{"id":92575,"date":"2025-11-07T09:00:36","date_gmt":"2025-11-07T08:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92575"},"modified":"2025-11-06T13:30:06","modified_gmt":"2025-11-06T12:30:06","slug":"from-russia-with-love","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92575","title":{"rendered":"From Russia, with love"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Angelo D&#8217;Orsi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-header\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-12 text-left mb-1 mt-1\">\n<div class=\"flame\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-media post-featured-image\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-92577\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/720x410c50-3-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/720x410c50-3-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/720x410c50-3.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Quante volte, nei dibattiti in tv o a distanza sui giornali, specie nell\u2019ultimo biennio, mi sono sentito lanciare addosso una sorta di anatema dai miei interlocutori: \u201cVada in Russia, professore!\u201d o nella forma interrogativa, altrettanto provocatoria: \u201cperch\u00e9 non se ne va in Russia, visto che ama tanto Putin\u2026?\u201d\u201d. Sicch\u00e9, ho deciso di dar retta a codesti detrattori (i quali partono da un duplice presupposto: che la Russia \u00e8 il regno della barbarie, e che se tu ne apprezzi alcuni aspetti vuol dire che appartieni a quella medesima trib\u00f9 di barbari); sicch\u00e9 sono partito per le \u201clontane Russie\u201d, come si usava dire in passato. Il viaggio non \u00e8 stato agevole, in quanto le scellerate sanzioni hanno reso complicato e lungo ogni possibile tragitto verso Mosca o San Pietroburgo con cambi e attese negli aeroporti dove le compagnie aeree che conservano rotte con la Russia fanno scalo: Belgrado Baku Istanbul\u2026 Questo \u00e8 stato il primo dato rilevante che il cittadino europeo diretto in Russia non pu\u00f2 non osservare, pagandone le conseguenze in termini di tempo, costi e disagi. Il secondo \u00e8 il blocco del sistema Nexi, su cui si appoggiano tutte le nostre carte di credito. Il che costringe a munirsi di contanti, dollaro o euro, che poi si dovranno cambiare una volta giunti alla meta. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>L\u2019occasione del viaggio \u00e8 stato un invito, giunto come il cacio sui maccheroni, da parte di RT, ossia Russia Today, la rete televisiva che ha sedi e corrispondenti in innumerevoli Paesi, e svolge da vent\u2019anni un encomiabile lavoro di informazione, attraverso news, talks e documentari: un materiale che noi cittadini dell\u2019Unione Europea non possiamo vedere, in quanto oggetto di sanzioni. La democraticissima Europa bolla come \u201cpropaganda\u201d ogni fonte informativa non allineata a quanto i duci e ducetti di Bruxelles decidono. Sicch\u00e9 i russi possono liberamente seguire tutte le reti europee americane e di ogni nazione del mondo, ma i cittadini europei evidentemente considerati come altrettanti incapaci di intendere e di volere, devono accontentarsi dei media padronali che spacciano \u201cverit\u00e0 di Stato\u201d alla quale \u00e8 impossibile sottrarsi a meno che si sia disposti a essere etichettati come \u201cputiniani\u201d, \u201cfiloterroristi\u201d, \u201cantisemiti\u201d, la grande triade accusatoria che si aggira quotidianamente sulle nostre teste.<\/p>\n<p>RT \u00e8 un gruppo diretto e gestito quasi interamente da donne, va sottolineato, da Margarita Simonyan a capo della Rete, a Ekaterina Yakovleva, direttrice di RT.doc, a tutte le altre (e gli altri, gli uomini non mancano!) che animano la Rete, in un clima interno di vera amicizia. RT ha organizzato in modo impeccabile la celebrazione, al Teatro Bolshoi, un luogo mitico e direi mistico, nel quale ho messo piede con qualche timore, e con rispetto sacrale. I controlli di sicurezza agli ingressi erano stretti (ogni invitato peraltro aveva un suo badge con nome e fotografia appeso al collo), ma all\u2019interno si percepiva una grande gioiosit\u00e0, un tratto che del resto ho potuto constatare come proprio del popolo russo, quasi \u201cmeridionale\u201d (lo dico da uomo del Sud), per la sua espansivit\u00e0, per la cordialit\u00e0 che viene riversata sullo straniero, e appunto per la sua <em>joie de vivre<\/em>.\u00a0 E in quel clima tra un aperitivo e l\u2019altro, con una offerta eccezionale di cibi e bevande, Vladimir Putin \u00e8 giunto tranquillamente, non circondato da body gards, e ha preso la parola, tenendo un discorso di alto profilo, nel quale ha collegato la lotta per la libert\u00e0 di informazione di cui RT \u00e8 un mezzo potente, alla lotta per l\u2019emancipazione dei popoli, e quindi alla \u201coperazione militare speciale\u201d e ai tentativi dell\u2019Occidente di nascondere o ribaltare la verit\u00e0 dei fatti. Dittatore, autocrate, \u201cnuovo zar\u201d? Io ho visto l\u2019intero teatro (2500 presenti) levarsi in piedi a tributare un applauso corale al \u201cPresidente\u201d, come viene chiamato.<\/p>\n<p>Alla fine c\u2019\u00e8 il momento delle foto, e quando tocca al sottoscritto, con la piccolissima delegazione italiana, mi viene presentato un combattente del Donbass, in uniforme. Quando sente che siamo italiani mi chiede: \u201cComunisti?\u201d. E alla risposta affermativa mi stringe per la seconda volta la mano, con rinnovato vigore\u2026<\/p>\n<p>Eppure, non soltanto al Bolshoi, ma in citt\u00e0 \u2013 sono nella capitale, ma mi sposter\u00f2 poi a San Pietroburgo \u2013 la guerra non si vede n\u00e9 si sente. Queste due metropoli sono brulicanti di vita, di automobili, di bus azzurri (il colore dei mezzi pubblici), di famiglie, di giovinezza, e di turisti, mentre le 12 linee della metropolitana, sfornano a getto continuo, fino all\u2019una di notte, passeggeri che pur nella fretta sembrano non voler rinunciare ad accarezzare con lo sguardo arredi e decori, statue e mosaici delle fermate della Metro, con le stazioni forse pi\u00f9 belle del mondo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ogni tanto qualche drone, le cui conseguenze sono soprattutto a livello di interferenze sugli smartphone. Le code alle pompe di benzina di cui sentiamo parlare da mesi, mai viste. Del ferreo dispositivo di controllo poliziesco denunciato quotidianamente dai nostri \u201cesperti\u201d, non mi sono mai accorto, e anzi i controlli alla frontiera, nei due aeroporti principali, sono assai pi\u00f9 rapidi e snelli di quelli in Italia per chi provenga da paesi extra UE. Le strade del centro in ambedue le citt\u00e0 sono affollate, i negozi offrono merci d\u2019ogni genere, e i prezzi sia pure in crescita, sono tuttavia contenuti rispetto ai nostri, anche nella ristorazione o nei trasporti. Ma sono in crescita anche i salari, e il consenso al \u201cdittatore\u201d Putin \u00e8 ormai vicino al 90%. Quanto alle sanzioni a dispetto delle previsioni dei superesperti europei, non hanno sortito alcun effetto: anzi, le riserve auree sono aumentate del 40%, la Russia \u00e8 oggi il principale produttore mondiale ed esportatore di grano, i flussi di gas vanno verso Oriente invece che Occidente, avendo noi con straordinaria lungimiranza, deciso di obbedire a Biden e poi Trump e ci stiamo svenando acquistando gas degli Usa (il GNL) che costa il quadruplo di quello russo ed \u00e8 di peggiore qualit\u00e0, oltre a comportare il problema (compresi i rischi) della rigassificazione una volta attraversato l\u2019Atlantico.<\/p>\n<p>Certo, mi racconta Anna, una guida turistica che mi accompagna nella visita di Mosca, gli italiani sono scomparsi date le difficolt\u00e0 di arrivare, e quelle di pagare (essendo inutilizzabili le nostre carte di credito e di debito, ma i russi usano un loro circuito e non ne soffrono); e invece dei nostri connazionali il turismo ha come protagonisti indiani cinesi turchi caucasici eccetera. Non si vedono pi\u00f9 circolare auto europee, prontamente sostituite dalla produzione cinese. Mi dicono che ormai il 50% dei veicoli sono cinesi, importati o prodotti direttamente in Russia. Oh, come sono lontani i tempi di Togliattigrad!<\/p>\n<p>Mi altres\u00ec ha colpito il numero relativamente elevato di Tesla in circolazione (del resto alla festa al Bolshoi mi hanno additato fra i presenti il pap\u00e0 di Elon Musk!). Come mi ha colpito la presenza di tutti i grandi brand della moda europei e italiani in specie: Armani, Boggi, Luisa Spagnoli, Calzedonia, Stefano Ricci, Bottega Veneta, e via seguitando. Nel mio hotel (dove tutta la biancheria \u00e8 etichettata Frette), c\u2019\u00e8 un meeting di imprenditori europei, con alcuni italiani: mi avvicino e provo a chiacchierare. Non preciso il settore, perch\u00e9 i miei interlocutori non vogliono essere sanzionati, ma mi spiegano che loro e pressocch\u00e9 tutti i colleghi imprenditori hanno messo a punto sistemi vari che consentono di sfuggire ai controlli sanzionatori, e continuare a fare affari in Russia. Uno di loro, sbotta: \u201cMa secondo lei io devo smettere di vendere ai russi perch\u00e9 lo dice la von der Leyen?! E la libert\u00e0 di cui ciancia Draghi non \u00e8 innanzi tutto quella di commerciare? Per sopravvivere, per far girare l\u2019economia, e quindi far bene al nostro Paese!\u2026 Se io non vendo smetto di produrre, e licenzio i miei operai e impiegati. \u00c8 questo che vogliono?!\u201d. Si infervora e gli scappa qualche bestemmia. E mi saluta con un definitivo: \u201cQuesti sono pazzi o cretini, creda a me!\u201d.<\/p>\n<p>Alcune aziende hanno seguito un\u2019astuta strategia che potrei definire \u201cdi distrazione\u201d cambiando le denominazioni ma continuando a vendere i prodotti di prima. Altre hanno delocalizzato o i luoghi di produzione o di vendita. Mi colpisce il caso di Finn Flare, azienda finlandese che produce abiti che hanno un notevole smercio nella Federazione (pi\u00f9 che in patria), e che prosegue tranquillamente nei suoi commerci, mentre il Paese d\u2019origine, la Finlandia, chiude, anzi prova a sigillare i confini con la Russia! In questo caso l\u2019astuzia \u00e8 consistita nel mettere una signora di nazionalit\u00e0 russa alla presidenza dell\u2019azienda finlandese\u2026<\/p>\n<p>Comunque Apple troneggia nelle lussuose vetrine con il suo Iphone 17, e gli fa eco Samsung: sono probabilmente in franchising ma ci\u00f2 non toglie che i russi possano acquistare tranquillamente quegli apparecchi telefonici. E si palesano le prime code, davanti ai negozi in vista delle feste natalizie. Cos\u00ec come Burger King, che \u00e8 rimasto come prima delle sanzioni, ha le file di ragazzi e ragazze: accidenti, ma sono proprio come noi questi russi! E lo stesso vale per l\u2019ex McDonald, acquistato, o semi-requisito, dai russi, e ora si chiama <em>Vkusno i Tochka<\/em> (\u201cDelizioso e basta!\u201d) e Starbuck \u00e8 diventato Stars Coffee.\u00a0 E via seguitando.<\/p>\n<p>Alcuni i prodotti sono divenuti difficili da reperire, come gioielli in oro di produzione occidentale; ma appunto l\u2019oro non manca in Russia, anzi sovrabbonda, sicch\u00e9 invece di importare si \u00e8 verificato un incremento della produzione autoctona e mi dicono che sta entrando in campo una generazione di giovani orafi, e in generale di artigiani di vari settori, che in questa situazione di forzosa semi-autarchia si prestano con un orgoglio per nulla celato ad aiutare con la patria, se stessi e le proprie famiglie, o a formarsene; perch\u00e9 in Russia \u201cdi Putin\u201d la famiglia \u00e8 oggetto di una sorta di culto, mentre anche nei nati negli anni 90 o 2000, la religione \u00e8 guardata con rispetto anche da parte di chi si dichiara ateo o agnostico e non praticante.<\/p>\n<p>Aggiungo che i locali sono traboccanti di giovani che suonano cantano ballano e bevono, naturalmente, e cantano anche pezzi irriverenti verso il potere. Ho avuto la possibilit\u00e0 di incontrare qualcuno di loro \u2013 tutti parlano inglese in Russia, e molti quando sentono la nostra favella si avvicinano e manifestano la loro amicizia, con una cordialit\u00e0 che ti sorprende. \u201cNon siamo vostri nemici e sappiamo che neppure voi lo siete\u2026\u201d, \u00e8 il loro mantra. Del resto i segni dell\u2019italianit\u00e0 traboccano in Russia. La stupenda San Pietroburgo \u00e8 citt\u00e0 tutta italiana, costruita da architetti italiani. E i ristoranti e i caff\u00e8 con le insegne italiane, si sprecano\u2026 No, non riescono proprio a coltivare rancore verso di noi, a differenza che verso altre nazioni europee. Eppure noi italiani ai russi gliene abbiamo fatti di torti e la russofobia (di cui ho scritto pi\u00f9 volte) non smette di colpire, a livello di ceto politico e soprattutto intellettuale, giornalisti in prima fila, se possiamo considerarli \u201cintellettuali\u201d&#8230;<\/p>\n<p>A San Pietroburgo, l\u2019antica splendida capitale, vado in treno: una specie di Frecciarossa, che costa un quarto, e che viaggia alla stessa velocit\u00e0, in un silenzio assoluto. C\u2019\u00e8 il vagone ristorante, ma puoi ordinare il pranzo o uno spuntino o un semplice caff\u00e8, usando il tuo cellulare col quale paghi anche l\u2019ordinazione che giunge in pochi minuti. Il viaggio lo compio in compagnia di una simpatica coppia mista italo-russa, che mi racconta le mille \u201cnuove professioni\u201d che si sono inventati i giovani dopo le sanzioni. Grazie a queste conoscenze riesco a intervistare qualche anziano che ricorda i tempi di Gorbacev, quelli di Elc\u2019in, e ha memoria anche dell\u2019Urss, non senza rimpianto. Una coppia proveniente dal Caucaso, ospite in citt\u00e0 dei figli, racconta che non possono che essere adoratori di Putin; \u201cprima, con Elc\u2019in, i nostri salari venivano pagati in conserve alimentari e scatole di biscotti\u201d. \u201cOra\u201d, continuano, \u201csono pi\u00f9 che dignitosi e i nostri figli possono di nuovo frequentare l\u2019universit\u00e0, gratis, e trovare lavoro \u00e8 facile. E Putin mica \u00e8 un bolscevico!\u201d; \u201cforse un po\u2019 staliniano, s\u00ec\u2026\u201d, aggiungono ridendo.<\/p>\n<p>Le\u00a0 icone di Stalin del resto sono persino pi\u00f9 presenti di quelle di Lenin, e si avverte il grande sforzo di Putin di recuperare l\u2019intera storia russa, dagli zar ai bolscevichi, dallo stalinismo al putinismo\u2026, per ridare alla comunit\u00e0 nazionale l\u2019orgoglio di una storia che con i suoi errori e i suoi orrori, \u00e8 una grande storia, che noi occidentali faremmo bene almeno a rispettare, nello sforzo di comprendere questo popolo multietnico che ha sacrificato 27 milioni di persone, nella \u201cGrande Guerra Patriottica\u201d: a tal proposito, raccomando una visita allo straordinario museo che, a Mosca, fornisce una documentazione ricca quanto efficace di quel conflitto, delle sofferenze, degli eroismi, di quel popolo. Ci vado con i miei nuovi giovani amici russi, e la guardia addetta alle sale, sorridendo, per incoraggiarci, dice: \u201cVkhodite, tovarishchi!\u201d (Entrate, compagni!). Sar\u00e0 pure un espediente commerciale, ma sorrido e entro contento.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-angelo_dorsi__from_russia_with_love\/39602_63351\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-angelo_dorsi__from_russia_with_love\/39602_63351\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Angelo D&#8217;Orsi) Quante volte, nei dibattiti in tv o a distanza sui giornali, specie nell\u2019ultimo biennio, mi sono sentito lanciare addosso una sorta di anatema dai miei interlocutori: \u201cVada in Russia, professore!\u201d o nella forma interrogativa, altrettanto provocatoria: \u201cperch\u00e9 non se ne va in Russia, visto che ama tanto Putin\u2026?\u201d\u201d. Sicch\u00e9, ho deciso di dar retta a codesti detrattori (i quali partono da un duplice presupposto: che la Russia \u00e8 il regno della&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":91597,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Lantidiplomatico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-o59","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92575"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92575"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92578,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92575\/revisions\/92578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}