{"id":92532,"date":"2025-11-06T10:30:50","date_gmt":"2025-11-06T09:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92532"},"modified":"2025-11-05T09:40:18","modified_gmt":"2025-11-05T08:40:18","slug":"da-marx-a-musk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92532","title":{"rendered":"Da Marx a Musk"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>di<\/strong>\u00a0<strong>LA FIONDA<\/strong> (<strong>Giuseppe Libutti<\/strong>)<\/p>\n<h4>Elogio del mecenatismo nell\u2019era del capitale assoluto<\/h4>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: left;\">\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/888CC531-7C42-4212-903C-9425D3963654.png\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/888CC531-7C42-4212-903C-9425D3963654.png\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: left;\">\n<p>Nel cuore di Roma antica, un assegno milionario basta a riscrivere il rapporto tra pubblico e privato: la sinistra, orfana del conflitto, celebra la benevolenza del potere mentre abdica al suo ruolo storico.<\/p>\n<p>Una volta c\u2019era una sinistra che denunciava le disuguaglianze come prodotto di un sistema economico ingiusto. Oggi quella stessa sinistra si commuove davanti alle donazioni simboliche dei miliardari.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo esempio \u00e8 arrivato con la Musk Foundation, che ha stanziato un milione di dollari per la tutela dei siti della Roma antica: una cifra modesta per un patrimonio personale smisurato, ma sufficiente a scatenare una serie di commenti celebrativi che confermano quanto la retorica filantropica abbia ormai pervaso anche gli spazi del pensiero critico.<\/p>\n<p>Come da copione, Il Sole 24 Ore ha esaltato l\u2019iniziativa parlando di \u201ccollaborazione virtuosa\u201d tra pubblico e privato, di \u201cinnovazione tecnologica\u201d applicata alla cultura e di \u201cvalorizzazione\u201d della storia di Roma. Parole d\u2019ordine che appartengono a un lessico ben rodato, utilizzato da anni per rendere accettabile l\u2019intervento del capitale in ambiti che dovrebbero restare nella sfera pubblica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che manca, in tutto questo entusiasmo, \u00e8 una riflessione seria sul fatto che un patrimonio storico millenario debba oggi dipendere dalla generosit\u00e0 arbitraria di un imprenditore americano, e non da un investimento pubblico strutturale, garantito e trasparente.<\/p>\n<p>Il silenzio \u00e8 ancora pi\u00f9 assordante se si pensa che Elon Musk, fino a ieri, veniva additato da molti ambienti progressisti come simbolo di un capitalismo aggressivo, tecnocratico, autoritario: l\u2019uomo delle uscite ambigue sull\u2019estrema destra, dei licenziamenti di massa, della \u201clibert\u00e0\u201d intesa come totale deregolamentazione.<\/p>\n<p>Eppure, di fronte a un assegno a sei zeri, anche le critiche pi\u00f9 dure sembrano dissolversi. Il \u201cnemico di classe\u201d si trasforma in benefattore, e la riconoscenza prende il posto del dissenso.<\/p>\n<p>Ma la filantropia non \u00e8 mai un gesto neutro. Non \u00e8 restituzione, ma esercizio di potere. Chi dona sceglie dove intervenire, cosa finanziare, quali priorit\u00e0 imporre all\u2019agenda pubblica. E cos\u00ec, mentre lo Stato arretra, il capitale occupa spazi crescenti, non solo nella gestione dei beni culturali ma nella definizione stessa di ci\u00f2 che \u00e8 rilevante per la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa logica non si limita alle donazioni. Sempre pi\u00f9 spesso le imprese si presentano come soggetti sociali attivi, capaci di \u201cprendersi cura\u201d della comunit\u00e0. Lo fanno attraverso fondazioni, programmi di responsabilit\u00e0 sociale, campagne ambientali, ma anche \u2014 e sempre pi\u00f9 \u2014 attraverso il coinvolgimento diretto dei dipendenti in attivit\u00e0 di volontariato aziendale, raccolte fondi, iniziative benefiche.<\/p>\n<p>Il tutto spesso gestito tramite piattaforme dedicate, fornite da intermediari che trasformano la solidariet\u00e0 in servizio e la cittadinanza in prestazione.<\/p>\n<p>In parallelo, il cosiddetto welfare aziendale si \u00e8 evoluto in un vero e proprio sistema parallelo, che spazia dalla sanit\u00e0 integrativa alle agevolazioni fiscali, dai buoni spesa alle convenzioni per l\u2019istruzione o il tempo libero. Ma dietro questa apparente generosit\u00e0 si nasconde una dinamica molto pi\u00f9 profonda: invece di aumentare i salari e riconoscere una retribuzione piena, le imprese costruiscono un sistema di benefici vincolati che rafforza la dipendenza del lavoratore dall\u2019azienda e consolida il suo ruolo di soggetto \u201cgrato\u201d e fidelizzato.<\/p>\n<p>Le iniziative di welfare aziendale, presentate come forme di attenzione verso i bisogni delle persone, finiscono cos\u00ec per rafforzare ulteriormente il potere dell\u2019impresa. Non si tratta di redistribuzione, ma di una gestione controllata delle risorse, che modella comportamenti, orienta scelte, crea identit\u00e0. Il dipendente non \u00e8 pi\u00f9 solo un lavoratore, ma diventa anche volontario, testimonial, ambasciatore del \u201cbene\u201d promosso dall\u2019azienda.<\/p>\n<p>Il welfare smette di essere un diritto per diventare una leva di consenso.<\/p>\n<p>Questo processo contribuisce a una trasformazione culturale profonda, in cui si normalizza l\u2019idea che la salute, l\u2019istruzione, la cultura \u2014 ci\u00f2 che dovrebbe essere garantito dallo Stato \u2014 possano essere affidati ai privati. Si svuota la politica del suo ruolo, si deresponsabilizza il pubblico, si costruisce una cittadinanza fondata sulla riconoscenza anzich\u00e9 sulla rivendicazione di diritti.<\/p>\n<p>Il linguaggio cambia: si parla di \u201ccollaborazione\u201d, \u201csussidiariet\u00e0\u201d, \u201cimpegno sociale\u201d, mentre nella sostanza si assiste alla lenta dismissione dello Stato e alla colonizzazione del bene pubblico da parte di soggetti privati.<\/p>\n<p>Il caso Musk \u00e8 solo uno dei tanti segnali di questa tendenza. Una societ\u00e0 che affida la tutela del proprio patrimonio culturale ai miliardari, che sostituisce i diritti con i favori e la giustizia sociale con la beneficenza, \u00e8 una societ\u00e0 che ha gi\u00e0 interiorizzato una sconfitta.<\/p>\n<p>Una sconfitta politica, ma anche culturale: la rinuncia a immaginare un\u2019idea diversa di collettivit\u00e0, fondata su responsabilit\u00e0 condivise e scelte democratiche.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 continueremo a celebrare come \u201cvirtuose\u201d le briciole concesse da chi ha costruito la propria ricchezza dentro un sistema che produce esclusione, resteremo intrappolati nella logica che ha generato quella stessa disuguaglianza.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 la generosit\u00e0. \u00c8 il potere.<\/p>\n<p>E il potere, se non viene messo sotto controllo pubblico, non si limita a donare: occupa, trasforma, impone.<\/p>\n<p>Non si riceve. Si conquista. E si regola. Democraticamente.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/03\/da-marx-a-musk\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/03\/da-marx-a-musk\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0LA FIONDA (Giuseppe Libutti) Elogio del mecenatismo nell\u2019era del capitale assoluto Nel cuore di Roma antica, un assegno milionario basta a riscrivere il rapporto tra pubblico e privato: la sinistra, orfana del conflitto, celebra la benevolenza del potere mentre abdica al suo ruolo storico. Una volta c\u2019era una sinistra che denunciava le disuguaglianze come prodotto di un sistema economico ingiusto. Oggi quella stessa sinistra si commuove davanti alle donazioni simboliche dei miliardari. 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