{"id":91775,"date":"2025-09-18T10:45:53","date_gmt":"2025-09-18T08:45:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91775"},"modified":"2025-09-18T09:20:07","modified_gmt":"2025-09-18T07:20:07","slug":"la-societa-delle-maschere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91775","title":{"rendered":"La societ\u00e0 delle maschere"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Lucrezia Lombardo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"202\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"info-post\"><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p><strong><em>Una riflessione sul ruolo della cultura e degli intellettuali nel tardo capitalismo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel 1874 si tenne, a Parigi, la prima esposizione degli impressionisti al di fuori dei circuiti ufficiali. La mostra venne infatti inaugurata nello studio del fotografo Nadar, presso Boulevard des Capucines; si tratt\u00f2 di un evento rivoluzionario ed unico nella storia dell\u2019arte, poich\u00e9 l\u2019esposizione venne organizzata in autonomia da artisti come Monet, Renoir, Degas, Pissarro, Sisley e Morisot, che poi sarebbe divenuti tra i pi\u00f9 celebri al mondo. I pittori scelsero di esporre le proprie opere in modo indipendente dall\u2019Accademia delle Belle Arti e dai Salons ufficiali, poich\u00e9 il loro linguaggio innovativo venne ostacolato sin da subito dalla critica dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>La vicenda degli impressionisti deve farci riflettere, oggi pi\u00f9 che mai, in quanto, nel tardo capitalismo contemporaneo, si pone una questione fondamentale, inaugurata dall\u2019avvento del Postmoderno: l\u2019arte e la letteratura \u2013 inclusa la poesia \u2013 sono ormai morte?<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 articolata e richiede una risposta parimenti complessa. Difatti, una costante che si riscontra nella storia del pensiero, dell\u2019arte e della letteratura \u00e8 proprio il fatto che ogni linguaggio autentico e innovativo, in quanto costituisce una rottura rispetto al precedente paradigma, viene ostacolato poich\u00e9, oltre ad essere incompreso, mette a rischio la stabilit\u00e0 del vecchio modo di raccontare il reale.<\/p>\n<p>Questo implica un passo ulteriore nel ragionamento: ci\u00f2 che definiamo \u201ccultura\u201d \u2013 con la sua schiera d\u2019intellettuali affermati, che la sostengono e la incrementano \u2013 ha per scopo principale quello di rafforzare se stessa e la narrazione che le ha consentito di diventare il paradigma egemone. Ecco dunque che, nella storia della cultura in generale \u2013 e nella storia dell\u2019arte, della letteratura e del pensiero, in particolare- ogni trasformazione nasce dalla lotta tra due paradigmi: quello gi\u00e0 affermato e che costituisce il \u201cmainstream\u201d e quello che cerca di emergere al di fuori dei canali ufficiali, come accadde per gli impressionisti francesi.<\/p>\n<p>Questo processo dialettico, che non risparmia neppure la cultura \u2013 tantomeno la letteratura e la poesia \u2013 prevede che una nuova classe d\u2019intellettuali si crei e si rafforzi, proprio a partire dalla coerenza nell\u2019opposizione al \u201clinguaggio mainstream\u201d, attraverso atti di coraggio che implicano una ricerca autentica, ovvero la creazione di linguaggi espressivi che non si preoccupino dei parametri imposti dal mercato e dalle mode del tempo. In tal senso, ci\u00f2 che contava per gli impressionisti non era vendere le loro opere, bens\u00ec la qualit\u00e0 del proprio lavoro, andando controcorrente.<\/p>\n<p>L\u2019anteposizione del criterio qualitativo a quello quantitativo \u00e8, perci\u00f2, uno degli elementi fondamentali nella ricerca artistica che andr\u00e0 ad occupare un ruolo di primo piano nella storia. Tale lungimiranza, tipica dei linguaggi espressivi autentici, implica infatti la disponibilit\u00e0, da parte dell\u2019artista, del poeta, o dello scrittore a subire calunnie e incomprensioni, con la certezza che solo il tempo render\u00e0 a ciascuno i propri meriti, sulla base del valore intrinseco dell\u2019opera prodotta e non in riferimento alla legge della domanda e dell\u2019offerta.<\/p>\n<p>Ne consegue che la vera cultura -cos\u00ec come la vera arte, la vera poesia e la vera letteratura \u2013 \u00e8, anzitutto, uno sguardo sul mondo basato su due elementi: la ricerca di bellezza attraverso la meraviglia (apprendere nuovamente a guardare le cose con innocenza, dimenticandosi, per un istante, del dolore del mondo e della sua violenza) e la capacit\u00e0 critica. La seconda, in particolare, richiede di non uniformarsi al gusto dominate \u2013 che veicola sempre un\u2019ideologia di potere -, bens\u00ec di avere il coraggio di osare, proponendo riflessioni che siano, anzitutto, decostruzioni del reale e delle sue ideologie. Per riuscire a trovare una tale forza creativa, occorre uscire dalla logica del confronto. Logica che il postmoderno e il tardo capitalismo trasportano in ogni ambito, e alla quale non si sottraggono neppure la letteratura e l\u2019arte, settori in cui un numero crescente di aspiranti creativi d\u00e0 forma a prodotti \u2013 e non ad opere \u2013 sulla base dell\u2019imitazione dei modelli dominanti. L\u2019arte vera, al contrario di tutto ci\u00f2, \u00e8 invece anti-imitativa e ricerca l\u2019unicit\u00e0 in se stessa, al di fuori del confronto. Tutto questo comporta che, per dare vita, nell\u2019era postmoderna, a nuovi linguaggio espressivi capaci di riproporre la bellezza a un mondo annichilito e violento, occorre abbandonare le maschere che il presente impone a ciascuno. Difatti, il mondo contemporaneo, dominato com\u2019\u00e8 dall\u2019apparenza e della visibilit\u00e0, oltre che dall\u2019ossessione per l\u2019eterna giovinezza e per la prestazione competitiva \u2013 dinamiche che hanno pervaso persino i rapporti interpersonali e il sistema scolastico ed educativo -, impone a tutti d\u2019indossare le maschere che la societ\u00e0 richiede. Esse hanno a che fare con i risultati, che tutti siamo chiamati a conseguire, venendo ingabbiati in una perenne corsa che ha lo scopo di allontanarci da noi stessi -dunque, dalla vera comprensione delle cose \u2013 e dagli altri, concepiti adesso unicamente come mezzi. L\u2019oggettificazione e la strumentalizzazione del mondo, degli altri, finanche di noi stessi, costituiscono la maschera collettiva che il mondo contemporaneo ci chiede d\u2019indossare, se vogliamo essere socialmente rilevanti. Di contro a tutto ci\u00f2, la vera letteratura e la vera arte sono, piuttosto, linguaggi che aiutano l\u2019individuo a togliere la maschera, inducendo in costui, attraverso la bellezza, l\u2019aspirazione alla verit\u00e0. Tuttavia, un\u2019arte che produca un simile shock e che inneschi nel soggetto il desiderio di togliersi la maschera che il mondo impone, comporta delle conseguenze, che vanno sapute affrontare. Difatti, chi non segue la massa e il pensiero unico a cui essa \u00e8 abituata, anzitutto, \u00e8 sottoposto ad un processo di esclusione, denigrazione e derisione sociale. Eppure, privarsi della maschera implica libert\u00e0: chi ha compiuto tale atto rivoluzionario, non abbisogna pi\u00f9 di manipolare se stesso o gli altri e non si occupa pi\u00f9 di produrre linguaggi che siano in linea con l\u2019ideologia dominante, pur di ottenere celebrit\u00e0. Ne consegue che, accettare di non essere compresi, significa essere liberi.<\/p>\n<p>E se l\u2019atto di togliersi la maschera \u2013 frutto di un processo di crescita interiore \u2013 \u00e8 ci\u00f2 che consente di pervenire a una libert\u00e0 autentica, la letteratura, l\u2019arte e la cultura che seguono questo percorso, danno forma ad opere che non sono in linea con la moda del tempo e con le sue narrazioni, ma che, piuttosto, hanno lo scopo di promuovere la vera conoscenza di s\u00e9, della vita e del mondo. Invece di sostenere le menzogne che la cultura di sistema incrementa, la cultura senza maschere ha per fine il riavvicinamento dell\u2019uomo a se stesso \u2013 e, dunque, agli altri \u2013 e la demistificazione delle falsit\u00e0 che la retorica della prestazione e della visibilit\u00e0 produce, dando vita ad assetti di potere autoritari e ideologici. Del resto, chi sceglie di dare battaglia alla societ\u00e0 delle maschere contemporanea, deve prepararsi ad essere apolide, senza patria, ma se stesso ovunque.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/18\/la-societa-delle-maschere\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/18\/la-societa-delle-maschere<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Lucrezia Lombardo) Una riflessione sul ruolo della cultura e degli intellettuali nel tardo capitalismo Nel 1874 si tenne, a Parigi, la prima esposizione degli impressionisti al di fuori dei circuiti ufficiali. 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