{"id":92484,"date":"2025-11-03T08:30:59","date_gmt":"2025-11-03T07:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92484"},"modified":"2025-11-02T16:22:53","modified_gmt":"2025-11-02T15:22:53","slug":"le-insidie-dei-dazi-usa-sul-settore-farmaceutico-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92484","title":{"rendered":"Le insidie dei dazi USA sul settore farmaceutico europeo"},"content":{"rendered":"<p><strong>ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Filomena Ratto)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"tdi_95\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\">\n<div class=\"vc_row tdi_96 wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_98 wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span8\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_100 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_100\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p><strong>Analisi \u2013<\/strong>\u00a0<em>Nell\u2019epoca dei dazi, della crisi della produttivit\u00e0 industriale del Vecchio continente e della rivalit\u00e0 tra superpotenze commerciali, la salute\u00a0\u00e8 diventata uno dei pi\u00f9 agguerriti terreni di competizione internazionale. Se da un lato la farmaceutica rappresenta una punta di diamante dell\u2019economia europea, dall\u2019altro l\u2019assertivit\u00e0 con cui Cina e Stati Uniti stanno acquisendo sempre pi\u00f9 potere nel settore \u00e8 tale da allertare i legislatori europei. Un ulteriore banco di prova per i 27, le cui politiche (e interessi) spesso divergenti e frammentate dovrebbero cedere il passo a strumenti coesi e pi\u00f9 autonomi.<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>UN SETTORE STRATEGICO (E FRAMMENTATO) PER L\u2019ECONOMIA EUROPEA\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Il comparto farmaceutico \u00e8 uno dei\u00a0<strong>motori<\/strong>\u00a0dell\u2019economia europea: rappresenta il 5% del\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/nama_10_a64__custom_9452905\/default\/table?lang=en\">valore aggiunto<\/a>\u00a0dell\u2019intero settore manifatturiero, con punte superiori al 20% in Paesi come Belgio e Danimarca. I prodotti farmaceutici costituiscono infatti quasi l\u201911% delle esportazioni dell\u2019UE, facendo del settore il\u00a0<strong>primo al mondo<\/strong>\u00a0negli scambi commerciali in valore assoluto.<br \/>\nLa bilancia commerciale con gli Stati Uniti \u00e8 positiva, con un\u00a0<strong>surplus<\/strong>\u00a0di 45 miliardi di euro nel 2023 dopo un picco di 53 miliardi nel 2022, ma la quota di mercato delle imprese europee continua a\u00a0<strong>ridursi<\/strong>\u00a0a vantaggio di quelle statunitensi e, sempre pi\u00f9, di quelle cinesi.<br \/>\nNell\u2019ottica di scuotere l\u2019UE e chiamarla all\u2019azione, Mario Draghi nel suo\u00a0<a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/97e481fd-2dc3-412d-be4c-f152a8232961_en?filename=The%20future%20of%20European%20competitiveness%20_%20A%20competitiveness%20strategy%20for%20Europe.pdf\">rapporto<\/a>\u00a0sulla competitivit\u00e0 esorta l\u2019Europa a \u201ccreare un mercato\u00a0<strong>pi\u00f9 attraente<\/strong>\u00a0per le aziende farmaceutiche\u201d,\u00a0\u201c<strong>rafforzare<\/strong>\u00a0la propriet\u00e0 intellettuale\u201d e \u201csbloccare gli\u00a0<strong>investimenti<\/strong>\u00a0a livello comunitario e nazionale\u201d per diventare un vero \u201c<strong>polo leader<\/strong>\u00a0a livello mondiale\u201d. Di fatto, oggi l\u2019UE rappresenta circa\u00a0il 25% del mercato farmaceutico globale, contro il\u00a060\u201365% degli Stati Uniti, e le risorse previste dal\u00a0<a href=\"https:\/\/health.ec.europa.eu\/medicinal-products\/legal-framework-governing-medicinal-products-human-use-eu\/critical-medicines-act_en\"><em>Critical Medicines Act<\/em><\/a>(80 milioni di euro per il bilancio 2028-2034) non bastano a garantire\u00a0<strong>produzione domestica<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>sicurezza<\/strong>\u00a0delle catene di approvvigionamento.<br \/>\nUna criticit\u00e0 per l\u2019UE \u00e8 il\u00a0<strong>drammatico divario<\/strong>\u00a0rispetto agli\u00a0<em>States\u00a0<\/em>negli investimenti in ricerca e sviluppo. Gli Stati Uniti dispongono di un sistema di finanziamento pubblico\u00a0<strong>solido e centralizzato<\/strong>: il\u00a0<em>National Institutes of Health<\/em>\u00a0(NIH) pu\u00f2, infatti, contare su un budget di oltre 45 miliardi di dollari l\u2019anno, destinando pi\u00f9 dell\u201980% a sovvenzioni competitive. Anche la Cina si impegna sempre di pi\u00f9 a\u00a0<strong>incrementare<\/strong>\u00a0i finanziamenti pubblici in ricerca, avvicinandosi ai livelli europei.<br \/>\nL\u2019UE, al contrario, si affida a una base di finanziamento\u00a0<strong>frammentata<\/strong>\u00a0e meno mirata. A livello comunitario, emblematico \u00e8 il programma\u00a0<em>Horizon Europe<\/em>\u00a0(2021\u20132027), che destina 8,2 miliardi di euro alla ricerca sanitaria. A livello nazionale, gli Stati membri contribuiscono attraverso le proprie istituzioni di ricerca, ma la\u00a0<strong>mancanza<\/strong>\u00a0di coordinamento genera duplicazioni e\u00a0<strong>limita<\/strong>\u00a0l\u2019impatto innovativo complessivo.<br \/>\nA questa frammentazione si aggiunge un quadro regolatorio\u00a0<strong>complesso\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0disomogeneo<\/strong>. I tempi di approvazione dei nuovi farmaci nell\u2019UE, sotto la procedura dell\u2019Agenzia europea per i medicinali (EMA), risultano\u00a0<strong>pi\u00f9 lunghi<\/strong>\u00a0rispetto a quelli delle Autorit\u00e0 statunitensi o asiatiche. Inoltre, dopo l\u2019autorizzazione europea, i meccanismi nazionali di determinazione dei prezzi e dei rimborsi (ben 27)\u00a0<strong>rallentano<\/strong>\u00a0ulteriormente l\u2019accesso dei pazienti ai trattamenti.<br \/>\nOnde evitare che tali carenze diventino strutturali, l\u2019UE ha lanciato il\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_23_1843\"><em>Pacchetto Pharma<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em>la\u00a0<strong>pi\u00f9 ampia<\/strong>\u00a0revisione della legislazione europea sui medicinali degli ultimi vent\u2019anni.<br \/>\nIl pacchetto legislativo, composto da una direttiva e un regolamento, introduce misure che mirano a\u00a0<strong>semplificare<\/strong>\u00a0il quadro normativo,\u00a0<strong>migliorare<\/strong>\u00a0la disponibilit\u00e0 dei medicinali e\u00a0<strong>ridurre<\/strong>\u00a0l\u2019impatto ambientale dei farmaci.\u00a0I negoziati interistituzionali, avviati il 17 giugno 2025, dovrebbero concludersi entro la fine dell\u2019anno,\u00a0con adozione formale prevista nel 2026 e piena attuazione entro il 2029.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL RICORRENTE OBIETTIVO DI DIVIDERE L\u2019EUROPA<\/strong><\/h2>\n<p>Anche in campo farmaceutico, l\u2019UE deve confrontarsi con Trump che, oltre alle consuete\u00a0<strong>tattiche intimidatorie<\/strong>, adotta un\u2019autoritaria politica di \u201c<strong>divide et impera<\/strong>\u201d.<br \/>\nDopo i primi tentativi di calmierare i prezzi per decreto, la Casa Bianca ha imboccato la via dei\u00a0<strong>negoziati bilaterali<\/strong>\u00a0con le\u00a0<em>big pharma\u00a0<\/em>come Pfizer e AstraZeneca, mossa che differisce dalla tradizionale prassi con cui l\u2019UE si rapporta a questo mercato.<br \/>\n\u00c8 la logica della\u00a0<strong>disintermediazione<\/strong>: se le imprese \u201csaltano la fila\u201d e si accordano una per una con Washington, Trump impone di fatto all\u2019Europa di negoziare non pi\u00f9 come blocco unitario, ma come somma di\u00a0<strong>divergenti<\/strong>\u00a0interessi nazionali e aziendali.<br \/>\nGli accordi con l\u2019Amministrazione statunitense inaugurano un\u00a0\u201c<strong>most-favored nation pricing<\/strong>\u201dibrido, affiancato da un canale\u00a0<strong><em>direct-to-consumer<\/em><\/strong>: la piattaforma\u00a0<a href=\"https:\/\/trumprx.gov\/\"><em>TrumpRx.gov<\/em><\/a>\u00a0promette l\u2019<strong>acquisto diretto\u00a0<\/strong>dei farmaci con sconti medi fino al\u00a0<strong>50%<\/strong>\u00a0(e punte pi\u00f9 alte) su ampie categorie di prodotto. Il ragionamento \u00e8 lineare: eliminando gli intermediari, le aziende possono\u00a0<strong>tagliare il prezzo<\/strong>\u00a0al paziente senza comprimere i margini.<br \/>\nMa ogni rivoluzione ha sia vincitori che vinti: se la vendita non passa pi\u00f9 dai canali tradizionali,\u00a0le\u00a0<strong>aziende di distribuzione\u00a0<\/strong>potrebbero vedere\u00a0<strong>erosi\u00a0<\/strong>ricavi e potere contrattuale. E il presunto beneficio macro resta\u00a0<strong>modesto<\/strong>: anche ipotizzando un\u2019estensione generalizzata, i risparmi stimati per i\u00a0<strong>non assicurati<\/strong>\u00a0sono una\u00a0<strong>goccia<\/strong>\u00a0in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.grandviewresearch.com\/industry-analysis\/us-pharmaceuticals-market-report#:~:text=How%20big%20is%20the%20U.S.,the%20U.S.%20pharmaceutical%20market%20growth?\">mercato<\/a>\u00a0il cui valore, nel 2025, \u00e8 stimato a circa 670 miliardi di dollari.<br \/>\nIntanto, sui\u00a0farmaci\u00a0<strong>generici<\/strong>\u00a0pesa la leva dei dazi su\u00a0<strong>India e Cina<\/strong>, che alimenter\u00e0\u00a0<strong>rialzi<\/strong>\u00a0dei medicinali non di marca,\u00a0<strong>compensando<\/strong>\u00a0di fatto i ribassi negoziati sui<em>\u00a0branded<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019AUMENTO DI FRAGILIT\u00c0 DELLA CATENA DI APPROVIGIONAMENTO<\/strong><\/h2>\n<p>La\u00a0<strong>leva tariffaria<\/strong>\u00a0\u00e8 il secondo braccio della strategia di Trump. Certamente, i dazi sui prodotti farmaceutici rappresentano una delle forme\u00a0<strong>pi\u00f9 insidiose<\/strong>\u00a0di protezionismo, poich\u00e9 generano\u00a0<strong>costi umani ed economici<\/strong>\u00a0che superano di gran lunga i benefici commerciali.<br \/>\nLa sensibilit\u00e0 del comparto fu percepita fin dal 1995, quando\u00a0gli Stati Uniti, l\u2019Unione Europea, il Giappone, il Canada, la Svizzera, la Norvegia e Macao firmarono un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wto.org\/english\/docs_e\/legal_e\/27-trips.pdf\">accordo internazionale<\/a>\u00a0per\u00a0<strong>azzerare<\/strong>\u00a0i dazi sui farmaci, garantendo per tre decenni relazioni transatlantiche basate sulla\u00a0<strong>libera circolazione<\/strong>\u00a0dei medicinali. Oggi per\u00f2 l\u2019Amministrazione Trump ha scelto di\u00a0<strong>rompere<\/strong>\u00a0questo equilibrio, accusando l\u2019Europa di approfittare del sistema. Risultato: dazi punitivi e accordi, favorevoli, soprattutto per gli USA.<br \/>\nL\u2019accordo che\u00a0<strong>blinda al 15%<\/strong>\u00a0la tariffa sui farmaci importati dall\u2019UE negli Stati Uniti dipender\u00e0 dall\u2019esito dell\u2019indagine della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bis.doc.gov\/index.php\/other-areas\/office-of-technology-evaluation-ote\/section-232-investigations\">Sezione 232<\/a>\u00a0su farmaci e relativi componenti. Quindi una data certa non c\u2019\u00e8.\u00a0Nel frattempo, per\u00f2, la minaccia di tariffe ben pi\u00f9 alte (<strong>fino al 250%<\/strong>) si traduce in un\u00a0<strong>incentivo<\/strong>\u00a0(minaccioso) a\u00a0<strong>rilocalizzare<\/strong>\u00a0<strong>produzione<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>gettito fiscale<\/strong>\u00a0sul suolo americano. Tali manovre hanno gi\u00e0 portato frutti: l\u2019americana\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pfizer.com\/news\/press-release\/press-release-detail\/pfizer-reaches-landmark-agreement-us-government-lower-drug\">Pfizer\u00a0<\/a>ha ottenuto un\u2019<strong>esenzione triennale<\/strong>\u00a0legata a tagli significativi dei listini per i pazienti americani e a un piano di\u00a0<strong>70 miliardi<\/strong>\u00a0in ricerca e manifattura negli USA;\u00a0la britannica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.astrazeneca-us.com\/media\/press-releases\/2025\/astrazeneca-announces-historic-agreement-with-us-government-to-lower-the-cost-of-medicines-for-american-patients.html\">AstraZeneca\u00a0<\/a>ha siglato un accordo analogo con investimenti fino a\u00a0<strong>50 miliardi<\/strong>\u00a0entro il 2030. Su questa scia,\u00a0<strong>Roche<\/strong>,\u00a0<strong>Novartis<\/strong>,\u00a0<strong>Sanofi<\/strong>,\u00a0<strong>Merck<\/strong>,\u00a0<strong>Eli Lilly<\/strong>,\u00a0<strong>Johnson &amp; Johnson<\/strong>\u00a0hanno presentato ingenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dcatvci.org\/features\/big-pharma-us-manufacturing-investment\/\">piani d\u2019investimento<\/a>\u00a0sul territorio statunitense.<br \/>\nTuttavia, al di l\u00e0 delle reazioni ottenute con la forza, i dazi di Trump nel lungo periodo potrebbero ritorcersi contro i suoi stessi\u00a0<strong>cittadini<\/strong>, che rischiano di non poter disporre di farmaci nel proprio Paese.<br \/>\nSul piano dei\u00a0<strong>prezzi al paziente<\/strong>, l\u2019impatto diretto in Europa \u00e8\u00a0<strong>limitato<\/strong>: sul territorio comunitario, infatti, i tariffari sono fissati dalle competenti\u00a0<strong>Autorit\u00e0 nazionali<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>Servizi Sanitari Nazionali<\/strong>\u00a0respingono aumenti privi di giustificazione clinica. Ma il\u00a0<strong>prezzo politico ed economico<\/strong>\u00a0si paga altrove: nella\u00a0<strong>perdita di massa critica<\/strong>, nella\u00a0<strong>dipendenza<\/strong>\u00a0da scelte industriali altrui, nella logica del\u00a0<strong>negoziato bilaterale<\/strong>\u00a0che\u00a0<strong>spezza<\/strong>\u00a0la compattezza europea. Perfino il ricorso alle\u00a0<strong>tutele multilaterali<\/strong>\u00a0\u00e8 indebolito dalla paralisi dell\u2019<strong>Organo d\u2019Appello del WTO<\/strong>, bloccato da anni: una strada teoricamente percorribile, praticamente infruttuosa.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CONCLUSION<\/strong>I<\/h2>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che il confronto globale sulla farmaceutica va oltre la questione dei dazi e dei listini: riguarda il\u00a0<strong>controllo<\/strong>\u00a0stesso delle catene del valore, degli\u00a0<strong>epicentri<\/strong>\u00a0produttivi e dei\u00a0<strong>profitti<\/strong>\u00a0generati dalla ricerca. Gli Stati Uniti puntano a divenire il\u00a0<strong>fulcro dell\u2019innovazione\u00a0<\/strong>biotecnologica e farmaceutica; la Cina non \u00e8 pi\u00f9 solo un luogo di produzione a basso costo, ma di affinata innovazione e sviluppo; l\u2019Europa, dal canto suo, rischia di restare\u00a0<strong>in mezzo<\/strong>, pur disponendo di universit\u00e0 d\u2019eccellenza e competenze biotech di prim\u2019ordine.<br \/>\nAnche in questo settore, l\u2019UE ha bisogno di una\u00a0<strong>strategia coerente<\/strong>\u00a0che metta a fattor comune politica industriale, approvvigionamenti, incentivi fiscali e una cornice regolatoria\u00a0<strong>snella ed efficace<\/strong>. In ballo non c\u2019\u00e8 solo il prezzo di un medicinale, ma la\u00a0<strong>sovranit\u00e0 economica<\/strong>\u00a0su una filiera che incide sulla salute pubblica, sull\u2019occupazione e sulla leadership tecnologica europea.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/1001601\/le-insidie-dei-dazi-statiunitensi-sul-settore-farmaceutico-europeo\">https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/1001601\/le-insidie-dei-dazi-statiunitensi-sul-settore-farmaceutico-europeo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Filomena Ratto) &nbsp; Analisi \u2013\u00a0Nell\u2019epoca dei dazi, della crisi della produttivit\u00e0 industriale del Vecchio continente e della rivalit\u00e0 tra superpotenze commerciali, la salute\u00a0\u00e8 diventata uno dei pi\u00f9 agguerriti terreni di competizione internazionale. 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