{"id":92105,"date":"2025-10-09T08:00:10","date_gmt":"2025-10-09T06:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92105"},"modified":"2025-10-08T21:13:36","modified_gmt":"2025-10-08T19:13:36","slug":"meloni-il-governo-della-deindustrializzazione-italiana-e-la-sinistra-esorcizza-i-suoi-tradimenti-con-il-genocidio-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92105","title":{"rendered":"Meloni: il governo della deindustrializzazione italiana. E la sinistra esorcizza i suoi tradimenti con il genocidio di Gaza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Old Hunter)<\/strong><\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>\u00c8 in corso un processo di deindustrializzazione dell\u2019Italia che rischia di divenire un Paese condannato al sottosviluppo. Ma la politica economica del governo non incontra alcuna opposizione da parte della sinistra. Strumentalizzando la protesta popolare, la CGIL di Landini vuole autoassolversi dalle sue responsabilit\u00e0 inerenti la devastazione dello stato sociale messa in atto dai governi (specie di sinistra), sin dal sorgere della seconda repubblica.<\/em><\/strong><\/h5>\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174148812\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-4-1024x681.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"681\" data-attachment-id=\"174148812\" data-permalink=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/10\/07\/meloni-il-governo-della-deindustrializzazione-italiana-e-la-sinistra-esorcizza-i-suoi-tradimenti-con-il-genocidio-di-gaza\/immagine3-66\/\" data-orig-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-4.jpg\" data-orig-size=\"1913,1272\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-4-300x199.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-4-1024x681.jpg\" \/><\/figure>\n<p>Se esaminiamo la politica economica del governo Meloni alla luce del processo di dismissione delle imprese strategiche in atto, i risultati si rivelano devastanti.\u00a0<strong>Assistiamo infatti alla progressiva decomposizione della struttura industriale italiana, con la cessione da parte dello Stato di imprese essenziali alla salvaguardia della sovranit\u00e0 e dello sviluppo economico del paese,<\/strong>\u00a0con pesanti ricadute per la crescita e l\u2019occupazione. Appare evidente che per le esigenze di equilibrio dei conti pubblici, l\u2019azione governativa \u00e8 finalizzata a fare cassa. Il governo Meloni non ha implementato alcuna strategia di sviluppo per l\u2019economia italiana. Vogliamo dunque proporre un elenco sommario delle pi\u00f9 rilevanti dismissioni industriali messe in atto dal governo negli ultimi tempi.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>1) Ilva.<\/strong>\u00a0Trattasi della seconda acciaieria europea per dimensioni produttive. Il suo destino appare oscuro. Dopo l\u2019arresto di Emilio Riva e il susseguente commissariamento statale, fu ceduta nel 2017 all\u2019indiana Arcelor Mittal, a cui subentr\u00f2 nel 2021 l\u2019agenzia governativa Invitalia e fu rinominata \u201cAcciaierie d\u2019Italia S.p.a\u201d. Il governo non ha programmato piani di ristrutturazione dell\u2019ex Ilva, essendo intenzionato a procedere ad una nuova cessione.\u00a0<strong>La recente offerta del fondo americano Bedrock Industries, prevede tagli occupazionali per 7.000 unit\u00e0, con l\u2019onere per lo Stato di corrispondere finanziamenti per 700 milioni per la decarbonizzazione.<\/strong>\u00a0La paventata cessione dell\u2019ex Ilva avviene peraltro in un contesto economico in cui la domanda di acciaio \u00e8 in forte crescita nei mercati internazionali in virt\u00f9 della politica di riarmo europeo.\u00a0<strong>Occorre rilevare inoltre, che l\u2019industria manifatturiera italiana ha subito un grave danno dalla crisi dell\u2019acciaieria, essendosi resa dipendente da fornitori esteri.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>2) Tim.<\/strong>\u00a0Nel luglio 2024 Tim ha ceduto il ramo della rete fissa ad un consorzio guidato dal fondo americano KKR.\u00a0<strong>La vendita ha comportato una riduzione dei dipendenti della Tim da 37.000 a 17.300.<\/strong>\u00a0La Tim inoltre corrisponder\u00e0 a KKR un canone annuo per l\u2019affitto della rete.\u00a0<strong>L\u2019operazione Tim \u2013 KKR \u00e8 particolarmente rilevante per il nostro paese, dato che il possesso da parte dello Stato della rete fissa assume una essenziale importanza sia strategica che economica nei rapporti tra l\u2019Italia e i paesi del Medioceano.<\/strong>\u00a0Lo Stato, che detiene comunque una quota di minoranza, percepir\u00e0 gli utili di gestione, ma le strategie imprenditoriali saranno decise da KKR, con indirizzi di carattere finanziario, finalizzati cio\u00e8 alla distribuzione di dividendi e alla speculazione in borsa, non certo ad effettuare investimenti e allo sviluppo occupazionale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>3) ITA.<\/strong>\u00a0Sulle ceneri di Alitalia, nel 2021 \u00e8 nata ITA, nuova compagnia di bandiera italiana. Fu approvata nel 2022 la privatizzazione della compagnia. Si \u00e8 poi proceduto nel gennaio 2025 alla cessione delle sue quote per il 41% a Lufthansa.\u00a0<strong>Sebbene Meloni avesse spergiurato che la maggioranza delle quote sarebbe restata italiana, \u00e8 stato concluso un accordo che prevede la cessione integrale di ITA a Lufthansa nei prossimi due anni.<\/strong>\u00a0Aggiungasi poi che \u00e8 prossima la scadenza della c.i.g. per 2.000 lavoratori ex Alitalia non riassorbiti da ITA. Il governo non ha predisposto, allo stato attuale, alcun piano di ricollocamento.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>4) IP.<\/strong>\u00a0Il marchio IP (Italiana Petroli), del gruppo API, nasce nel 1974 e, integrato nel gruppo ENI, procedette alla acquisizione della Shell Italia. Nel 2017 acquis\u00ec anche la rete italiana della Total Erg.\u00a0<strong>Attualmente posseduto dalla famiglia Brachetti Peretti, \u00e8 in procinto di essere ceduto al gruppo azero Socar per 3 miliardi. L\u2019operazione potrebbe essere bloccata, qualora il governo opponesse il suo veto con l\u2019esercizio del golden share, ma non sembra orientato in tal senso.<\/strong>\u00a0Il governo peraltro sembra intenzionato ad acquisire nuove forniture energetiche dall\u2019Azerbaigian. Le conseguenze economiche devastanti della sciagurata politica filo \u2013 Nato italiana che, con le sanzioni ha fatto venir meno le forniture energetiche russe, si moltiplicano sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>5) MPS.<\/strong>\u00a0La vicenda MPS \u00e8 esplicativa dello scarso senso dello Stato che pervade le politiche governative italiane. Il MPS, in dissesto nel 2010, a causa della cattiva gestione e di speculazioni finanziarie rivelatesi fallimentari, nel 2017 fu nazionalizzato e risanato mediante l\u2019erogazione di fondi pubblici per 5,4 miliardi. A seguito della ristrutturazione pubblica, MPS \u00e8 tornato in attivo dal 2023 in poi.\u00a0<strong>Ma il governo ha perseguito una politica di privatizzazione della banca (sulla base delle direttive UE), cedendo progressivamente le sue quote di partecipazione, che si sono ridotte dal 62,5% iniziale all\u2019attuale 11,7%<\/strong>. La recente fusione MPS \u2013 Mediobanca, si \u00e8 rivelata una gigantesca manovra speculativa con cui Delfin (famiglia Del Vecchio), ha guadagnato 850 milioni, il gruppo Caltagirone 430 milioni e il fondo americano BlackRock 172 milioni. Aggiungasi poi che Delfin e il gruppo Caltagirone hanno rispettivamente sede a Gibilterra e Lussemburgo, paesi a fiscalit\u00e0 agevolata. Particolare rilievo assume la presenza di un socio ingombrante come BlackRock, che assumer\u00e0 un ruolo determinante nelle future politiche bancarie, che saranno improntate in misura rilevante alla speculazione finanziaria.\u00a0<strong>Si sarebbe potuto preservare il controllo statale su MPS mediante il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti, ma ci si \u00e8 ben guardati dal farlo. MPS poteva diventare un grande gruppo bancario sotto il controllo pubblico, strategicamente essenziale per la tutela del risparmio e l\u2019erogazione del credito ad imprese e cittadini.<\/strong>\u00a0Un\u2019occasione maldestramente mancata.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>6) Stellantis.<\/strong>\u00a0La politica industriale di Stellantis \u00e8 in perfetta continuit\u00e0 con quella della Fiat: privatizzazione degli utili e nazionalizzazione delle perdite. Stellantis \u00e8 da anni intenzionata a dismettere la produzione in\u00a0Italia. Negli ultimi anni, nonostante le sue fallimentari scelte imprenditoriali (vedi auto elettrica), ha distribuito dividendi, ottenuti mediante la delocalizzazione produttiva con relativa compressione salariale, acquisizione di contributi pubblici e usufruendo delle minime aliquote di tassazione nei paradisi fiscali.\u00a0<strong>La produzione e l\u2019occupazione in Italia rischia di essere falcidiata con la creazione di un polo industriale a Saragozza, una gigafactory realizzata con i fondi europei in collaborazione con la cinese CATL per la produzione di batterie elettriche, con l\u2019impiego di personale cinese.<\/strong>\u00a0Stellantis, dopo che Exor ha ceduto la sua partecipazione in Iveco all\u2019indiana Tata Motors (divisione veicoli commerciali), e a Leonardo (divisione difesa, in partnership con la tedesca Rheinmetall), \u00e8 in procinto di vendere la VM a Marval (posseduta dal fondo private equity Azzurra Capital). Sono a rischio oltre 10.000 posti di lavoro.\u00a0<strong>Il governo inoltre prevede di riconvertire l\u2019automotive in produzione bellica, mediante l\u2019erogazione di contributi pubblici a Stellantis, che non ha sede in Italia e paga imposte assai ridotte in Olanda.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>7) Eni \u2013 Enel.<\/strong>\u00a0Si rileva infine che il governo ha proceduto anche alla cessione di parte delle sue quote in Eni ed Enel, nel contesto di una politica di privatizzazione delle partecipazioni statali finalizzata solo a far cassa.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p><strong>\u00c8 in corso un processo di deindustrializzazione dell\u2019Italia, che rischia di divenire un paese condannato al sottosviluppo.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p>A fronte della arrendevolezza dimostrata nelle dismissioni degli asset strategici dell\u2019economia italiana, il governo Meloni pretende tuttavia di assumere un ruolo rilevante nel contesto internazionale con la partecipazione italiana ai progetti di ricostruzione dell\u2019Ucraina, che nel perdurare dello stato di guerra, si dimostrano del tutto irrealizzabili.<strong>\u00a0Ha concluso nel 2024, in virt\u00f9 del suo fondamentale filo-sionismo, un accordo con Israele per lo sfruttamento dei giacimenti situati nelle acque palestinesi tuttora occupate dallo stato ebraico.<\/strong>\u00a0Il governo si \u00e8 infine proposto di inserire l\u2019Italia nella ricostruzione di Gaza, nel contesto di un progetto di spregevole speculazione immobiliare del Tony Blair Institute.<\/p>\n<p>Dinanzi a questa politica di sistematica dismissione degli asset strategici, sia pubblici che privati, dell\u2019industria italiana, messa in atto da un governo che peraltro si autodefinisce di destra sovranista, l\u2019opposizione di sinistra ha brillato per il suo assordante silenzio.\u00a0<strong>La politica economica del governo non incontra alcuna opposizione.\u00a0<\/strong>\u00c8 giunto alle sue estreme conseguenze quel processo di progressiva dissoluzione della sovranit\u00e0 nazionale, iniziato con la liquidazione \u2013 svendita del patrimonio dell\u2019IRI, patrocinato dalla sinistra e messo in atto dal duo Prodi-Draghi sul panfilo Britannia.<\/p>\n<p>Appare dunque evidente la continuit\u00e0 delle politiche economiche susseguitesi in Italia da 30 anni, al di l\u00e0 del colore politico dei governi, siano essi stati di centrodestra o di centrosinistra.\u00a0<strong>Politiche del tutto conformi ai progetti di riforma della UE prefigurati da Draghi, che comportano la finanziarizzazione dell\u2019economia e la privatizzazione dello Stato.<\/strong><\/p>\n<p>Nella stessa politica estera, non si \u00e8 mai registrata alcuna rilevante contrapposizione nelle fondamentali alle scelte filo-atlantiche ed europeiste del governo Meloni. Le uniche differenze consistono nella pi\u00f9 accentuata russofobia della sinistra e nel pi\u00f9 marcato filo-sionismo della destra. Ma che entrambe siano russofobe e filo- sioniste, in quanto atlantiste, non vi \u00e8 dubbio. Atlantismo peraltro declinato dalla destra nella versione filo- trumpiana e dalla sinistra in quella filo-neocon dei democratici americani.\u00a0<strong>La riprova di tutto ci\u00f2 si \u00e8 manifestata chiaramente nel voto sul progetto di pace-capestro per i palestinesi presentato congiuntamente da Trump e Netanyahu. Al voto favorevole del centro destra, ha fatto riscontro l\u2019ipocrita astensione della sinistra. Nessun parlamentare italiano ha espresso un voto contrario.<\/strong><\/p>\n<p>Ma il tradimento perpetrato dalla CGIL nei confronti della classe lavoratrice, omologatasi alla svolta neoliberista del PD, appare assai pi\u00f9 rilevante.<strong>\u00a0Dopo 2 anni di assordante silenzio sul genocidio di Gaza, strumentalizzando la protesta popolare, la CGIL di Landini vuole autoassolversi dalle sue responsabilit\u00e0 inerenti la devastazione dello stato sociale messa in atto dai governi (specie di sinistra), sin dal sorgere della seconda repubblica.<\/strong><\/p>\n<p>Il salari sono fermi da 30 anni e, dinanzi all\u2019impoverimento generalizzato del popolo italiano, la dissoluzione del ceto medio e le diseguaglianze crescenti, il sindacato si \u00e8 dimostrato nei fatti del tutto acquiescente alle politiche neoliberiste dei governi.\u00a0<strong>Le riforme che hanno via via distrutto lo stato sociale (specie nella sanit\u00e0 e nella previdenza), e fatto strage dei diritti sindacali dei lavoratori, approvate dai governi Prodi, Monti, Renzi, Draghi (comunque sostenuti dal PD), quali la legge Biagi, il pacchetto Treu, la riforma Dini, la legge Fornero, il Job Act, non hanno incontrato che una protesta sindacale di facciata.<\/strong>\u00a0Salvo poi promuovere un referendum su punti marginali del Job Act (made in PD), in opposizione al governo Meloni. Ma non fu il Job Act, approvato con l\u2019acquiescenza della CGIL ad abrogare sacrosanti diritti e tutele del lavoro sanciti dallo Statuto dei Lavoratori? \u00c8 poi del tutto evidente la politica assai moderata adottata da Landini nei confronti di Stellantis, dato che Elkann \u00e8 l\u2019editore di Repubblica.<\/p>\n<p><strong>Quale strategia di contrasto sindacale propone la CGIL di Landini a fronte della deindustrializzazione in atto e della politica di riarmo, da cui scaturiranno il dilagare della disoccupazione e nuovi tagli devastanti al welfare?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con la protesta per il genocidio di Gaza (che \u00e8 comunque sacrosanta), la CGIL di Landini vuole occultare il ruolo trentennale di supporto sociale del sindacato al sistema neoliberista imposto dalla UE, con il consenso dei governi italiani.<\/strong>\u00a0Con la riproposizione della logica stantia degli opposti estremismi, si vuole innescare una contrapposizione tra fan della sinistra contro il \u201cnemico assoluto\u201d di turno Salvini\/Meloni e i fan della destra che invocano ordine e sicurezza contro la farsesca \u201crivolta sociale\u201d di Landini e contro virtuali pericoli di invasione islamica. Una islamofobia del tutto funzionale al sionismo. In tal modo la protesta contro il sionismo e l\u2019imperialismo americano verrebbe svuotata dei suoi contenuti originari e ricondotta nei parametri di destra\/ e sinistra interni al sistema.<\/p>\n<p><strong>La protesta pro<\/strong><strong>\u2013<\/strong><strong>pal di Landini ha dunque una funzione ben precisa: assorbire il dissenso onde coinvolgerlo nella logica del sistema dominante, al fine di scongiurare la nascita di movimenti anti<\/strong><strong>\u2013<\/strong><strong>sistema,<\/strong>\u00a0che, sulla base della protesta per Gaza, inneschino conflitti sociali di pi\u00f9 vasta portata, che abbiano come obiettivo la UE ed il sistema neoliberista occidentale nel suo complesso. La sinistra vuole solo esorcizzare il proprio tradimento nei confronti dei lavoratori con la protesta contro il genocidio di Gaza.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/10\/07\/meloni-il-governo-della-deindustrializzazione-italiana-e-la-sinistra-esorcizza-i-suoi-tradimenti-con-il-genocidio-di-gaza\">https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/10\/07\/meloni-il-governo-della-deindustrializzazione-italiana-e-la-sinistra-esorcizza-i-suoi-tradimenti-con-il-genocidio-di-gaza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Old Hunter) \u00c8 in corso un processo di deindustrializzazione dell\u2019Italia che rischia di divenire un Paese condannato al sottosviluppo. Ma la politica economica del governo non incontra alcuna opposizione da parte della sinistra. 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