{"id":92068,"date":"2025-10-07T10:00:18","date_gmt":"2025-10-07T08:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92068"},"modified":"2025-10-06T15:19:38","modified_gmt":"2025-10-06T13:19:38","slug":"e-laccademia-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92068","title":{"rendered":"\u00c8 l\u2019accademia, bellezza!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Linda Brancaleone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-92069\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/persone2__pistoletto_20121216_scuolanormale-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/persone2__pistoletto_20121216_scuolanormale-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/persone2__pistoletto_20121216_scuolanormale-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/persone2__pistoletto_20121216_scuolanormale.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1. \u201cOggi la precariet\u00e0 \u00e8 dappertutto\u201d: un\u2019introduzione necessaria<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La precariet\u00e0 \u00e8 ormai la cifra del nostro tempo, si trova \u00abdappertutto\u00bb<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn1\">[1]<\/a>, come ammoniva Bourdieu. Non \u00e8 solo una condizione lavorativa: \u00e8 una forma di vita, un destino imposto a una generazione che ha fatto dell\u2019incertezza la propria biografia. Il \u201cprecariato\u201d \u2013 fusione simbolica di <em>precario<\/em> e <em>proletariato<\/em> \u2013 definisce un nuovo soggetto sociale, sfruttato e vulnerabile, privato di garanzie e diritti, gettato nel limbo di contratti a termine, borse malpagate, rinnovi a singhiozzo. \u00c8 una condizione \u00abche si radica anzitutto nella sfera occupazionale\u00bb<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn2\">[2]<\/a>, ma si estende a tutte le altre: abitativa, relazionale, affettiva. Nulla sfugge al morbo della precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">N\u00e9 si tratta di una questione privata: la precariet\u00e0 si fa istituzione, criterio di governo. Come nei sistemi neoliberali descritti dalla sociologia pi\u00f9 critica, i meccanismi di welfare vengono piegati per \u201cespellere\u201d i lavoratori instabili, trasformando la mancanza di stabilit\u00e0 in colpa individuale. Il precario diventa, per usare le parole della dottrina, un \u00abimpossible group\u00bb<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn3\">[3]<\/a>, una moltitudine di esclusi accomunati solo dalla mancanza: di sicurezza, di diritti, di voce. Nessun senso di appartenenza, nessuna \u201ccomunit\u00e0 occupazionale\u201d: solo la solitudine di chi naviga a vista in un mare di incertezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A rendere questa condizione pi\u00f9 insidiosa \u00e8 la vulnerabilit\u00e0, intesa come \u00abelevata esposizione a certi rischi\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn4\">[4]<\/a> unita all\u2019incapacit\u00e0 di difendersi dalle loro conseguenze. Guy Standing ha descritto bene questa categoria: i precari non sono solo lavoratori poveri, ma cittadini dimezzati, esclusi dal tessuto sociale, privi di riconoscimento<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn5\">[5]<\/a>. La loro esistenza \u00e8 frammentata, il loro tempo sequestrato. \u00c8 qui che la precariet\u00e0 diventa biopolitica: il potere plasma i corpi e ne regola i ritmi, \u201cautorizzando\u201d solo forme di vita funzionali all\u2019economia dell\u2019incertezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2. Il ddl Bernini: la riforma che moltiplica la precariet\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dentro questo quadro, la recente riforma universitaria \u2013 il cosiddetto ddl Bernini (A.S. 1240) \u2013 avrebbe dovuto rappresentare una svolta. Invece, perpetua e anzi accentua la logica dello sfruttamento sistemico dei giovani ricercatori. La riforma nasceva con l\u2019intento dichiarato di \u201cvalorizzare la ricerca\u201d e \u201crazionalizzare\u201d i percorsi accademici pre-ruolo, ma si traduce in una giungla contrattuale che istituzionalizza la precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cuore della riforma \u00e8 l\u2019introduzione del contratto di ricerca, che sostituisce il famigerato assegno di ricerca (forma parasubordinata, priva di tutele e con compensi miseri: 19.367 euro annui). Sulla carta, si tratta di un contratto di lavoro subordinato, con durata minima biennale e massima quinquennale. Nella realt\u00e0, rappresenta solo un\u2019ennesima tappa nel percorso ad ostacoli del \u201cpre-ruolo\u201d, un girone dantesco che ritarda indefinitamente l\u2019accesso alla stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accanto al contratto di ricerca, la riforma immaginava un sistema \u201cordinato\u201d di reclutamento fondato sul fabbisogno degli atenei. Ma i \u201cbuoni propositi\u201d (per quanto buoni possano essere, considerando il <em>modus pensandi<\/em> della ministra proponente) si scontrano con la realt\u00e0 di fondi insufficienti, vincoli burocratici e assenza di un piano di stabilizzazione. Il risultato? Un sistema che continua a sfornare ricercatori senza futuro, sospesi fra bandi a tempo e sogni di ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le quattro nuove figure previste dal ddl \u2013 borse junior e senior, contratto post-doc, professore aggiunto \u2013 avrebbero dovuto ampliare le opportunit\u00e0. In realt\u00e0, creano nuove forme di precariet\u00e0 ancora pi\u00f9 deboli e sottopagate. Le borse di assistenza alla ricerca, prive di tutele e retribuzioni definite, appaiono come un ritorno a logiche retrive di apprendistato gratuito. Il contratto post-doc, a tempo determinato, aggiunge obblighi didattici senza garanzie. E il professore aggiunto \u2013 figura reclutata senza concorso, su chiamata diretta \u2013 spalanca le porte all\u2019arbitrio dei baroni, scardinando il principio del merito e della trasparenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In nome della \u201cmobilit\u00e0\u201d e della \u201cflessibilit\u00e0\u201d, il ddl riporta indietro le lancette della dignit\u00e0 accademica. Il rischio \u00e8 la moltiplicazione di forme para-contrattuali, scelte dagli atenei non per valore scientifico, ma per convenienza economica. Le universit\u00e0 diventano cos\u00ec aziende del risparmio, dove i corpi precari sono materia a basso costo, sacrificabile sull\u2019altare della competitivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Particolarmente drammatica \u00e8 la sorte dei ricercatori PNRR: terminati i fondi straordinari, restano senza prospettive n\u00e9 continuit\u00e0. \u00c8 l\u2019emblema di una riforma che promette stabilit\u00e0 e consegna abbandono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3. Il D.D. 47\/2025: tra discriminazioni e sottofinanziamento<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima applicazione concreta del contratto di ricerca avviene con il D.D. 47\/2025, relativo ai \u201cricercatori internazionali post-doc\u201d. Un provvedimento che, invece di ampliare le opportunit\u00e0, le restringe con requisiti capziosi e discriminatori. Possono accedere solo candidati under 41 (o 46, con deroga) e con esperienze limitate di direzione scientifica. Ma soprattutto, viene introdotto l\u2019obbligo di un periodo all\u2019estero di almeno tre mesi, requisito \u201cin coerenza\u201d con una Decisione UE che, paradossalmente, non lo prevede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un criterio che penalizza intere generazioni di dottorandi, specie quelli dei cicli 33\u00b0-39\u00b0, formatisi in piena pandemia, e di chi opera in settori non internazionalizzabili. Una discriminazione mascherata da \u201ceccellenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche sul piano economico, il bando \u00e8 una beffa: 37,5 milioni per 250 posizioni (150.000 euro ciascuna), durata massima 24 mesi, e con almeno il 40% dei contratti vincolati al Meridione. Briciole, rispetto alla massa di ricercatori formati e ora espulsi dal sistema. Il tutto aggravato da procedure opache, che affidano la selezione alle Host Institutions, libere di presentare fino a venti richieste valutate non per merito scientifico ma per \u201cpriorit\u00e0 amministrativa\u201d. Ancora una volta, la logica non \u00e8 la qualit\u00e0, ma la velocit\u00e0 burocratica. Un sistema che confonde la ricerca con la compilazione di moduli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4. L\u2019emendamento Occhiuto-Cattaneo: un colpo di mano parlamentare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bloccato il ddl Bernini dopo le proteste e l\u2019esposto alla Commissione Europea (per violazione della Carta Europea dei Ricercatori e della Direttiva 2024\/1499), il Governo tenta un colpo di mano: inserire la riforma per via surrettizia nel \u201cDecreto Scuola\u201d (DL 45\/2025) tramite l\u2019emendamento Occhiuto-Cattaneo. Un\u2019operazione politica spregiudicata che aggira il confronto parlamentare e introduce nuove figure \u2013 incarichi post-doc e incarichi di ricerca \u2013 peggiorative rispetto al contratto di ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli incarichi post-doc (art. 22-bis L. 240\/2010) durano da uno a tre anni, includono didattica e terza missione e sono regolati da diritto pubblico, con compensi fissati per decreto: pi\u00f9 rigidi, pi\u00f9 poveri, pi\u00f9 controllati. Gli incarichi di ricerca (art. 22-ter), riservati a chi abbia conseguito la laurea da meno di sei anni, inaugurano una nuova frontiera del precariato: contratti senza IRPEF, senza IRAP, senza contribuzione pubblica, relegati alla gestione separata INPS. Incompatibili con il dottorato (tranne che per i dottorati Marie Sk\u0142odowska-Curie Actions \u2013 MSCA), questi incarichi appaiono come un espediente per sfruttare giovani ricercatori \u201ca costo zero\u201d, in barba alle direttive europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tutto mentre si riduce persino la durata minima della tenure track da tre a un anno, svuotandola del suo senso originario. \u00c8 la precariet\u00e0 istituzionalizzata per legge, la stabilit\u00e0 ridotta a miraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>5. Numeri e carne viva del precariato: il volto diseguale della ricerca<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A denunciare con forza l\u2019impatto di questa deriva \u00e8 la XII Indagine ADI<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn6\">[6]<\/a>: un quadro impietoso della condizione post-doc in Italia. Il 73% delle donne \u00e8 confinato in assegni o borse, contro il 67,2% degli uomini: la precariet\u00e0 ha un volto femminile. Al Nord i fondi sono pi\u00f9 stabili, al Sud dilaga l\u2019insicurezza. Tutti, ovunque, lavorano oltre le 40 ore settimanali, senza diritti, senza voce. Una precariet\u00e0 che divora tempo e salute, che nega ogni progettualit\u00e0, che trasforma la ricerca in sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come recita l\u2019indagine, \u00ab[l]a precariet\u00e0 accademica non \u00e8 soltanto una questione categoriale: riguarda l\u2019intera societ\u00e0 e il futuro democratico del Paese. Un\u2019universit\u00e0 ridotta a fabbrica di precari [\u2026] \u00e8 un\u2019universit\u00e0 che non pu\u00f2 svolgere la sua funzione di formazione critica\u00bb<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn7\">[7]<\/a>. Dietro la retorica dell\u2019\u201ceccellenza\u201d si cela un disegno politico: piegare l\u2019universit\u00e0 a logiche neoliberali, farne un ingranaggio della produzione, dove \u201cvalore\u201d significa output, non pensiero critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il precariato accademico incarna cos\u00ec tutti i tratti del lavoro tardo-capitalista: contratti brevi, compensi insufficienti, welfare assente, mobilit\u00e0 forzata, assenza di sindacati. \u00c8 un lavoro senza tempo, dove \u00abla precariet\u00e0 tende [\u2026] a sottrarre ai singoli la possibilit\u00e0 di controllare il proprio tempo di vita\u00bb<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn8\">[8]<\/a>. E sottrarre il tempo \u00e8 sottrarre la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>6. Biopolitica della precariet\u00e0: i corpi docili dell\u2019accademia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seguendo la lezione foucaultiana<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn9\">[9]<\/a>, la precariet\u00e0 diventa strumento biopolitico: un potere che non uccide ma regola la vita, ne scandisce i ritmi, ne detta i limiti. Il precario accademico \u00e8 il paradigma di questa nuova soggettivit\u00e0: il suo corpo \u00e8 al servizio della produttivit\u00e0, la sua mente imprigionata da metriche bibliometriche, la sua esistenza frantumata da bandi e scadenze. \u00c8 un essere \u201cvulnerabile per statuto\u201d, plasmato in funzione di un sapere quantificabile, non critico. \u00c8 la vittima di quella che \u00e8 stata definita \u00abepistemonormativit\u00e0\u00bb<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn10\">[10]<\/a>: la riduzione del sapere a numeri, citazioni, impact factor. L\u2019eterogeneit\u00e0 delle conoscenze \u00e8 sacrificata sull\u2019altare della performance.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come mostra la letteratura pi\u00f9 recente, questa condizione non solo minaccia la salute mentale e fisica dei ricercatori, ma impoverisce la qualit\u00e0 della ricerca stessa. Un\u2019universit\u00e0 di precari produce sapere precario: corto respiro, bassa innovazione, massima competizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>7. Conclusione: contro la precarizzazione sistemica, per un\u2019universit\u00e0 giusta<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il precariato accademico non \u00e8 una contingenza, ma un dispositivo di governo. Trasforma l\u2019instabilit\u00e0 in norma, la vulnerabilit\u00e0 in destino, la ricerca in sopravvivenza. \u00c8 il segno tangibile di una politica che ha scelto di rendere la conoscenza precaria, per renderla docile. Ma come ricordava Judith Butler<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftn11\">[11]<\/a>, la precariet\u00e0 non \u00e8 solo condizione subita: \u00e8 anche terreno di lotta. Riconoscere la propria vulnerabilit\u00e0 pu\u00f2 diventare atto politico, punto di partenza per reclamare giustizia e dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Affrontare la precariet\u00e0 accademica non \u00e8 un favore ai giovani ricercatori, ma una questione di giustizia sociale e di sostenibilit\u00e0 democratica. Un Paese che abbandona la sua intelligenza collettiva, che costringe i suoi cervelli alla fuga o alla rassegnazione, \u00e8 un Paese che rinuncia al futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019universit\u00e0 pubblica, oggi, \u00e8 il campo di battaglia tra due visioni del mondo: da un lato la conoscenza come bene comune, dall\u2019altro come merce a tempo. Scegliere la prima significa rompere il silenzio, denunciare l\u2019ipocrisia di riforme che promettono \u201cvalorizzazione\u201d e consegnano miseria. Significa affermare, con forza militante, che non c\u2019\u00e8 eccellenza senza giustizia, non c\u2019\u00e8 ricerca senza diritti, non c\u2019\u00e8 universit\u00e0 senza dignit\u00e0.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref1\">[1]<\/a> P. Bourdieu, <em>Oggi la precariet\u00e0 \u00e8 dappertutto<\/em>, in Id., <em>Controfuochi. Argomenti per resistere all\u2019invasione neoliberista<\/em>, Reset, Milano, 1999, p. 98.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref2\">[2]<\/a> R. Luppi, <em>La solitudine dei precari e i bisogni del \u201cnoi\u201d<\/em>, in <em>Jura Gentium<\/em>, vol. XXI, 2024, n. 2, p. 302.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref3\">[3]<\/a> L. Wacquant, <em>Territorial Stigmatization in the Age of Advanced Marginality<\/em>, in <em>Thesis Eleven<\/em>, vol. 91, 2007, n. 1, p. 73.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Definizione fornita dal <em>Department of Economic and Social Affairs<\/em> delle Nazioni Unite, all\u2019interno del <em>Report on the World Social Situation 2003. Social Vulnerability: Sources and Challenges<\/em>, disponibile qui <a href=\"https:\/\/www.un.org\/esa\/socdev\/rwss\/docs\/2003\/RWSSOverview.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.un.org\/esa\/socdev\/rwss\/docs\/2003\/RWSSOverview.pdf<\/a>, e ripresa in F. Macioce, <em>The Politics of Vulnerable Groups. Implications for Philosophy, Law, and Political Theory<\/em>, Palrave Macmillan, Cham, 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref5\">[5]<\/a> Cfr. Cfr. G. Standing, <em>The Precariat: The New Dangerous Class<\/em>, Bloomsbury Academic, New York, 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref6\">[6]<\/a> Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, <em>Il precariato come condizione strutturale del sistema della ricerca e dell\u2019Universit\u00e0 in Italia. Dodicesima Indagine ADI sulla condizione del postdoc in Italia. Rapporto e analisi quantitativa<\/em>, Centro Studi e Documentazione ADI, Roma, 2025, disponibile qui: https:\/\/dottorato.it\/content\/xii-indagine-adi-su-postdoc-il-precariato-come-condizione-strutturale-del-sistema-della.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref7\">[7]<\/a> Ivi, p. 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref8\">[8]<\/a> A. Murgia, <em>Dalla precariet\u00e0 lavorativa alla precariet\u00e0 sociale. Biografie in transito tra lavoro e non lavoro<\/em>, I Libri di Emil, Bologna, 2010, p. 102.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref9\">[9]<\/a> Cfr. in particolare M. Foucalt, <em>Nascita della biopolitica. Corso al Coll\u00e8ge de France (1978-1979)<\/em>, Feltrinelli, Milano, 2019, nonch\u00e9 Aa.Vv., <em>Lessico di biopolitica<\/em>, Manifestolibri, Roma, 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref10\">[10]<\/a> L. Winter Pereira, <em>On Epistemonormativity. From Epistemic Injustices to Feminist Academic Caringzenship<\/em>, in M. Murphy, C. Burke, C. Costa, R. Raaper (eds.), <em>Social Theory and the Politics of Higher Education: Critical Perspectives on Institutional Research<\/em>, Bloomsbury, London, 2020, pp. 149-166.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/#_ftnref11\">[11]<\/a> Cfr. J. Butler, <em>Gender Trouble: Feminism and the Subversion of Identity<\/em>, Routledge, New York, 1990, trad. it. <em>Scambi di genere. Identit\u00e0, sesso e desiderio<\/em>, Sansoni, Milano, 2004.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/06\/e-laccademia-bellezza\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Linda Brancaleone) 1. \u201cOggi la precariet\u00e0 \u00e8 dappertutto\u201d: un\u2019introduzione necessaria La precariet\u00e0 \u00e8 ormai la cifra del nostro tempo, si trova \u00abdappertutto\u00bb[1], come ammoniva Bourdieu. Non \u00e8 solo una condizione lavorativa: \u00e8 una forma di vita, un destino imposto a una generazione che ha fatto dell\u2019incertezza la propria biografia. Il \u201cprecariato\u201d \u2013 fusione simbolica di precario e proletariato \u2013 definisce un nuovo soggetto sociale, sfruttato e vulnerabile, privato di garanzie e diritti,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nWY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92068"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92068"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92070,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92068\/revisions\/92070"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}