{"id":91857,"date":"2025-09-23T10:00:32","date_gmt":"2025-09-23T08:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91857"},"modified":"2025-09-23T08:40:50","modified_gmt":"2025-09-23T06:40:50","slug":"ecuador-dilagano-le-proteste-contro-il-neoliberismo-il-governo-impone-il-coprifuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=91857","title":{"rendered":"Ecuador: dilagano le proteste contro il neoliberismo, il governo impone il coprifuoco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Enrica Perucchietti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi giorni l\u2019Ecuador \u00e8 scosso da un\u2019ondata di proteste e disordini di portata nazionale, esplosi dopo la decisione del presidente\u00a0<strong>Daniel Noboa<\/strong>\u00a0di abolire il sussidio sul diesel, in vigore dal 1974. La misura, che ha fatto impennare il\u00a0<strong>prezzo del carburante<\/strong>\u00a0da 1,80 a 2,80 dollari al gallone, ha innescato un focolaio di conflitto sociale con manifestazioni che attraversano il Paese, dalle grandi citt\u00e0 alle province rurali. Contadini, trasportatori, pescatori, studenti e comunit\u00e0 indigene denunciano un provvedimento che incide pesantemente sul costo della vita e lo considerano l\u2019ennesima espressione di un\u00a0<strong>modello neoliberista<\/strong>\u00a0responsabile di profonde disuguaglianze. A guidare la risposta \u00e8 la\u00a0<strong>CONAIE<\/strong>, la storica Confederazione delle Nazionalit\u00e0 Indigene, che ha proclamato uno sciopero nazionale a oltranza. Le immagini che arrivano dalle strade raccontano un Paese spaccato: blocchi stradali lungo la Panamericana, barricate improvvisate con tronchi e pietre, marce di migliaia di persone a Quito e Cuenca, slogan contro il governo gridati al ritmo di tamburi e corni tradizionali. In diverse citt\u00e0 i manifestanti hanno occupato piazze e ponti, mentre gruppi di studenti universitari si sono uniti alla protesta. Il 16 settembre a Cuenca oltre centomila persone hanno partecipato alla \u201c<strong>marcia dell\u2019acqua<\/strong>\u201d in difesa della riserva naturale di Quimsacocha, ribadendo il rifiuto del progetto minerario di Loma Grande. La mobilitazione, sostenuta anche dalle autorit\u00e0 locali, \u00e8 stata una delle pi\u00f9 imponenti e pacifiche nella storia della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze dell\u2019ordine hanno risposto alle proteste con lanci di lacrimogeni, idranti e arresti: gli scontri pi\u00f9 duri si sono registrati a Latacunga e Riobamba, con decine di feriti. A Guayaquil, seconda citt\u00e0 del Paese, la tensione \u00e8 esplosa nei mercati e nei quartieri popolari per l\u2019aumento dei prezzi dei trasporti e dei beni alimentari. Il governo ha denunciato \u201catti di vandalismo\u201d e promesso tolleranza zero, mentre la CONAIE accusa le autorit\u00e0 di criminalizzare la protesta e di reprimere indiscriminatamente intere comunit\u00e0. La linea scelta da Noboa \u00e8 stata di estrema fermezza. Il presidente ha dichiarato lo\u00a0<strong>stato d\u2019emergenza\u00a0<\/strong>in sette province (Carchi, Imbabura, Pichincha, Azuay, Bolivar, Cotopaxi e Santo Domingo) per 60 giorni e imposto un\u00a0<strong>coprifuoco notturno<\/strong>\u00a0in cinque di esse, dalle 22 alle 5 del mattino. Secondo il Decreto Esecutivo 134, i manifestanti \u201channo alterato l\u2019ordine pubblico, provocando situazioni di violenza che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e i loro diritti alla libera circolazione, al lavoro e all\u2019esercizio delle attivit\u00e0 economiche\u201d. L\u2019esercito \u00e8 stato mobilitato per presidiare ministeri, caserme e vie di accesso alla capitale, mentre colonne di blindati hanno fatto il loro ingresso nei centri urbani a titolo di deterrenza. Il Palazzo di Carondelet, sede della presidenza a Quito, \u00e8 stato circondato da barriere e filo spinato, e la sede operativa del governo \u00e8 stata temporaneamente trasferita a Cotopaxi, simbolico epicentro della rivolta indigena. Noboa ha dichiarato che chi promuove disordini rischia\u00a0<strong>accuse di terrorismo<\/strong>, avvertendo che non intende ritirare il decreto. Le ripercussioni sono pesanti. I trasporti interprovinciali sono paralizzati, i rifornimenti di cibo e carburante arrivano a singhiozzo, mentre in alcune aree rurali i mercati sono rimasti chiusi per giorni. L\u2019istruzione \u00e8 stata sospesa in pi\u00f9 province e l\u2019attivit\u00e0 amministrativa procede a ritmo ridotto. Nonostante ci\u00f2, la mobilitazione non si spegne: la CONAIE ribadisce che continuer\u00e0 fino alla revoca del decreto e rilancia richieste pi\u00f9 ampie, come la r<strong>iduzione dell\u2019IVA\u00a0<\/strong>dal 15 al 12% e l\u2019apertura di un tavolo nazionale sul modello economico. La protesta ha anche una forte valenza simbolica: i popoli indigeni, che rappresentano circa il 25% della popolazione, si pongono come voce di un malcontento diffuso e come forza politica capace di influenzare la stabilit\u00e0 istituzionale, come gi\u00e0 accaduto in passato con la caduta di governi travolti dalle mobilitazioni popolari. Durante la storia del Paese, si sono registrati diversi tentativi di abrogazione del sussidio statale, ma in ogni circostanza, le reazioni dure e contrarie da parte della popolazione hanno fatto desistere le intenzioni dei governi di turno, come nel 2019 e nel 2022. Allora come oggi, le proteste non si sono fatte attendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi in corso mette a nudo le contraddizioni di un sistema economico improntato al neoliberismo che, seguendo le direttive del programma del\u00a0<strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>, ha aumentato il tasso di disoccupazione e portato quello della povert\u00e0 al 24% con un incremento degli omicidi del 47% rispetto al primo semestre dell\u2019anno precedente. L\u2019eliminazione dei sussidi al carburante non \u00e8 che l\u2019ultimo atto di una lunga stagione di riforme che hanno progressivamente smantellato i meccanismi di protezione sociale, scaricando sulle classi popolari il peso degli aggiustamenti fiscali. A questo si aggiunge la\u00a0<strong>politica estrattiva<\/strong>: concessioni minerarie e petrolifere stanno trasformando territori ancestrali e fragili ecosistemi amazzonici in aree di sfruttamento intensivo. Le conseguenze sono devastanti: contaminazione delle acque,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/01\/23\/un-rapporto-svela-la-deforestazione-dellamazzonia-ecuadoriana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">deforestazione<\/a><\/strong>, conflitti territoriali e perdita di biodiversit\u00e0. Per i movimenti sociali, tutto questo rappresenta il volto concreto del neoliberismo, che non si misura solo in cifre di bilancio, ma nella quotidiana erosione dei diritti e nella marginalizzazione delle comunit\u00e0 rurali. La politica fiscale, con l\u2019aumento dell\u2019IVA e la riduzione degli investimenti pubblici, accentua ulteriormente le diseguaglianze. La popolazione paga di pi\u00f9 per i beni di prima necessit\u00e0, mentre i grandi gruppi economici e gli investitori internazionali beneficiano della stabilit\u00e0 promessa dal governo. Non sorprende che la rabbia esploda sotto forma di protesta radicale: per chi vive nelle campagne e nelle periferie urbane, il neoliberismo significa salari bassi, prezzi alti, servizi pubblici carenti e territori sacrificati all\u2019estrattivismo. L\u2019attuale rivolta, dunque, non \u00e8 soltanto contro un decreto, ma contro un intero modello che produce\u00a0<strong>esclusione sociale e precariet\u00e0<\/strong>. \u00c8 il segnale di una frattura pi\u00f9 profonda: quella tra uno Stato che persegue politiche di aggiustamento in nome della finanza globale e una popolazione che rivendica dignit\u00e0, giustizia sociale e un futuro diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/09\/22\/ecuador-dilagano-le-proteste-contro-il-neoliberismo-il-governo-impone-il-coprifuoco\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/09\/22\/ecuador-dilagano-le-proteste-contro-il-neoliberismo-il-governo-impone-il-coprifuoco<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Enrica Perucchietti) Negli ultimi giorni l\u2019Ecuador \u00e8 scosso da un\u2019ondata di proteste e disordini di portata nazionale, esplosi dopo la decisione del presidente\u00a0Daniel Noboa\u00a0di abolire il sussidio sul diesel, in vigore dal 1974. 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