{"id":92335,"date":"2025-10-24T08:30:46","date_gmt":"2025-10-24T06:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92335"},"modified":"2025-10-25T00:32:59","modified_gmt":"2025-10-24T22:32:59","slug":"sul-sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92335","title":{"rendered":"Sul sistema"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Francesco Prandel)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/documenta_1.jpg\" width=\"371\" height=\"247\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La storia insegna, ma non ha scolari.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A. GRAMSCI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che la storia tende a ripetersi,\u00a0 ma qualcuno ha anche detto che non ci si pu\u00f2 bagnare due volte nello stesso fiume. In effetti la Von der Leyen non \u00e8 Hitler. I suoi soldati combattono in giacca e cravatta, non con la divisa. Non usano carri armati, la loro postazione \u00e8 il videoterminale. Non sparano, raggiungono obiettivi. Ma l\u2019obiettivo \u00e8 lo stesso di un tempo, e il risultato anche: estendere e approfondire l\u2019influenza della Germania sul vecchio continente. La locomotiva d\u2019Europa, i bund tedeschi e tutto il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che l\u2019obiettivo sia stato raggiunto non c\u2019\u00e8 dubbio. Chi tra gli abitanti dei \u201cPIGS\u201d (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) si sente rappresentato dalla bionda signora tedesca, e dallo sciame di burocrati che la servono? Le stelle gialle su sfondo blu non disegnano un svastica, ma l\u2019influenza del nuovo Reich \u00e8 tale da imporre ingenti spese militari a popoli che ne farebbero volentieri a meno, perch\u00e9 avrebbero bisogno di ben altri investimenti. Non solo: sulla scena della storia torna a riaffacciarsi quella follia che l\u2019Europa ha gi\u00e0 conosciuto, e che l\u2019ha spinta a prendersela con la Russia con risultati disastrosi. E questa volta la Russia \u00e8 armata fino ai denti. Se in passato questo errore si \u00e8 rivelato grossolano, oggi l\u2019idea di prepararsi a un conflitto con la Russia rivela tutta la vocazione distruttiva della signora con la giacchetta rosa. I russi ci inceneriscono quando vogliono, anche quando avremo ben speso i nostri 800 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, i tamburi hanno preso a rollare, e incalzano ogni giorno di pi\u00f9. \u00c8 come quando all\u2019orizzonte si accavallano nuvole grigie. Non puoi evitare il temporale, puoi solo cercare di metterti al riparo. \u201cNon si pu\u00f2 fermare una frana\u201d diceva Max Plank a Werner Heisenberg nella Berlino del 1933. La macchina che si \u00e8 messa in moto sembra ormai muoversi di moto proprio. Nessuno, neanche quelli che hanno a disposizione i bunker antiatomici superlusso vogliono seppellirsi vivi a mangiare carne in scatola per dieci anni, per poi uscire e trovare branchi di radio-mutanti che si aggirano tra le rovine del mondo che fu. Eppure, \u00e8 questa la strada che abbiamo imboccato. Nessuno vuole percorrerla fino in fondo, ma \u00e8 precisamente quello che ci accingiamo a fare. Chi o che cosa ci spinge verso quel baratro che, anche nel XXI secolo, ci si para innanzi assecondando quella lucida follia che va sotto il nome di \u201cfilosofia dell\u2019inevitabilit\u00e0\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl linguaggio parla\u201d diceva Hegel. Che cosa ci dice il termine \u201csistema\u201d, che talvolta utilizziamo riferendoci all\u2019attuale assetto del potere? Trattandosi di un termine massimamente generico, forse il suo utilizzo ci dice che non sappiamo bene di cosa stiamo parlando. Fondi d\u2019investimento, oligarchia, neoliberismo, burocrazia, Bilderberg, massoneria, stato profondo, plutocrazia, WEF, sono parole, nomi e sigle che concorrono a dar forma all\u2019idea di \u201csistema\u201d nell\u2019immaginario collettivo. Che tuttavia resta un\u2019immagine sfocata, poco definita, persino per il complottista pi\u00f9 fervente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima volta che vidi \u201cMatrix\u201d lo intesi come un film distopico. L\u2019ho rivisto recentemente,\u00a0 e m\u2019\u00e8 parso un film di attualit\u00e0. Non serve uno spinotto piantato nella schiena, ci pensa il \u201csistema\u201d a risucchiarci la vita. Per rendersene conto \u00e8 sufficiente osservare con un minimo di distacco il modo in cui viviamo. La maggior parte delle nostre energie le investiamo nel generatore simbolico del nostro tempo, il denaro. Una cosa che di per s\u00e9 non serve a niente, ma ha la peculiare propriet\u00e0 di drenare le nostre energie vitali a favore del \u201csistema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qualche tempo avverto, sempre pi\u00f9 nettamente, la sensazione di essere in cattivit\u00e0. La cosa mi ricorda la caverna di Platone. Come tigri nate e cresciute allo zoo, abbiamo naturalizzato le sbarre della gabbia. Se arrivasse una tigre catturata nella savana, ci direbbe che questo non \u00e8 il nostro mondo. Ma le altre ripeterebbero in coro che qui non occorre rincorrere prede, perch\u00e9 ogni giorno arrivano dei gran pezzi di carne. Se ti adatti a fare il numero da baraccone, se sei disposto ad assecondare \u201cla voce del padrone\u201d, il \u201csistema\u201d provvede ai tuoi bisogni. Che cos\u2019\u00e8, dunque, \u201cil sistema\u201d, questa sorta di entit\u00e0 metafisica a fronte della quale ci sentiamo impotenti, e che ci sta conducendo al macello attraverso dinamiche per certi versi analoghe a quelle del secolo scorso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diavolo \u00e8 stato un tema ricorrente, quasi ossessivo, nei miei ultimi contributi a \u201cLa Fionda\u201d. Ma che cosa sarebbe, esattamente, questo diavolo? E perch\u00e9 viene scomodato da chi, come chi scrive, un po\u2019 per indole e un po\u2019 per formazione scientifica non \u00e8 incline a ragionare e ad esprimersi in questi termini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La violenza, la sofferenza, la miseria che si dimenano nello spirito del nostro tempo possono essere comprese in termini meramente geopolitici? Secondo me no. A me sembra di avvertire, nel divenire di questo inizio di millennio, qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 sottile della volont\u00e0 di potenza di alcuni, e della servit\u00f9 volontaria degli altri. Forse questo qualcosa \u00e8 lo stesso che, in seno al \u201csecolo breve\u201d, G\u00fcnther Anders ha chiamato \u201cil mostruoso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La voracia con cui stiamo divorando l\u2019ecosistema \u2013 come a dire, l\u2019impeto con cui seghiamo il ramo su cui siamo seduti \u2013 \u00e8 la stessa con cui questo assetto neofeudale del potere dispensa violenza a piene mani, distribuendo sofferenza a destra e a manca. Questa barbarie, che coinvolge il servo non meno del padrone, la sento come manifestazione di qualcosa di intrinsecamente distruttivo. Distruttivo al punto tale da eccedere ampiamente i perimetri in cui l\u2019umano inscrive tanto la volont\u00e0 di potenza quanto la docile sudditanza. Distruttivo al punto tale dal darmi l\u2019impressione che il padrone non sia l\u2019Hitler o il Netanyahu di turno, ma qualcuno che essi servono, e che di loro si serve per alimentare la sofferenza.\u00a0 Servi volontari di quel \u201cRe del mondo\u201d che, a dire di franco Battiato, \u201cci tiene prigioniero il cuore\u201d. E dal F\u00fchrer o dal primo ministro in gi\u00f9 la gerarchia della servit\u00f9 volontaria si dipana alla maniera di un frattale fino a irretire l\u2019uomo della strada. In questa organizzazione verticistica, non a caso del tutto simile a quella militare, risiede a mio avviso l\u2019essenza del \u201csistema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa macchina della sofferenza, questa fabbrica che sforma miseria con un\u2019efficienza e una potenza sovraumane, mi portano a collocare, all\u2019apice di questa catena piramidale di \u201cufficiali di collegamento\u201d, qualcosa di non \u201cufficiale\u201d. Qualcosa di \u201cmostruoso\u201d, qualcosa che ha un\u2019autentica vocazione alla distruzione e dunque, in ultima analisi, alla divisione.\u00a0 A questo punto, chiamarlo \u201cdiavolo\u201d diventa una scelta banalmente legata all\u2019etimologia del termine, un modo per non dover coniare neologismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il mio nemico non ha divisa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ama le armi ma non le usa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>nella fondina tiene due carte VISA<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>e quando uccide non chiede scusa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DANIELE SILVESTRI<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/23\/sul-sistema\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/23\/sul-sistema\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Francesco Prandel) La storia insegna, ma non ha scolari. 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