{"id":92440,"date":"2025-10-30T11:59:50","date_gmt":"2025-10-30T10:59:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92440"},"modified":"2025-10-30T11:59:50","modified_gmt":"2025-10-30T10:59:50","slug":"tanti-auguri-mano-de-dios","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92440","title":{"rendered":"Tanti auguri, Mano de Dios"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Matteo Parini)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_2960.jpeg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cChe si fottano i Lloyd\u2019s di Londra!\u201d, disse Dieguito prima di gettarsi nel pantano di Acerra. Primavera 1985. Maradona \u00e8 gi\u00e0 all\u2019apice della carriera, tanto che dodici mesi pi\u00f9 tardi andr\u00e0 a prendersi un Mondiale praticamente da solo. Quello della Mano de Dios, dello schiaffo post-Malvinas agli inglesi \u2014 perch\u00e9 lo sport \u00e8 anche politica \u2014 e della serpentina pi\u00f9 iconica della storia del calcio. Il Napoli di Ferlaino, che qualche anno dopo vincer\u00e0 il suo primo storico scudetto nonostante il Milan degli olandesi, sta rischiando grosso. Lo spettro della Serie B incombe e il presidente non \u00e8 tanto dell\u2019idea che i suoi giocatori possano rischiare di farsi male proprio adesso, magari partecipando a una partita di beneficenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema lo solleva Pietro Punzone, calciatore anch\u2019esso. Il figlio di un tifoso del Napoli ha bisogno di un intervento chirurgico urgente, costoso e insostenibile per le umili tasche del padre. Ferlaino, appunto, sbraita, ma l\u2019idea della partita per la raccolta dei fondi giunge all\u2019orecchio di Diego. A Buenos Aires, nemmeno troppi anni prima, Maradona era uno dei tanti bambini inchiodati da una societ\u00e0 ingiusta alla lotta per la sopravvivenza quotidiana, con la difficolt\u00e0 di mettere insieme pranzo e cena quale evenienza che gli rester\u00e0 appiccicata addosso per la vita. I bambini sono bambini, a Napoli come in qualunque angolo del pianeta e in un amen, senza voler sentire ragioni, \u00e8 al centro di un campetto di periferia che si allaccia gli scarpini mentre Giove Pluvio si diverte dall\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mano al portafoglio, per pagare da s\u00e9 la clausola assicurativa, la sua presenza sul rettangolo di gioco fa di quella surreale partita, con uno dei pi\u00f9 grandi giocatori di ogni epoca a sputare l\u2019anima su un impraticabile campo intriso d\u2019acqua e fango, un pezzo di storia calcistica, oltre che di genuina solidariet\u00e0. Sono diecimila le anime assiepate sulla sgangherata tribuna che potrebbe ospitarne s\u00ec e no la met\u00e0 e sono venti i milioni di vecchie lire raccolti dagli ingressi che salveranno il bambino. Maradona, che per la narrazione occidentale a reti unificate fu sostanzialmente un poco di buono, un drogato, un cattivo esempio perch\u00e9 mai disposto a prestarsi alle dinamiche losche di palazzo e, ancor peggio per i suoi detrattori, perch\u00e9 sempre schierato dalla parte degli ultimi, fu al contrario depositario di un\u2019abbacinante umanit\u00e0. In una societ\u00e0 che criminalizza chi, della barricata, sceglie il lato scomodo dei popoli e non quello agiato dei potenti, Maradona, un uomo che ha commesso i suoi errori come tutti quanti noi, fu fonte di ispirazione e speranza. E non solo per quel meraviglioso pomeriggio ad Acerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Superfluo soffermarsi pi\u00f9 di tanto sul campione. Viene da sorridere al pensiero che giocatori odierni, di un calcio che ha smesso di essere lo sport di allora, possano essere paragonati. Difensori arcigni, eufemisticamente parlando, dediti pi\u00f9 alla cura delle caviglie avversarie che della palla. Arbitri che tollerano l\u2019attitudine brutale nei contrasti. Playground impraticabili per genesi e per la gioia dei fisioterapisti. Eppure, in tutto ci\u00f2, Diego fu imprendibile, nell\u2019epoca pi\u00f9 complicata possibile per chi sulla maglia avesse impresso il numero dieci nutrendosi di pane ed estro. Nonostante una condotta extracalcistica, diciamo, tribolata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molto pi\u00f9 affascinante, quindi, \u00e8 il ricordo dell\u2019uomo Maradona. Voce e volto di ogni popolo in lotta, granello di sabbia nei meccanismi di potere, esempio concreto di riscatto sociale. I suoi amici fraterni, non a caso, furono Fidel Castro, Evo Morales, Hugo Ch\u00e1vez. Gigante tra i giganti. Sinonimi in carne e ossa di antimperialismo militante, quindi anch\u2019essi invisi all\u2019establishment mondiale, e con loro si adoper\u00f2 senza riserve per la causa dell\u2019amata America Latina. Contro l\u2019embargo criminale a Cuba, denunciando le intromissioni sanguinarie nel continente latino che rimbalza da un golpe all\u2019altro o, ancora, denunciando la pirateria dei Bush e degli Obama insieme alle loro bombe umanitarie foriere di morti innocenti. Quando avrebbe potuto fare scelte di vita pi\u00f9 conservative, preoccupandosi soltanto di non inimicarsi nessuno ai piani alti della societ\u00e0 profittocentrica dei signors\u00ec. Invece no. Lo stesso spirito per il quale Diego rimase fedele a Napoli ed ai napoletani bench\u00e9 ricevesse senza soluzione di continuit\u00e0 la corte serrata dai club pi\u00f9 ricchi, pi\u00f9 potenti, pi\u00f9 vincenti al mondo. Nulla in confronto al privilegio di poter ricambiare l\u2019amore di una citt\u00e0 che vedeva in lui una fonte di rivalsa, un grimaldello per scardinare le ingiustizie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo motivo, non ha senso limitarsi a celebrare gli almanacchi, i successi e le statistiche di una carriera comunque eccezionale. Maradona, piuttosto, ha incarnato il gioco del calcio nella sua forma ancestrale, quella pi\u00f9 pura, senza essere relegato a mera appendice dorata della propria esistenza. Il calcio, pertanto, come strumento al servizio degli ultimi del pianeta e non macchina da petrodollari; il calcio quale formidabile cassa di risonanza in grado di veicolare un messaggio il pi\u00f9 possibile internazionalista, contro ogni forma di prevaricazione sociale. Diego, investito da Madre Natura di una forma purissima di talento, ha sempre usato l\u2019immensa popolarit\u00e0 costruita dando del tu al pallone per arrivare fino agli angoli pi\u00f9 nascosti, impervi e dimenticati. Il barrio del mondo, la sua casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio l\u00ec, nei quartieri degradati che pullulano di umanit\u00e0 e lacrime, dove pensare al domani \u00e8 da eroi e giustizia \u00e8 soltanto una parola vuota sul dizionario, Diego Maradona \u2013 che oggi avrebbe spento sessantacinque candeline \u2013 non \u00e8 mai morto. Vive sui muri che ancora lo ritraggono, vive per le strade affollate, vive sui campi da calcio pi\u00f9 sperduti, vive nell\u2019immaginario collettivo. Soprattutto, vive nei bambini che, al pari di lui, provano a darsi un futuro diverso da quello che gli \u00e8 stato scritto. Magari inseguendo un pallone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanti auguri Diego, ovunque tu sia.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/30\/tanti-auguri-mano-de-dios\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/10\/30\/tanti-auguri-mano-de-dios\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Matteo Parini) \u201cChe si fottano i Lloyd\u2019s di Londra!\u201d, disse Dieguito prima di gettarsi nel pantano di Acerra. Primavera 1985. Maradona \u00e8 gi\u00e0 all\u2019apice della carriera, tanto che dodici mesi pi\u00f9 tardi andr\u00e0 a prendersi un Mondiale praticamente da solo. Quello della Mano de Dios, dello schiaffo post-Malvinas agli inglesi \u2014 perch\u00e9 lo sport \u00e8 anche politica \u2014 e della serpentina pi\u00f9 iconica della storia del calcio. 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