{"id":9177,"date":"2013-07-19T06:09:57","date_gmt":"2013-07-19T06:09:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9177"},"modified":"2013-07-19T06:09:57","modified_gmt":"2013-07-19T06:09:57","slug":"grinton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9177","title":{"rendered":"Grinton"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"grinton\" class=\"alignleft size-full wp-image-9178\" height=\"224\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton.jpg\" width=\"224\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton.jpg 224w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton-160x160.jpg 160w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/grinton-144x144.jpg 144w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tSiamo verso la met&agrave; dell&#39;800, ed un pericolo mortale per ogni etilista che si rispetti si staglia all&#39;orizzonte: un afide yankee che, una volta attraversato l&#39;oceano, tenta di fare tabula rasa dei nostri amati vitigni. La fillossera abilmente istruita oltreoceano stava tentando di convertire i nostri abituali bevitori alla Coca-Cola, bevanda che sarebbe nata di l&igrave; a poco con l&#39;ambiguo nome iniziale di &quot;Pemberton&#39;s French Wine Coca&quot;. E non a caso l&#39;odiato afide si espande in Europa proprio dalla Francia. Komplotto!\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tLe radici della vite europea, a differenza di quella americana, sono dannatamente sensibili alle punture della Fillossera ed &egrave; per questo che una buona parte del patrimonio viticolo italiano and&ograve; allora in rovina. Durante il suo progressivo espandersi nella penisola italiana la fillossera distrusse due milioni di ettari di vigneti.[1]\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tSe il problema veniva dall&#39;America, la soluzione doveva essere trovata l&igrave; e consisteva nell&rsquo;innesto della vite europea (chiamata &ldquo;vinifera&rdquo; e produttrice grandi grappoli) su radice di vite americana resistente all&#39;afide (&ldquo;labrusca&rdquo;, &ldquo;rupestris&rdquo;, &ldquo;berlandieri&rdquo;, ecc.) che produce per&ograve; grappoli molto pi&ugrave; piccoli. Queste ibridazioni diedero vita a diverse nuove piante come la Isabella, nata dall&#39;incrocio della Vitis Vinifera con la Vitis Labrusca, il cui frutto &egrave; comunemente conosciuto come uva fragola. Con questa uva si produce il fragolino, vino noto per l&#39;intenso profumo e aroma di fragola.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tUn altro ibrido si chiama Clinton, nome mutuato dall&#39;omonima cittadina dello Iowa (USA) dove presumibilmente avvenne l&#39;ibridazione tra la Vitis Labrusa e la Vitis Riparia. Il vino estratto da queste uve (e che in Veneto si chiama grinton) &egrave; di un colore violaceo molto intenso che non lascia scampo a tovaglie, vestiti macchiati occasionalmente e addirittura a tazzine e bottiglie; per non parlare di lingua, denti e labbra di chi lo beve. Oltre all&#39;esagerato contenuto di tannini, il grinton ha anche la spiacevole caratteristica di essere ricco di alcool metilico, sostanza che, a seguito dell&#39;assunzione di ettolitri di questo vino, pu&ograve; causare danni al nervo ottico. D&#39;altronde dopo avere bevuto ettolitri di <b>qualsiasi<\/b> vino (innocuo Tavernello compreso) la vista ne esce compromessa comunque, e questa &egrave; la mia difesa d&#39;ufficio. &ldquo;Ho visto cose che voi astemi non potreste immaginarvi&#8230;&rdquo;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tC&#39;&egrave; poi la Storia a mettere i bastoni tra le ruote dei chimici, lanciati a tutta velocit&agrave; nei loro anatemi metilici, ricordandoci che nel secolo scorso era un vino molto diffuso. Enormemente pi&ugrave; diffuso della cecit&agrave; che avrebbe dovuto causare. Era il classico &ldquo;vino di campagna&rdquo; da gustarsi in compagnia degli amici in un&#39;osteria fuori mano, meglio se accompagnato da soppressa e pan biscotto. Straordinario anche con arachidi, noccioline o caldarroste. Il suo gusto assolutamente deciso, tendente all&#39;aspro, non lasciava spazio a molti commenti. Lo definirei un vino brutale, senza mezzi termini: imposto dalle circostanze (la fillossera) non amava dileggiare i palati con raffinate sfumature e retrogusti con reminiscenze di fieno d&#39;alta montagna. Il grinton &egrave; tanto viola quanto forte. Punto. E mio nonno Attilio (quello che sopravvisse al campo di concentramento nazista)[2] se lo beveva sempre. Questo fatto, da solo, spiega molte cose. Un vino sopravvissuto per sopravvissuti, non un prodotto da enoteca per palati raffinati in cerca di emozioni d&#39;alto bordo.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tPare che il massimo splendore il grinton lo abbia raggiunto negli anni &#39;60. L&#39;Italia, dopo essere uscita dalla guerra con le ossa rotte, stava gettando le basi per quel processo di industrializzazione che l&#39;avrebbe lanciata nel panorama internazionale. L&#39;Autostrada del Sole, ad esempio, costruita in tempi record. Per una strana ironia questo vino segue le sorti del miracolo economico del dopoguerra, e cos&igrave; quando avviene il sorpasso degli addetti al secondario (industria) alle spese degli addetti al primario (agricoltura), la diffusione di questo vino scende: finito il boom, anche il grinton entra in crisi.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tGi&agrave;, &ldquo;Il Sorpasso&rdquo; cos&igrave; come ce l&#39;ha abilmente dipinto Dino Risi nel &#39;62. L&#39;Italia improvvisamente si scopre a due facce: lavoratrice e boriosamente cialtrona.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tA dare una mano a&nbsp;rovinare la reputazione di questo vino sincero e mai dalla doppia faccia ci si mettono in tanti, cominciando dagli esperti che neanche lo vogliono catalogare come vino. Cos&igrave; si esprime Giampiero Rorato, giornalista e studioso di enogastronomia: &ldquo;Tecnicamente, in senso stretto, &egrave; anche difficile poterlo definire vino: la sua qualit&agrave; &egrave; abbastanza scarsa, la gradazione alcolica molto bassa&rdquo; [1]. Non mi torna nessuna delle due definizioni, ma se lo afferma uno specialista c&#39;&egrave; poco da discutere. Dev&#39;essere sicuramente come dice lui, ed io mi sto sbagliando.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tPoi ci si mettono i legislatori, che nel DPR del 12 febbraio 1965 n&deg; 162, proibiscono i vini prodotti con uve diverse dalla vitis vinifera; successivamente (legge 6 aprile 1966 n. 207) ammettono la possibilit&agrave; di produzione, per poi fissare l&#39;obbligo (D.L. 7-9-1987 n&deg; 370) di estirpare le viti proibite in totale osservanza del Regolamento europeo n. 822\/1987 del 16 marzo 1987 in cui viene definito l&#39;elenco dei vitigni che possono essere utilizzati.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tAd assestare la mazzata finale ci pensa la Unione Europea con il Regolamento (CE) n. 1493\/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 che stabilisce quanto segue:\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&quot;1. Gli Stati membri compilano una classificazione delle variet&agrave; di viti per la produzione di vino. Tutte le variet&agrave; classificate appartengono alla specie Vitis vinifera o provengono da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis. La classificazione non pu&ograve; applicarsi alle variet&agrave; seguenti: Noah, Othello, Isabelle, Jacquez, Clinton e Herb&eacute;mont.&rdquo;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tFine del fragolino e del grinton (col Noah si produce il grinton bianco), nel nome di non si sa bene cosa. Oggi quello che si trova sugli scaffali del reparto vini &egrave; una bottiglia che contiene &quot;fermentato alcolico&quot; di frutta, addizionato di aromi naturali o artificiali al gusto di fragola, con sciroppi e melasse. L&#39;unica regione dell&#39;UE in cui &egrave; possibile produrre e vendere vino ottenuto da uva fragola &egrave; il Burgenland, in Austria, dove il tentativo di vietare l&#39;Uhudler ha causato le proteste di consumatori e produttori.[3]\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tInsomma in giro c&#39;&egrave; sempre qualche colonnello o generale che da ordini insensati, e a noi soldati spetta solo ubbidire. Gira la leggenda metropolitana (assieme alla storia dei coccodrilli bianchi nelle fogne di New York) che sia stato l&#39;alto tasso di tannini e alcol metilico ad avere obbligato Bruxelles alla moratoria. Ovviamente tutto falso. Forse la verit&agrave; sta invece in questo apparentemente insignificante dettaglio: mentre i vitigni protetti dalla legislazione europea hanno bisogno di anticrittogamici, veleni e diserbanti, le piante di Clinton, Isabella e affini non necessitano di cure particolari, e ci offrono vini per nulla contaminati da agenti inquinanti. Bruxelles ha quindi deciso, nel nome del massimo profitto per le elites e dell&#39;appiattimento antropologico e culturale, di dare retta solo ai mai sazi appetiti delle multinazionali della chimica. Komplotto!\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tInfine un accenno a quel gruppo di mattacchioni che, infrangendo tutte le leggi della logica e con sesquipedale incoscienza, ha saputo abbattere i confini tra le conosciute distinzioni, creando la prima EnoRockBluesBand della storia: i Greentone, facile onomatopea che arricchisce la fonosemantica di un prezioso tassello sinestetico.[4]\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tL&#39;arricchimento culturale rappresentato dallo studio di una lingua straniera pu&ograve; aiutare a stigmatizzare l&#39;arretramento a condizioni di vita disumane: senza il grinton &egrave; tutto pi&ugrave; triste, ed ogni occasione &egrave; buona per commemorarlo. Anche la lingua dei colonizzatori va bene, alla bisogna, pur di ricordarne l&#39;antico e mai dimenticato valore, adesso che ci &egrave; stato vietato per legge.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<i>&#39;&#39;un giorno dio dovr&agrave; darmene spiegazione&#39;&#39;<\/i>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t(scritta trovata su un muro ad Auschwitz)\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t[1]<a href=\"http:\/\/giampierororato.blogspot.it\/2009\/05\/i-vini-proibiti.html\">http:\/\/giampierororato.blogspot.it\/2009\/05\/i-vini-proibiti.html<\/a>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t[2]<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=7791\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=7791<\/a>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t[3]<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fragolino\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fragolino<\/a>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t[4]<a href=\"http:\/\/www.greentone.it\/\">http:\/\/www.greentone.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo verso la met&agrave; dell&#39;800, ed un pericolo mortale per ogni etilista che si rispetti si staglia all&#39;orizzonte: un afide yankee che, una volta attraversato l&#39;oceano, tenta di fare tabula rasa dei nostri amati vitigni. 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