino all\u2019attuale guerra russo-ucraina e ai tanti conflitti in Medioriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ordine mondiale unipolare che se da un lato ha incontrato negli anni la critica e l\u2019opposizione di una sinistra anticapitalista \u2013 portatrice di una visione della guerra permanente come risultato ultimo dei processi di globalizzazione e ristrutturazione del capitale \u2013 dall\u2019altro ha visto una sinistra di governo, maggioritaria nelle urne e nelle istituzioni, confondere quel dominio unipolare con il trionfo di un mondo libero e pacificato. Un mondo, restando all\u2019interpretazione di questa seconda sinistra, giunto al capolinea della Storia, alla fine della sua evoluzione, col contemporaneo disfacimento del blocco sovietico e con la definitiva affermazione della democrazia liberale, celebrata come punto pi\u00f9 alto del progresso politico umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcosa che a vederla con gli occhi d\u2019oggi, con i venti di guerra che imperversano ovunque, col riaffacciarsi degli autoritarismi, e col graduale ridefinirsi delle gerarchie mondiali, fa persino tenerezza per quanto fosse una pia illusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019illusione di cui, mentre la Storia continuava imperterrita il suo corso, era praticamente impossibile non vederne le crepe. E che eppure gran parte della nostra sinistra \u2013 supportata da una fetta notevole di informazione e intellighenzia nostrana \u2013 scelse di rincorrere, assumendo una posizione di subalternit\u00e0 rispetto a tutte le narrazioni di guerra alternatesi dagli anni Novanta in poi: da quella \u201cumanitaria\u201d a quella \u201cpreventiva\u201d, passando per la guerra infinita esportatrice di democrazia. Fino ad adoperare gli stessi termini e la stessa retorica del campo politico avverso. Con cui pi\u00f9 volte poi si \u00e8 finiti col condividere il sostegno a quelle operazione di \u201cpolizia internazionale\u201d o di \u201cguerra al terrore\u201d (Kosovo, Afghanistan, Iraq) che un passo alla volta ci avrebbero condotto all\u2019attuale disordine globale: in cui il numero dei conflitti in corso nel mondo cresce costantemente, e la guerra \u00e8 tornata ad insanguinare ancora l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interventi armati giustificati all\u2019epoca coll\u2019urgenza di restituire primato alla politica (formula ad alto tasso orwelliano, verrebbe da dire), e in nome di un senso di responsabilit\u00e0 ripetutamente sbandierato, spesso contrapposto al pacifismo giudicato irenico ed ideologico dell\u2019altra sinistra. Quella minoritaria nei palazzi, ma sempre presente nel paese. Che ancora vedeva nella guerra uno strumento di dominio imperiale, e soprattutto ancora avvertiva il richiamo imperativo al ripudio della guerra contenuto nella Costituzione. Mentre la sinistra di governo si assumeva la responsabilit\u00e0 storica e politica di tradirne il messaggio solenne di contrariet\u00e0 proveniente dall\u2019Articolo 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre la sinistra riformista post-comunista restava folgorata sulla via del mercato e di Washington. Dove la direzione impressa alla Storia, che nel frattempo continuava sempre a filare senza sosta, corrispondeva ad un ordine globale ormai stabilmente fondato sul ricorso alla violenza delle armi, e sulla legittimazione della forza quale principio informatore delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, su una progressiva normalizzazione della guerra come dato della realt\u00e0 e mezzo della politica. E, naturalmente, come occasione eccellente per dirottare enormi quantit\u00e0 di denaro dalla spesa sociale al riarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Praticamente, il\u00a0<em>Voi siete qui<\/em>\u00a0che ancora oggi ci tocca rintracciare sulla cartina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto in cui, a dispetto della Storia che procede verso nuovi equilibri, l\u2019umanit\u00e0 si \u00e8 fermata in un perenne stato di assedio o di guerra. Dal quale, girandosi intorno, lo spettacolo che si vede \u00e8 quello di un mondo in fiamme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un mondo sull\u2019orlo dell\u2019autodistruzione, travolto da una deriva di barbarie e bellicismi. Contro cui ci si chiede, fermi sempre nello stesso punto, cosa ha fatto la sinistra delle \u201cguerre giuste\u201d, se non condurci proprio sin qui.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/17\/lordine-il-disordine-e-la-sinistra-delle-guerre-giuste\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/17\/lordine-il-disordine-e-la-sinistra-delle-guerre-giuste\/<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Orazio Luongo) Da tempo si dibatte di crisi dell\u2019ordine globale: l\u2019ordine post Guerra Fredda a guida americana oggi insidiato dall\u2019avanzata di un mondo sempre pi\u00f9 multipolare. Una crisi di cui anche la sinistra \u00e8 stata corresponsabile, arrivando ad esserne in qualche modo fagocitata. Divorata dalle contraddizioni: su tutte, quella pi\u00f9 dirompente della guerra. 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