{"id":9253,"date":"2013-08-02T06:04:28","date_gmt":"2013-08-02T06:04:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9253"},"modified":"2013-08-02T06:04:28","modified_gmt":"2013-08-02T06:04:28","slug":"call-center","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9253","title":{"rendered":"Call center"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/call_center.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"call_center\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9254\" height=\"199\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/call_center-300x199.jpg\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/call_center-300x199.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/call_center.jpg 505w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tC&#39;erano una volta gli stati-cuscinetto, che servivano a evitare conflitti aperti tra due potenze contendenti. La Polonia a cavallo tra le due guerre, ad esempio, doveva assorbire le tensioni tra Germania e Unione Sovietica. Oppure il Beilikato dei Dulqadiridi tra Impero ottomano e Sultanato mamelucco tra XIV e XV secolo, ci informa con la sua solita precisione Wiki [1].\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tLa globalizzazione ha poi reso i conflitti tra potenze una questione pi&ugrave; commerciale che militare. Ed &egrave; proprio sul versante commerciale che si sono venute a creare le condizioni per la nascita di nuove strutture-cuscinetto: i call center.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tCi&ograve; che il secolo scorso la Polonia aveva il compito di mitigare &egrave; passato nelle mani, o meglio nelle orecchie, degli operatori-cuscinetto che hanno il compito istituzionale di evitare che inferociti consumatori possano arrivare alla giugulare degli Amministratori Delegati pagati per incrementare i profitti di quelle multinazionali che causano problemi e disservizi.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tNella Belle Epoque della Great Globalization e ormai immersi nel corrosivo ed omologante fluido neoliberista lo scontro epico non &egrave; pi&ugrave; tra Stati (semmai gli &ldquo;Stati canaglia&rdquo; vengono invasi), e forse non &egrave; neanche pi&ugrave; tra classi (visto come tale fluido ha rimescolato le preesistenti definizioni ed appartenenze) ma tra privati. La fede riformista nell&#39;individuo ha frantumato i rapporti tra cittadini e Nazioni (la prova sta nel costante declino di affluenza alle urne), mettendo in priorit&agrave; assoluta le questioni personali e scoraggiando ogni rivendicazione di classe o sociale. La propriet&agrave; privata, base di ogni contrattazione e ragionamento nel mondo postmoderno, pretende di assicurare ad ogni individuo quel benessere e prosperit&agrave; che l&#39;ineguale sviluppo mina costantemente. Questa tensione tra ci&ograve; che viene offerto e ci&ograve; che viene mantenuto crea costanti aspettative prima e conflitti dopo tra cittadini e gruppi di potere. E come ogni tensione che si rispetti va scaricata da qualche parte, evitando accuratamente ogni possibilit&agrave; che i piani alti possano subire qualche disagio.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tI lavoratori-cuscinetto incaricati di spuntare le armi acuminate di chi &egrave; insoddisfatto del servizio da una parte, e di convincere possibili clienti della bont&agrave; della vantaggiosa offerta dall&#39;altra, sono gli operatori dei call-center. La novit&agrave; sta nel fatto che oltre ad essere i pi&ugrave; bistrattati sono anche i meno pagati: nelle circa 30 societ&agrave; che gestiscono call center in Sicilia (occupando oltre 16mila operatori telefonici sui 30mila nazionali) i contratti pi&ugrave; diffusi sono di 3 mesi e non superano i 300 euro mensili.[2] Visto come fin&igrave; la Polonia, non c&#8217;&egrave; da meravigliarsi che questo sia solo l&#8217;inizio. Sulla scia di questa pressione al ribasso si inserisce il nuovo contratto siglato da UGL e Associazione dei consulenti del lavoro, &ldquo;associazione nata pochi mesi or sono con, probabilmente, il solo scopo di stipulare un accordo al ribasso sui lavoratori a progetto unitamente a un sindacato non rappresentativo del settore &hellip;. un&rsquo;intesa che permette di sottopagare e sfruttare giovani in cerca di lavoro utilizzandoli nei call-center outbound&rdquo; afferma Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil. [3]\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tAprire delle sedi al Sud significa assumere in aree depresse, avere minori oneri contributivi utilizzando gli incentivi statali e comunitari, oppure giovandosi delle agevolazioni fiscali concesse dallo Stato in caso di assunzioni di lavoratori svantaggiati coinvolti in procedure di cassa integrazione o di mobilit&agrave;. [4]\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tLa conseguenza &egrave; che tutto finisce per drogare il settore, riuscendo ad arrivare al dumping (vendere cio&egrave; ad un prezzo finale inferiore al costo di produzione). Questa &egrave; l&#39;analisi del bando di gara da 50 milioni di euro (spalmati sui prossimi tre anni con opzione per i due successivi), &laquo;la cui base d&rsquo;asta non copre nemmeno i costi industriali&raquo; secondo Alberto Zunino de Pignier, direttore generale di Assocontact, l&rsquo;associazione delle imprese di Contact Center: &laquo;il prezzo complessivo a base d&rsquo;asta, i volumi e le durate consentono di calcolare il valore per minuto di interazione e per ora lavoro, rispettivamente circa 0,30euro\/minuto e 13,5 euro\/ora. Cifre che non coprono nemmeno il costo orario di un terzo livello del contratto delle telecomunicazioni, il livello minimo previsto per queste attivit&agrave;&raquo;.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tPrende vita cos&igrave; un meccanismo infernale che &ndash; amplificato dalla crisi che ha ridotto il budget destinato al customer care da parte delle grandi aziende &ndash; finisce per innescare un circolo vizioso che penalizza soprattutto gli ultimi della filiera: i centralinisti. Sempre pi&ugrave; malpagati . E sempre pi&ugrave; qualificati; tendenzialmente laureati, giovani, poliglotti e soprattutto meridionali. Il perfetto capro espiatorio delle attuali politiche del lavoro: con il miraggio di un posto di lavoro di prestigio si laureano sacrificando anni di vita per poi approdare a dei contratti a termine sottopagati a causa dell&#39;eccessiva concorrenza in ambienti dove l&#39;unica speranza &egrave; il rinnovo contrattuale.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tMa non &egrave; finita. La storia prosegue con il lento ma inesorabile trasferimento delle sedi dei call center verso localit&agrave; estere, economicamente pi&ugrave; convenienti; ad oggi sarebbero circa 12.000 i posti di lavoro persi. Le destinazioni sono soprattutto l&rsquo;Albania, la Romania, la Croazia, la Tunisia e l&rsquo;Argentina, dove gli aspiranti operatori vengono scelti in base alla conoscenza dell&rsquo;italiano; tali Paesi sono contraddistinti da tutele sindacali minime o inesistenti e da bassissimi salari; lo stipendio medio per un operatore in Albania sarebbe di soli 80 euro al mese.[2]\n<\/p>\n<p align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tLe cose starebbero quindi cos&igrave;: non esiste la possibilit&agrave; di investire risorse nei servizi da parte di operatori di telefonia, gestori energetici, banche, compagnie di assicurazioni e telecomunicazioni (ovvero tutte le grandi aziende del terziario che hanno un bisogno di un sistema di &ldquo;attenzione al cliente&rdquo; capillare e ventiquattro ore al giorno) se non quando lo Stato offre adeguati incentivi. Il costo di un salario &ldquo;normale&rdquo; (al netto degli incentivi statali) &egrave; impensabile per i lavoratori-cuscinetto dei call center. Questo pone delle serie domande sulla distribuzione dei redditi all&#39;interno del terziario, con i &ldquo;too big to fail&rdquo; da una parte che incassano sussidi miliardari da parte degli Stati, ed i &ldquo;too small to care&rdquo; che si vedono sottrarre progressivamente quel poco che avevano ottenuto, e che nessuno Stato vuole adeguatamente tutelare. Siamo passati cos&igrave; dai &ldquo;troppo grossi per fallire&rdquo; ai &ldquo;troppo piccoli per interessarsene&rdquo;, dove la dimensione &egrave; evidentemente determinata dai soldi incassati e dall&#39;interesse che suscita nei piani alti.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tL&#39;alternativa alla progressiva riduzione dei costi di gestione (riduzione che sfiora il dumping) dei servizi offerti agli utenti da parte delle succitate compagnie &egrave; la delocalizzazione. Un&#39;alternativa neoliberista ad un problema innescato da politiche neoliberiste, in perfetta circolarit&agrave; argomentativa.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tEcco cosa significa in pratica la libera circolazione di capitali e merci: si tratta di mettere generazioni che per decenni hanno lottato e ottenuto risultati contro generazioni che si sono appena affacciate nel mondo delle lotte sindacali, il tutto per garantire il massimo profitto per le elites che gestiscono gli investimenti e lasciare lentamente affondare i popoli nelle sabbie mobili della conflittualit&agrave; inter pares.\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<span style=\"line-height: 1.6em;\">[1] <\/span><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stato_cuscinetto\" style=\"line-height: 1.6em;\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stato_cuscinetto<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t[2]<a href=\"http:\/\/www.concettaraia.com\/dettagli_articolo.asp?id=315\">http:\/\/www.concettaraia.com\/dettagli_articolo.asp?id=315<\/a> [3]<a href=\"http:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/tlc\/22636_azzola-slc-cgil-call-center-accordo-assocal-ugl-una-bomba.htm\">http:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/tlc\/22636_azzola-slc-cgil-call-center-accordo-assocal-ugl-una-bomba.htm<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t[4]<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/12_maggio_10\/savelli-gare-massimo-ribasso-call-center-enel_ce6d51e2-9a2b-11e1-85ab-3c2c8bfb44fd.shtml\">http:\/\/www.corriere.it\/economia\/12_maggio_10\/savelli-gare-massimo-ribasso-call-center-<\/a><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/12_maggio_10\/savelli-gare-massimo-ribasso-call-center-enel_ce6d51e2-9a2b-11e1-85ab-3c2c8bfb44fd.shtml\">enel_ce6d51e2-9a2b-11e1-85ab-3c2c8bfb44fd.shtml<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#39;erano una volta gli stati-cuscinetto, che servivano a evitare conflitti aperti tra due potenze contendenti. 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