{"id":92610,"date":"2025-11-11T08:57:44","date_gmt":"2025-11-11T07:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92610"},"modified":"2025-11-10T15:00:58","modified_gmt":"2025-11-10T14:00:58","slug":"shock-economy-a-gaza-le-imprese-italiane-in-fila-per-la-ricostruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92610","title":{"rendered":"Shock economy a Gaza: le imprese italiane in fila per la ricostruzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Giorgia Audiello)<\/strong><\/p>\n<div id=\"tdi_63\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"vc_row tdi_64  wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_66  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_69 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_69\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p>Nonostante il cessate il fuoco, proseguono le stragi di palestinesi da parte dell\u2019esercito israeliano a Gaza, ma questo non ha impedito alle grandi imprese di tutto il mondo \u2013 comprese quelle italiane \u2013 di cominciare a guardare con interesse alla <strong>fase della ricostruzione<\/strong> fiutando la possibilit\u00e0 di fare <strong>affari d\u2019oro grazie ai finanziamenti internazionali<\/strong>. \u00c8 quella che in senso lato si pu\u00f2 definire shock economy, la tendenza ad approfittare di crisi di qualsiasi tipo per mettere in atto azioni di speculazione economico-finanziaria che vanno soprattutto a beneficio di una \u00e9lite economica. Tra le principali imprese italiane, quelle che punterebbero a partecipare al business della ricostruzione compaiono <strong>Webuild, Ansaldo Energia, Saipem e Maire<\/strong>. Secondo la rivista Fortune Italia, \u00abLe aziende europee avranno una corsia privilegiata nelle gare per la ricostruzione\u00bb.<\/p>\n<p>La Banca Mondiale ha stimato in oltre <strong>80 miliardi di dollari<\/strong> la cifra per smaltire le macerie e ricostruire Gaza e, insieme alle Nazioni Unite, ha gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/documents1.worldbank.org\/curated\/en\/099092725150520339\/pdf\/P507260-7fc64197-36fa-495e-a807-506b61cb833b.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pubblicato<\/a> diversi <strong>bandi per finanziare la ristrutturazione<\/strong> del territorio martoriato dalla guerra, tra cui il \u201c<em>Procurement Plan 2025-2027<\/em>\u201d con sovvenzioni iniziali per il progetto di riedificazione. L\u2019Organizzazione mondiale per la sanit\u00e0 (OMS), invece, ha <a href=\"https:\/\/documents1.worldbank.org\/curated\/en\/099070825104533310\/pdf\/P508917-aa7a8361-52a5-4813-a809-f401ab696aaf.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">indetto<\/a> un <strong>bando per apparecchiature mediche<\/strong> destinate agli ospedali palestinesi, la maggior parte dei quali sono interamente da ricostruire. La Banca Mondiale ha conferito a Gaza lo <em>status<\/em> di \u201c<em>special conflict-affected<\/em>\u201c, facilitando cos\u00ec l\u2019accesso delle aziende ai bandi.\u00a0Degli ottanta miliardi almeno venti andranno spesi nei primi tre anni e questo ha gi\u00e0 attirato l\u2019attenzione di grandi gruppi industriali, tra cui quelli europei e italiani.<\/p>\n<p>La ricostruzione di Gaza si preannuncia come un compito estremamente difficile: il livello di distruzione, infatti, richiede la rimozione di ben <strong>61 milioni di tonnellate di rovine<\/strong>. Almeno 436.000 abitazioni sono state distrutte o parzialmente danneggiate, secondo le stime di sei mesi fa contenute nel rapporto redatto dall\u2019Ufficio per gli Affari Umanitari dell\u2019Onu. Tra le rovine ci sono poi parti in amianto, metalli pesanti e ordigni inesplosi\u00a0che necessitano di un \u00abtrattamento speciale\u00bb, senza considerare il fatto che le macerie \u201crestituiranno\u201d almeno diecimila cadaveri. Secondo le Nazioni Unite per ristrutturare l\u2019enclave potrebbero volerci circa vent\u2019anni.<\/p>\n<p>In questo quadro, gli ottanta miliardi di dollari stimati per ristrutturare Gaza serviranno per realizzare tre livelli di intervento tra loro interdipendenti: messa in sicurezza e <strong>rimozione delle macerie<\/strong>; <strong>ripristino funzionale delle reti vitali <\/strong>(acqua, elettricit\u00e0, sanit\u00e0, viabilit\u00e0 primaria); <strong>ricostruzione del tessuto residenziale, scolastico e produttivo<\/strong>. Senza il primo livello, non \u00e8 possibile avviare gli altri due e senza il secondo, il terzo non \u00e8 sostenibile nel tempo. A tal fine, si prevede che la cifra complessiva sar\u00e0 stanziata in fasi e strumenti diversi: la prima fase prevede le donazioni per stabilizzazione, macerie e servizi essenziali, la seconda richiede un\u2019unione tra donatori, banche multilaterali e garanzie per lavori su reti idriche, elettriche e trasporti. La terza fase infine apre a partenariati pubblico-privato (PPP) riguardanti edilizia sociale, energia distribuita e gestione dei rifiuti. Ed \u00e8 qui che subentra l\u2019interesse delle grandi imprese e che si svolgeranno le <strong>partite per i grandi appalti<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le imprese potenzialmente coinvolte nella ricostruzione figurano grandi gruppi internazionali, tra cui anche diverse imprese italiane: oltre alle gi\u00e0 citate WeBuild, Ansaldo Energia, Saipem e Maire compaiono anche <strong>Cementir, Gavio e ENI<\/strong>. Il grosso degli appalti potrebbe andare a WeBuild con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti, mentre Gavio si occuperebbe delle infrastrutture stradali. Si fanno anche i nomi di Italferr per le ferrovie e Anas per l\u2019asfalto. Ma la protagonista principale, secondo Piazza Affari, sar\u00e0 <strong>Cementir dei Caltagirone<\/strong> grazie alla sua importante capacit\u00e0 produttiva in Turchia. Secondo Banca Akros, Cementir \u00abpotrebbe beneficiare della fine dei conflitti in Ucraina, Siria e nella Striscia di Gaza\u00bb grazie alla forte presenza in Turchia che la colloca nella posizione ideale per servire i cantieri dell\u2019area. Dopo l\u2019annuncio del presidente statunitense Trump sull\u2019accordo per Gaza e la ricostruzione, le azioni Cementir <a href=\"https:\/\/www.orafinanza.it\/it\/cementir-possibile-beneficiario-della-ricostruzione-a-gaza-secondo-analisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">hanno guadagnato<\/a> il 16%, mentre da inizio anno la crescita arriva al 52%. Sono salite del 2% anche le altre due possibili beneficiarie della ricostruzione a Gaza:\u00a0Buzzi\u00a0e WeBuild. In questo panorama, anche la Commissione europea ha valutato un <strong>investimento<\/strong>\u00a0<strong>triennale fino a 1,6 miliardi di euro (2025-2027)<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo aver contribuito alla distruzione di Gaza mediante il totale silenzio sulla condotta di Israele o addirittura inviando armi, ora i governi di buona parte del mondo cercano il loro spazio privilegiato negli affari della ricostruzione della Striscia con promesse allettanti per i grandi colossi industriali. Non c\u2019\u00e8 per\u00f2 solo l\u2019aspetto economico, ma anche quello geopolitico: finanziare la ricostruzione di Gaza significa <strong>esercitare influenza sul territorio<\/strong>, rafforzando la propria <strong>presenza strategia nell\u2019area del Mediterraneo<\/strong>. Profitti per le imprese secondo la dottrina della shock economy e geo-strategia per i governi appaiono le chiavi di volta che guidano le azioni degli attori internazionali nella ricostruzione di Gaza. Nel frattempo, il cessate il fuoco appare sempre pi\u00f9 fragile e la popolazione civile \u00e8 ancora sotto il fuoco dell\u2019esercito israeliano che, a quanto pare, non ha ancora terminato la missione della distruzione dell\u2019enclave palestinese.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/11\/10\/shock-economy-a-gaza-le-imprese-italiane-in-fila-per-la-ricostruzione\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/11\/10\/shock-economy-a-gaza-le-imprese-italiane-in-fila-per-la-ricostruzione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Giorgia Audiello) Nonostante il cessate il fuoco, proseguono le stragi di palestinesi da parte dell\u2019esercito israeliano a Gaza, ma questo non ha impedito alle grandi imprese di tutto il mondo \u2013 comprese quelle italiane \u2013 di cominciare a guardare con interesse alla fase della ricostruzione fiutando la possibilit\u00e0 di fare affari d\u2019oro grazie ai finanziamenti internazionali. \u00c8 quella che in senso lato si pu\u00f2 definire shock economy, la tendenza ad approfittare di crisi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":84764,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/LIndipendente.online.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-o5I","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92610"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92610"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92612,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92610\/revisions\/92612"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}