{"id":92278,"date":"2025-10-22T09:30:17","date_gmt":"2025-10-22T07:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92278"},"modified":"2025-10-21T19:37:46","modified_gmt":"2025-10-21T17:37:46","slug":"conflagrazione-nel-madagascar-le-dinamiche-di-potere-nelloceano-indiano-in-continuo-mutamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92278","title":{"rendered":"Conflagrazione nel Madagascar. Le dinamiche di potere nell&#8217;oceano Indiano in continuo mutamento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Old Hunter)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-92280\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2-14-300x137.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2-14-300x137.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2-14.jpg 518w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Con l\u2019estromissione della Francia e l\u2019ex presidente del Madagascar in esilio, la rivolta apre l\u2019isola a nuovi pretendenti \u2013 e nuovi conflitti \u2013 in un mare sempre pi\u00f9 plasmato da ambizioni multipolari.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>di Aidan J. Simardone, thecradle.co, 20 ottobre 2025 \u2014 Traduzione a cura di Old Hunter<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo settimane di proteste e un ammutinamento, l\u2019ex presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, \u00e8 salito a bordo di un aereo militare francese ed \u00e8 fuggito dal Paese. Con un\u2019opinione pubblica indignata per un governo corrotto e filo-occidentale, il Madagascar ha il potenziale per plasmare il proprio futuro e quello dell\u2019intero Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo sviluppo arriva mentre le potenze mondiali si contendono l\u2019accesso strategico a una regione che ospita cinque dei nove punti nevralgici marittimi del mondo. India, Cina e Stati Uniti stanno espandendo la loro presenza navale e commerciale, mentre la Francia, un tempo custode incontrastata di queste acque, si trova ora sotto assedio e in ritirata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Essendo la quarta isola pi\u00f9 grande del mondo e, secondo la CIA, \u201cla pi\u00f9 grande, la pi\u00f9 popolosa e quella situata pi\u00f9 strategicamente nell\u2019Oceano Indiano sudoccidentale\u201d, il Madagascar \u00e8 un attore chiave, poich\u00e9 le rotte marittime cambiano e si espandono e le superpotenze cercano di aumentare la loro influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La lunga ombra imperiale della Francia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dominio coloniale francese sul Madagascar \u00e8 iniziata nel 1892, con l\u2019intento di contrastare l\u2019influenza britannica sulle rotte dell\u2019Oceano Indiano. Nonostante l\u2019apertura del Canale di Suez, la Rotta del Capo, che circumnaviga il Madagascar e il Capo di Buona Speranza, rimase un\u2019arteria vitale per il commercio tra Asia, Europa e Americhe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Madagascar ottenne formalmente l\u2019indipendenza nel 1960. Tuttavia, la decolonizzazione rimase incompleta. Parigi mantenne il controllo delle circostanti Isole Sparse (Les \u00eeles \u00e9parses), concedendosi zone economiche esclusive che circondavano il Madagascar a nord, est e ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Antananarivo rivendica queste isole in base al diritto internazionale dell\u2019integrit\u00e0 territoriale. Nel 1975, il Madagascar \u00e8 diventato uno stato socialista e ha cacciato l\u2019esercito francese. Di fronte alle crescenti proteste per la scarsit\u00e0 di cibo, il Madagascar si \u00e8 orientato verso un\u2019economia mista e a una maggiore cooperazione con Parigi, consentendo alla marina francese di attraccare in due porti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni volta che i leader malgasci si allontanavano da Parigi, ne seguiva una crisi, che spesso si concludeva con l\u2019esilio e un cambio di regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando le proteste si sono intensificate nel 2002, l\u2019ex presidente del Madagascar, Didier Ratsiraka, \u00e8 fuggito in Francia. Il governo successivo ha avuto vita breve. Nel 2009, alcuni settori dell\u2019esercito si ammutinarono e Andry Rajoelina, sindaco di Antananarivo, divenne presidente, carica che mantenne fino alla scorsa settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un altro crollo della Francia?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rajoelina \u00e8 salito al potere nel 2009 con il sostegno di unit\u00e0 militari d\u2019\u00e9lite come il CAPSAT. Presentandosi inizialmente come populista, \u00e8 stato rimosso nel 2013, per poi tornare nel 2018 sotto una maschera tecnocratica e pro-imprenditoriale. La sua presidenza ha portato pochi progressi: il Madagascar languiva tra gli ultimi posti nella classifica mondiale per l\u2019accesso all\u2019elettricit\u00e0 e all\u2019acqua potabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli scandali di corruzione hanno irreparabilmente danneggiato la sua credibilit\u00e0. Invece di riformare il monopolio energetico statale, Rajoelina concluse un accordo che assegnava alla Francia una quota del 37,5% in un importante progetto per una diga, mentre si atteggiava a paladino della rivendicazione delle Isole Sparse. La rivelazione della sua segreta cittadinanza francese ha minato la sua posizione di nazionalista, soprattutto considerando il divieto di doppia cittadinanza esistente in Madagascar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando il mese scorso quasi due dozzine di manifestanti sono stati uccisi, il CAPSAT si \u00e8 rivoltato contro di lui. L\u2019esercito che un tempo aveva promosso Rajoelina ora lo ha rimosso. La sua fuga in Francia riecheggia il crollo di altri leader sostenuti dall\u2019Occidente in tutto il continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Parigi, alle strette in tutta l&#8217;Africa\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rivolta del Madagascar \u00e8 solo l\u2019ultimo capitolo del pi\u00f9 ampio ritiro della Francia dall\u2019Africa. L\u2019esercito francese \u00e8 stato espulso da Mali, Burkina Faso, Niger, Repubblica Centrafricana e altri paesi. Ora si aggrappa a schieramenti simbolici con meno di 200 soldati in Gabon e Gibuti, quest\u2019ultimo che gi\u00e0 ospita altre sette basi straniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel gennaio 2022, il Burkina Faso ha subito un colpo di stato dopo che il governo non \u00e8 riuscito a fermare l\u2019insurrezione dell\u2019ISIS e di Al-Qaeda. Poich\u00e9 nulla \u00e8 cambiato, a settembre \u00e8 seguito un altro colpo di stato, guidato dall\u2019antimperialista Ibrahim Traor\u00e9. In Mali, un colpo di stato nel 2020 \u00e8 stato seguito da un altro nel 2021, guidato dal pi\u00f9 radicale Assimi Goita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La perdita del Madagascar \u00e8 un enorme costo strategico. Le Isole Sparse, occupate dalla Francia, si estendono a cavallo del Canale del Mozambico. Oltre a dover affrontare i crescenti rischi di pirateria a causa della insurrezione islamica in Mozambico, il Canale \u00e8 una rotta di transito fondamentale, la cui importanza \u00e8 aumentata quando le rotte commerciali del Mar Rosso sono state interrotte dal blocco dello Yemen imposto dalle forze armate allineate ad Ansarallah. Il traffico marittimo lungo la Rotta del Capo \u00e8 aumentato di oltre il 200%. Parigi rischia di perdere il controllo di quegli stessi punti di strozzatura marittima che un tempo aveva colonizzato per garantirsi. La recente restituzione delle Isole Chagos alle Mauritius da parte del Regno Unito isola ulteriormente la Francia come ultima potenza coloniale che resiste alla decolonizzazione nell\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>India e Cina circondano il vuoto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019India, la cui economia dipende dall\u2019Oceano Indiano per il 90% dal suo commercio, ha silenziosamente consolidato la sua presenza per decenni. Nel 2007, ha istituito un avamposto di ascolto nel nord del Madagascar. A questo sono presto seguite altre installazioni militari nell\u2019Oceano Indiano occidentale, tra cui Mauritius, Maldive, Oman e Seychelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2018, India e Madagascar hanno firmato un accordo di cooperazione in materia di difesa e le importazioni e le esportazioni con l\u2019India sono raddoppiate dal 2012 al 2022. Una maggiore presenza in Madagascar consentirebbe all\u2019India di promuovere scambi commerciali pi\u00f9 stretti, proteggere le rotte commerciali e creare un sistema di allerta precoce per le navi ostili che entrano nell\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interesse di Nuova Delhi \u00e8 sia trategico che economico: salvaguardare le rotte commerciali, monitorare le marinerie rivali ed estrarre ricchezze minerarie. Il nichel, vitale per l\u2019elettronica e la produzione della difesa, \u00e8 abbondante in Madagascar, ma la sua estrazione \u00e8 stata limitata dalla carenza di infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina, nel frattempo, considera l\u2019Oceano Indiano la spina dorsale marittima della sua Belt and Road Initiative (BRI). Circa l\u201980% delle importazioni di petrolio della Cina transita attraverso queste acque. Per tutelare i propri interessi, la Cina ha costruito una base militare a Gibuti nel 2017 e sta espandendo i porti in Eritrea, Kenya, Madagascar, Mozambico e Sri Lanka.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene Pechino si sia concentrata maggiormente sull\u2019Africa orientale, \u00e8 pronta a espandere la propria influenza in Madagascar. Ha gi\u00e0 investito nel porto di Tamatave e ora potrebbe spingere per ottenere l\u2019accesso a Diego Suarez, un\u2019ex base navale francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante sia il principale partner commerciale del Madagascar, la Cina ha sempre avuto un atteggiamento cauto negli affari politici. Le cose potrebbero cambiare. Un nuovo governo ad Antananarivo offre a Pechino l\u2019opportunit\u00e0 di rafforzare la sua presa su un corridoio essenziale per le sue ambizioni globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il gioco limitato e tardivo di Washington<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti sono rimasti indietro in questa competizione, limitati dalla geografia e distratti dalle guerre in corso altrove. Fino a poco tempo fa, la principale preoccupazione di Washington nell\u2019Oceano Indiano era l\u2019Asia occidentale, dove si assicurava il flusso di petrolio e altre merci attraverso il Golfo Persico e il Mar Rosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma proprio come la Francia un tempo temeva che la Gran Bretagna avrebbe monopolizzato l\u2019Oceano Indiano, l\u2019America ora teme che la Cina faccia lo stesso. Persino la Russia si \u00e8 impegnata maggiormente, sostenendo i candidati alle elezioni del Madagascar del 2018, aprendo una base sul Mar Rosso in Sudan, effettuando esercitazioni congiunte con il Myanmar e collaborando con l\u2019India per creare una rotta marittima Chennai-Vladivostok.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sua strategia indo-pacifica \u2013 un rebranding del suo perno Asia-Pacifico \u2013 ha prodotto risultati limitati. Le guerre tariffarie con l\u2019India e la scarsa presenza militare nell\u2019Oceano Indiano occidentale hanno frenato le ambizioni di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciononostante, gli Stati Uniti rimangono la principale destinazione delle esportazioni del Madagascar. E potrebbero vedere in questa isola ci\u00f2 che un tempo vide la Francia: un trampolino di lancio per contrastare i rivali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma una storia di cattive relazioni, tra cui il taglio degli aiuti dopo il colpo di stato del 2009 e le recenti tariffe doganali, render\u00e0 difficile il ripristino delle relazioni, se non impossibile se il nuovo governo malgascio dovesse effettivamente diventare anti-imperialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Promessa rivoluzionaria o ripristino neocoloniale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019unico modo in cui gli Stati Uniti possono affermarsi \u00e8 cooptare la rivoluzione malgascia, trasformando i militari al potere in burattini al servizio degli interessi occidentali. \u00c8 accaduto durante la Primavera araba e pu\u00f2 essere fatto di nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia gli africani non hanno pi\u00f9 pazienza e sono disposti a fare il necessario per tenere fuori l\u2019Occidente, come hanno fatto in Burkina Faso, Mali e Niger. Forse consapevole di ci\u00f2, il nuovo presidente del Madagascar, Michael Randrianirina, ha manifestato il suo anti-imperialismo rifiutandosi di parlare in francese alla BBC perch\u00e9 \u201cnon gli piace glorificare la lingua coloniale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo primo giorno in carica, con indosso un basco militare (simile a quello di Traor\u00e9), si \u00e8 direttamente recato a una centrale elettrica per affrontare i problemi di interruzione di corrente. Simbolico o sincero che fosse, il gesto segnala l\u2019intenzione di affrontare le lamentele locali piuttosto che le aspettative straniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se questo momento si avverasse, il Madagascar potrebbe reclamare le isole rubate, estrarre le proprie risorse e tracciare un percorso indipendente dalla tutela straniera. Cos\u00ec facendo, si unirebbe al coro crescente di nazioni africane che rifiutano l\u2019egemonia in declino dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella pi\u00f9 ampia lotta per l\u2019Oceano Indiano, la rivolta malgascia potrebbe ben segnare l\u2019inizio della fine degli accordi dell\u2019era coloniale e l\u2019inizio di una nuova era geopolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/10\/21\/conflagrazione-nel-madagascar-le-dinamiche-di-potere-nelloceano-indiano-in-continuo-mutamento\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/10\/21\/conflagrazione-nel-madagascar-le-dinamiche-di-potere-nelloceano-indiano-in-continuo-mutamento\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Old Hunter) Con l\u2019estromissione della Francia e l\u2019ex presidente del Madagascar in esilio, la rivolta apre l\u2019isola a nuovi pretendenti \u2013 e nuovi conflitti \u2013 in un mare sempre pi\u00f9 plasmato da ambizioni multipolari. di Aidan J. 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