{"id":92011,"date":"2025-10-02T12:13:20","date_gmt":"2025-10-02T10:13:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92011"},"modified":"2025-10-02T12:13:20","modified_gmt":"2025-10-02T10:13:20","slug":"la-filantropia-come-alibi-quando-la-beneficenza-privata-sostituisce-i-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92011","title":{"rendered":"La filantropia come alibi: quando la beneficenza privata sostituisce i diritti"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Giuseppe Libutti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/IMG_2440.webp\" width=\"474\" height=\"250\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 29 settembre a cura di Chiara Brusini offre uno spaccato efficace delle giustificazioni che il grande capitale utilizza per normalizzare la crescente concentrazione della ricchezza. In questa narrazione, il denaro accumulato non rappresenta un problema per la democrazia, ma una virt\u00f9: esso diventa la leva con cui finanziare universit\u00e0, ospedali, ricerca e persino progetti sociali nelle periferie urbane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 cos\u00ec consolidato un sistema per cui sono le fondazioni filantropiche e non lo Stato a stabilire quali progetti sostenere nei quartieri pi\u00f9 marginalizzati delle grandi citt\u00e0. In altre parole, la risposta ai bisogni collettivi non viene pi\u00f9 garantita da politiche pubbliche, attraverso un\u2019equa redistribuzione delle risorse fiscali, ma demandata alle scelte discrezionali di soggetti privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lasciare che siano le fondazioni a decidere cosa finanziare significa rinunciare al principio fondamentale secondo cui i diritti sociali devono essere garantiti dallo Stato, non concessi dalla benevolenza dei ricchi. La scelta di finanziare un asilo piuttosto che un centro culturale, una borsa di studio piuttosto che un progetto sanitario, non risponde a priorit\u00e0 pubbliche definite democraticamente, ma alle agende \u2013 spesso reputazionali \u2013 di chi dispone del capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro nodo cruciale riguarda l\u2019origine delle risorse. I patrimoni che alimentano queste fondazioni potrebbero derivare da attivit\u00e0 speculative, dall\u2019elusione fiscale o dallo sfruttamento di lavoro precario in catene globali del valore. In questo senso, la filantropia pu\u00f2 funzionare come una sorta di lavaggio etico: restituisce una minima parte della ricchezza estratta, permettendo per\u00f2 ai grandi attori finanziari di presentarsi come benefattori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accettare che la filantropia sostituisca il ruolo delle tasse e delle politiche pubbliche significa piegarsi supinamente al paradigma liberista. In esso, la disuguaglianza non \u00e8 un problema da correggere ma una condizione naturale del sistema, e il compito di \u201cmitigarne\u201d gli effetti viene delegato a chi ne trae vantaggio. \u00c8 un ribaltamento concettuale: la redistribuzione non \u00e8 pi\u00f9 un diritto, ma un atto di grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A rendere ancora pi\u00f9 problematico questo modello \u00e8 il fatto che le fondazioni, attraverso i progetti che finanziano, stabiliscono un canale privilegiato con le amministrazioni pubbliche. Di fatto, diventano interlocutori diretti delle istituzioni, sostituendosi non solo allo Stato ma anche ai cittadini nei processi decisionali. In questo modo si altera l\u2019equilibrio democratico: le comunit\u00e0 locali non dialogano pi\u00f9 con le istituzioni attraverso forme di rappresentanza collettiva, ma si trovano \u201cmediate\u201d da fondazioni private che assumono un ruolo para-istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A ci\u00f2 si aggiunga come la retorica della meritocrazia stia diventando un alibi per giustificare le disuguaglianze. Si racconta che chi riesce lo fa grazie al proprio talento e impegno, ma in realt\u00e0 chi parte avvantaggiato ha sempre pi\u00f9 possibilit\u00e0 di \u201cdimostrare merito\u201d, mentre chi vive condizioni difficili viene colpevolizzato per il proprio fallimento. \u00c8 un meccanismo che sposta la responsabilit\u00e0 dal sistema all\u2019individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo anche da noi importato il modello americano della filantropia privata, che non \u00e8 una soluzione: trasforma i diritti in favori discrezionali, legati alla generosit\u00e0 di chi ha risorse, invece che a garanzie stabili e universali. \u00c8 l\u2019opposto della tradizione europea, che ha costruito il welfare proprio sul principio dell\u2019universalismo: sanit\u00e0, scuola, protezione sociale non come premi o donazioni, ma come diritti che spettano a tutti. Nel secondo dopoguerra ricostruzione, democrazia e diritti andavano di pari passo. Ci si \u00e8 provato. \u00c8 in corso un progressivo smantellamento di tutto questo sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Difendere quella visione oggi \u00e8 cruciale, non tanto per negare il valore dell\u2019impegno personale, ma per impedire che diventi un alibi per smantellare i diritti e ridurli a privilegi selettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il combinato disposto di \u201cwelfare privato\u201d e \u201cretorica del merito\u201d produce un effetto corrosivo sulla cittadinanza. I diritti diventano favori; l\u2019accesso a servizi fondamentali dipende dall\u2019arbitrio di pochi, non da un patto sociale fondato sull\u2019uguaglianza. Le comunit\u00e0 delle periferie sono cos\u00ec trasformate in beneficiarie passive, mentre si riduce lo spazio per la mobilitazione collettiva e per rivendicare un welfare universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se davvero si vuole ridurre le disuguaglianze, la strada non passa per la delega ai privati, ma per un rafforzamento della fiscalit\u00e0 progressiva e dei sistemi di welfare. Non la carit\u00e0, ma la giustizia sociale deve guidare la redistribuzione della ricchezza. La sfida \u00e8 riappropriarsi della dimensione pubblica delle politiche sociali, sottraendola alla logica della benevolenza e riportandola nell\u2019alveo dei diritti.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/30\/la-filantropia-come-alibi-quando-la-beneficenza-privata-sostituisce-i-diritti\/\" data-a2a-title=\"La filantropia come alibi: quando la beneficenza privata sostituisce i diritti\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/30\/la-filantropia-come-alibi-quando-la-beneficenza-privata-sostituisce-i-diritti\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/30\/la-filantropia-come-alibi-quando-la-beneficenza-privata-sostituisce-i-diritti\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Giuseppe Libutti) L\u2019articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 29 settembre a cura di Chiara Brusini offre uno spaccato efficace delle giustificazioni che il grande capitale utilizza per normalizzare la crescente concentrazione della ricchezza. In questa narrazione, il denaro accumulato non rappresenta un problema per la democrazia, ma una virt\u00f9: esso diventa la leva con cui finanziare universit\u00e0, ospedali, ricerca e persino progetti sociali nelle periferie urbane. Si \u00e8 cos\u00ec consolidato&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nW3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92011"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92011"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92015,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92011\/revisions\/92015"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}