{"id":92265,"date":"2025-10-21T10:00:39","date_gmt":"2025-10-21T08:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92265"},"modified":"2025-10-21T08:26:13","modified_gmt":"2025-10-21T06:26:13","slug":"sankara-non-e-mai-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92265","title":{"rendered":"Sankara non \u00e8 mai morto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Matteo Parini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_2829.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_2829.jpeg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>\u201cLa politica ha senso solo se rivolta alla felicit\u00e0 dei popoli\u201d. \u00c8 solo uno dei pensieri pi\u00f9 puri di Thomas Sankara che ne hanno contraddistinto l\u2019esistenza e che ora rendono luminoso e pedagocico il ricordo. Quando gli araldi della politica occidentale dicono che li aiuterebbero a casa loro, cio\u00e8 gli africani in Africa, sarebbe il caso di rispondere che un modo rispettoso per farlo c\u2019\u00e8 ma non \u00e8 certo quello della consueta pirateria coloniale, spruzzata di una fasulla carit\u00e0 in realt\u00e0 affamatrice, che il Nord globale suprematista bianco attua da sempre, preoccupandosi di instaurare tra i due spicchi di mondo economie fortemente diseguali, quindi punitive per l\u2019Africa, che tengano le popolazioni autoctone con la testa perennemente sott\u2019acqua. Poveri nel continente pi\u00f9 ricco \u00e8 il deprecabile paradosso, sinonimo di schiavit\u00f9 ancora nel ventunesimo secolo. Ai fini dell\u2019emancipazione di quelle meravigliose terre, infatti, sarebbe sufficiente che ai giganti della storia come, appunto, Thomas Sankara \u2013 del quale ricorre oggi l\u2019anniversario della funesta e prematura scomparsa fisica \u2013 si lasciasse compiere la loro missione politica senza intromissioni dall\u2019esterno. Ma si sa, tutte quelle ricchezze che stanno nel sottosuolo valgono bene fame e morte da esportazione. Come per Patrice Lumumba in Congo, per Muammar Gheddafi in Libia o per Eduardo Mondlane in Mozambico. Fatti fuori dalle potenze coloniali perch\u00e9 colpevoli di restituire la dignit\u00e0 ai rispettivi popoli.<\/p>\n<p>Thomas Sankara il 15 ottobre del 1987, in un panorama mondiale da ultimi scampoli di Guerra Fredda, veniva assassinato con la decisiva complicit\u00e0 di USA e Francia per favorire il colpo di stato del traditore Blaise Compaor\u00e9, consueto burattino concepito in vitro dalle parti di Washington e dintorni per essere supino agli interessi imperiali e rinnovata garanzia di subordinazione del Burkina Faso. Inviso alle potenze mondiali per il suo impegno rivolto all\u2019autodeterminazione dell\u2019Africa, Thomas Sankara in un solo lustro di presidenza, tra il 1983 e il giorno del suo assassinio, cambi\u00f2 il volto del fu Alto Volta gi\u00e0 a partire dal nome. Divent\u00f2, infatti, Burkina Faso che in lingua burkinab\u00e9 significa letteralmente \u201ccasa degli uomini liberi e indipendenti\u201d. Il contesto storico, politico e sociale del paese incastonato nell\u2019Africa occidentale lontano dai mari non era diverso da tanti altri. Colonia francese dal 1919, quindi parte dell\u2019AOF, mantenuto improduttivo ed arretrato fin\u00ec solo dieci anni pi\u00f9 tardi per essere smembrato dai colonizzatori stessi e ripartito tra gli stati limitrofi. Fino alla fine del secondo conflitto mondiale, quando sotto pulsioni indipendentiste interne la Francia ricostitu\u00ec la colonia pressoch\u00e9 sugli attuali territori. Il 1960, fu l\u2019anno dell\u2019indipendenza, quella solo formale, con Maurice Yam\u00e9ogo insignito della carica di primo presidente. Gli albori di due decadi di alternanza di regimi militari autoritari e repressivi e, comunque, sempre inchiodati all\u2019orbita francese e relativi desiderata. Anni, questi ultimi, trascorsi tra colpi di stato e sofferenze della popolazione, ancora strangolata tra la discriminatoria dittatura interna e, appunto, il colonialismo francese mai realmente dismesso.<\/p>\n<p>Il vento cambi\u00f2 nel gennaio del 1983, nel momento in cui Thomas Sankara divenne primo ministro del governo retto da Jean-Baptiste Ou\u00e9draogo. Il quale, per\u00f2, solo qualche mese pi\u00f9 tardi lo avrebbe fatto arrestare per le sue posizioni inaccettabili di rottura con Parigi. Sankara, del resto, era gi\u00e0 allora il volto dell\u2019anticolonialismo e della speranza di riscatto degli ultimi e, pertanto, con l\u2019appoggio del popolo e dei soldati pi\u00f9 giovani, stanchi della classe dirigente corrotta, fu prima liberato e poi sospinto alla testa della nazione. Nasceva da quella presa del potere il Burkina Faso, quello della libert\u00e0, nel quale, come primo provvedimento, fece costruire ospedali e scuole per tutti. Insieme, cancell\u00f2 la corruzione dall\u2019apparato governativo, restitu\u00ec la terra ai lavoratori, viet\u00f2 l\u2019infibulazione, promosse campagne di vaccinazioni di massa, rallent\u00f2 la desertificazione del suolo, fece piazza pulita dei privilegi dei pochi istituendo un modello di societ\u00e0 nei fatti pi\u00f9 equo. Ci\u00f2 che ha il compito di fare chi governa avendo a cuore la propria gente. Un\u2019agenda politica popolare, la sua, imperniata sulle riforme sociali, economiche e culturali. In politica estera, Sankara ruppe con le potenze occidentali e contestualmente avvi\u00f2 rapporti con il blocco socialista emergente dei non allineati. La sua fu una mobilitazione delle masse oppresse, archetipo della costruzione del potere dal basso, fatto di comitati popolari atti a coinvolgere la pi\u00f9 ampia fetta possibile di connazionali nelle decisioni politiche e sociali in un governo dal respiro finalmente partecipativo.<\/p>\n<p>Internazionalista, Sankara scrisse con inchiostro indelebile una pagina memorabile della storia dell\u2019ONU quando, davanti agli occhi del mondo intero, incit\u00f2 i popoli oppressi di ogni latitudine \u2013 quelli che lui stesso era solito chiamare gli \u201ceredi di ogni rivoluzione\u201d \u2013 a battersi. Ovviamente, ma \u00e8 utile rimarcarlo considerata l\u2019attualit\u00e0, a prodigarsi anche per la causa della Palestina libera. Sankara ambiva ad un modello di societ\u00e0 alternativo a quello del profitto che ci si ostina a considerare il migliore se non l\u2019unico possibile. Un africano che difendeva gli africani e che si spendeva per ricordare loro a quali traguardi, impensabili solo fino a poco tempo prima, avrebbero potuto ambire unendo le forze e indirizzandole contro il giogo capitalistico. Lungimirante, rigett\u00f2 con forza il cappio travestito da aiuto umanitario del Fondo Monetario Internazionale, la banda di predatori che imperversa tutt\u2019ora sulle macerie dell\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 \u201cnessuno strozzinaggio \u2013 disse \u2013 avrebbe dovuto essere ripagato con il sangue del popolo\u201d.<\/p>\n<p>Fu convintamente ambientalista e femminista nel senso pi\u00f9 veritiero di entrambi i termini, che oggi, di un mondo a testa in gi\u00f9, sono ossimoricamente patrimonio dei nemici dell\u2019ambiente e delle donne. \u201cUn uomo, un albero\u201d, all\u2019uopo, fu il motto della sua politica contro l\u2019imperialismo aggressivo che distrugge gli ecosistemi e disprezza la natura, oltre che i suoi abitanti. \u201cUn uomo, cinque litri d\u2019acqua\u201d, invece, fu la sintesi efficace della sua incrollabile volont\u00e0 di impedire all\u2019Africa, una volta per tutte, di soffrire la sete perch\u00e9 impedita ad abbeverarsi dalle due stesse fonti dall\u2019uomo bianco, dedito al controllo della terra, dell\u2019acqua e del cielo altrui. Sulle donne burkinab\u00e9, inoltre, Sankara, quale antesignano vero, nei suoi appassionati discorsi ammoniva sovente sul fatto per nulla scontato che esse provassero le medesime sofferenze quotidiane dei connazionali uomini essendo per di pi\u00f9 assoggettate, a causa dell\u2019operato degli uomini stessi, ad ulteriori e inconcepibili sofferenze di genere. Tutto ci\u00f2, con una lucidit\u00e0 pragmatica che la deriva morale e culturale dell\u2019odierna e caricaturale societ\u00e0 occidentale fa apparire, se possibile, ancora pi\u00f9 straordinaria.<\/p>\n<p>Per la pace, Sankara \u2013 meravigliosamente definito dal suo popolo come il \u201cPresidente sognatore\u201d \u2013 si spese affinch\u00e9 la societ\u00e0 facesse piazza pulita dei privilegi borghesi di retaggio coloniale; benefici tutti appannaggio dei pochi ricchi che estirp\u00f2 con la fermezza del caso. Incorruttibile, pretendeva in cambio che tutti lo fossero in egual misura, nel principio per il quale \u00e8 solo con uomini integerrimi che si possa costruire un mondo pi\u00f9 equo. Se oggi gli abitanti del Burkina Faso nutrono un senso di fiera appartenenza alla nazione e arde in loro la fiamma dell\u2019orgoglio patriottico e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019emancipazione del continente africano, \u00e8 grazie all\u2019eredit\u00e0 culturale di Sankara e alla sua capacit\u00e0 di infondere, anche da morto, speranza e voglia di riscatto agli ultimi della Terra. Sankara \u00e8 cos\u00ec assurto a imperitura figura ispiratrice dei movimenti panafricani che faticosamente provano a ripercorrere la medesima strada.<\/p>\n<p>Incompatibile con le mire egemoniche occidentali, che il pallino della colonizzazione dell\u2019Africa lo hanno intagliato nei cromosomi, fu presto eliminato. \u201cLa rivoluzione non muore mai\u201d, furono le sue ultime parole prima che il traditore prezzolato dall\u2019impero Compaor\u00e9 \u2013 ironia della sorte, il suo vecchio compagno di lotta \u2013 e i suoi sgherri gli spararono i colpi mortali. Socialista, patriota, marxista, rivoluzionario, la fine di Sankara e della sua opera di autodeterminazione del popolo burkinab\u00e9 sono il paradigma tangibile di cosa significhi per l\u2019impero della globalizzazione capitalistica \u201caiutare\u201d l\u2019Africa. Di cosa significhi, sempre per gli stessi, esportare la \u201csuperiorit\u00e0 morale\u201d della quale si fregia senza titolo l\u2019emisfero occidentale per nascondere l\u2019ontologica postura sciovinista e prevaricatrice. Significa, quindi, reprimere sul nascere le pulsioni sociali endogene affinch\u00e9 il continente africano resti per l\u2019eternit\u00e0 il terreno di caccia preferito per gli avvoltoi bianchi. L\u2019infamia che Thomas Sankara, padre del Burkina Faso e uomo libero, decise di spezzare.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/16\/sankara-non-e-mai-morto\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/16\/sankara-non-e-mai-morto<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Matteo Parini) \u201cLa politica ha senso solo se rivolta alla felicit\u00e0 dei popoli\u201d. \u00c8 solo uno dei pensieri pi\u00f9 puri di Thomas Sankara che ne hanno contraddistinto l\u2019esistenza e che ora rendono luminoso e pedagocico il ricordo. 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