{"id":92062,"date":"2025-10-06T10:15:54","date_gmt":"2025-10-06T08:15:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92062"},"modified":"2025-10-06T01:21:01","modified_gmt":"2025-10-05T23:21:01","slug":"e-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92062","title":{"rendered":"E ora?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-92063\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/FB_IMG_1759703980468-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/FB_IMG_1759703980468-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/FB_IMG_1759703980468-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/FB_IMG_1759703980468.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Come sempre accade, quando un movimento dal basso &#8216;erutta&#8217;, superando le aspettative di chi ha contribuito a farlo emergere, ci si interroga sia sul come si \u00e8 prodotto, sia sul fatidico &#8220;che fare&#8221;, con evidente riferimento al dopo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il movimento che ha attraversato le piazze italiane, come risposta al genocidio israeliano in Palestina, mi sento al momento di fare alcune brevi considerazioni. Si \u00e8 detto &#8211; e probabilmente \u00e8 vero &#8211; che parte di questo successo \u00e8 dovuto al fatto che l&#8217;Italia ha un governo di destra-destra, il che ha reso pi\u00f9 facile la mobilitazione spontanea di una parte dell&#8217;elettorato di centro-sinistra; che, se questo fosse stato al governo, avrebbe avuto molto probabilmente qualche difficolt\u00e0 e reticenza in pi\u00f9 nello scendere in piazza.<\/p>\n<p>Non per caso, la presidente del consiglio ha &#8216;rivendicato&#8217; l&#8217;idea che le manifestazioni e gli scioperi fossero contro il suo governo. La posizione della Meloni, in effetti, risponde a tre esigenze: intanto, poich\u00e9 una parte proprio del suo elettorato \u00e8 filo-palestinese, cercare di ricondurre tutto ad una contrapposizione destra-sinistra, e per di pi\u00f9 interna al paese, serve a ricompattare il proprio schieramento. Cercare di schiacciare la mobilitazione su questa linea, serve anche a cercare di ricondurre la spinta dal basso ad uno schema facilmente gestibile, ed assolutamente fuorviante rispetto alle tematiche vere (e potenziali) della mobilitazione; uno schema all&#8217;interno del quale agevolare una eventuale &#8216;presa&#8217; sul movimento da parte di AVS-PD-M5S, significa anche ricondurlo nell&#8217;alveo del sistema. E, infine, significa cercare di riacquistare una centralit\u00e0 che invece il movimento gli ha sottratto, spostando il baricentro dalle istituzioni alle piazze.<\/p>\n<p>E qui c&#8217;\u00e8 un altro elemento, a mio avviso estremamente importante, di cui \u00e8 bene mantenere la consapevolezza. Il governo italiano, come gran parte dei governi europei, e sicuramente assai pi\u00f9 di altri tra quelli che fanno parte dell&#8217;UE, non esercita alcuna effettiva sovranit\u00e0. I governi dei paesi che fanno capo al blocco NATO-UE sono tutti, chi pi\u00f9 chi meno, dei meri amministratori condominiali, e la sovranit\u00e0 sulle cose essenziali (politica estera, politica di difesa, moneta) sono esercitate da organismi sovranazionali a-democratici, che fungono in ultima analisi da cinghia di trasmissione tra i singoli paesi ed il centro di comando &#8216;imperiale&#8217; a Washington. Questo significa che i margini di autonomia, del governo italiano come di quello di Parigi o di Berlino, sono estremamente ridotti, e sottoposti ad un controllo extra-nazionale sostanzialmente invalicabile. Ne consegue che, anche rispetto ad una mobilitazione popolare di massa, le politiche nazionali possono flettersi limitatamente, ma non piegarsi del tutto.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, il governo laburista britannico mi sembra un caso che ben esemplifica il concetto; a fronte di una forte opposizione alle politiche di sostegno ad Israele (quelle di Londra sono molto maggiori, e molto peggiori, delle nostre) da parte dei cittadini, il governo riconosce il di fatto inesistente stato palestinese, ma al tempo stesso reprime duramente la solidariet\u00e0 dal basso al medesimo, dichiarando Palestine Action una organizzazione terroristica, ed arrestando centinaia di persone che continuano a manifestare solidariet\u00e0. E, ovviamente, il supporto militare ad Israele non \u00e8 venuto meno un solo momento.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 per dire che, a mio avviso, cercare di aprire una &#8216;vertenza&#8217;, anche conflittuale, col governo, sarebbe in buona misura del tutto inutile, e per certi versi potrebbe persino offrire una sponda a chi &#8211; a destra come a sinistra &#8211; non vede l&#8217;ora di riassorbire la spinta delle piazze.<\/p>\n<p>Pertanto, a mio avviso il movimento dovrebbe piuttosto cercare, per un verso, di attuare pratiche di azione che mirano &#8216;pi\u00f9 in basso&#8217;, come ad esempio campagne di boicottaggio dei prodotti israeliani, anche con azioni di propaganda diretta sui punti vendita, oltre che quelle del commercio da e per Israele. E per un altro scavalcare il governo, puntando direttamente all&#8217;obiettivo europeo, ovvero l&#8217;UE, che \u00e8 quella che sta cercando di creare le condizioni affinch\u00e9 uno scenario di guerra si allarghi dal Medio Oriente e dall&#8217;est Europa all&#8217;intero continente &#8211; e lo fa sia per rispondere alle esigenze &#8216;imperiali&#8217; d&#8217;oltre oceano, sia per non essere travolta da una sconfitta in Ucraina.<\/p>\n<p>Il movimento, insomma, dovrebbe cercare di sfuggire ad una &#8216;gabbia&#8217; nazionale, magari anche cercando di rinsaldare i rapporti con quello spagnolo e greco, che punti a creare un &#8216;asse mediterraneo&#8217;, da contrapporre all&#8217;asse nordico-baltico attualmente dominante in Europa. L&#8217;Unione Europea \u00e8, ad un tempo, un organismo &#8216;forte&#8217;, perch\u00e9 del tutto svincolato da qualsivoglia controllo democratico, ma \u00e8 anche &#8216;debole&#8217;, in quanto ineluttabilmente destinato all&#8217;implosione in tempi nemmeno tanto lunghi.<\/p>\n<p>Se questo movimento non riesce ad allargare l&#8217;orizzonte, finir\u00e0 ineluttabilmente per rifluire. Un eventuale stop al conflitto di Gaza, non facile ma non impossibile, gli toglierebbe il tappeto sotto i piedi.<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/enrico.tomaselli\/posts\/pfbid02EhP49WWuXFSpjtbCrDD8codWAVqwqRuieiUq5J6jdNGFDTUGeDND3dv89XA9EDd1l?rdid=chaSqzQyRAbqJU47#\">https:\/\/www.facebook.com\/enrico.tomaselli\/posts\/pfbid02EhP49WWuXFSpjtbCrDD8codWAVqwqRuieiUq5J6jdNGFDTUGeDND3dv89XA9EDd1l?rdid=chaSqzQyRAbqJU47#<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/19wYcUik8Q\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/19wYcUik8Q\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Enrico Tomaselli) Come sempre accade, quando un movimento dal basso &#8216;erutta&#8217;, superando le aspettative di chi ha contribuito a farlo emergere, ci si interroga sia sul come si \u00e8 prodotto, sia sul fatidico &#8220;che fare&#8221;, con evidente riferimento al dopo. 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