{"id":92054,"date":"2025-10-07T09:30:21","date_gmt":"2025-10-07T07:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92054"},"modified":"2025-10-05T14:06:19","modified_gmt":"2025-10-05T12:06:19","slug":"hans-werner-sinn-perche-la-deindustrializzazione-della-germania-e-un-avvertimento-per-litalia-e-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92054","title":{"rendered":"Hans Werner Sinn \u2013 Perch\u00e9 la Deindustrializzazione della Germania \u00e8 un Avvertimento per l\u2019Italia e l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"bs-blog-thumb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Gemini_Generated_Image_5c0hjs5c0hjs5c0h.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"544\" \/><\/div>\n<article class=\"small single\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><\/h3>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>C\u2019\u00e8 un silenzio che sta calando su alcune valli industriali d\u2019Europa<\/strong>. \u00c8 il silenzio che segue l\u2019ultimo turno di lavoro, il silenzio di un capannone vuoto dove fino a ieri risuonava il ritmo delle macchine. Per decenni, abbiamo guardato alla Germania come al motore instancabile del continente, un modello di efficienza, qualit\u00e0 e prosperit\u00e0. Il \u201cMade in Germany\u201d non era solo un\u2019etichetta, ma una promessa di eccellenza. Oggi, quella promessa scricchiola. Notizie di giganti come Bosch che tagliano migliaia di posti di lavoro non sono pi\u00f9 incidenti di percorso, ma sintomi di una condizione pi\u00f9 profonda, una febbre che non accenna a scendere.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Cosa succede quando il cuore manifatturiero d\u2019Europa inizia a mostrare segni di affaticamento? \u00c8 una semplice recessione o l\u2019inizio di un\u2019era completamente nuova e molto pi\u00f9 incerta? In una recente, esplosiva intervista pubblicata su YouTube, il grande\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0ts0OvpRp_g&amp;t=1554s\">economista tedesco<\/a>\u00a0<strong>Hans-Werner Sinn<\/strong>\u00a0ha offerto una diagnosi tanto brutale quanto lucida: la Germania \u00e8 nel mezzo di un processo di\u00a0<strong>deindustrializzazione autoindotta<\/strong>, un lento suicidio economico mascherato da buone intenzioni. La sua analisi non \u00e8 solo un resoconto della crisi tedesca, ma uno specchio in cui l\u2019Italia e l\u2019intera Europa dovrebbero guardare con estrema attenzione.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3249\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-2025-10-04-112513-960x587.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"587\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>2018: L\u2019Anno in Cui la Musica si \u00e8 Fermata per l\u2019Industria Tedesca<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ogni grande cambiamento ha un punto di origine, un momento in cui le\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/tag\/crisi-economia-germania\/\">curve statistiche<\/a>\u00a0smettono di salire e iniziano una lenta, inesorabile discesa. Secondo Sinn, per la Germania industriale quel momento \u00e8 stato il 2018. Da allora, il declino \u00e8 diventato misurabile, tangibile. Non si tratta di una fluttuazione ciclica, ma di una frattura strutturale. I dati sono spietati: la produzione industriale complessiva \u00e8 crollata di circa il 15%. Ma \u00e8 scavando nei settori che hanno reso grande la Germania che si percepisce la vera magnitudine del problema. L\u2019industria automobilistica e quella chimica, i due pilastri del tempio economico tedesco, hanno subito una contrazione del 22%.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questa non \u00e8 solo statistica. \u00c8 la storia di un\u2019azienda chimica che, invece di espandere il suo sito storico sul Reno, decide di costruire il suo nuovo, enorme impianto in Cina. \u00c8 la storia di un fornitore\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/la-crisi-dellindustria-automobilistica-tedesca-gravi-conseguenze-anche-per-leuropa-dellest\/\">automobilistico<\/a>, un tempo fiore all\u2019occhiello dell\u2019innovazione, che ora deve annunciare tagli dolorosi perch\u00e9 il mondo per cui produceva non esiste quasi pi\u00f9.\u00a0<strong>Questi non sono fallimenti aziendali, ma le conseguenze logiche di un ambiente diventato ostile alla produzione.<\/strong>\u00a0La diagnosi di Sinn \u00e8 netta: la Germania \u00e8 diventata \u201cherzkrank\u201d, malata di cuore, e la malattia colpisce proprio il suo muscolo pi\u00f9 forte, l\u2019industria.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2982\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gemini_Generated_Image_5dphqh5dphqh5dph-960x960.jpeg\" alt=\"Riforma del Lavoro in Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Il Miracolo Verde Svanito: Quando l\u2019Ideologia Incontra il Muro della Realt\u00e0<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Come \u00e8 stato possibile arrivare a questo punto?<\/strong>\u00a0Fino a poco tempo fa, la narrativa politica, incarnata dalle promesse dell\u2019ex cancelliere Olaf Scholz, parlava di un imminente \u201cmiracolo economico verde\u201d. Si evocavano tassi di crescita degni degli anni \u201950 e \u201960, un futuro radioso in cui la Germania, pioniera della transizione ecologica, avrebbe guidato il mondo sviluppando e vendendo le tecnologie del domani. Due piccioni con una fava: salvare il pianeta e rafforzare l\u2019economia.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Secondo Hans-Werner Sinn, questa visione era \u201cun\u2019assurdit\u00e0 totale fin dall\u2019inizio\u201d. La sua critica \u00e8 feroce: alla popolazione \u00e8 stato venduto un sogno, la favola che la transizione energetica non solo non sarebbe costata nulla, ma avrebbe generato enormi vantaggi competitivi. Si \u00e8 parlato di \u201csole che non manda fatture\u201d, dimenticando di menzionare i costi esorbitanti per le infrastrutture, lo stoccaggio e la stabilit\u00e0 della rete.\u00a0<strong>La realt\u00e0, sostiene Sinn, \u00e8 che \u00e8 stata nascosta la natura stessa del compromesso economico: per ottenere un obiettivo (ambientale), bisogna essere disposti a sacrificare qualcosa su un altro fronte (economico).<\/strong>\u00a0Affermare che non ci sarebbero state rinunce, ma solo vantaggi, \u00e8 stato, a suo dire, \u201cprofondamente disonesto\u201d. Il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: invece del miracolo, \u00e8 arrivata la recessione, e i prezzi dell\u2019energia in Germania sono tra i pi\u00f9 alti del mondo industrializzato, un veleno per qualsiasi industria energivora.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2762\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gemini_Generated_Image_4y8wxk4y8wxk4y8w-960x960.jpeg\" alt=\"B\u00fcrgergeld vs. Stipendio in Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>L\u2019Automobile, Cuore Infranto della Germania: Una \u2018Truffa\u2019 Made in Brussels?<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Nessun settore incarna la crisi tedesca meglio dell\u2019automotive. Per decenni, l\u2019auto tedesca \u00e8 stata un\u2019icona globale. Oggi, la sua produzione \u00e8 in caduta libera. La causa, secondo Sinn, non \u00e8 una mancanza di domanda, ma una serie di decisioni politiche, in particolare le normative europee sulle emissioni delle flotte. Qui l\u2019analisi si fa tecnica ma illuminante. L\u2019UE ha imposto limiti di CO2 per i veicoli nuovi cos\u00ec stringenti da essere tecnicamente irraggiungibili per un motore a combustione tradizionale. L\u2019obiettivo, nemmeno troppo velato, era forzare il passaggio all\u2019elettrico.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il problema, che Sinn definisce senza mezzi termini una \u201cMogelei\u201d (una truffa, un imbroglio), risiede nel calcolo. Le auto elettriche vengono conteggiate a \u201czero emissioni\u201d allo scarico. Questo, ovviamente, ignora completamente il CO2 emesso per produrre l\u2019elettricit\u00e0 che le alimenta, che in gran parte d\u2019Europa proviene ancora da centrali a gas, carbone o altre fonti fossili.\u00a0<strong>\u00c8 un\u2019operazione contabile che pulisce la coscienza sulla carta, ma che non risolve il problema a livello di sistema, mentre demolisce un intero settore industriale basato su una tecnologia perfezionata in un secolo.<\/strong>\u00a0Questa politica, influenzata secondo Sinn da precisi interessi industriali francesi, ha di fatto messo fuori legge il prodotto di punta dell\u2019industria tedesca, costringendola a una riconversione forzata e costosissima in un campo, quello delle batterie e del software, dove altri partivano con un enorme vantaggio.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-989\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/c3bfe9cd-f982-4a2e-8acd-7d1e84561a27-960x960.jpg\" alt=\"problemi in Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Il Paradosso Climatico: Perch\u00e9 i Sacrifici della Germania Potrebbero Non Salvare il Pianeta<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E se tutto questo dolore economico non servisse nemmeno a salvare il clima? \u00c8 questa la domanda pi\u00f9 provocatoria e inquietante posta da Sinn. Il suo ragionamento si basa su una semplice logica di mercato globale. I combustibili fossili come petrolio e carbone sono materie prime scambiate su un mercato mondiale. Se un grande acquirente come la Germania decide di ridurne drasticamente il consumo, non fa sparire quei combustibili. Semplicemente, ne fa calare il prezzo.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Immaginate un grande mercato. Se uno dei clienti pi\u00f9 ricchi smette di comprare le mele, il venditore non le butta via: le offre a un prezzo pi\u00f9 basso agli altri clienti. Allo stesso modo, il petrolio non comprato dall\u2019Europa viene acquistato a prezzi pi\u00f9 convenienti da paesi con una fame insaziabile di energia, come la Cina o l\u2019India, che continuano a bruciarlo.\u00a0<strong>L\u2019effetto netto sul CO2 globale, conclude amaramente Sinn, \u00e8 vicino allo zero. L\u2019unico risultato concreto \u00e8 lo spostamento delle emissioni e, con esse, delle industrie, da un angolo del pianeta a un altro.<\/strong>\u00a0L\u2019unica azione unilaterale davvero efficace, sostiene, sarebbe lasciare nel sottosuolo le risorse che si possiedono (come la lignite tedesca) o investire massicciamente in tecnologie di cattura del carbonio (CCS). Ma la discussione pubblica, osserva, ignora quasi completamente questa logica elementare.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-990\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/3d2df667-8a8b-48ae-a67e-bdee05664cde-960x960.jpg\" alt=\"crisi vw\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Stretti in una Morsa: La Tenaglia Geopolitica che Soffoca il \u2018Made in Germany\u2019<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Come se non bastasse, il declino industriale tedesco \u00e8 accelerato da una pressione geopolitica che assomiglia a una tenaglia. Da un lato, l\u2019Unione Europea, con le sue regolamentazioni, sta rendendo sempre pi\u00f9 difficile e costoso produrre in Germania. Dall\u2019altro lato, gli Stati Uniti, con politiche aggressive come l\u2019Inflation Reduction Act, stanno srotolando il tappeto rosso alle aziende tedesche, offrendo sussidi, energia a basso costo e un ambiente normativo pi\u00f9 favorevole.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019invito dell\u2019ex presidente Trump alle case automobilistiche tedesche \u00e8 emblematico: \u201cVenite a produrre le vostre auto in America\u201d. La beffa finale? Grazie agli accordi commerciali, quelle stesse auto prodotte negli USA potrebbero poi essere rivendute in Europa senza dazi.\u00a0<strong>In pratica, la Germania viene spinta a smantellare le sue fabbriche da una combinazione di regole interne punitive e incentivi esterni allettanti.<\/strong>\u00a0Non si tratta pi\u00f9 di una competizione leale, ma di una lotta per la sopravvivenza in cui le aziende sono costrette a scegliere la via della delocalizzazione per non soccombere.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2486\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gemini_Generated_Image_scpoylscpoylscpo-960x960.jpg\" alt=\"mancanza di manodopera in Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Il Futuro Visto dai Nipoti: Dalla \u2018Work-Life Balance\u2019 alla \u2018Minimizzazione dei Danni\u2019<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Quale futuro attende le prossime generazioni in un paese che sembra aver smarrito la sua vocazione industriale? La visione di Sinn \u00e8 priva di illusioni. Per i suoi nipoti, e per tutti i giovani europei, la sfida non sar\u00e0 pi\u00f9 gestire la crescita, ma contenere il declino. L\u2019espressione che usa \u00e8 gelida: \u201cSchadensminimierung\u201d, minimizzazione dei danni. Si aggiunge a questo la bomba a orologeria demografica: la generazione dei baby boomer sta andando in pensione, lasciando un vuoto enorme nel mercato del lavoro e un peso insostenibile sui sistemi pensionistici.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">In questo scenario, concetti oggi di moda come la \u201cwork-life balance\u201d potrebbero apparire come un lusso di un\u2019epoca passata. La realt\u00e0 potrebbe imporre un ritorno a un\u2019etica del lavoro pi\u00f9 dura, non per scelta, ma per necessit\u00e0.\u00a0<strong>L\u2019era della prosperit\u00e0 crescente, data per scontata da intere generazioni del dopoguerra, potrebbe essere finita.<\/strong>\u00a0Il compito che ci attende, suggerisce Sinn, non \u00e8 sognare futuri gloriosi, ma costruire un percorso realistico per navigare in acque molto pi\u00f9 agitate, basato su un\u2019analisi onesta dei costi e dei benefici.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2527\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gemini_Generated_Image_dhs6l0dhs6l0dhs6-960x960.jpeg\" alt=\"insolvenze in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h4 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Oltre la Germania: Quali Lezioni per l\u2019Italia e il Futuro dell\u2019Industria Europea?<\/strong><\/h4>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019analisi di Hans-Werner Sinn \u00e8 un pugno nello stomaco.<\/strong>\u00a0Potremmo essere tentati di liquidarla come eccessivamente pessimistica o di considerarla un problema esclusivamente tedesco. Sarebbe un errore gravissimo. La Germania \u00e8 il canarino nella miniera dell\u2019industria europea. Le forze che la stanno mettendo in ginocchio \u2013 costi energetici fuori controllo, regolamentazioni ideologiche, concorrenza globale spietata e un dibattito pubblico che spesso preferisce le favole alla realt\u00e0 \u2013 sono le stesse che minacciano il tessuto manifatturiero italiano e di molti altri paesi europei.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La sua critica ci costringe a porci domande fondamentali.<\/strong>\u00a0Stiamo basando le nostre politiche industriali ed energetiche su analisi realistiche o su narrazioni ideologiche? Siamo consapevoli dei compromessi che ogni scelta comporta? E, soprattutto, siamo disposti a pagare il prezzo di una transizione che, se gestita male, rischia di distruggere la nostra base di prosperit\u00e0?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Forse la lezione pi\u00f9 importante dell\u2019onest\u00e0 brutale di Sinn<\/strong>\u00a0\u00e8 questa: non esiste una terza via magica. Ignorare la realt\u00e0 non la fa scomparire. O l\u2019Europa trova un modo per conciliare la sostenibilit\u00e0 ambientale con la competitivit\u00e0 industriale, oppure rischia di diventare un continente bellissimo, pulito e irrilevante. Un museo a cielo aperto, finanziato dai turisti che verranno ad ammirare le rovine della nostra passata grandezza industriale. La domanda che rimane aperta \u00e8: siamo ancora in tempo per cambiare rotta?<\/p>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/il-gigante-malato-perche-la-deindustrializzazione-della-germania-e-un-avvertimento-per-litalia-e-leuropa\/\">https:\/\/vocidallagermania.it\/il-gigante-malato-perche-la-deindustrializzazione-della-germania-e-un-avvertimento-per-litalia-e-leuropa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; C\u2019\u00e8 un silenzio che sta calando su alcune valli industriali d\u2019Europa. \u00c8 il silenzio che segue l\u2019ultimo turno di lavoro, il silenzio di un capannone vuoto dove fino a ieri risuonava il ritmo delle macchine. Per decenni, abbiamo guardato alla Germania come al motore instancabile del continente, un modello di efficienza, qualit\u00e0 e prosperit\u00e0. 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