{"id":92022,"date":"2025-10-03T10:00:37","date_gmt":"2025-10-03T08:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92022"},"modified":"2025-10-02T12:48:46","modified_gmt":"2025-10-02T10:48:46","slug":"mainstream-e-guerra-il-racconto-che-manca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92022","title":{"rendered":"Mainstream e guerra: il racconto che manca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Elena Basile)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2F91AA0D-F4D7-4114-AFE0-683D0AAB40ED.png\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2F91AA0D-F4D7-4114-AFE0-683D0AAB40ED.png\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Se avessi pi\u00f9 tempo a disposizione scriverei una rubrica ogni giorno chiamata \u201cl\u2019anti la Repubblica e Corriere della Sera\u201d. Credo infatti sia essenziale svolgere un lavoro costante di risposta agli editoriali che appaiono su questi giornali, plasmando ricorrentemente l\u2019opinione pubblica moderata delle destre e del centro-sinistra, nerbo del potere attribuito alla maggioranza Ursula, e divulgando tesi non consone ai fatti documentati, resi disponibili da un\u2019informazione corretta.<\/p>\n<p>Cercher\u00f2 di riepilogare i temi preferiti che, con una monotonia estrema, vengono enunciati senza contraddittorio da giornalisti e intellettuali, che dominano la scena del pensiero mainstream da decenni.<\/p>\n<p>Con un\u2019ingenuit\u00e0 apparente viene posta un giorno s\u00ec e un altro no la stessa domanda: come mai \u2013 si chiedono storici, accademici e giornalisti \u2013 migliaia e migliaia di persone scendono in piazza contro le aggressioni di Israele e non contro la Russia, considerata da loro alla stregua di Israele, uno Stato che viola il diritto internazionale? (editoriale di Ezio Mauro di domenica 28 ottobre).<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 semplice. La gente colta e meno colta, professionisti e persone ordinarie, ha capito l\u2019essenziale. Il paragone con Putin, colpito da un mandato di arresto della CPI esattamente come Netanyahu, \u00e8 fuori luogo. La Russia ha reagito, invadendo l\u2019Ucraina, al disegno di dominio imperialistico che la NATO ha deciso di attuare al fine di desovranizzare il perdente della guerra fredda e attuare un regime change. La Russia fronteggia un esercito: \u00e8 intervenuta applicando il principio \u201cResponsabilit\u00e0 di proteggere\u201d coniato nel diritto onusiano, in aiuto delle popolazioni russofone che per sette anni sono state bombardate dal governo di Kiev. La guerra della Russia \u00e8 stata provocata dall\u2019espansionismo aggressivo della NATO e dal calcolato disprezzo delle legittime preoccupazioni di sicurezza russe. Dopo aver esperito tutte le possibili iniziative diplomatiche, dal 2007 (anno del noto discorso di Putin alla Conferenza di Monaco per la Sicurezza) al dicembre 2021, la Russia ha scelto una guerra preventiva, nella convinzione che \u2013 dopo il colpo di Stato a Kiev, la penetrazione militare anglosassone, l\u2019addestramento dell\u2019esercito ucraino e la mobilitazione del nazionalismo ucraino occidentale, dopo l\u2019inserimento del battaglione Azov nell\u2019esercito regolare ucraino e il bombardamento dei russofoni a cui erano negati i diritti linguistici \u2013 la mossa seguente sarebbe stata l\u2019attacco alla Russia. Mosca non utilizza in questa guerra la sua potenza che potrebbe essere micidiale e fare un numero di vittime civili maggiore: non spiana al suolo le citt\u00e0 e non prende di mira i civili, che restano danni collaterali.<\/p>\n<p>Israele \u00e8 la pedina atlantica in Medio Oriente: fa parte di un disegno imperialistico statunitense della regione cominciato con le guerre di esportazione di Bush. L\u2019islamofobia e la demonizzazione di Hamas e del terrorismo (presente nella storia ogni volta che un popolo resta sotto occupazione di una potenza straniera e non ha la possibilit\u00e0 di risposte politiche) sono state l\u2019alibi di guerre di occupazione americane e israeliane, in violazione del diritto internazionale, che hanno seminato morte e distruzione e a cui gli Stati europei si sono allineati in ambito NATO oppure come membri delle cosiddette \u201ccoalizioni di volenterosi\u201d. Israele \u00e8 uno Stato terrorista che non ha rispettato le molteplici risoluzioni dell\u2019ONU, ha attuato attentati in paesi stranieri decapitando le leadership di Stati considerati nemici, ha realizzato l\u2019apartheid e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 in Cisgiordania (dove non esiste Hamas), punizioni collettive sulla popolazione di Gaza fino all\u2019attuale genocidio, decretato da esperti ebrei dell\u2019Olocausto come Amos Goldberg, dalla CIG \u2013 uno dei principali tribunali onusiani (lo ha considerato plausibile invitando l\u2019accusato a mettere in piedi tutte le misure necessarie per evitarlo) \u2013 e da una Commissione indipendente del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.<\/p>\n<p>La gente semplice, che semmai non conosce la documentazione disponibile, non ha perso la propria umanit\u00e0 e protesta contro uno Stato canaglia in difesa di un popolo inerme, di donne, anziani e bambini uccisi, torturati dalla fame e dalla carenza di strutture ospedaliere. La societ\u00e0 civile ha compreso che tra Putin e Netanyahu non c\u2019\u00e8 alcuna similitudine. I caratteri comuni invece della condotta di Israele e di quella NATO in Ucraina saltano agli occhi: si tratta di due conflitti decisi dall\u2019imperialismo occidentale, dai neoconservatori americani, contro la volont\u00e0 dei popoli europei.<\/p>\n<p>In questi giornali l\u2019accusa che viene rivolta a tutti coloro che criticano la narrativa della NATO \u00e8 quella di essere filoputiniani. L\u2019accusa non ha fondamento, in quanto Occidente e Russia non sono due squadre di calcio. Non si \u00e8 dimostrato che siamo al servizio della Russia o che riceviamo vantaggi dal sostegno ragionato alle legittime preoccupazioni di sicurezza russe. Potremmo essere definiti filoucraini in quanto siamo gli unici a preoccuparci del massacro di una generazione di giovani e meno giovani soldati, utilizzati come carne da cannone per una guerra per procura, per i giochi geopolitici dei neoconservatori statunitensi.<\/p>\n<p>I filoatlantici nella difesa delle loro posizioni ricevono invece molteplici benefici. L\u2019Italia fa parte della NATO e dell\u2019impero americano. Difendere gli interessi dell\u2019impero assicura prebende e accoglienza calorosa nell\u2019establishment. Essi infatti occupano i media pi\u00f9 diffusi e maggiormente finanziati. Noi siamo parte di una nicchia, di un\u2019avanguardia che raggiunge un\u2019audience limitata.<\/p>\n<p>Nel mondo orwelliano la guerra si chiama pace e si insinua che coloro che in buona fede analizzano le dinamiche della politica internazionale lo facciano per convenienza e vicinanza alla Russia.<\/p>\n<p>Si celebra inoltre reiteratamente l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Europa che esprimerebbe la stessa visione bellicista nonch\u00e9 l\u2019intenzione indefessa di rifornire di armi l\u2019Ucraina fino all\u2019ultimo ucraino, di riarmarsi con 800 miliardi smantellando lo Stato sociale europeo, di rafforzare militarmente il fianco Est (editoriale di Mieli 28 settembre).<\/p>\n<p>In effetti la Polonia e la Svezia, che storicamente hanno avuto grandi ambizioni sui Paesi baltici, si alleano quasi volessero vendicare la sconfitta subita a Poltava il 27 giugno del 1709 dallo zar Pietro I che mise fine alle ambizioni imperiali svedesi. L\u2019alleanza dei tre mari, che comprendeva insieme alla Polonia i Paesi dell\u2019Est e l\u2019Austria, ora si estende a Svezia e Finlandia. In sintesi, l\u2019Europa viene oggi guidata da quella soggettivit\u00e0 che Rumsfeld opponeva con disprezzo alla vecchia Europa: l\u2019Europa continentale e mediterranea che si opponeva alle guerre al terrore. Dopo la diserzione tedesca e francese dall\u2019invasione dell\u2019Iraq, la CIA ha cominciato a guardare con maggiore insofferenza alla Germania e ha predisposto, attraverso incentivi finanziari e formazione dei leader, contromosse che hanno permesso \u2013 come \u00e8 descritto in un documento della Rand Corporation del 2022 \u2013 di trasformare lo storico partito dei Verdi nell\u2019irriconoscibile agglomerato da cui sono usciti politici come il Ministro degli Esteri tedesco Baerbock, e che doveva essere la punta pi\u00f9 avanzata per un contagio in grado di fare accettare la dipendenza energetica di Berlino dagli Stati Uniti. \u00c8 morta l\u2019Europa che dava fastidio a Rumsfeld, quella che fino al 2014 difendeva una politica di cooperazione con la Russia e si opponeva all\u2019inserimento di Ucraina e Georgia nella NATO. \u00c8 morta l\u2019Europa mediterranea che chiedeva un rafforzamento contro il terrorismo del fianco sud della NATO. L\u2019unit\u00e0 a cui si riferiscono i cantori dell\u2019Occidente in armi \u00e8 la fine di ogni sogno di autonomia strategica basata sui reali interessi dei popoli europei. L\u2019unit\u00e0 \u00e8 apparente ed \u00e8 determinata dalla genuflessione della politica alle lobby finanziarie, delle armi e di Israele da parte di una classe dominante hackerata da Washington. Non si tratta di un\u2019unit\u00e0 reale basata su un interesse comune, su una sintesi delle inclinazioni particolaristiche di ciascun Paese, ma di una prostrazione condivisa allo scettro di Washington. Esaminati da vicino, i Paesi europei sono l\u2019un contro l\u2019altro armati, con politiche estere differenti: basti pensare all\u2019Ungheria e alla Slovacchia che vedono in modo opposto alla maggioranza Ursula la guerra in Ucraina. I Paesi mediterranei non condividono la russofobia polacco-baltica e nordica. L\u2019Italia non vuole truppe in Ucraina. Persino l\u2019asse franco-tedesco \u00e8 una finzione avendo i due Paesi interessi opposti economicamente. La politica estera in Medio Oriente \u00e8 maggiormente parcellizzata. Ci vorr\u00e0 una guerra, pensano forse i neoconservatori e i loro sostenitori, per ottenere l\u2019allineamento perfetto agli interessi di Washington. Attaccati da Mosca saremmo tutti finalmente uniti in un conflitto che avremmo potuto evitare.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se i quotidiani citati, in qualche raro momento di coscienza, si rendono conto della pericolosit\u00e0 delle loro posizioni guerrafondaie. Stiamo lentamente scivolando verso la terza guerra mondiale dimenticando ogni possibile insegnamento della storia. Alcuni giornalisti e politologi conservatori hanno profetizzato, di fronte all\u2019aggravarsi delle minacce della NATO, di fronte a possibili mosse di Washington verso sanzioni secondarie, di fronte all\u2019utilizzo di una parte dei miliardi sotto sequestro russi per la guerra in Ucraina, insomma di fronte all\u2019escalation voluta dalla NATO e alle provocazioni verbali di Trump che sembra voler spingere Putin verso la posizione dei falchi (\u201cRussia tigre di carta\u201d), hanno affermato \u2013 dicevo \u2013 che vi sar\u00e0 il ricorso all\u2019arma micidiale, al missile ipersonico Oreshnik, al fine di colpire il regime di Kiev, Zelensky e il suo entourage.<\/p>\n<p>Come alla vigilia della prima guerra mondiale, l\u2019accademia e il giornalismo fomentano la guerra con un\u2019incoscienza difficile da comprendersi. Forse non sono consapevoli che la diplomazia appare inesistente mentre noi sfidiamo potenze nucleari. Viene spontaneo pensare che forse sanno che l\u2019Occidente ha una carta da giocare e che il sacrificio di centinaia di migliaia di persone \u00e8 stato gi\u00e0 deciso per mantenere in sella un\u2019\u00e9lite barcollante, per permettere al capitalismo intrappolato nel debito di risorgere attraverso la rapina delle risorse delle potenze del surplus.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/30\/mainstream-e-guerra-il-racconto-che-manca\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/09\/30\/mainstream-e-guerra-il-racconto-che-manca<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Elena Basile) Se avessi pi\u00f9 tempo a disposizione scriverei una rubrica ogni giorno chiamata \u201cl\u2019anti la Repubblica e Corriere della Sera\u201d. 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