{"id":92620,"date":"2025-11-11T10:35:12","date_gmt":"2025-11-11T09:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92620"},"modified":"2025-11-11T10:36:25","modified_gmt":"2025-11-11T09:36:25","slug":"il-punto-sulle-minacce-alla-sicurezza-di-taiwan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92620","title":{"rendered":"Il punto sulle minacce alla sicurezza di Taiwan"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Giorgio Battisti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-92621\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G24KBKTaoAAONuf-300x184.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G24KBKTaoAAONuf-300x184.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G24KBKTaoAAONuf-768x472.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G24KBKTaoAAONuf.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>da Taipei,<\/strong><\/p>\n<p>NB:\u00a0 Il presente articolo, per continuit\u00e0 di descrizione, \u00e8 il seguito di quello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/03\/taiwan-con-la-guerra-allorizzonte\/?swcfpc=1&amp;_gl=1*w975cb*_up*MQ..*map__ga*MjAwMDA3MDcyMC4xNzYyMDI0MzY2*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NjIwNzc4OTYkbzIkZzEkdDE3NjIwNzc5MTgkajM4JGwwJGgw\">pubblicato da Anailsi Difesa il 7 marzo 2023: \u201cTaiwan: con la guerra all\u2019orizzonte\u201d.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u201cTaiwan fa parte del sacro territorio della Repubblica Popolare di Cina. \u00c8 sacro dovere di tutto il popolo cinese, compresi i nostri connazionali a Taiwan, realizzare la grande riunificazione della madrepatria\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(<\/em><em>Constitution of the People\u2019s\u2002Republic of China \u2013 Preamble, November 20, 2019).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><u>Taiwan nel corso della storia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nel corso della storia nessun gruppo etnico (aborigeno, cinese Han) e Nazione (Olanda, Portogallo o Spagna) ha controllato l\u2019intera Taiwan fino a quando i Giapponesi non la occuparono nel 1895 dopo la vittoria nella Prima Guerra sino-giapponese (trattato di Shimonoseki del 17 aprile 1895) e soggiogarono gli ultimi aborigeni indipendenti dell\u2019isola tre decenni dopo.<\/p>\n<p>Prima del Giappone, la dinastia Qing dell\u2019antica Cina dichiar\u00f2 Formosa (nome storico dell\u2019Isola) una sua provincia, ma esercit\u00f2 la giurisdizione solo sulla met\u00e0 occidentale dell\u2019isola, mentre varie trib\u00f9 aborigene controllavano quella orientale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191449 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1.png\" sizes=\"(max-width: 1839px) 100vw, 1839px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1.png 1839w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-1024x262.png 1024w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-1536x393.png 1536w\" alt=\"\" width=\"1839\" height=\"470\" \/><\/p>\n<p>Il Partito Comunista Cinese (PCC) prima della Seconda Guerra Mondiale <a href=\"https:\/\/go.aei.org\/NDc1LVBCUS05NzEAAAGcldtYLCVVJ960cQzK9DxIUsNPCdCREfCx5XPQN83dxe7D4JTyjg5lLsbCeGz-Qoxdk1nsQK0=\">considerava<\/a>\u00a0 i Taiwanesi una nazionalit\u00e0 distinta e il loro movimento indipendentista anti-giapponese una rivoluzione separata dalla propria (<em>F. S. T. Hsiao and L. R. Sullivan, The Chinese Communist Party and the Status of Taiwan, 1928-1943, University of British Columbia, 2020<\/em>).<\/p>\n<p>Nel 1952, il Giappone rinunci\u00f2 formalmente alle sue pretese su Formosa e firm\u00f2 un\u00a0<a href=\"https:\/\/go.aei.org\/NDc1LVBCUS05NzEAAAGcldtYLNAKVa9T2LbCqOGn7XcJo6Ndj8rDkXrmJPzBDljE8bUK3ufccLedNosPDRmnJP8C3uY=\">trattato<\/a>\u00a0che cedeva Taiwan e le isole Pescadores alla Repubblica di Cina (ROC), nome ufficiale di Taiwan (<em>Treaty of Peace between the Republic of China and Japan Signed at Taipei<\/em>,\u00a0<em>28 April 1952<\/em>).<\/p>\n<p>Decenni dopo, Mao Zedong considerava ancora Taiwan una questione secondaria: \u201c<em>\u00c8 meglio che (Taiwan) sia nelle vostre mani<\/em>\u201c,\u00a0<a href=\"https:\/\/go.aei.org\/NDc1LVBCUS05NzEAAAGcldtYLN_dn9kJCU6QQICmIxYsI5ZSpezATrUPWobNq3DGvMxrJEICKKzubbq1HjYybqqBb_c=\">disse a<\/a>\u00a0Henry Kissinger nel 1975, \u201c<em>Se me la rimandaste indietro ora, non la rivorrei, perch\u00e9 non \u00e8 desiderabile.\u00a0<\/em><em>L\u00ec c\u2019\u00e8 un\u2019enorme massa di controrivoluzionari<\/em>\u201d (<em>Office of the Historian, Memorandum of Conversation, Foreign Relations of the United States, 1969\u20131976, Volume XVIII, China, 1973\u20131976, Beijing,\u00a0October 21, 1975<\/em>).<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, che avevano sostenuto il Kuomintang (KMT) nella guerra civile cinese, dopo il ritiro nel 1949 del Generalissimo Chiang Kai-shek a Taiwan persero interesse verso l\u2019Isola.<\/p>\n<p>Washington ritorn\u00f2 ben presto sulle proprie valutazioni allo scoppio della Guerra di Corea (25 giugno 1950), quando la Corea del Nord invase la Corea del Sud con l\u2019approvazione sovietica e il sostegno cinese, considerando Formosa (e le sue isole minori) l\u2019avamposto occidentale contro la temuta espansione del comunismo in Asia, salvando forse Taiwan da un\u2019invasione del PCC.<\/p>\n<p>Solo qualche mese prima, il 12 gennaio 1950, il Segretario di Stato Dean G. Acheson, in un controverso discorso tenuto al National Press Club (Washington D.C.) ed intitolato \u201cCrisi in Asia\u201d, aveva definito il \u201cperimetro difensivo\u201d americano nel Pacifico, volto a scoraggiare la \u201ccomunistizzazione\u201d dell\u2019Asia Orientale, secondo una linea che si estendeva dalle Isole Aleutine al Giappone, alle Ryukyu sino alle Filippine (Dean Acheson, Speech on the Far East, January 12, 1950), escludendo da questa \u201cgaranzia di protezione\u201d la Corea del Sud, l\u2019Indocina (francese) e Taiwan (alcuni storici attribuiscono a tale dichiarazione i presupposti che hanno contribuito all\u2019invasione della Corea del Sud da parte del dittatore della Corea del Nord, Kim Il Sung).<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191450 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2.png\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"557\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Taiwan \u00e8 divenuta un \u201cinteresse fondamentale\u201d (<em>core interest<\/em>) per Pechino a partire\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/go.aei.org\/NDc1LVBCUS05NzEAAAGcldtYLKuI4KpCaZjKWUkiLRzoJ_PHWm8uyt_dj1L-tEgUIpUYg3aLkq2Eh9HCBkBnK8mOS4A=\">dagli anni \u201980<\/a><\/strong>\u00a0(<em>E. Friedman, China\u2019s Changing Taiwan Policy, American Association of Chinese Studies, October 2007<\/em>).<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><u>La Provincia Ribelle<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Taiwan\u00a0\u00e8 sempre pi\u00f9 al centro delle dinamiche geopolitiche internazionali per il crescente atteggiamento aggressivo della Repubblica Popolare di Cina (RPC) nei confronti di questa piccola e democratica Nazione insulare dell\u2019Asia Orientale, considerata da Pechino\u00a0<\/em>una \u201cprovincia ribelle\u201d e parte \u201cinalienabile\u201d del suo territorio da riunire anche con la forza, se necessario.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di Pechino, sin dalla normalizzazione dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti nel 1979, \u00e8 stato quello di ricercare la riunificazione con Taiwan (e delle isole sotto il suo controllo) in un momento imprecisato del futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191451\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/3.png\" alt=\"\" width=\"868\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>Un intendimento del governo comunista sin da quando Mao Zedong nel 1949 ha prevalso nella lunga guerra civile (1927 \u2013 1949) costringendo il Generalissimo Chiang Kai-shek a ritirarsi con le sue truppe e oltre un milione di civili sull\u2019sola di Formosa.<\/p>\n<p>Tale interesse ha avuto un\u2019accelerazione a partire dal 2013, sia nelle dichiarazioni ufficiali sia nella condotta di azioni intimidatorie di varia natura, da quando Xi Jinping \u00e8 diventato Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (15 novembre 2012) e\u00a0Presidente della Repubblica Popolare di Cina (14 marzo 2013): un leader considerato pi\u00f9 energico, nazionalista e focalizzato sulla sicurezza.<\/p>\n<p>In occasione del 130\u00b0 anniversario (2023) della nascita di Mao Zedong (26 dicembre 1893), Xi Jinping aveva dichiarato che \u201c<em>Realizzare la completa riunificazione della Cina \u00e8 conforme alla tendenza dei tempi e alla volont\u00e0 del popolo cinese, nonch\u00e9 agli interessi generali della nazione cinese. La Cina deve essere e sar\u00e0 sicuramente riunificata. \u00c8 essenziale attuare la politica generale del Partito per risolvere la questione di Taiwan nella nuova era, aderire al principio di una sola Cina e al consenso del 1992, far progredire lo sviluppo integrato in tutti i campi attraverso lo Stretto di Taiwan, promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto e impedire a chiunque di separare Taiwan dalla Cina in qualsiasi forma<\/em>\u201d (<em>Symposium held to commemorate 130<sup>th<\/sup>\u00a0anniversary of Comrade Mao Zedong\u2019s birth, Xi delivers important speech \u2013 Xinhua 2023-12-27<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191452 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4PLTVVWEAAeZG2.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Nel suo tradizionale discorso di fine anno\u00a02024 Xi Jinping si era rivolto alla Nazione assicurando che \u201c<em>Attueremo con fermezza la politica un Paese, due Sistemi per mantenere la prosperit\u00e0 e la stabilit\u00e0 a lungo termine a Hong Kong e Macao. Noi Cinesi su entrambe le sponde dello Stretto di Taiwan apparteniamo ad una stessa famiglia. Nessuno potr\u00e0 mai recidere il legame di parentela che ci unisce e nessuno potr\u00e0 mai fermare la riunificazione della Cina, una tendenza dei tempi<\/em>.\u201d (<em>Ministry of Foreign Affairs \u2013 The People\u2019s Republic of China, Full text of President Xi Jinping\u2019s 2025 New Year message,\u00a0<\/em><em>December 31, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>La stessa affermazione era stata pronunciata il 30 settembre\u00a0<em>2024,\u00a0<\/em>in occasione del 75\u00b0 anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, quando Xi Jinping aveva ribadito che \u201c[\u2026]\u00a0<em>Taiwan \u00e8 il territorio sacro della Cina. Il sangue scorre pi\u00f9 denso dell\u2019acqua e i compagni Cinesi su entrambe le sponde dello Stretto di Taiwan sono una famiglia legata dal sangue. \u00c8 imperativo rimanere fedeli al principio di una sola Cina e al Consenso del 1992, approfondire gli scambi e la cooperazione economica e culturale tra le due sponde dello Stretto di Taiwan, creare legami pi\u00f9 stretti tra le persone di entrambe le sponde e opporsi con forza alle attivit\u00e0 separatiste \u201cindipendentiste di Taiwan\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa realizzazione della completa riunificazione della Cina \u00e8 una tendenza popolare in crescita. \u00c8 l\u2019interesse nazionale pi\u00f9 grande ed \u00e8 ci\u00f2 che il popolo desidera. La ruota della storia non sar\u00e0 fermata da nessun individuo o da nessuna forza.<\/em>\u201d (Ministry of Foreign Affairs \u2013 The People\u2019s Republic of China, A Reception to Celebrate the 75<sup>th<\/sup>\u00a0Anniversary of the Founding of the People\u2019s Republic of China Grandly Held in Beijing\u2002Xi Jinping Delivers an Important Speech, September 30, 2024<strong>).<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191453 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzhfrTwawAAXTbF.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>Una ferma e decisa posizione \u2013 che non lascia spazio a fraintendimenti \u2013 ribadita in precedenza nel corso dell\u2019incontro con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, avvenuto a margine del Summit APEC (<em>Asia Pacific Economic Cooperation<\/em>), tenutosi a San Francisco il 15 novembre 2023, per cercare di favorire una distensione tra i due Paesi e poter affrontare\u00a0con maggiore serenit\u00e0 le rispettive situazioni interne e le ripercussioni dei conflitti in Ucraina e nel Medio Oriente sui relativi obiettivi di politica estera.<\/p>\n<p>In quella circostanza, Xi Jinping aveva precisato (ancora una volta) la posizione di principio della Cina sulla questione di Taiwan, evidenziando che tale questione rimaneva la pi\u00f9 importante e delicata nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Egli aveva invitato pertanto gli USA ad intraprendere azioni concrete per onorare il loro impegno a non sostenere \u201cl\u2019indipendenza di Taiwan\u201d, a smettere di armare Taipei e ad assecondare la riunificazione pacifica della Cina. \u201c<em>La Cina realizzer\u00e0 la riunificazione e questo \u00e8 inarrestabile<\/em>\u201d, aveva sottolineato Xi (<em>Xi, Biden talk on strategic issues critical to China-U.S. relations, world \u2013 Xinhua 2023-11-16<\/em>).<\/p>\n<p>La Cina \u201c<em>non scender\u00e0 mai a compromessi o non far\u00e0 mai marcia indietro sulla questione di Taiwan<\/em>\u201c: \u00e8 quanto ha affermato la delegazione militare di Pechino alla controparte Usa nei colloqui avuti al Pentagono l\u20198 e 9 gennaio 2024, durante la prima visita a Washington del suo genere in quattro anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019ossessione di Pechino<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019isola costituisce l\u2019ultima porzione di territorio di cui Pechino ne rivendica la sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Un risultato da conseguire ad ogni costo entro il 2049, per l\u2019anniversario dei 100 anni della vittoria della rivoluzione comunista e presa di potere in Cina, che \u00e8 stato inserito tra i 6\u00a0<em>core interests<\/em>\u00a0definiti dal governo cinese nel \u201cLibro Bianco\u201d del settembre 2011, che riassumeva in ordine d\u2019importanza gli interessi fondamentali del Paese (<em>China\u2019s Peaceful Development, Information Office of the State Council The People\u2019s Republic of China, September 2011<\/em>) quali:<\/p>\n<ol>\n<li>sovranit\u00e0 dello Stato (<em>state sovereignty<\/em>);<\/li>\n<li>sicurezza nazionale (<em>national security<\/em>);<\/li>\n<li>integrit\u00e0 territoriale e riunificazione nazionale (<em>territorial integrity and national reunification<\/em>);<\/li>\n<li>sistema politico cinese stabilito dalla Costituzione (<em>China\u2019s political system established by the Constitution<\/em>);<\/li>\n<li>stabilit\u00e0 sociale complessiva (<em>overall social stability<\/em>);<\/li>\n<li>garanzie essenziali per assicurare uno sviluppo economico e sociale sostenibile (<em>basic safeguards for ensuring sustainable economic and social development<\/em>).<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019annessione dell\u2019isola in tale ordine di priorit\u00e0 era al punto 3 (<em>territorial integrity and national reunification<\/em>) mentre l\u2019economia era al punto 6.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La riunificazione nazionale<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il 14 marzo 2005 la\u00a0<em>Third Session of the Tenth National People\u2019s Congress<\/em>\u00a0ha approvato una legge anti-secessionista (<em>Anti-Secession Law<\/em>) che autorizza lo Stato ad impiegare \u201cmezzi non pacifici (<em>employ non-peaceful means<\/em>) ed altre misure necessarie\u201d (art. 8 della legge) per proteggere la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Cina al manifestarsi di tre casi, qualora:<\/p>\n<ul>\n<li>le forze secessioniste \u201cindipendentiste di Taiwan\u201d agiscano sotto qualsiasi nome o con qualsiasi mezzo per provocare la secessione dalla Cina;<\/li>\n<li>si verifichino incidenti gravi che comportino la secessione dalla Cina;<\/li>\n<li>le possibilit\u00e0 di una riunificazione pacifica siano completamente esaurite.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non riconoscendo a Taiwan lo status di Paese sovrano, e derubricando la sua posizione \u201cad affare interno\u201d, Pechino ricorre appositamente all\u2019espressione \u201cmezzi non pacifici ed altre misure necessarie\u201d in luogo di \u201cuso della forza\u201d che \u00e8 utilizzata in caso di conflitto militare tra Stati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_191505\" class=\"wp-caption alignnone\" aria-describedby=\"caption-attachment-191505\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-191505\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/cbdaef88bf2549138f3d84cf706a18ae.jpg\" alt=\"\" width=\"867\" height=\"487\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-191505\" class=\"wp-caption-text\">Il\u00a0<em>Third Plenary Session of the 20<sup>th<\/sup>\u00a0Central Committee of the Communist Party of China<\/em>\u00a0approvato nel luglio 2024 (Xinhua, 2024-07-18), che tracciava lo sviluppo del Paese nei successivi cinque anni, aveva ulteriormente confermato la politica di Pechino nei confronti di Taiwan, ponendola nel documento alla stessa stregua delle ex colonie britanniche e portoghesi, di Hong Kong e Macao (<em>advancing work related to Hong Kong, Macao, and Taiwan<\/em>).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il fatto di aver citato l\u2019Isola semplicemente dopo Macao, ne declassava automaticamente lo status considerandola a tutti gli effetti territorio cinese, come rimarcato anche nel recente Libro Bianco\u00a0<a href=\"http:\/\/www.andrewerickson.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/White-Paper_Chinas-National-Security-in-the-New-Era_20250512_CHINESE.pdf\"><em>China\u2019s National Security in the New Era<\/em><\/a>\u00a0(diramato il 12 maggio 2025 dal\u00a0<em>China\u2019s State Council Information Office<\/em>) che riporta: \u201c<em>Alcuni Paesi hanno interferito pesantemente negli affari interni della Cina, causando problemi nello Stretto di Taiwan, nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, e causando spesso problemi su questioni relative allo Xinjiang, al Tibet e a Hong Kong. Alcune forze esterne stanno deliberatamente giocando la \u201ccarta Taiwan\u201d, mentre le forze \u201cindipendentiste di Taiwan\u201d si ostinano a mantenere le loro posizioni separatiste, correndo rischi e provocazioni<\/em>\u201d<em>.<\/em><\/p>\n<p>Una completa riunificazione del Paese, secondo il principio del \u201cconsenso 1992\u201d, precisata nel Libro Bianco tenuto conto di \u201c<em>L\u2019effetto legale della Risoluzione 2758 dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite \u00e8 indiscutibile. Taiwan \u00e8 una provincia della Cina e non ha alcuna base, ragione o diritto di partecipare alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali a cui solo gli Stati sovrani possono partecipare. Ci opporremo fermamente alla secessione dell\u2019\u201cindipendenza di Taiwan\u201d e alle interferenze esterne, reprimeremo gli irriducibili dell\u2019\u201cindipendenza di Taiwan\u201d in conformit\u00e0 con la legge e scoraggeremo efficacemente le forze secessioniste dell\u2019\u201cindipendenza di Taiwan\u201d. La Cina si \u00e8 sempre adoperata per una riunificazione pacifica con la massima sincerit\u00e0 e ha fatto il massimo sforzo, ma non prometter\u00e0 mai di rinunciare all\u2019uso della forza e si riserva la possibilit\u00e0 di prendere tutte le misure necessarie<\/em>.\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191462 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/380476552edd4bbf9940e30af2a57976_18.jpeg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"562\" \/><\/p>\n<p>La Risoluzione 2758 dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite (25 ottobre 1971) in realt\u00e0 non specificava che Taiwan fosse una provincia di Pechino ma si limitava a sancire che la Repubblica Popolare di Cina era l\u2019unica legittima rappresentante della Cina all\u2019ONU e di conseguenza espelleva immediatamente le rappresentative di Chiang Kai-shek dal posto che occupavano illegalmente (<em>Restoration of the lawful rights of the People\u2019s Republic of China in the United Nation<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il controverso 1992 Consensus<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Pechino vive nel timore che Taiwan proclami ufficialmente la propria sovranit\u00e0 come Stato indipendente, e sia prontamente riconosciuta come tale dalla Comunit\u00e0 Internazionale, annullando cos\u00ec la possibilit\u00e0 di unificazione secondo il \u201cconsenso del 1992\u201d.<\/p>\n<p>Il termine si riferisce ai negoziati dei primi anni Novanta tra il Kuomintang (KMT), allora al potere a Taipei, ed il Partito Comunista Cinese, durante i quali fu raggiunto un vago accordo sull\u2019appartenenza di Taiwan e della Cina continentale ad \u201cuna sola Cina\u201d, anche se con interpretazioni diverse del significato che questa espressione rappresentava (e rappresenta) per le due parti (se \u201cCina\u201d si riferiva alla Repubblica di Cina\/Taiwan o alla Repubblica Popolare di Cina).<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Democratic Progressive Party<\/em>\u00a0(DPP) di Taiwan al governo dal 2016 (e in precedenza dal 2000 al 2008), tramite il Presidente della Repubblica pro-tempore Tsai Ing-wen (in carica dal 2016 al 2024), aveva respinto la formulazione \u201cuna sola Cina\u201d all\u2019interno del \u201cconsenso del 1992\u201d, in quanto Pechino la collegava al progetto di unificazione sotto la sovranit\u00e0 della RPC \u201cUn Paese, due sistemi\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191455 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzaHT_Ga4AMkdYv.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p><em>Da quando il modello \u201cun Paese, due sistemi per Taiwan\u201d \u00e8 stato proposto nei \u201cCinque punti di Xi\u201d, il \u201cConsenso del 1992\u201d \u00e8 stato equiparato al principio \u201cuna sola Cina\u201d ed \u00e8 diventato un consenso volto a perseguire l\u2019unificazione. In altre parole, il \u201cConsenso del 1992\u201d ha dato il via all\u2019imposizione del principio di \u201cuna sola Cina\u201d e di \u201cun Paese, due sistemi\u201d a Taiwan. Il governo aveva solennemente smentito questa proposta quando \u00e8 stata formulata per la prima volta nel gennaio del 2019\u00a0<\/em>(<em>News Release,\u00a0<\/em><em>Taiwan has Turned a Page of History on the \u201c1992 Consensus\u201d, Mainland Affairs Council, Press Release No. 003, 2021-05-08<\/em>).<\/p>\n<p>Il DPP ha sostenuto che Taiwan era gi\u00e0 indipendente e quindi non aveva necessit\u00e0 di dichiararlo formalmente. Di conseguenza, Pechino ha rifiutato ogni dialogo ufficiale con le amministrazioni taiwanesi da quando questo partito \u00e8 al potere. Tale posizione \u00e8 stata ribadita dal nuovo Presidente del DPP, Lai Ching-te (conosciuto anche come William Lai), insediatosi il 20 maggio 2024.<\/p>\n<p>Secondo la Convenzione di Montevideo (<em>Montevideo Convention on the Rights and Duties of States<\/em>) del 26 dicembre 1933 (entrata in vigore il 26 dicembre 1934) Taiwan possiederebbe tutte le caratteristiche di uno Stato. L\u2019articolo 1 del Trattato, in particolare, prevede che uno Stato per essere riconosciuto come tale a livello internazionale deve possedere i seguenti quattro requisiti:<\/p>\n<ul>\n<li>popolazione permanente (che risiede stabilmente all\u2019interno dei suoi confini);<\/li>\n<li>territorio definito (area geografica chiaramente delimitata);<\/li>\n<li>governo effettivo (autorit\u00e0 politica organizzata in grado di esercitare il controllo sul territorio e sulla popolazione);<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di intrattenere relazioni con altri Stati (essere in grado di avere relazioni diplomatiche e stipulare accordi con altri soggetti di diritto internazionale).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La mancanza, tuttavia, di un riconoscimento formale da parte della maggioranza della comunit\u00e0 internazionale limita lo status giuridico dell\u2019Isola.<\/p>\n<p><strong><u>Sanzioni penali ai separatisti irriducibili della \u201cindipendenza di Taiwan\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il 21 giugno 2024, la Cina ha pubblicato un\u2019istruzione legale che rafforza gli articoli 103 e 113 del Codice penale della RPC contro gli \u201cirriducibili dell\u2019indipendenza di Taiwan\u201d.<\/p>\n<p>Questa istruzione chiarisce le pene per coloro che sostengono l\u2019indipendenza di Taiwan o organizzano, complottano o attuano piani o incitano alla secessione per \u201cdividere lo Stato o minare l\u2019unit\u00e0 del Paese\u201d, consentendo anche un processo in contumacia nei casi pertinenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191456 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4j7vbiaMAEFw2F.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<p>Il documento fornisce regole specifiche riguardanti la condanna e la pena in presenza di tali reati, nonch\u00e9 le relative procedure, fungendo da guida per la magistratura nella gestione dei casi rilevanti.<\/p>\n<p>Il testo definisce le circostanze in cui \u201cirriducibili separatisti\u201d, attraverso atti come l\u2019organizzazione, la pianificazione o la realizzazione di progetti di \u201cindipendenza de jure\u201d, o la ricerca dell\u2019indipendenza facendo affidamento su un sostegno straniero o con la forza, dovrebbero essere ritenuti penalmente responsabili.<\/p>\n<p>\u00c8 precisato, inoltre, che coloro i quali risultano aver colluso con istituzioni, organizzazioni o individui stranieri o d\u2019oltremare nel commettere tali crimini, devono ricevere una punizione pi\u00f9 severa.<\/p>\n<p>Secondo il documento, chi compie il reato di separazione dello Stato pu\u00f2 essere anche condannato a morte se ci\u00f2 causa un danno particolarmente grave allo Stato e al popolo o se le circostanze sono eccezionalmente gravi (<a href=\"https:\/\/www.globaltimes.cn\/author\/Reporter-Liu-Xin.html\"><em>L. Xin<\/em><\/a><em>\u00a0and\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.globaltimes.cn\/author\/Reporter-Liu-Caiyu.html\"><em>L. Caiyu<\/em><\/a><em>, China issues judicial guidelines on imposing criminal punishment on diehard \u2018Taiwan independence\u2019 separatists, Global Times, Jun 22, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La morsa su Taiwan<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Per Xi Jinping l\u2019annessione di Taiwan (l\u2019Isola non \u00e8 mai stata sotto il governo comunista) riguarda la propria legittimazione politica e di grande leader, al pari di Mao Zedong e Zhou Enlai, e si richiama sostanzialmente ai seguenti aspetti:<\/p>\n<ul>\n<li><u>storico, simbolico e valoriale<\/u>: ultimo territorio che mancherebbe al Dragone per completare l\u2019unificazione al termine della vittoriosa guerra civile (1949); recuperare l\u2019immagine di dignit\u00e0 del Paese, dopo il \u201csecolo della umiliazione nazionale\u201d dovuto al colonialismo occidentale (1839-1949), e ricostruire lo status di grande potenza;<\/li>\n<li><u>economico<\/u>: Taipei \u00e8 una delle maggiori economie mondiali e principale produttore dei semiconduttori, fondamentali per la supply chain globale;<\/li>\n<li><u>commerciale<\/u>: controllo della navigazione nello Stretto di Taiwan (da trasformare in un mare interno);<\/li>\n<li><u>strategico<\/u>: estendere le acque di giurisdizione cinese oltre la \u201cPrima Catena delle Isole\u201d con proiezione nell\u2019Oceano Pacifico, che gli USA tradizionalmente considerano un \u201cproprio mare\u201d e porre cos\u00ec termine al percepito accerchiamento statunitense e dei suoi alleati regionali (diverse basi ed assetti degli Stati Uniti sono situati all\u2019interno della Prima Catena di Isole, tra cui le forze stazionate nella Corea del Sud, Giappone continentale, Okinawa e Guam).<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191457\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/4.png\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p>Gli USA, al momento, godono del vantaggio della profondit\u00e0 marittima nel Pacifico e la possibilit\u00e0 d\u2019intervenire dove e quando ritengono opportuno. Al contrario, la flotta cinese non ha spazio di manovra, essendo dislocata sulle coste continentali, e non ha alcun luogo dove rifugiarsi o occultarsi ed \u00e8, di fatto, pi\u00f9 vulnerabile sin dal primo giorno di un ipotetico conflitto.<\/p>\n<p>Con l\u2019occupazione di Taiwan la Cina diverrebbe un Paese a \u201cvocazione marittima\u201d, conseguendo l\u2019accesso all\u2019Oceano Pacifico, affermandosi quale potenza sullo scenario internazionale; senza Taiwan Pechino rimarrebbe un Paese a prevalente connotazione \u201cterrestre\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Lo stretto di Taiwan<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Lo Stretto di Taiwan si estende da nord-est a sud-ovest per circa 200 miglia nautiche e collega il Mar Cinese Orientale a nord con il Mar Cinese Meridionale a sud; la sua larghezza \u00e8 pari a 70-220 miglia nautiche (larghezza media 108 miglia nautiche).<\/p>\n<p>Lo Stretto \u00e8 un\u2019arteria strategica fondamentale per interessi economici, logistici e geopolitici, che facilita il commercio est-ovest, agevolando il collegamento tra alcuni degli approdi asiatici pi\u00f9 importanti, e trova nei porti di Taiwan sulla costa occidentale un hub centrale per i traffici marittimi mondiali e centro logistico fondamentale (i suoi scali hanno movimentato circa 586 miliardi di dollari di merci nel 2022).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191463\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5.png\" alt=\"\" width=\"873\" height=\"663\" \/><\/p>\n<p>Nel 2022 sono transitati nello Stretto beni per un valore di circa 2,45 trilioni di dollari (prodotti energetici, elettronici, minerali, ecc.) pari a oltre un quinto del commercio marittimo globale (<em>Center for Strategic and International Studies, Crossroads of Commerce: How the Taiwan Strait Propels the Global Economy\u201d, October 10, 2024<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191464 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6.png\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6.png 1080w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6-1024x578.png 1024w\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"610\" \/><\/p>\n<p>Circa un terzo delle importazioni cinesi, inclusi i prodotti energetici (petrolio e gas naturale) e materie prime industriali, passano da questa rotta. Un conflitto su larga scala per Taiwan, o una crisi o un blocco navale, avrebbe conseguenze catastrofiche per l\u2019economia globale e destabilizzerebbe il commercio attraverso lo Stretto, con effetti immediati anche sull\u2019economia e la logistica cinese.<\/p>\n<p>Qualsiasi interruzione di tale commercio avrebbe ripercussioni ben oltre Taiwan e la Cina, colpendo i principali alleati degli Stati Uniti e ampie fasce del Sud del mondo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191478 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/7.png\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"604\" \/><\/p>\n<p>A risentirne sarebbero inoltre altri Paesi asiatici come il Giappone e la Corea del Sud, le cui navi nel 2022 hanno attraversato lo Stretto per un totale rispettivamente di 444 e 375 miliardi di dollari, senza poi considerare che il 95% del petrolio giapponese e il 65% di quello sudcoreano percorrono questa via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il pivot dell\u2019Indo-Pacifico<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Taiwan, in virt\u00f9 della sua posizione geografica, riveste un\u2019importanza strategica ben superiore alla sua dimensione politico-militare ed economica, assumendo \u2013 di fatto \u2013 il ruolo di pivot per tutto l\u2019Indo-Pacifico (chiamato Asia-Pacifico da Pechino).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191479\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/8.jpg\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"507\" \/><\/p>\n<p>La posizione dell\u2019Isola, situata al centro della \u201cPrima Catena di Isole\u201d al largo delle coste dell\u2019Asia Orientale, la rende fondamentale per le ambizioni cinesi.<\/p>\n<p>Quale principale fornitore, inoltre, di semiconduttori agli Stati Uniti e ai suoi alleati (utilizzati per produrre microchip alla base dei sistemi militari avanzati), Taipei ricopre anche un posto di primo piano nell\u2019economia globale.<\/p>\n<p>La \u201cPrima Catena delle Isole\u201d, che si estende dall\u2019arcipelago giapponese a Okinawa e, tramite Taiwan, si collega alle isole occidentali dell\u2019arcipelago delle Filippine per poi proseguire nel Mar Cinese Meridionale verso la Malaysia ed il Vietnam, costituisce una sorta di \u201cbarriera virtuale\u201d per il libero accesso della Cina all\u2019Oceano Pacifico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191480\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/9.png\" sizes=\"(max-width: 844px) 100vw, 844px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/9.png 648w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/9-150x150.png 150w\" alt=\"\" width=\"844\" height=\"840\" \/><\/p>\n<p>Ad ovest (della catena) l\u2019acqua \u00e8 poco profonda, dai 50 ai 200 metri; oltre essa ad est l\u2019Oceano raggiunge una profondit\u00e0 di migliaia di metri (mediamente 4.000 m).<\/p>\n<p><strong><u>Lo Stretto di Miyako ed Il Canale di Bashi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Lo Stretto di Miyako a nord di Taiwan e il Canale di Bashi a sud dell\u2019Isola, disposti sulla \u201cPrima Catena delle Isole\u201d, sono ritenuti strategicamente cruciali (<em>chokepoints<\/em>) per le operazioni militari quali principali vie d\u2019accesso della Marina dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) per poter dispiegare le forze navali nell\u2019Oceano Pacifico (<em>F-S Gady, Why China\u2019s Military Wants to Control These 2 Water ways in East Asia, The Diplomat, September 15, 2019<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191481 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/10.png\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/10.png 960w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/10-273x168.png 273w\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"586\" \/><\/p>\n<p>Lo Stretto di Miyako, situato tra le isole giapponesi di Miyako e Okinawa, garantisce un passaggio nelle acque internazionali e nello spazio aereo attraverso la Zona Economica Esclusiva del Giappone.<\/p>\n<p>Il Canale di Bashi (ampio 156 km), uno dei tre canali in cui si articola lo\u00a0Stretto di Luzon, si trova tra l\u2019isola Orchid di Taiwan a nord e l\u2019isola Mavulis delle Filippine a sud ed \u00e8 un\u2019importante via marittima commerciale e militare, che mette in comunicazione il\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mar_delle_Filippine\">Mare delle Filippine<\/a>\u00a0con il\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mar_Cinese_meridionale\">Mare Cinese Meridionale<\/a>, e per la presenza dei numerosi cavi di comunicazione sottomarini che trasportano dati e traffico telefonico per i Paesi asiatici.<\/p>\n<p>I sommergibili nucleari cinesi, dislocati nella base navale di Yulin sull\u2019isola meridionale di Hainan, per raggiungere il Pacifico devono passare attraverso il Canale di Bashi dove sarebbero facilmente visibili poich\u00e9 le acque sono trasparenti e poco profonde (A. Brar, Satellite Images Show China\u2019s Expanded Naval Base in the South China Sea, Newsweek, Nov 27, 2023).<br \/>\nUn sommergibile a propulsione nucleare (che gode di grande autonomia di navigazione in immersione) quando raggiunge la profondit\u00e0 operativa nelle acque dell\u2019Oceano risulta di difficile individuazione (e neutralizzazione) e costituisce una minaccia imprevedibile in caso di conflitto.<\/p>\n<p>Il controllo di queste due vie d\u2019acqua consentirebbe sia di garantirsi la libert\u00e0 di navigazione in uscita o in entrata nei mari della Cina sia di negarne l\u2019uso ad altri in caso di crisi\/conflitto.<\/p>\n<p>Per tale ragione il PLA ha intensificato negli ultimi anni il ritmo operativo delle esercitazioni aeronavali intorno al Canale di Bashi e allo Stretto di Miyako, nell\u2019ambito delle crescenti capacit\u00e0 di Anti-Accesso e di Negazione dell\u2019Area, che offrono a Pechino l\u2019opportunit\u00e0 di addestrarsi in scenari di \u201ccombattimento realistici\u201d nel dominio aereo e marittimo e segnalare a Taiwan, Giappone e Stati Uniti la determinazione a difendere le proprie rivendicazioni marittime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La\u00a0<\/u><\/strong><strong><u>\u201clinea dei nove tratti\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019acquisizione di Formosa permetterebbe alla Cina di raggiungere il \u201cmare aperto\u201d senza dover attraversare le acque tra le isole della Prima Catena che, in caso di crisi (o di conflitto), possono essere minate (come insegna il conflitto russo-ucraino sul Mar Nero) e soggette alla presenza di assetti navali ed aerei degli USA e dei suoi alleati.<\/p>\n<p>Una estensione dei \u201cconfini marittimi\u201d che consentirebbe a Pechino di ampliare il controllo su gran parte del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mar_Cinese_Meridionale\">Mar Cinese Meridionale<\/a>\u00a0e del Mar Cinese Orientale, seguendo la \u201clinea dei\u00a0nove tratti\u201d (<em>nine-dash line<\/em>), sfruttando paradossalmente la linea tracciata nel 1947 dall\u2019avversario del PCC Generalissimo Chiang Kai-shek, la cui sovranit\u00e0 (geografica) \u00e8 rivendicata da tempo dalla Cina \u2013 sulla base di ragioni storiche \u2013 sul 90% delle acque della regione.<\/p>\n<p>Si tratta di un bacino ricco di risorse naturali (riserve gas\/petrolio ed ittiche) ed interessato dalle principali linee di comunicazione marittime fra Estremo Oriente ed Europa (attraverso gli stretti della Malacca e della Sonda), dove insistono una serie di arcipelaghi ed\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atollo\">atolli<\/a>\u00a0considerati strategici, quali le\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Isole_Paracelso\">isole Paracels<\/a>,<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Isole_Spratly\">\u00a0Spratly<\/a>\u00a0e<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Isola_Pratas&amp;action=edit&amp;redlink=1\">\u00a0Pratas<\/a>, Tritone, il\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Banco_Macclesfield&amp;action=edit&amp;redlink=1\">banco Macclesfield<\/a>\u00a0e James, la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Secca_di_Scarborough\">Secca di Scarborough<\/a>, le Sandy Cay Reef, la cui sovranit\u00e0 \u00e8 rivendicata anche dal\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Brunei\">Brunei<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Filippine\">Filippine<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Malaysia\">Malaysia<\/a>, Taiwan e\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vietnam\">Vietnam<\/a>.<\/p>\n<p>La prima rappresentazione lineare di questa rivendicazione \u00e8 apparsa negli anni \u201930 in risposta all\u2019annessione unilaterale delle Isole Spratly da parte dell\u2019Indocina francese. Ci\u00f2 si concretizz\u00f2 nel 1947 quando l\u2019allora governo nazionalista del Kuomintang pubblic\u00f2 una mappa ufficiale delle sue pretese sul Mar Cinese Meridionale caratterizzata da una linea a forma di U con undici trattini. I due \u201ctratti\u201d tracciati nel\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Golfo_del_Tonchino\">Golfo del Tonchino<\/a>\u00a0furono in seguito rimossi nel 1952 dalla Repubblica Popolare Cinese a seguito di un negoziato con il neonato Stato del Vietnam.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191482\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/11.png\" sizes=\"(max-width: 877px) 100vw, 877px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/11.png 718w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/11-80x70.png 80w\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"783\" \/><\/p>\n<p>Una vasta regione marittima dove la Cina sta consolidando da tempo la propria presenza con un monumentale progetto di costruzione\u00a0e di militarizzazione\u00a0<a href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/2015\/04\/09\/china-southchinasea-reef-idUSL4N0X55IU20150409\">di isole artificiali<\/a>\u00a0(tramite il pompaggio di sabbia dragata dai fondali marini)\u00a0e degli atolli nell\u2019arcipelago delle Spratly e delle Paracels, definito dall\u2019Ammiraglio statunitense Harry Harris, Comandante del\u00a0<em>U.S. Pacific Command<\/em>\u00a0nel periodo 2015\u20132017, la \u201c<a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/us-navy-alarmed-at-beijings-great-wall-of-sand-in-south-china-sea\/2015\/04\/01\/dda11d76-70d7-4b69-bd87-292bd18f5918_story.html\">grande muraglia di sabbia<\/a>\u201d (<em>S. Denyer, U.S. Navy alarmed at Beijing\u2019s Great Wall of sand\u2019 in South China Sea, Washington Post, April 1, 2015<\/em>).<\/p>\n<p>A seguito del procedimento avviato dal Governo delle Filippine il 22 gennaio 2013 contro la Repubblica Popolare Cinese per la sua espansione nel Mar Cinese Meridionale, per la violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS \u2013\u00a0<em>United Nations Convention on the Law of the Sea<\/em>), la\u00a0<em>Permanent Court of Arbitration<\/em>\u00a0ha emesso nel 2016 un verdetto (<em>Award\u00a0<\/em><em>12 July 2016<\/em>) sfavorevole alla Cina, in quanto Pechino \u2013 secondo la Corte dell\u2019Aja \u2013 non ha \u201cdiritti storici\u201d su quelle acque.<\/p>\n<p>La Cina, adottando una posizione di non accettazione e di non partecipazione al procedimento, ha definito \u201cinfondata\u201d la sentenza (che dovrebbe essere vincolante, ma la Corte non dispone degli strumenti per farla rispettare) continuando a rafforzare la propria presenza nell\u2019area.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le zone A2\/AD<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il controllo su gran parte del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mar_Cinese_Meridionale\">Mar Cinese Meridionale<\/a>\u00a0e del Mar Cinese Orientale (dove si trovano anche le coste della Corea del Nord), consentirebbe alla Cina di contrastare in misura significativa la libert\u00e0 d\u2019azione degli USA, e dei suoi alleati e partner strategici, tra le due catene delle isole, mettendo in atto la strategia A2\/AD, che prevede la creazione di \u201czone\u201d (bolle) sovrapposte e contigue di\u00a0<em>Anti Access<\/em>\u00a0(A2) e di\u00a0<em>Area Denial<\/em>\u00a0(AD).<\/p>\n<p>Una strategia che si propone di tenere le forze statunitensi (navali ed aeree) fuori dalla vasta regione marittima, soprattutto nell\u2019eventualit\u00e0 che debbano intervenire a favore di Taiwan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191483 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Gzhfm3AbcAAnRTi.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Il dispositivo Anti-Accesso (A2) tende ad impedire l\u2019ingresso di potenziali avversari nell\u2019area di operazioni considerata, mentre quello di Negazione dell\u2019Area (AD) mira a ostacolarne i movimenti all\u2019interno di essa.<\/p>\n<p>Le zone A2\/AD sono presidiate da un complesso di sensori, assetti di Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione (ISR), sistemi d\u2019arma a lungo raggio difensivi\/offensivi antinave (e antisom), antimissile, antiaerei e terrestri per poter condurre azioni in aria, a terra, in mare (e sotto il mare) e nello spazio.<\/p>\n<p>I sistemi ISR sono utilizzati per individuare le minacce in arrivo ed ingaggiarle alle lunghe distanze con i sistemi d\u2019arma difensivi, mentre quelli offensivi devono essere in grado di colpire le basi operative\/logistiche avversarie e le strutture di comando e controllo, al fine di ritardare l\u2019allestimento e l\u2019ammassamento delle forze.<\/p>\n<p>Ad accrescere l\u2019efficacia delle zone A2\/AD sono le operazioni di guerra elettronica, cibernetiche, di controllo satellitare dallo spazio e di inganno che favoriscono la difesa e ne aumentano la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Il principale obiettivo non \u00e8 quello di sconfiggere gli avversari in battaglia, ma di aumentarne i \u201ccosti operativi\u201d del confronto sino a quando il potenziale guadagno politico sia superato dalle perdite subite e dal logoramento delle forze (<a href=\"https:\/\/taskandpurpose.com\/authors\/jeff-schogol\/\"><em>J. Schogol<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/taskandpurpose.com\/authors\/patty-nieberg\/\"><em>P. Nieberg<\/em><\/a><em>, War with China \u2018would result in large-scale casualties,\u2019 Army general says, Task &amp; Purpose, Jul 24, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Un elemento centrale di tale strategia \u00e8 costituito dal decentramento degli assetti\/sistemi d\u2019arma cos\u00ec da renderne pi\u00f9 difficile l\u2019individuazione e la neutralizzazione da parte nemica (<em>A. Krepinevich, B. Watts &amp; R. Work, Meeting the Anti-Access and Area-Denial Challenge, Center for Strategic and Budgetary Assessments, 2003; A. Vershinin, The Challenge of Dis-Integrating A2\/AD Zone, JFQ 97, 2nd Quarter 2020<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191484 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzhfqXebMAACq_E.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>Le aspirazioni di Pechino si estendono anche a Nord sino al Mar Cinese Orientale con la rivendicazione delle isole Senkaku\/Diaoyu contese con il Giappone e con Taiwan (chiamate Diaoyutai). L\u2019arcipelago, che comprende cinque isole e tre scogli per una superficie di 6,3 kmq ed \u00e8 situato a circa 120 miglia nautiche a Nord-Est di Taiwan ed a 200 miglia nautiche ad Est della Cina, riveste particolare valore sia economico, per le importanti riserve ittiche ed energetiche, sia strategico, per la sua posizione geografica (N. Aspinwall, Taiwan President Asserts Sovereignty Over Disputed Islands Claimed by Japan and China, The Diplomat, June 6, 2020).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La strategia della \u201czona grigia\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Taiwan vive da decenni in una condizione nota come \u201czona grigia\u201d (<em>gray zone<\/em>) multidimensionale per le azioni coercitive della RPC che, rimanendo sempre al di sotto della soglia di un conflitto armato ed utilizzando in maniera calcolata e spregiudicata tutti gli strumenti a disposizione (politici, militari, economici, diplomatici, intelligence, cibernetici, propagandistici e sociali), mirano a diffondere timore ed incertezza nella societ\u00e0 al fine di generare un sentimento popolare che costringa la leadership di Taipei ad accettare negoziati a condizioni sfavorevoli.<\/p>\n<p>Si tratta di interventi\/azioni di \u201cingerenza\u201d e di \u201cinfluenza\u201d finalizzati a:<\/p>\n<ul>\n<li>condizionare i processi decisionali del \u201csistema-paese\u201d per influenzare i decisori politici e\/o economici (operazioni di ingerenza);<\/li>\n<li>manipolare le percezioni dell\u2019opinione pubblica, al fine di inasprire le divisioni interne alla societ\u00e0 e screditare e delegittimare le Istituzioni dello Stato (attivit\u00e0 di influenza e di guerra cognitiva).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le concomitanti iniziative adottate nel tempo da Pechino volte ad ottenere una \u201cpacifica riunificazione\u201d \u2013 che non escludono l\u2019uso della forza \u2013 tendono a restringere progressivamente l\u2019autonomia e la stabilit\u00e0 dell\u2019Isola e prevedono di:<\/p>\n<ul>\n<li>confrontarsi con gli Stati Uniti attraverso la \u201cpedina\u201d Taiwan (<em>Taiwan chess between Pechino and Washington<\/em>), che rimane un punto centrale di controversia;<\/li>\n<li>escludere Taipei dalle organizzazioni internazionali e agire a livello diplomatico (con iniziative politiche, economiche, ecc.) per ridurre gradualmente il numero di governi che riconoscono il Paese (al momento sono 12, oltre allo Stato del Vaticano; alcuni anni orsono erano 21);<\/li>\n<li>utilizzare societ\u00e0 con sede in altri Paesi, non riconducibili direttamente alla Cina ma controllate da Pechino, per investire in Taiwan (ai cittadini cinesi non \u00e8 consentito per la legge taiwanese) ed eludere cos\u00ec i controlli da parte di Taipei;<\/li>\n<li>attirare societ\u00e0 taiwanesi con investimenti sempre pi\u00f9 ampi nel mercato cinese sotto forma di\u00a0<em>joint venture<\/em>\u00a0e poi usare queste\u00a0<em>joint venture<\/em>\u00a0per investire altrove (anche a Taiwan);<\/li>\n<li>assumere in modo illegale ingegneri per accedere alle tecnologie destinate alla produzione di semiconduttori avanzati mediante societ\u00e0 \u201combra\u201d con sede in altri Paesi (<em>T<\/em><em>he Ministry of Justice Investigation Bureau Conducts Simultaneous Investigations into Illegal Poaching of High-Tech Talent by Chinese Enterprises in Taiwan, Release date\u00a02025\/03\/28<\/em>);<\/li>\n<li>interferire nella vita quotidiana sfruttando i mezzi offerti dalla globalizzazione con pressioni sugli attori politici ed economici e con attacchi\u00a0cyber (cosiddetto\u00a0<em>Sharp Power<\/em>);<\/li>\n<li>svolgere attivit\u00e0 di propaganda pro-riunificazione con una sofisticata manipolazione delle notizie per suggestionare le percezioni della societ\u00e0 taiwanese anche grazie a collaboratori locali, tra cui celebrit\u00e0 del mondo dello spettacolo, per aumentare la credibilit\u00e0 di quanto comunicato;<\/li>\n<li>utilizzare applicazioni per social media prodotte nella RPC per raccogliere e trasferire dati personali, effettuare propaganda (contro il Governo), avendo come target soprattutto i giovani tra i 18 ed i 29 anni, che risulterebbero i principali fruitori di queste app;<\/li>\n<li>reclutare personale delle istituzioni civili e militari (soprattutto in pensione) per creare reti di informatori e di \u201cbasisti\u201d;<\/li>\n<li>inviare regolarmente velivoli nella ADIZ (<em>Air Defense Identification Zone<\/em>), sia per logorare il sistema difensivo (uomini e mezzi) dell\u2019Isola costringendo Taiwan a mantenere alto il livello di attenzione (Taipei non fa decollare gli aerei in\u00a0<em>scramble<\/em>\u00a0in risposta a tutte le violazioni ma mantiene il personale in stato di prontezza per intervenire rapidamente qualora necessario) sia per assuefare la difesa taiwanese a tali incursioni e rendere meno \u201cattenta\u201d la percezione della minaccia.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191485 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/12.png\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ADIZ \u00e8 un\u2019area geografica dichiarata dai Taipei, ma non riconosciuta dalla Cina, che si estende oltre lo spazio aereo territoriale all\u2019interno della quale gli aeromobili sarebbero tenuti a rispettare speciali procedure d\u2019identificazione. L\u2019ADIZ, istituita nel 1953 nel contesto del trattato di mutua difesa tra Stati Uniti e Repubblica di Corea (del Sud), \u00e8 delimitata nello Stretto da una \u201clinea mediana\u201d tra la costa continentale e Taiwan, quale demarcazione non ufficiale che per anni ha fatto da confine informale con la Cina.<\/p>\n<p><strong><u>Le infiltrazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Una situazione di rilevo, segnalata dal\u00a0<em>National Security Bureau<\/em>\u00a0(NSB) taiwanese, riguarda l\u2019intensificarsi delle infiltrazioni cinesi in vari settori della societ\u00e0, tendenti sia a prendere di mira le unit\u00e0 militari e le agenzie governative sia a sviluppare reti di spionaggio sull\u2019Isola.<\/p>\n<p>Una metodica azione che si avvarrebbe anche della collaborazione con la criminalit\u00e0 organizzata locale, ricorrendo a \u201cfinanziamenti a fondo perduto\u201d come incentivo, per identificare il personale della Difesa e delle Istituzioni con problemi di liquidit\u00e0 ed invogliarli a fornire informazioni ed a monitorare dispiegamenti strategici (<em>Focus Taiwan CNA English News,\u00a0<\/em><em>China targets gangs, temples to infiltrate Taiwan:\u00a0<\/em><em>National Security Bureau, 04\/23\/2025<\/em>).<\/p>\n<p>Un fenomeno preoccupante per la sicurezza nazionale, in quanto secondo un rapporto del NSB il numero di individui perseguiti per spionaggio \u00e8 aumentato da 16 nel 2021 a 64 nel 2024 dei quali l\u201985% militari e poliziotti in pensione.<\/p>\n<p>I militari in pensione verrebbero spesso \u201cagganciati\u201d da agenti cinesi, con l\u2019offerta di denaro per reclutare colleghi in servizio, realizzare connessioni online, offrire incentivi finanziari e disponibilit\u00e0 a coprire i loro debiti o per creare organizzazioni che siano di supporto armato e da basi operative in caso di invasione (<em>C. Chun-hua, W. Su-wei and S. Lin, Majority of espionage cases involve active, ex-military personnel: NSB, Focus Taiwan, 04\/08\/2025<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La Strategia dell\u2019Anaconda: la morsa si stringe<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni le pressioni a scopo intimidatorio hanno avuto decise accelerazioni in concomitanza di particolari eventi che hanno interessato gli ambienti politici di Taiwan.<\/p>\n<p>Un\u2019azione condotta su pi\u00f9 livelli e in tutti i settori della societ\u00e0 definita dal comandante della Marina militare taiwanese la \u201cStrategia dell\u2019Anaconda\u201d (<em>Economist, China is using an \u201canaconda strategy\u201d to squeeze Taiwan, Oct 3rd 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto a partire dall\u2019agosto 2022 in occasione della visita a Taipei della speaker pro-tempore della Camera dei Rappresentanti\u00a0statunitense, Nancy Pelosi, con iniziative su pi\u00f9 fronti: esercitazioni militari, interventi diplomatici, cyberattacchi, campagne d\u2019influenza cognitiva (manipolazione informazioni, propaganda, narrativa, disinformazione e fake news).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191487 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzaHVD5agAAqobi.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>Dopo la visita di Nancy Pelosi le navi e gli aerei cinesi hanno iniziato a superare regolarmente l\u2019ADIZ, mentre prima evitavano di attraversare questa linea mediana. Da quel momento, l\u2019Esercito Popolare di Liberazione (<em>People Liberation Army<\/em>\/PLA) \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 aggressivo intorno allo Stretto e in tutta la regione con la condotta di esercitazioni aeronavali ad ampio raggio\u00a0oltre la \u201cPrima Catena di Isole\u201d e la pi\u00f9 lontana \u201cSeconda Catena di Isole\u201d (che si estende dal Giappone, est delle Filippine e lambisce il lato orientale dell\u2019Indonesia, comprendendo Palau e Guam) nell\u2019intento di realizzare l\u2019accerchiamento (di Taiwan), includendo sia il lancio di missili sia il blocco simulato dei collegamenti internazionali e delle rotte di navigazione.<\/p>\n<p>Nel 2023 la Cina ha inviato 1.709 aerei nella ADIZ rispetto ai 1.727 velivoli del 2022, ai 960 del 2021 e ai 380 del 2020 (<em>China Deployed Over 1,700 Military Planes Around Taiwan in 2023,\u00a0<\/em><em>Newsweek<\/em><em>\u00a0Jan 05, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Tra fine marzo e inizio aprile 2023, allorch\u00e9 la Presidente Tsai Ing-wen si trovava negli Stati Uniti e, in particolare, dopo l\u2019incontro con il Presidente della Camera Kevin McCarthy, il PLA ha effettuato esercitazioni su larga scala (anche a fuoco) di maggiore intensit\u00e0 di quelle svolte in risposta alla visita del Presidente Nancy Pelosi nell\u2019agosto 2022 (<em>China Power, \u201cTracking China\u2019s April 2023 Military Exercises around Taiwan\u201d, April 10, 2023, updated November 8, 2023<\/em>).<\/p>\n<p>Nel 2024 sono aumentate significativamente le attivit\u00e0 militari intorno a Taiwan, quale intenzione della RPC di incrementare la pressione come \u201creazione\u201d all\u2019elezione del Presidente Lai Ching-te.<\/p>\n<p>Il numero medio di incursioni dell\u2019aviazione cinese nella ADIZ (senza considerare le navi e gli aerei intorno alle isole periferiche di Kinmen e Matsu) \u00e8 passato da 141 al mese nel 2023 a oltre 300 al mese tra maggio e novembre 2024.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191486 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/13.png\" alt=\"\" width=\"973\" height=\"541\" \/><\/p>\n<p>Nel 2025 il trend delle incursioni si \u00e8 mantenuto oltre i 300 attraversamenti tra febbraio \u2013 luglio con una media di 338 al mese.<\/p>\n<p>Tali azioni sono integrate con palloni aerostatici, le cui dimensioni e carico utile lascerebbero presupporre che siano dedicati alla raccolta di dati atmosferici per sistemi radar e missilistici, piuttosto che per ordinarie esigenze.<\/p>\n<p>Il National Security Bureau dell\u2019Isola ha, inoltre, rilevato che i cyberattacchi ai computer della Difesa, dei dipartimenti\/agenzie governative e di aziende private di Taiwan sono raddoppiati nel 2024 rispetto all\u2019anno precedente, soprattutto in concomitanza con l\u2019aumento della tensione tra le due Nazioni, raggiungendo una media di 2,4 milioni di attacchi al giorno (1,2 milioni nel 2023), aggiungendo che la maggior parte di essi sono stati lanciati da gruppi informatici cinesi (<em>Y. Lee, Chinese cyberattacks on Taiwan government averaged 2.4 mln a day in 2024, report says, Reuters, January 6, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Secondo Google, anche la Corea del Nord e l\u2019Iran costituiscono una seria minaccia alla sicurezza informatica per la piccola Nazione insulare (<a href=\"https:\/\/www.thedefensepost.com\/author\/joe-saballa\/\"><em>J. Saballa<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em><em>China\u2019s Cyberattacks on Taiwan \u2018Rising\u2019: Google,\u00a0<\/em><em>The Defense Post, December 1, 2023<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il sabotaggio dei cavi sottomarini: una nuova potenziale gray zone?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019incremento delle attivit\u00e0 cinesi attorno a Taiwan, hanno iniziato a verificarsi danneggiamenti ai cavi sottomarini che rischiano di interrompere la connettivit\u00e0 internazionale (e con le isole periferiche) di Taipei. Una apparente forma di \u201cguerra psicologica\u201d che pu\u00f2 avere conseguenze di ampia portata, come paralizzare i mercati finanziari, l\u2019economia digitale, ostacolare le operazioni governative e limitare l\u2019accesso ad informazioni critiche (dovendo fare affidamento solo sui collegamenti forniti dai satelliti).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191488\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/14.png\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"1053\" \/><\/p>\n<p>Secondo la Guardia Costiera taiwanese le navi (cargo) sospettate di provocare tali danni sono soprattutto quelle che battono bandiere di \u201cconvenienza\u201d (o bandiere \u201combra\u201d) non direttamente collegabili a Pechino ma con equipaggi (almeno in parte) cinesi, come nel caso di una imbarcazione registrata togolese ma con capitano di nazionalit\u00e0 cinese (<em>K. Ewe and I-ting Chiang,\u00a0<\/em><em>Taiwan jails China captain for undersea cable sabotage in landmark case, BBC, 12 June 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Pechino, tuttavia, ha pi\u00f9 volte affermato di non essere responsabile di questi eventi e che il danneggiamento di cavi sottomarini \u00e8 un \u201ccomune incidente marittimo\u201d ed ha criticato le congetture di Taipei ed il \u201cdeliberato inquadramento delle minacce nella zona grigia\u201d.<\/p>\n<p>Nel novembre 2024, due importanti cavi sottomarini, uno che collega Finlandia e Germania ed un altro che collega Svezia e Lituania, sono stati danneggiati a distanza di 24 ore l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Una nave portarinfuse cinese, la Yipeng 3, \u00e8 stata poi scoperta mentre operava in modo sospetto vicino ad entrambi i cavi. Le indagini congiunte delle autorit\u00e0 marittime danesi, tedesche e svedesi hanno trovato prove fisiche di manomissione, sollevando il timore che Pechino stia impiegando tattiche simili di \u201czona grigia\u201d sia nelle acque del Pacifico sia in quelle europee.<\/p>\n<p>Queste interruzioni, che evidenziano la vulnerabilit\u00e0 di Taipei nel settore delle infrastrutture critiche, non sembra siano parte di uno sforzo per ostacolare seriamente la connettivit\u00e0 di Taiwan con il mondo, anche se potrebbero rientrare in una campagna di azioni intimidatorie di bassa intensit\u00e0 e\/o consistere in prove di attivit\u00e0 pi\u00f9 ampie in combinazione con altre operazioni quali forme di preparazione per un futuro isolamento dell\u2019Isola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La normalizzazione delle azioni anomale<\/u><\/strong><\/p>\n<p>A seguito dell\u2019esito delle elezioni presidenziali taiwanesi (13 gennaio 2024), dove ha prevalso ancora una volta l\u2019esponente del Democratic Progressive Party, Pechino ha ulteriormente inasprito l\u2019atteggiamento aggressivo con una serie d\u2019iniziative di natura militare, commerciale e di propaganda riconducibili a:<\/p>\n<p>\u2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sempre pi\u00f9 frequenti ingressi nell\u2019ADIZ con un numero maggiore di vettori aerei, navali e palloni aerostatici;<\/p>\n<p>\u2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sospensione (a partire dal 15 giugno 2024) delle concessioni tariffarie su 134 prodotti taiwanesi (tra cui oli di base per lubrificanti, biciclette da corsa e prodotti tessili) previste dall\u2019Accordo Quadro di Cooperazione Economica (Economic Cooperation Framework Agreement \u2013 ECFA) siglato nel 2010. La Cina aveva gi\u00e0 posto fine nel dicembre 2023 alle tariffe preferenziali su 12 prodotti, tra cui propilene, paraxilene e altri prodotti petrolchimici (Yi-feng Tao, Taiwan-U.S. Quarterly Analysis, Brookings, July 1, 2024);<\/p>\n<p>\u2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 azioni di disturbo e contrasto alla libert\u00e0 di movimento aereo\/marittimo nei cieli e nelle acque circostanti sia Formosa sia le isole periferiche prossime alla costa continentale;<\/p>\n<p>\u2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 apertura unilaterale di nuove estensioni della rotta aerea M503 nello Stretto, che si trova a meno di 8 km ad ovest della \u201clinea mediana\u201d, mettendo in discussione la capacit\u00e0 di Taipei di gestire il proprio spazio aereo e riducendo il tempo di preallarme e di reazione delle difese aeree. Qualora un velivolo civile dovesse deviare dalla rotta per condizioni meteorologiche avverse o per problemi meccanici, infatti, i controllori di volo del traffico di Taiwan avrebbero solo pochi secondi per reagire in modo appropriato all\u2019evento (Y. Wai Yee, China\u2019s change to flight path in sensitive Taiwan Strait raises safety concerns, The StraitsTimes, Jul 10, 2025).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191489\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/15.png\" alt=\"\" width=\"866\" height=\"698\" \/><\/p>\n<p>Tale pressione ha avuto un incremento tre giorni dopo il\u00a0<a href=\"https:\/\/english.president.gov.tw\/News\/6726\">discorso<\/a>\u00a0d\u2019insediamento del nuovo Presidente taiwanese Lai Ching-te (20 maggio 2024) con la preannunciata (e pianificata verosimilmente da tempo visto l\u2019ampio dispositivo dispiegato) esercitazione \u201cSpada Congiunta 2024A\u201d (<em>Joint Sword-2024A<\/em>), svoltasi nei giorni 23-24 maggio, che prevedeva come quella condotta l\u20198-10 aprile 2023 (<em>United Sharp Sword<\/em>), iniziata un giorno dopo il ritorno del Presidente pro-tempore di Taiwan da un viaggio in America Centrale e negli Stati Uniti, l\u2019impiego di consistenti forze aeronavali per creare una forma di blocco attorno a Taiwan.<\/p>\n<p>Da evidenziare che queste esercitazioni avvengono in occasione di eventi significativi connessi con attivit\u00e0 politiche e diplomatiche in ambito internazionale da parte dei vertici istituzionali di Taiwan, secondo quanto affermato dalle stesse autorit\u00e0 della RPC (<em>L. Ying-yu,\u00a0<\/em><em>Analyzing the PLA\u2019s \u2018Joint Sword\u2019 exercises,\u00a0<\/em><em>Taipei Times, May 28, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Prove d\u2019invasione dell\u2019Isola<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le esercitazioni \u201c<em>Joint Sword<\/em>\u201d hanno fornito al PLA la possibilit\u00e0 di attuare il dispiegamento su larga scala di assetti navali, aerei e altri mezzi in un contesto realistico e consentito ai comandanti di acquisire la necessaria esperienza di interoperabilit\u00e0 nella condotta di operazioni combinate.<\/p>\n<p>Queste attivit\u00e0 intendevano dimostrare la capacit\u00e0 di Pechino non solo di bloccare ma anche di impegnare in modo massiccio Taiwan da diverse direzioni d\u2019attacco (<em>S. Zulfiqar Ali,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/cscr.pk\/explore\/themes\/defense-security\/chinas-joint-sword-exercises\/\"><em>China\u2019s Joint Sword Exercises<\/em><\/a><em>, The Centre for Strategic and Contemporary Research, May 4, 2023<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191490\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Taiwan_China_map-attack-by-sea_101819.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"673\" \/><\/p>\n<p>Sebbene non indicassero un imminente attacco, come ha sottolineato Il Comandante del Comando U.S. dell\u2019Indo-Pacifico, l\u2019Ammiraglio Samuel Paparo,\u00a0le esercitazioni hanno assunto le sembianze di una prova per l\u2019invasione dell\u2019Isola, anche in considerazione della velocit\u00e0 \u201callarmante\u201d con cui le Forze Armate di Pechino procedono nel loro potenziamento (R. Nakamura and R. Tobita, China\u2019s drills appear to be \u2018rehearsal\u2019 for Taiwan invasion: U.S. admiral, Nikkei Asia May 29, 2024).<\/p>\n<p>L\u2019esercitazione \u201cSpada Congiunta 2024A\u201d ha visto la presenza di tutte e quattro le componenti del PLA (<em>Army, Navy, Air Force, Rocket Force<\/em>), coinvolgendo 19 navi della Marina, 16 navi della Guardia Costiera e 49 aerei (35 dei quali hanno attraversato la ADIZ), ed ha interessato cinque aree intorno a Taiwan e quattro pi\u00f9 piccole nei pressi della costa cinese, tra cui le isole di Kinmen e Matsu (<em>J. Dotson &amp; J. Harman, The PLA\u2019s Inauguration Gift to President Lai: The Joint Sword 2024A Exercise, Global Taiwan Institute,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/globaltaiwan.org\/2024\/06\/12\/\"><em>June 12, 2024<\/em><\/a>).<\/p>\n<p>L\u2019esercitazione \u00e8 stata la pi\u00f9 grande svolta dal PLA nelle vicinanze di Taiwan dall\u2019aprile 2023 (in occasione della visita della Presidente Tsai Ing-wen negli USA) ed ha evidenziato alcune nuove caratteristiche:<\/p>\n<ul>\n<li>pur essendo di dimensioni e portata inferiori a quella dell\u2019aprile 2023, ha investito una zona pi\u00f9 ampia rispetto a quella dell\u2019agosto 2022 (visita di Nancy Pelosi a Taipei) e si \u00e8 concentrata su cinque aree chiave, fondamentali per interrompere con un blocco aeronavale le linee commerciali per le importazioni di energia, \u201cstrangolare\u201d il commercio con l\u2019estero, bloccare le rotte per il supporto che alcuni alleati degli Stati Uniti forniscono all\u2019Isola e prevenire un intervento straniero qualora la RPC dovesse invadere o isolare Taiwan;<\/li>\n<li>l\u2019attivit\u00e0, oltre ad avere una forte connotazione propagandistica, si proponeva di verificare e migliorare le procedure di coordinamento interforze, concentrandosi sul perfezionamento delle capacit\u00e0 di attacco di precisione e sull\u2019integrazione della Guardia Costiera per praticare il \u201ccontrollo congiunto dell\u2019area di operazioni\u201d;<\/li>\n<li>per la prima volta \u00e8 avvenuto un significativo impegno della Guardia Costiera (16 navi), quale forza di supporto alle operazioni, intorno alle isole periferiche di Kinmen, Matsu, Wuqiu e Dongyin, nella condotta di attivit\u00e0 addestrative di Ordine e Sicurezza Pubblica (<em>Law Enforcement<\/em>) in simulate ispezioni di navi straniere.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il 14 ottobre 2024 la Cina ha lanciato l\u2019esercitazione\u00a0<em>Joint Sword-2024B<\/em>, in risposta al discorso tenuto il 10 ottobre dal Presidente Lai Ching-te per la Giornata Nazionale<a href=\"https:\/\/focustaiwan.tw\/politics\/202410100004\">\u00a0della Repubblica di Cina, coinvolgendo Marina, Aeronautica, Forze Missilistiche e Guardia Costiera.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191477 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/16.png\" alt=\"\" width=\"852\" height=\"654\" \/><\/p>\n<p>Nel corso della esercitazione, condotta in sei ampie aree operative (cinque nella precedente Joint Sword-2024A), il PLA ha effettuato 153 sortite con 125 velivoli (aerei, elicotteri e droni) intorno a Taiwan, di cui 111 sono entrati nella ADIZ; 17 navi della Marina e 17 navi della Guardia Costiera hanno operato attorno all\u2019Isola, con imbarcazioni che si sono spinte sino nelle immediate vicinanze della costa (D. Mahadzir, China Targets Taiwan in Major Military Exercise, Pentagon Condemns \u2018Irresponsible\u2019 Action, USNI, October 14, 2024).<\/p>\n<p>La Joint Sword-2024B ha visto anche l\u2019impiego della portaerei Liaoning (con decolli ed appontaggi) e delle navi di supporto a est di Taiwan nello strategico Canale di Bashi (il cui controllo \u00e8 fondamentale per interdire potenziali transiti navali stranieri), nonch\u00e9 una circumnavigazione dell\u2019Isola da parte delle navi della Guardia Costiera.<\/p>\n<p>L\u2019esercitazione del 14 ottobre, sebbene di dimensione relativamente ridotte in termini di durata (1 giorno) e di assetti coinvolti, ha mostrato:<\/p>\n<ul>\n<li>un maggior numero di sortite aeree rispetto alla precedente esercitazione di maggio;<\/li>\n<li>la prosecuzione negli scenari di accerchiamento e di blocco dell\u2019Isola con operazioni aeree e navali, piuttosto che orientati verso un\u2019invasione anfibia;<\/li>\n<li>il progressivo avvicinamento delle attivit\u00e0 militari sia all\u2019isola principale (Formosa) sia alle isole periferiche. Le sei aree di esercitazione dichiarate confinavano e\/o sconfinavano nella zona contigua di Taiwan (compresa tra le 12 e le 24 miglia nautiche dalla costa), quale significativa escalation della pressione contro la sovranit\u00e0 territoriale di Taipei;<\/li>\n<li>la conferma del nuovo ruolo della\u00a0<em>Chinese Coast Guard<\/em>\u00a0(CCG) che, integrata nel dispositivo interforze, ha operato con proprie unit\u00e0 nei pressi delle isole periferiche di Matsu e Dongyin.<\/li>\n<li><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191491 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/44-1024x700-1.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/44-1024x700-1.jpg 1024w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/44-1024x700-1-360x245.jpg 360w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"700\" \/><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il 9-11 dicembre 2024 il PLA ha condotto un\u2019esercitazione (senza nome) esclusivamente navale nei pressi di Taiwan e intorno alla Prima Catena delle Isole, in occasione del ritorno del Presidente William Lai dalla sua visita agli alleati diplomatici nel Pacifico.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0, non interforze e non su larga scala come le precedenti\u00a0<em>Joint Sword-2024<\/em>, mirava verosimilmente anche ad inviare un segnale alla nuova Amministrazione statunitense (subentrante a gennaio 2025) di dimostrazione di proiezione coinvolgendo 60 navi, quale prova di capacit\u00e0 navali nel Pacifico Occidentale paragonabili a quelle della 7<sup>a<\/sup>\u00a0Flotta USA con sede in Giappone (<a href=\"https:\/\/jamestown.org\/analyst\/cheng-kun-ma\/\"><em>Cheng-kun Ma<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/jamestown.org\/analyst\/k-tristan-tang\/\"><em>K. Tristan Tang<\/em><\/a><em>, Instead of Joint Sword-2024C, PLA Intensifies Winter Naval Training, The Jamestown\u00a0Foundation, December 20, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>A gennaio 2025 sono proseguite con regolarit\u00e0 operazioni aeronavali non preannunciate nei dintorni dell\u2019Isola, volte (probabilmente) a ribadire alla Comunit\u00e0 Internazionale che si trattavano di attivit\u00e0 militari di routine condotte in \u201cacque interne\u201d della RPC.<\/p>\n<p>Un discorso del Presidente Lai Ching-te del 13 marzo 2025, in cui ha esposto un programma di 17 misure per combattere lo spionaggio e le azioni di intrusione del PCC, e il viaggio a Washington del Presidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale (Joseph Wu), hanno originato la prima esercitazione interforze su larga scala del 2025, denominata\u00a0<em>Strait Thunder-2025<\/em>, svoltasi l\u20191-2 aprile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191492\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1724ece2ce498220921810.jpg\" alt=\"\" width=\"846\" height=\"432\" \/><\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 prevedeva, oltre alle manovre di blocco navale come le precedenti, la condotta di simulati attacchi di precisione contro infrastrutture energetiche, strutture portuali, centri di comando e siti di difesa aerea dell\u2019Isola.<\/p>\n<p>Gli assetti del PLA hanno operato principalmente nella parte centrale e meridionale dello Stretto di Taiwan, ma hanno inviato alcune navi, comprese quelle della Guardia Costiera, oltre la Prima Catena delle Isole. La\u00a0<em>Strait Thunder-2025A<\/em>\u00a0si \u00e8 concentrata principalmente sull\u2019addestramento alla identificazione e verifica, all\u2019avvertimento ed espulsione, all\u2019intercettazione e detenzione per testare le capacit\u00e0 delle forze nel controllo regionale, nel blocco congiunto e nell\u2019attacco di precisione (<em>J. Dotson &amp; J. Harman, The PLA\u2019s \u201cStrait Thunder-2025A\u201d Exercise Presents Further Efforts to Isolate Taiwan, Global Taiwan Institute,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/globaltaiwan.org\/2025\/04\/16\/\"><em>April 16, 2025<\/em><\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Kinmen: la Berlino Ovest dell\u2019Asia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Taipei amministra una serie di isole minori distanti pochi chilometri dalla costa cinese quali Kinmen (12 isolette per 157 km<sup>2<\/sup>), a 3 km dalla citt\u00e0 di Xiamen, e Matsu (19 isolette per 29 km<sup>2<\/sup>), a 16 km dalla citt\u00e0 di Fuzhou, e le Penghu (90 isolette per 140 km<sup>2<\/sup>) nell\u2019arcipelago delle Pescadores a 50 km a ovest di Taiwan.<\/p>\n<p>Gli arcipelaghi delle isole di Kinmen e delle Matsu sono stati oggetto in passato sia di tentativi falliti di sbarco nel 1949 da parte delle truppe comuniste sia d\u2019intensi bombardamenti sino agli anni \u201970, che stime locali valutano in circa un milione di colpi di artiglieria (cannoneggiamenti limitati negli ultimi anni al solo lancio di proietti con volantini di propaganda).<\/p>\n<p>Queste isole sono state anche al centro delle crisi dello Stretto di Taiwan del 1954-1955 e del 1958.<\/p>\n<p>Kinmen (\u201cporta dorata\u201d in mandarino), in particolare, era considerata durante la Guerra Fredda la \u201cBerlino Ovest dell\u2019Asia\u201d in quanto, circondata da tre lati dalle spiagge cinesi, risultava la localit\u00e0 pi\u00f9 avanzata del fronte internazionale anti-comunista in Estremo Oriente (Fulbright Taiwan, A Brief History of Kinmen).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191493\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/chinese-amphibs-landing.7a8119.jpg\" alt=\"\" width=\"867\" height=\"487\" \/><\/p>\n<p>In entrambe le crisi, gli Stati Uniti hanno impiegato propri assetti militari, comprese navi della Settima Flotta, per garantire alla guarnigione le capacit\u00e0 operative per difendere l\u2019isola e per mostrare la volont\u00e0 americana di sostenere Taiwan: una linea di confronto tra Cina e USA.<\/p>\n<p>Negli anni \u201950 e sino ai primi anni \u201960 l\u2019isola \u00e8 stata la base di partenza delle incursioni sul territorio cinese da parte di partigiani nazionalisti (supportati da consiglieri statunitensi), gran parte dei quali originari delle citt\u00e0 e dei villaggi della costa sud orientale cinese (<em>A. Rosselli, La resistenza anti comunista in Cina dopo il 1949, Storia Verit\u00e0, 30 ottobre 2024<\/em>).<\/p>\n<p>La situazione di queste isole periferiche viene paragonata al Donbass ucraino, tenuto conto che nel corso degli anni si \u00e8 rafforzato il rapporto tra le popolazioni delle due sponde, che parlano lo stesso dialetto ed hanno comuni identit\u00e0 storico-culturali e legami personali e familiari. Kinmen, tra l\u2019altro, riceve acqua potabile ed energia elettrica dalla Cina continentale.<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 stato riattivato il servizio di ferryboat tra le due isole e la Cina (avviato nel 2001 quando le relazioni tra Pechino e Taipei erano temporaneamente migliorate), sospeso nel febbraio 2020 a causa del covid 19, soprattutto per agevolare il rientro a casa nel tempo libero degli uomini d\u2019affari taiwanesi (<em>Ferry connections between countries, China to continue, Taipei Times, Mon, Feb 06, 2023<\/em>).<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento di Pechino verso queste isole \u00e8 cambiato a partire dalla visita a Taipei di Nancy Pelosi del 2-3 agosto 2022. Il 25 agosto di quell\u2019anno le Forze Armate di Taiwan hanno abbattuto \u2013 per la prima volta \u2013 un drone civile non identificato (ma proveniente dalla costa cinese) entrato nello spazio aereo nei pressi di Kinmen (<em>the Guardian,\u00a0<\/em><em>Taiwan shoots down drone off Chinese coast for first time, 1 Set 2022<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191476\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/17.png\" sizes=\"(max-width: 846px) 100vw, 846px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/17.png 742w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/17-80x70.png 80w\" alt=\"\" width=\"846\" height=\"732\" \/><\/p>\n<p>Progressivamente la pressione \u00e8 aumentata, secondo la tattica del \u201c<em>salami slicing<\/em>\u201d (affettare il salame), soprattutto dopo l\u2019elezione del nuovo Presidente taiwanese (13 gennaio 2024), con la regolare presenza di navi della Guardia Costiera cinese, il pattugliamento di velivoli e l\u2019invio di palloni areostati \u00a0intorno a queste isole per confermare che non esistono zone \u201coff-limit\u201d per Pechino nello Stretto di Taiwan, considerato un \u201cmare interno\u201d.<\/p>\n<p>La morte (per annegamento) di due pescatori cinesi, avvenuta il 14 febbraio 2024, a seguito del rovesciamento del battello, mentre era inseguito da una nave della Guardia Costiera taiwanese in quanto si era avvicinato troppo alle spiagge di Kinmen e rifiutava di farsi ispezionare, ha provocato un ulteriore inasprimento della tensione offrendo il pretesto a Pechino di iniziare a ispezionare i battelli turistici e pescherecci taiwanesi (<em>K. Ng, Taiwan: Two Chinese fishermen die after sea chase with coastguard, BBC, 15 February 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Il rafforzamento delle attivit\u00e0 di controllo (<em>law enforcement<\/em>) da parte della Guardia Costiera cinese ha portato ad abbordare il 19 febbraio 2024 un\u2019imbarcazione turistica taiwanese nei pressi delle isole vicine alla costa continentale per esaminare i documenti di navigazione, lasciandola ripartire dopo mezz\u2019ora (<em>Reuters, China coast guard boarded Taiwanese boat near frontline islands, Taiwan says, February 19, 2024<\/em>), ed a sequestrare nelle sue acque territoriali il 2 luglio 2024 un peschereccio per pesca illegale, costringendolo a raggiungere un porto sulla costa della Cina (<em>C. Buckley and A. Chang Chien, China Seizes Taiwanese Fishing Boat in Latest Uptick in Tensions, July 3, 2024<\/em>). La Cina aveva gi\u00e0 sequestrato 17 pescherecci taiwanesi dal 2003 ma l\u2019ultimo evento risaliva al 2007.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191494\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PLAN_Type_726A_LCAC_China_3.jpg\" alt=\"\" width=\"847\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p>L\u2019importanza di Kinmen e Penghu, anche per aspetti di fermezza nei confronti della pressione cinese, ha determinato \u2013 come ammesso dal Ministro della Difesa di Taipei \u2013 lo stazionamento di forze speciali statunitensi per addestrare unit\u00e0 taiwanesi dislocate sulle isole secondo il\u00a0<em>U.S. National Defense Authorization Act\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/docs.house.gov\/billsthisweek\/20221205\/BILLS-117hres_-SUS.pdf\"><em>for Fiscal Year 2023<\/em><\/a>\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.taiwannews.com.tw\/en\/journalist\/7\"><em>K. Everington<\/em><\/a><em>, Taiwan confirms presence of US Green Berets on outer islands, Taiwan News, Mar. 15, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>La presenza permanente di truppe statunitensi nel Paese, riconosciuta per la prima volta dalla Presidente Tsai Ing-wen in un\u2019intervista alla CNN del 28 ottobre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.taiwannews.com.tw\/en\/news\/4327851\">2021<\/a>, assume anche una funzione di deterrenza nei confronti della Cina qualora intenda intervenire militarmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La Grande Strategia Cinese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La \u201cgrande strategia cinese\u201d, quale approccio generale di Pechino nel perseguire i propri interessi nazionali con l\u2019utilizzo coordinato di mezzi politici, militari, economici, infrastrutturali, diplomatici e culturali, \u00e8 caratterizzata da una visione strategica a livello mondiale contraddistinta da una condotta penetrante ma paziente e di basso profilo, a differenza degli strateghi occidentali che vedono il mondo come una partita a scacchi (alla ricerca della battaglia decisiva).<\/p>\n<p>Una impostazione che ricorda il gioco da tavolo Wei Qi (scritto anche Wei-Ch\u2019i), considerato dalla maggior parte degli esperti orientali il pi\u00f9 grande gioco di abilit\u00e0 strategica del mondo, superando di gran lunga gli scacchi per complessit\u00e0 e portata.<\/p>\n<p>Le regole di Wei Qi, che significa \u201cgioco di accerchiamento\u201d (del nemico a lungo termine) o \u201cscacchi di accerchiamento\u201d, prevedono di catturare un territorio posizionando segnalini sulla scacchiera, secondo il primo principio del trattato di strategia militare \u201cL\u2019 Arte della Guerra\u201d del generale e filosofo cinese Sun Tzu (vissuto probabilmente fra il VI e il V secolo a.C.) di \u201cvincere guerre senza battaglie\u201d (raggiungere l\u2019obiettivo senza distruggerlo).<\/p>\n<p>Una delle principali pedine della grande strategia cinese \u00e8 rappresentata dalla Marina Militare.<\/p>\n<p>Come affermava nella seconda met\u00e0 del XVI secolo Sir Walter Raleigh (1552-1618), navigatore, corsaro e poeta inglese (componente di spicco dei famosi\u00a0<em>Sea Dogs<\/em>), \u201c[\u2026]\u00a0<em>perch\u00e9 chi comanda il mare comanda il commercio; chi comanda il commercio del mondo comanda le ricchezze del mondo e, di conseguenza, il mondo stesso<\/em>\u201d. E solo una adeguata Marina Militare \u00e8 in grado di tutelare la propria Marina Mercantile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019approntamento delle Forze Armate Cinesi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese ha pubblicato il 24 luglio 2019 il Libro Bianco \u201cLa Difesa Nazionale nella Nuova Era\u201d (<em>China\u2019s National Defense in the New Era<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191474 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/18.png\" sizes=\"(max-width: 1620px) 100vw, 1620px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/18.png 1620w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/18-1024x363.png 1024w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/18-1536x545.png 1536w\" alt=\"\" width=\"1620\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>Il Libro Bianco sottolinea che America e Cina sono ormai superpotenze in competizione e che le Forze Armate di Pechino si stanno potenziando per essere in grado di sfidare Washington.<\/p>\n<p>Il documento indica i \u201cseparatisti\u201d di Taiwan, del Tibet e dell\u2019Est Turkestan (Regione autonoma dello Xinjiang) le principali minacce per la Cina, unitamente ai pericoli delle dispute territoriali, e pone in evidenza il ruolo degli Stati Uniti sottolineando che \u201c<em>Paesi esterni alla regione conducono frequenti ricognizioni ravvicinate sulla Cina per via aerea e marittima ed entrano illegalmente nelle acque territoriali cinesi e nelle acque e nello spazio aereo vicino alle isole e alle barriere coralline cinesi, minando la sicurezza nazionale della Cina<\/em>\u201c. In tale contesto, gli obiettivi della difesa nazionale per salvaguardare con determinazione la sovranit\u00e0, la sicurezza e gli interessi di Pechino sono definiti in ordine prioritario:<\/p>\n<ul>\n<li>dissuadere e resistere alle aggressioni (<em>to deter and resist aggression<\/em>);<\/li>\n<li>salvaguardare la politica di sicurezza nazionale, la sicurezza della popolazione e la stabilit\u00e0 sociale (<em>to safeguard national political security, the people\u2019s security, and social stability<\/em>);<\/li>\n<li>opporsi e contenere la \u201cindipendenza di Taiwan\u201d (<em>to oppose and contain \u201cTaiwan independence\u201d<\/em>);<\/li>\n<li>reprimere i sostenitori di movimenti separatisti come la \u201cindipendenza del Tibet\u201d e la creazione del \u201cEst Turkistan\u201d (<em>to crack down on proponents of separatist movements such as \u201cTibet independence\u201d and the creation of \u201cEast Turkistan\u201d<\/em>);<\/li>\n<li>salvaguardare la sovranit\u00e0 nazionale, l\u2019unit\u00e0, l\u2019integrit\u00e0 territoriale e la sicurezza (<em>to safeguard national sovereignty, unity, territorial integrity, and security<\/em>);<\/li>\n<li>salvaguardare i diritti e gli interessi marittimi della Cina (<em>to safeguard the PRC\u2019s maritime rights and interests<\/em>);<\/li>\n<li>salvaguardare gli interessi di sicurezza della Cina nello spazio, nello spettro elettromagnetico e nel cyberspazio (<em>to safeguard the PRC\u2019s security interests in outer space, the electromagnetic spectrum, and cyberspace<\/em>);<\/li>\n<li>salvaguardare gli interessi della Cina all\u2019estero (<em>to safeguard the PRC\u2019s overseas interests<\/em>);<\/li>\n<li>supportare lo sviluppo sostenibile del Paese (<em>to support the sustainable development of the country<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191495 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/A121-1_0.jpg\" sizes=\"(max-width: 1260px) 100vw, 1260px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/A121-1_0.jpg 1260w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/A121-1_0-1024x680.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"1260\" height=\"837\" \/><\/p>\n<p>I tre traguardi strategici per lo sviluppo della difesa nazionale e delle Forze Armate nel citato Libro Bianco del 2019 (\u201cNuova Era\u201d) sono:<\/p>\n<ul>\n<li>entro il 2020 (meccanizzazione): raggiungere la \u201cmeccanizzazione\u201d con un\u2019informatizzazione significativamente potenziata e con capacit\u00e0 strategiche notevolmente migliorate;<\/li>\n<li>entro il 2035 (modernizzazione): completare l\u2019aggiornamento della dottrina, della struttura organizzativa, del personale militare, degli armamenti e degli equipaggiamenti, di pari passo con la modernizzazione del Paese, e completare il processo di rinnovamento della difesa nazionale e delle Forze Armate;<\/li>\n<li>entro il 2049 (Forza Armata di livello mondiale): trasformare l\u2019Esercito Popolare di Liberazione (PLA) in una Forza di \u201clivello mondiale\u201d per renderlo in grado di sostenere con successo un confronto militare (<em>peer to peer<\/em>) con una potenza di pari capacit\u00e0, in coincidenza con il centenario della Repubblica Popolare di Cina (<em>S. TRADOC, How China Fights in Large-Scale Combat Operations, 30 April 2025<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2020 \u00e8 stata aggiunta anche una nuova fase intermedia per il 2027: accelerare lo sviluppo integrato della meccanizzazione, dell\u2019informatizzazione e dell\u2019intelligenza artificiale, per garantire una Forza pronta al combattimento entro il centenario dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191475 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/19.png\" alt=\"\" width=\"929\" height=\"653\" \/><\/p>\n<p>Secondo i Libri Bianchi sulla Difesa Nazionale (<em>China\u2019s National Defense in 2010<\/em>;\u00a0<em>China\u2019s Military Strategy 2015<\/em>) ed i materiali didattici del PLA, come \u201cLa Scienza della Strategia Militare\u201d (<em>The Science of Military Strategy 2001, 2013<\/em>) la meccanizzazione \u00e8 definita come segue:<\/p>\n<p>\u201c<em>Le forze di combattimento sono equipaggiate principalmente con armi meccanizzate moderne, possiedono un certo grado di mobilit\u00e0 tridimensionale e capacit\u00e0 di combattimento coordinato e sono in grado di svolgere operazioni congiunte in condizioni di informatizzazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Lo sviluppo di un sistema GNSS (<em>Global Navigation Satellite System<\/em>) di navigazione satellitare autonomo, il BeiDou System, consente a Pechino di non dipendere pi\u00f9 dal sistema statunitense GPS che gli USA potrebbero bloccare in caso di crisi o di conflitto, come \u00e8 avvenuto in occasione della \u201cterza crisi dello Stretto\u201d (luglio 1995-marzo 1996). La crisi era stata originata dalla decisione del Presidente della Repubblica di Taiwan di cercare un maggiore riconoscimento internazionale come \u201cPaese separato\u201d.<\/p>\n<p>Questa azione \u00e8 stata vista come una sfida alla politica della \u201cuna sola Cina\u201d di Pechino, secondo la quale Taiwan era (ed \u00e8) parte integrante della Cina. In risposta, la RPC ha avviato una serie di esercitazioni nello Stretto di Taiwan (esercitazioni a fuoco, test missilistici e simulazioni di invasioni anfibie) con l\u2019obiettivo di intimidire Taipei e dimostrare la propria determinazione a riunificare l\u2019Isola.<\/p>\n<p>Con il BeiDou System la Cina ha raggiunto l\u2019indipendenza satellitare, che garantisce una copertura globale ad alta precisione nel settore civile, industriale e, soprattutto, militare. I dati di posizionamento e di sincronizzazione del sistema consentono di migliorare l\u2019accuratezza dei missili balistici con correzione della traiettoria in tempo reale, aumentando la precisione dell\u2019impatto e l\u2019efficacia e letalit\u00e0 dell\u2019arsenale missilistico.<\/p>\n<p>Pechino ha, inoltre, lanciato il 5 agosto 2024 il primo lotto di 18 satelliti della Costellazione G60, quale primo passo per la creazione di una rete di 15.000 satelliti in orbita terrestre bassa entro il 2030 in grado di fornire servizi a banda larga e multimediali. Questa costellazione dovrebbe supportare varie applicazioni come l\u2019innovazione dei dispositivi mobili, la guida autonoma, la prevenzione delle catastrofi e l\u2019accesso ad Internet. Le applicazioni in campo militare della G60, simile alla Costellazione Starlink, riguarderanno il comando e controllo, la guerra elettronica e l\u2019impiego dei droni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il grande sogno<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il Presidente Xi Jinping ha avviato la riforma delle Forze Armate nel 2016 con l\u2019obiettivo di realizzare \u201cil sogno di un esercito potente\u201d in grado di affrontare alla pari le Forze Armate statunitensi.<\/p>\n<p>Il 31 dicembre 2015, Xi Jinping ha presieduto alla cerimonia di consegna delle bandiere dell\u2019Esercito, delle Forze Missilistiche e delle Forze di Supporto Strategico. Il giorno di Capodanno del 2016, il Partito Comunista Cinese ha pubblicato le \u201cOpinioni sull\u2019approfondimento della riforma della Difesa Nazionale e delle Forze Armate\u201d.<\/p>\n<p>Con l\u2019aumento delle spese per la Difesa sono stati innovati nel tempo l\u2019organizzazione e gli equipaggiamenti del PLA, superando le Nazioni vicine in termini di capacit\u00e0 militari (<em>U.S. Department of Defense, Military and Security Developments Involving the People\u2019s Republic of China, 2023<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191496\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/message-editor_1530836117948-ap_18116383946323-1.jpg\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"491\" \/><\/p>\n<p>La riforma ha anche accentrato nel Chairman del CMC (<em>Central Military Commission<\/em>), Xi Jinping, il pieno controllo del\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/People%27s_Liberation_Army\"><em>People\u2019s Liberation Army<\/em><\/a>\u00a0(PLA),\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/People%27s_Armed_Police\"><em>People\u2019s Armed Police<\/em><\/a>\u00a0(PAP) e\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Militia_(China)\"><em>Militia<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>La Repubblica Popolare Cinese ha iniziato a modernizzare le Forze Armate gi\u00e0 a partire dal 1993, avendo riscontrato il significativo divario con gli Stati Uniti dopo la Prima Guerra del Golfo (1990-1991). L\u2019Esercito Popolare di Liberazione ha di conseguenza avviato un programma di rinnovamento che consenta entro il 2035 di raggiungere la parit\u00e0 (se non la superiorit\u00e0) con gli USA o con qualsiasi altra potenza concorrente entro il 2049, anno del centenario della RPC e termine della vittoriosa guerra civile. La Cina ritiene di poter raggiungere questi obiettivi perseguendo un triplice approccio:<\/p>\n<ul>\n<li>trasformazione dottrinale e rigore ideologico;<\/li>\n<li>sfruttamento della tecnologia per modellare il carattere dei conflitti moderni (strategie, modalit\u00e0 di condotta, mezzi ed equipaggiamenti);<\/li>\n<li>innovazione dei metodi di addestramento per compensare la mancanza di esperienza in combattimento (<em>\u00a0M. McInnis, Russia and China look at the future of war, Institute for the Study of War, September 2023<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u201911 aprile 2023, il Presidente Xi ha tenuto un discorso al Comando del Teatro Sud in cui ha ordinato alle Forze Armate di \u201c[\u2026]\u00a0<em>potenziare l\u2019addestramento in condizioni di combattimento reali, approfondire lo studio della guerra e degli aspetti operativi, rinnovare i concetti di combattimento e i metodi di combattimento e addestramento, e intensificare l\u2019addestramento force-on-force sulla base dei piani operativi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019addestramento \u201c<em>force-on-force<\/em>\u201d \u00e8 una forma avanzata di addestramento operativo che simula situazioni di combattimento reali utilizzando armi non letali, come softair o simunition, contro avversari che interagiscono attivamente. Questo tipo di attivit\u00e0 mira a testare le capacit\u00e0 di risposta di un individuo in situazioni di stress elevato, sia a livello fisico sia psicologico.<\/p>\n<p>Xi ha proseguito sottolineando inoltre che (le Forze Armate) \u201c[\u2026]\u00a0<em>dovrebbero sviluppare nuove tipologie di forze e di mezzi da combattimento e accelerare gli sforzi per incorporare nuovi equipaggiamenti e nuove forze nelle capacit\u00e0 di combattimento attuali\u201d<\/em>\u00a0(<em>Xinhua,\u00a0<\/em><em>Xi inspects navy of PLA Southern Theater Command, 2023-04-13<\/em>).<\/p>\n<p>Nella circostanza, il Presidente Xi ha dato istruzioni al PLA di essere pronto entro il 2027 per una \u201ccontingenza Taiwan\u201d, anche se ci\u00f2 non significa che abbia deciso di procedere con l\u2019invasione dell\u2019Isola nel 2027 o in un altro anno (<em>T. Hosoda, Japan and the Taiwan \u2018Contingency\u2019, Sinopsis,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/sinopsis.cz\/en\/2023\/05\/\"><em>3.5.2023<\/em><\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>In preparazione del piano di \u201ccontingenza Taiwan\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In previsione della \u201ccontingenza Taiwan\u201d la Cina avrebbe ampliato uno dei suoi centri di addestramento nella Mongolia Interna con nuove strutture (<em>mock-up<\/em>) simili ai palazzi governativi di Taipei. L\u2019iniziativa segnala il crescente impegno di Pechino nella condotta di realistiche esercitazioni volte a preparare le forze del PLA ai combattimenti nella Capitale ed in particolare alla \u201cdecapitazione\u201d della leadership taiwanese, oltre che intimidire ulteriormente i leader e l\u2019opinione pubblica (<em>ISW, China-Taiwan Weekly Update, October 10, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Tenuto conto, inoltre, delle difficolt\u00e0 nella condotta di un\u2019operazione anfibia su larga scala in quanto le aree idonee allo sbarco di truppe ed equipaggiamenti pesanti sono condizionate dalla natura delle coste e dalla limitata capacit\u00e0 di scarico sulle spiagge, L\u2019Esercito Popolare di Liberazione sta individuando soluzioni per diversificare sia i metodi sia i luoghi in cui possa immettere le forze in Taiwan. Ci\u00f2 anche nella considerazione che, come ha scoperto la Russia durante l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, la conquista degli aeroporti per consentire alle truppe di affluire per via aerea potrebbe non risultare di facile attuazione poich\u00e9 le piste di atterraggio possono essere difese e rapidamente rese inutilizzabili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191497 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4j7ydVa8AACMSk.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<p>Nel 2023 la Russia avrebbe fornito al PLA armi ed attrezzature per equipaggiare reparti aviotrasportati, nonch\u00e9 attrezzature speciali necessarie per l\u2019infiltrazione aviotrasportata delle forze speciali, unitamente all\u2019addestramento degli operatori e del personale tecnico all\u2019uso di tali materiali ed al trasferimento di tecnologie che dovrebbero consentire alla Cina di aumentare la produzione di armi e attrezzature militari analoghi.<\/p>\n<p>Il supporto di Mosca avrebbe previsto anche la possibilit\u00e0 di paracadutare mezzi corazzati sui campi da golf o su altre aree aperte con terreno solido nei pressi dei porti e degli aeroporti di Taiwan per consentire alle truppe d\u2019assalto aereo d\u2019incrementare significativamente la loro capacit\u00e0 di combattimento e prendere rapidamente il controllo di queste infrastrutture per aprire la strada allo sbarco delle aliquote di rinforzo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191498\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/20.png\" sizes=\"(max-width: 873px) 100vw, 873px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/20.png 737w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/20-80x70.png 80w\" alt=\"\" width=\"873\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p>I materiali forniti sono compatibili con gli aerei Il-76\/78 di fabbricazione russa e con attrezzature e piattaforme paracadutabili utilizzate per l\u2019atterraggio dei veicoli (capacit\u00e0 dimostrata dalle forze russe durante la recente esercitazione Zapad). Gli accordi prevedono anche l\u2019invio di istruttori per addestrare i piloti e i membri dell\u2019equipaggio cinesi all\u2019atterraggio con tale tecnica (<em>O. Danylyuk\u00a0and J.\u00a0Watling, How Russia is Helping China Prepare to Seize Taiwan, RUSI, 26 September 2025<\/em>).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>La \u201cmalattia della pace\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il timore, tuttavia, di Xi Jinping \u00e8 che le Forze Armate non siano pronte a sostenere un conflitto convenzionale su larga scala (simile a quello russo-ucraino) perch\u00e9 afflitte, a suo dire, dalla sindrome della \u201cmalattia della pace\u201d.<\/p>\n<p>Il PLA, infatti, ha sostenuto gli ultimi combattimenti oltre 40 anni fa a seguito dell\u2019offensiva lanciata nel febbraio-marzo 1979 contro il Vietnam, considerata la pi\u00f9 grande operazione dai tempi della Guerra di Corea (1950 \u2013 1953), in risposta all\u2019invasione della Cambogia da parte di Hanoi, che aveva posto fine al regime di terrore dei Khmer Rossi sostenuto da Pechino.<\/p>\n<p>L\u2019esercito cinese gi\u00e0 allora aveva dimostrato sul campo limiti nelle proprie capacit\u00e0 operative per le tattiche utilizzate (attacchi ad ondate con elevate perdite).<\/p>\n<p>Gli scontri di confine sono proseguiti per tutti gli anni \u201980, compreso un significativo combattimento nell\u2019aprile 1984. Nel 1988 Cina e Vietnam hanno sostenuto anche una cruenta battaglia navale al largo delle isole Spratly. Il conflitto \u00e8 terminato definitamente nel 1989 quando i Vietnamiti si sono ritirati dalla Cambogia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191499 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzG_30GagAAyxEA.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Il Giornale Ufficiale dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione (edizione del 21 giugno 2018) riporta una delle prime esternazioni di Xi Jinping relativa al fatto che i militari cinesi soffrirebbero di una sorta di \u201cmalattia della pace\u201d (<em>heping bing<\/em>) che li renderebbe inadeguati a combattere. Tale affermazione risale al marzo del 2018, durante la doppia sessione annuale dell\u2019Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese, quando il Presidente Xi, intervenendo in una riunione plenaria dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione e della delegazione delle forze di polizia, ha sottolineato come bisognasse \u201ccurare\u201d vigorosamente la \u201cmalattia della pace\u201d ed addestrare i\u00a0Cinesi a fare la guerra e ad esercitarci in modo mirato.<\/p>\n<p>Nel luglio 2016, durante la battaglia di Juba (Sud Sudan), tra le forze governative e i ribelli, le Nazioni Unite avevano incaricato i peacekeeper cinesi di proteggere i civili dalle formazioni di insorti. I soldati del PLA avrebbero invece abbandonato le loro posizioni unitamente alle armi e munizioni, lasciando i civili, di cui erano responsabili, alle violenze dei guerriglieri, come \u00e8 emerso da alcune investigazioni indipendenti (<em>J. Burke,\u00a0<\/em><em>UN peacekeepers refused to help as aid workers were raped in South Sudan \u2013 report, The Guardian, Thu 6 Oct 2016<\/em>). Il governo cinese ha tuttavia smentito questa versione dei fatti, rigettando le accuse come \u201cspeculazioni maliziose\u201d (<em>Reuters, China denies allegations its peacekeepers abandoned South Sudan posts, October 11, 2016<\/em>).<\/p>\n<p>Secondo Xi, la \u201cmalattia della pace\u201d \u00e8 un corrosivo fatale per l\u2019efficacia del combattimento, erode la predisposizione dei soldati nei confronti della guerra e mina l\u2019entusiasmo per l\u2019addestramento.<\/p>\n<p>Solo rimuovendo tale \u201cmalattia\u201d con provvedimenti efficaci, trattando sia i sintomi sia le cause profonde, sar\u00e0 possibile \u2013 a suo dire \u2013 concentrarsi sulla preparazione ad un conflitto. L\u2019espressione \u201cmalattia della pace\u201d \u00e8 stata riutilizzata in tempi pi\u00f9 recenti, soprattutto dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina (<em>The Economist, Xi Jinping worries that China\u2019s troops are not ready to fight,\u00a0<\/em><em>Nov 6th 2023<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Corruzione e purghe<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il processo di rinnovamento delle Forze Armate ha consentito di modificare il sistema organizzativo di controllo, collocare in pensione e sostituire gradualmente molti ufficiali generali e funzionari di alto rango (<em>Politico, China\u2019s Xi goes full Stalin with purge, December 6, 2023<\/em>) ed accentuare la campagna anti-corruzione avviata da Xi Jinping sin dal\u00a0<em>18<sup>th<\/sup>\u00a0Central Committee del PCC\u00a0<\/em>(<em>18<sup>th<\/sup>\u00a0CPC National Congress on Nov. 14, 2012<\/em>).<\/p>\n<p>Il recente rapporto del\u00a0<em>Director of National Intelligence<\/em>\u00a0USA (DNI) evidenzia come il fenomeno della corruzione, malgrado gli sforzi di Xi, continui ad essere presente a tutti i livelli del governo della Repubblica Popolare di Cina (RPC) e in tutto il Partito Comunista Cinese (PCC). Il rapporto sottolinea che \u201c[\u2026]\u00a0<em>la corruzione in Cina \u00e8 dovuta principalmente a caratteristiche strutturali che centralizzano il potere, evitano controlli indipendenti o responsabilit\u00e0 \u2013 specialmente a livello provinciale \u2013 e producono incentivi perversi per l\u2019avanzamento politico e l\u2019arricchimento finanziario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il resoconto del DNI ha rilevato che dal 2012 al 2022 sono stati indagati quasi 5 milioni di funzionari del governo della RPC e del PCC, dei quali 4,7 milioni sono stati giudicati colpevoli; nel 2024 la campagna anticorruzione ha preso di mira pi\u00f9 di cinquanta alti dirigenti governativi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191500\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1724ece2c3a98220920375.jpg\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p>La corruzione, sempre secondo tale rapporto, sarebbe fortemente radicata in tutti i settori dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione e dell\u2019industria della Difesa, anche dopo che Xi ha avviato la campagna anti-corruzione dal 2012 (<em>Office of the Director of National Intelligence, Wealth and Corrupt Activities of the Leadership of the Chinese Communist Party, March 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Il fenomeno corruttivo riguarderebbe promozioni a pagamento, la supervisione di programmi di ricerca, acquisizione e sviluppo di nuovi equipaggiamenti e di progetti relativi alla modernizzazione di silos missilistici terrestri nucleari e convenzionali (<em>U.S. Department of Defense, Military and Security Developments Involving the People\u2019s Republic of China, Annual Report to Congress 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Dal XX Congresso Nazionale del Partito, tenutosi nell\u2019ottobre 2022, pi\u00f9 di 20 alti ufficiali del PLA provenienti da tutte e quattro le Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Forze Missilistiche) sono scomparsi dalla scena pubblica o rimossi dai loro incarichi.<\/p>\n<p>Un recente provvedimento ha visto il Partito Comunista Cinese rimuovere nove generali di alto rango (la maggior parte dei quali generali a tre stelle) che facevano parte del Comitato Centrale del Partito in quella che \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grandi operazioni di \u201crisanamento pubblico\u201d delle F.A. degli ultimi decenni. I nove ufficiali, sospettati di gravi reati finanziari secondo quanto riportato in una dichiarazione rilasciata dal Ministero della Difesa cinese, sono stati anche espulsi dalle forze armate.<\/p>\n<p>L\u2019epurazione risulterebbe fa parte di un\u2019importante ristrutturazione della leadership dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione (PLA) e riflettere il continuo scetticismo di Xi Jinping riguardo alla lealt\u00e0 politica dell\u2019\u00e9lite militare (T. Wong, Chinese Communist Party expels top generals in sweeping military crackdown, BBC, 17 October 2025).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191501\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/unnamed-1.jpg\" alt=\"\" width=\"861\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>Tali epurazioni costituiscono, tuttavia, una battuta d\u2019arresto per Xi, che ha investito un ingente budget nello sviluppo di nuovi equipaggiamenti come parte degli sforzi di ammodernamento per avere Forze Armate \u201cdi classe mondiale\u201d entro il 2050, con il bilancio della Difesa aumentato ad un ritmo pi\u00f9 veloce dell\u2019economia (la spesa nel 2024 \u00e8 cresciuta del 7% per raggiungere i 314 miliardi di dollari, la met\u00e0 del totale regionale e secondo bilancio mondiale dopo quello USA di 997 dollari (SIPRI Yearbook 2025).<\/p>\n<p>Tra le possibili motivazioni di queste \u201cpurghe\u201d, oltre alla lotta alla corruzione, vi sono la gestione dei contrasti tra fazioni, l\u2019affermazione del proprio ruolo di autocrate anziano, il superamento della limitata esperienza militare e il seguire precedenti storici per il pieno controllo della Difesa.<\/p>\n<p>\u00c8 da ritenere, tuttavia, che tali provvedimenti porteranno a nomine basate sulla fedelt\u00e0 e potrebbero compromettere l\u2019efficacia operativa del PLA, generando insicurezza e dissapori tra gli ufficiali ed indebolendo il morale e la prontezza al combattimento.<\/p>\n<p>Analisti ritengono che il periodico \u201cgiro di vite\u201d (che ha interessato anche due ministri della Difesa e uno degli Esteri e soprattutto i vertici delle\u00a0<em>Rocket Force<\/em>) e il problema cronico della corruzione all\u2019interno delle Forze Armate potrebbero dissuadere Xi dal rischiare confronti\u00a0<em>peer to peer<\/em>\u00a0(capacit\u00e0 uguali o simili) con altre Forze Armate nei prossimi 5-10 anni per mancanza di fiducia nei propri diretti comandanti (<em>Indo-Pacific Defense Forum,\u00a0<\/em><em>Xi may not control, trust the CCP\u2019s military, analysts say, May 18, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il potenziamento delle capacit\u00e0 operative del PLA<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Consapevole della mancanza di \u201cesperienza sul campo\u201d Pechino ha avviato da tempo una serie di iniziative per migliorare l\u2019approntamento, la coesione e le capacit\u00e0 combat delle Forze Armate, incrementando sensibilmente le attivit\u00e0 addestrative congiunte, prevalentemente con la Russia a partire dal 2003 e di recente con altri Paesi \u201camici\u201d. Dal 2024 la Cina ha esteso le esercitazioni con la Bielorussia, Egitto, Iran, Laos, Tanzania e recentemente con il Vietnam.<\/p>\n<p>Quasi un terzo delle oltre 90 esercitazioni terrestri, navali, aeree e multidominio svolte dal 2003 tra Russia e Cina sono avvenute dal febbraio 2022 dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte di Mosca con un maggiore impegno in termini di dimensioni, unit\u00e0 coinvolte e portata geografica (<a href=\"https:\/\/merics.org\/en\/team\/hugo-von-essen\"><em>H. von Essen<\/em><\/a><em>, Joint military exercises signal deepening Russia-China strategic alignment, Mercator Institute for China Studies, May 07, 2025<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191502\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/17453abb70e98962160625.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"547\" \/><\/p>\n<p>Pietra miliare di questa nuova concezione \u00e8 stata l\u2019esercitazione a fuoco \u201cZapad 2021\u201d (Ovest o Occidente 2021) condotta dal 9 al 13 agosto 2021 nella Cina Occidentale, con l\u2019obiettivo di consolidare il partenariato strategico Cina-Russia nella \u201cnuova era\u201d, approfondire la cooperazione sul campo, salvaguardare la sicurezza e la stabilit\u00e0 regionale. La \u201cZapad 2021\u201d \u00e8 stata la prima a guida PLA e la prima esercitazione svoltasi interamente in Cina con l\u2019utilizzo di armi prevalentemente cinesi. Per la prima volta, il PLA ha costituito tre livelli di centri di comando bilingue (russo-cinese) per garantire il coordinamento tra i 10.000 militari cinesi e i 13.000 russi che si sono addestrati in unit\u00e0 miste (<em>L. Desheng and Z. Xiaoyu, China-Russia joint exercise ZAPAD\/INTERACTION-2021 wraps up,\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/eng.mod.gov.cn\/news\/2021-08\/13\/content_4891873_2.htm\"><em>China\u2019s Ministry of National Defense, 2021-08-13<\/em><\/a>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191473 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/21.png\" sizes=\"(max-width: 1123px) 100vw, 1123px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/21.png 1123w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/21-1024x591.png 1024w\" alt=\"\" width=\"1123\" height=\"648\" \/><\/p>\n<p>La crescita maggiore si \u00e8 registrata nelle esercitazioni navali ed aeree, che rappresentano 22 delle 27 avvenute dal 2022, quando i due Stati hanno condotto 16 esercitazioni navali, di cui sette nel 2024 (alcune con la partecipazione dell\u2019Iran), con il primo pattugliamento congiunto nell\u2019Oceano Artico e la prima collaborazione tra guardie costiere, e 9 pattugliamenti aerei dal 2019, quale risposta al potenziamento militare degli Stati Uniti nella regione dell\u2019Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>Mentre le esercitazioni terrestri sono diventate meno frequenti per l\u2019impegno russo nel conflitto ucraino, le manovre aeronavali avvengono periodicamente sia per acquisire maggiore interoperativit\u00e0 sia quale segnale verso gli Stati Uniti e suoi alleati\/partner di un legame politico Pechino-Mosca sempre pi\u00f9 stretto.<\/p>\n<p>Nel 2024, i due Paesi hanno svolto 11 esercitazioni, un numero superiore a quello degli anni precedenti. Queste esercitazioni sono diventate pi\u00f9 sofisticate ed effettuate sempre pi\u00f9 spesso in regioni strategicamente sensibili dove la Cina deve affrontare tensioni marittime, quali il Mar Giallo, il Mar Cinese Orientale e il Mar Cinese Meridionale.<\/p>\n<p>Il 3-6 agosto 2025 \u00e8 stata condotta l\u2019esercitazione multidomio ed a fuoco \u201c<em>Joint Sea-2025<\/em>\u201d nelle acque antistanti il porto russo di Vladivostok sul Pacifico nell\u2019ambito del piano di cooperazione annuale tra le due Forze Armate che ha avuto inizio nel 2012 con la serie \u201c<em>Joint Sea<\/em>\u201d (<em>Ministry of National Defense of the People\u2019s Republic of China, Chinese, Russian naval taskforces conclude maritime drill of Exercise Joint Sea 2025, 2025-08-06<\/em>).<\/p>\n<p>Il PLA ha intensificato, inoltre, lo studio e l\u2019addestramento dei combattimenti nei centri abitati basandosi sulle osservazioni\/lezioni apprese da altre Forze Armate per indirizzare la propria preparazione, mancando di esperienza in tale settore (<em>E. B. Kania and I. B. McCaslin, The PLA\u2019s evolving outlook on urban warfare: learning, training, and implications for Taiwan, ISW, April 2022<\/em>).<\/p>\n<p>Qualsiasi operazione per ottenere la \u201criunificazione\u201d con Taipei, infatti, potrebbe richiedere intensi combattimenti nelle citt\u00e0, tenuto conto dell\u2019elevata urbanizzazione dell\u2019Isola (oltre il 90% della popolazione vive in aree urbane).<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 2025, l\u2019Agenzia Reuters ha riferito che ufficiali cinesi hanno visitato varie localit\u00e0 prossime alla linea del fronte russo-ucraino per trarre insegnamenti, migliorare le tattiche e conoscere le caratteristiche di armi e mezzi occidentali (affrontati in combattimento o catturati), il loro funzionamento, i punti deboli e i modi di fronteggiarli.<\/p>\n<p>Il progetto di questi \u201ctour\u201d risponderebbe alla direttiva di Xi Jinping di approfondire lo studio della guerra e di migliorare l\u2019addestramento al combattimento del PLA (<em>A. Fratsyvir, Reuters: Chinese military officers have been present behind Russian lines with Beijing\u2019s approval, The Kyiv Indipendent, 12 apr 2025<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191503\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plz_07b_l1.jpg\" alt=\"\" width=\"851\" height=\"638\" \/><\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di ridurre il gap capacitivo della propria aeronautica (soprattutto rispetto agli USA) ha indotto Pechino ad avviare da alcuni anni una campagna di reclutamento di ex piloti di caccia di Nazioni occidentali (Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, USA) per addestrare gli aviatori cinesi nell\u2019apprendere le tecniche di combattimento aereo americane ed alleate ed avere anche una preziosa conoscenza su come contrastare le tattiche occidentali.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa, secondo funzionari d\u2019intelligence statunitensi, \u00e8 realizzata utilizzando aziende private situate in varie Paesi del mondo, che hanno creato centri di addestramento nominalmente indipendenti dal PLA, tra cui il Sudafrica, Kenya, Laos, Malesia, Singapore e Tailandia, e che offrono al personale reclutato elevati stipendi. L\u2019addestramento sarebbe avvenuto anche in Cina (nel 2022 un aereo cinese si \u00e8 schiantato al suolo e uno dei piloti eiettato parlava inglese).<\/p>\n<p>La Cina ha, inoltre, intensificato il monitoraggio delle esercitazioni USA utilizzando droni, palloni aerostatici e altre tecnologie, nei pressi delle basi militari e delle portaerei per apprendere come i velivoli decollano\/appontano e conducono le operazioni (<em>J. E. Barnes and H. Cooper, Allies Warn Former Fighter Pilots Not to Train Chinese Military Members, The New York Times, June 5, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le missioni di Peacekeeping<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni, infine, la Cina ha intensificato il contributo di truppe alle operazioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite in Africa e in Medio Oriente tra cui MINURSO, UNIFIL (nella foto sotto), UNISFA, UNMISS), soprattutto nei Paesi in cui Pechino pu\u00f2 anche curare la protezione dei propri interessi e dei propri cittadini.<\/p>\n<p>Una forte partecipazione alle missioni delle Nazioni Unite \u00e8 il modo migliore per la Cina di acquisire esperienza operativa sul campo, costruire una cooperazione multilaterale, potenziare le relazioni bilaterali e promuovere un\u2019immagine positiva a livello mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191504 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/100_1009.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p>In occasione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019ingresso della Cina nell\u2019ONU (1971), il ministro degli Esteri Wang Yi ha sottolineato che il Paese aveva partecipato a 29 missioni di mantenimento della pace passate e presenti con un impegno di oltre 50.000 militari (<em>The Associated Press,\u00a0China touts role in UN peacekeeping, Middle East peace, June 25, 2021<\/em>).<\/p>\n<p>Attualmente Pechino \u00e8 l\u2019ottavo Paese contributore per numero di truppe e forze di polizia (1.876 unit\u00e0 ad agosto 2025) e il secondo per budget finanziario, che fornisce pi\u00f9 Caschi Blu degli altri quattro membri permanenti del Consiglio di Sicurezza messi insieme ed il 18,7% dei fondi destinati al programma di mantenimento della pace delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I \u201cvolontari cinesi\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 2025 il Presidente Ucraino, Volodymyr Zelenskyy, ha riportato ai media (a suo dire con documentazione probatoria) che l\u2019intelligence ucraina aveva identificato 168 cittadini cinesi (et\u00e0 19-56 anni) che combattevano con le forze russe, anche se riteneva molto pi\u00f9 alto il loro numero.<\/p>\n<p>Questi Cinesi, nel grado di soldato, sottufficiale e ufficiale, sarebbero stati impiegati quali fucilieri, tiratori scelti, artiglieri (addetti ai cannoni, lancia-razzi e missili), esploratori\/ricognitori ed operatori di droni. L\u2019incarico ed i gradi rivestiti lasciavano intendere che molti di questi avevano una precedente esperienza militare nel PLA (<em>C. Miller, Ukraine says more than 150 Chinese nationals fighting for Russia, The Financial Times, Apr 9 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Il governo di Pechino, nello smentire fermamente le dichiarazioni del Presidente ucraino, ha affermato che si tratterebbe di \u201cvolontari\u201d i quali, a titolo personale e per mera attrazione economica (mercenari), si erano arruolati nelle unit\u00e0 russe e che non avevano nulla a che fare con il PLA.<\/p>\n<p>Fonti giornalistiche di Taiwan, non confermate, riportano un numero ben superiore (alcune migliaia) di militari o ex militari cinesi impiegati nei combattimenti in Ucraina (<em>G. Lailari, Implication of PLA soldiers fighting for Russia in Ukraine, Taipei Times, Apr 28, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Durante la guerra di Corea (1950-1953) Mao Zedong asser\u00ec che i Cinesi che combattevano contro le forze delle Nazioni Unite erano parte dell\u2019\u201cEsercito Volontario del Popolo\u201d per celare la loro appartenenza al PLA.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza e gli insegnamenti tratti dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina rappresentano un problema per Taiwan (e altri Paesi dell\u2019Indo-Pacifico), in quanto presuppongono che le F.A. cinesi:<\/p>\n<ul>\n<li>realizzino processi organizzativi efficaci per identificare gli errori dottrinali e operativi ed adottare gli opportuni provvedimenti correttivi;<\/li>\n<li>apprendano dall\u2019esperienza ucraina per migliorare le capacit\u00e0 operative per prevalere su Taiwan;<\/li>\n<li>correggano le tattiche relative all\u2019uso di droni, missili anticarro ed armi a lunga gittata;<\/li>\n<li>utilizzino le soluzioni sviluppate dalla Russia per operazioni psicologiche contro Taiwan e i suoi alleati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La componente navale<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La \u201cGrande Strategia Cinese\u201d si basa su di una forte ed articolata componente navale risultato di una grande trasformazione negli ultimi decenni, evolvendo da una forza di difesa costiera ad una moderna marina d\u2019altura (<em>blue-water navy<\/em>) in grado di proiettare le proprie potenzialit\u00e0 ben oltre le sue coste. Tale evoluzione riflette la crescente influenza economica e geopolitica della Cina, cos\u00ec come le sue ambizioni di assicurare le vitali rotte marittime.<\/p>\n<p>La Strategia navale si basa su di una combinazione delle teorie dell\u2019Ufficiale di Marina e Storico statunitense Alfred Thayer Mahan (Dominio Navale) e dello storico navale britannico Julian Stafford Corbett (Controllo del Mare).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191472 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/22.png\" sizes=\"(max-width: 1183px) 100vw, 1183px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/22.png 1183w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/22-1024x476.png 1024w\" alt=\"\" width=\"1183\" height=\"550\" \/><\/p>\n<p>Particolare rilievo a questa visione \u00e8 stato attribuito da Pechino con la pubblicazione nel 2015 del documento strategico \u201cDifesa dei mari vicini e protezione dei mari lontani\u201d (<em>Near Seas Defense and Far Seas Protection<\/em>), al potenziamento delle capacit\u00e0 navali con l\u2019espansione dell\u2019ambito geografico e delle operazioni. Una strategia che prevede:<\/p>\n<ul>\n<li><u>il mantenimento del controllo sulle acque territoriali (mari vicini<\/u>), compresi il Mar Giallo, il Mar Cinese Orientale e il Mar Cinese Meridionale, sino alla Prima Catena delle Isole, al fine di scoraggiare qualsiasi tentativo di bloccare l\u2019accesso all\u2019Oceano Pacifico e salvaguardare i diritti e gli interessi marittimi cinesi in queste regioni;<\/li>\n<li><u>l\u2019espansione oltreoceano<\/u>, per proteggere gli interessi all\u2019estero, garantire l\u2019accesso alle risorse critiche, assicurare partnership strategiche, salvaguardare la sicurezza nazionale, rispondere efficacemente alle emergenze (evacuazione concittadini come in Libia nel 2011, ecc.) mediante la costituzione di una rete di \u201cpunti di supporto strategico\u201d\u00a0<em>dual-use<\/em>\u00a0(<em>strategic support points<\/em>) in vari continenti (centri logistici, basi, porti ed infrastrutture a terra), a sostegno delle operazioni lontane dalla madrepatria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al fine di creare una rete globale di infrastrutture e di partnership economiche in tutta l\u2019Eurasia, l\u2019Africa (ed il Sud America) Pechino ha avviato il (segreto) Progetto 141, quale piano indirizzato ad creare una serie di avamposti (militari) in\u00a0Guinea Equatoriale,\u00a0Gibuti,\u00a0Emirati Arabi Uniti, Cambogia e\u00a0Mozambico: uno gi\u00e0 operativo (Gibuti) due sarebbero in costruzione ed altri due in attesa di approvazione (<a href=\"https:\/\/www.indiatoday.in\/author\/devvrat-pandey\"><em>D. Pandey<\/em><\/a><em>, Leaked Pentagon documents give insight into China\u2019s secret \u2018Project 141\u2019, India Today, Apr 28, 2023<\/em>).<\/p>\n<p>L\u2019ambizioso progetto prevederebbe di realizzare almeno cinque basi all\u2019estero e dieci siti di supporto logistico entro il 2030, che potranno garantire vantaggi quali l\u2019accesso a rotte marittime critiche, rotte logistiche sicure e la capacit\u00e0 di rispondere rapidamente a minacce alla sicurezza marittima, migliorando cos\u00ec la capacit\u00e0 di proiettare il proprio potere ben oltre le proprie acque territoriali\u00a0<em>(C. Woody, China\u2019s newest military base abroad is up and running, and there are more on the horizon, Breaking Defense, July 12, 2024<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191471 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/23.png\" alt=\"\" width=\"978\" height=\"624\" \/><\/p>\n<p>In tale contesto, la Cina ha posto in atto una iniziativa, denominata \u201cfusione militare-civile\u201d (<em>Military-Civil Fusion<\/em>), volta a mettere le risorse e le capacit\u00e0 delle imprese civili a disposizione delle Forze Armate, o ad integrare aziende civili, militari ed istituzioni, per supportare il PLA a proteggere gli investimenti ed il commercio.<\/p>\n<p>Questo modello\u00a0<em>dual-use<\/em>\u00a0delle infrastrutture economiche portuali \u00e8 finalizzato a consentire alla Cina di fronteggiare la rete di alleati degli Stati Uniti nel mondo e facilitare la raccolta di informazioni sui movimenti e attivit\u00e0 militari USA in quelle aree.<\/p>\n<p>Sulla base di una legge approvata nel 2017, cittadini e societ\u00e0 commerciali cinesi\u00a0sarebbero obbligati a\u00a0condividere, se richiesto, informazioni\u00a0con i\u00a0militari (<em>Chinalawinfo Database, National Intelligence Law of the People\u2019s Republic of China, 28<sup>th<\/sup>\u00a0Session of the Standing Committee of the 12<sup>th<\/sup>\u00a0National People\u2019s Congress, on June 27, 2017, amended on April 27, 2018<\/em>).<\/p>\n<p>Per soddisfare la \u201cDifesa dei mari vicini e protezione dei mari lontani\u201d la forza navale del PLA \u00e8 articolata su tre componenti: la Marina Militare (PLANavy), la Guardia Costiera (<em>China Coast Guard<\/em>\/CCG) e la Milizia Marittima (<em>Maritime Militia<\/em>).<\/p>\n<p>La Marina Militare ha i compiti pi\u00f9 impegnativi che riguardano le missioni sia nei mari vicini sia nelle acque lontane, quali:<\/p>\n<ul>\n<li>condurre operazioni di mantenimento della pace, soccorso in caso di calamit\u00e0, evacuazione connazionali, operazioni anti-pirateria e diplomazia navale;<\/li>\n<li>assicurare la libert\u00e0 di movimento delle rotte marittime strategiche;<\/li>\n<li>contrastare e ridimensionare il potenziale intervento militare degli Stati Uniti nelle dispute sulla sovranit\u00e0 marittima o negli scontri con Taiwan;<\/li>\n<li>negare (agli Stati Uniti) il dominio dei mari o il controllo delle vie navigabili e dei punti strategici vitali (<em>chokepoints<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019impiego delle navi della Guardia Costiera e della Milizia Marittima \u00e8 invece limitato ad attivit\u00e0 nella \u201czona grigia\u201d di Taiwan, in quanto Pechino ritiene di poter ottenere il controllo del Mar Cinese Meridionale e Mar Cinese Orientale attraverso la solo pressione e coercizione non letale; in questo modo eviterebbe le imprevedibili dinamiche di escalation e le condanne internazionali che potrebbero seguire qualsiasi uso intenzionale della forza.<\/p>\n<p>La Milizia, pur non essendo autorizzata ad abbordare o ispezionare le navi commerciali, complica il controllo dello spazio marittimo di Taipei con la sua diffusa presenza in alcune aree attorno all\u2019Isola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La Marina cinese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La\u00a0<em>People\u2019s Liberation Army Navy<\/em>\u00a0(PLAN) \u00e8 considerata la pi\u00f9 grande marina militare del mondo (<em>the International Institute for Strategic Studies,<\/em>\u00a0<em>The Military Balance 2025<\/em>). Una moderna forza di combattimento di oltre 370 navi (di cui almeno 140 navi maggiori di superficie) e sommergibili (12 dei quali a propulsione nucleare; gli USA ne hanno 72). Nel 2022, la PLAN ha varato la terza portaerei e si appresta a varare la quarta (<a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/author\/hayley-wong\"><em>H. Wong<\/em><\/a><em>, China\u2019s aircraft carrier No 4 on track with \u2018no technical bottleneck\u2019, admiral reveals in first official confirmation,\u00a0<\/em><em>South China Morning Post, 6 Mar, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Due delle portaerei sono in servizio (<em>Liaoning<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Shandong<\/em>), una terza (<em>Fujian<\/em>) dovrebbe entrare in servizio entro la fine 2025, mentre una quarta \u00e8 in fase di allestimento.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della PLAN sarebbe quello di disporre di sei portaerei entro il 2030-35 (<a href=\"https:\/\/www.19fortyfive.com\/author\/reuben-f-johnson\/?_gl=1*ufdc3r*_ga*MTMxNzY2ODE4NC4xNzUxMDMwMTUx*_up*MQ..\"><em>R. Johnson<\/em><\/a><em>, 6 Carriers: China\u2019s Superpower Aircraft Carrier Fleet Is Rewriting the Rules of Naval Warfare, 19FortyFive, 28<sup>th<\/sup>\u00a0May 2025<\/em>).<\/p>\n<p>Le attuali capacit\u00e0 militari a lungo raggio della Marina, tra cui proiezione, supporto e allerta preventiva, tuttavia, sono ancora limitate a causa della carenza di basi all\u2019estero; gli USA hanno 21 istallazioni navali principali oltre a 4 strutture in fase di allestimento nelle Filippine (<em>B. D. Sadler,\u00a0<\/em><em>The U.S. Navy, Marine Corps, and Coast Guard, The Heritage Foundation Research, 2023<\/em>).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Guardia Costiera<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nelle due esercitazioni\u00a0<em>Joint Sword 2024<\/em>\u00a0e in quelle successive, la Guardia Costiera \u00e8 stata integrata nel dispositivo interforze in compiti di pattugliamento e di sorveglianza del traffico navale attorno a Taiwan e alle sue isole periferiche, in quanto acque considerate \u201cinterne\u201d da Pechino che ne rivendica il controllo. Il compito, che in precedenza sarebbero stato affidato alla PLAN, ampia il ruolo della CCG e conferisce a tali attivit\u00e0 una connotazione di operazioni di polizia marittima.<\/p>\n<p>Questo (ulteriore) ruolo della Guardia Costiera ha avuto una ufficializzazione con l\u2019entrata in vigore il 15 giugno 2024 di un nuovo regolamento (<em>USINDOPACOM J06\/SJA TACAID SERIES, China Coast Guard Order No. 3, 30 May 2024<\/em>) quale implementazione della legge sulla\u00a0<em>China Coast Guard<\/em>\u00a0del 2021 (<em>Coast Guard Law of the People\u2019s Republic of China, January 22, 2021<\/em>) che autorizza a trattenere imbarcazioni e persone straniere in \u201cacque sotto la giurisdizione della Cina\u201d per un massimo di 60 giorni (<em>Provisions on Administrative Enforcement Procedures for Coast Guard Agencies 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Il regolamento, che tuttavia rimane generico nella definizione dell\u2019ambito di applicazione geografica, fornisce ai comandanti della CCG le basi giuridiche per l\u2019esercizio dei poteri di detenzione e per l\u2019uso della forza (<em>other law enforcement actions<\/em>) per atti che violano la sovranit\u00e0 nazionale o la giurisdizione della Cina, a conferma di un comportamento sempre pi\u00f9 assertivo della RPC nell\u2019uso di leggi e regolamenti nazionali quali strumenti di coercizione in un contesto internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Milizia Marittima<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La terza componente navale \u00e8 costituita dalla Milizia Marittima, chiamata \u201cnavi da pesca della milizia marittima\u201d (<em>haishang minbing yuchuan<\/em>), quale forza ausiliaria della PLA Navy e della Guardia Costiera.<\/p>\n<p>Con una delle pi\u00f9 grandi industrie ittiche del mondo, la Cina vanta circa 564.000 imbarcazioni che rappresentano il 15% della flotta mondiale. Nonostante una significativa riduzione rispetto al 2013, quando Pechino contava oltre un milione di pescherecci, il settore mantiene un valore di rilievo soprattutto grazie all\u2019impiego della pi\u00f9 grande flotta d\u2019altura, con circa 3.000 navi in grado di operare su grandi distanze e spesso in prossimit\u00e0 o all\u2019interno delle zone economiche esclusive (ZEE) di altri Paesi.<\/p>\n<p>Il ricorso ai pescherecci non \u00e8 un fatto nuovo per Pechino. Negli anni \u201950 la Milizia Marittima, per la mancanza di una componente navale, fu utilizzata dalla Cina comunista per difendere le coste dalle incursioni delle forze nazionaliste.<\/p>\n<p>Nell\u2019occupazione nel 1974 delle isole Paracel nel Mar Cinese Meridionale, rivendicate dal Vietnam del Sud, la presenza di navi della Milizia Marittima \u2013 molte delle quali con equipaggio armato \u2013 ha contribuito al trasporto di truppe, a rallentare il processo decisionale del governo di Saigon ed a scoraggiarne una risposta armata (<a href=\"https:\/\/www.geopoliticalmonitor.com\/author\/zacharyfillingham\/\"><em>Z. Fillingham<\/em><\/a><em>, Backgrounder: The People\u2019s Armed Forces Maritime Militia, Geopolitical Monitor, September 11, 2024<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191510 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/qJZr68SPiEsKKRj0.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>La posizione ufficiale della Milizia Marittima \u00e8 quella di una flotta non militare (o perlomeno non letale) della Riserva, per lo pi\u00f9 di propriet\u00e0 dello Stato e completamente finanziata dai governi locali, provinciali e centrali, che pu\u00f2 dipendere dalle Forza di Polizia, dalla Guardia Costiera o dalle Provincie costiere, mentre opera su istruzioni della PLAN e dal Governo Cinese nelle acque contese del Mare Cinese Meridionale e del Mar Cinese Orientale.<\/p>\n<p>I pescherecci della Milizia non sono armati; alcuni sono dotati di potenti cannoni d\u2019acqua mentre altri hanno lo scafo rinforzato in acciaio adatto allo speronamento; per garantirne l\u2019efficienza quale componente ausiliaria nelle operazioni navali in crisi\/guerra, riceve un (modesto) addestramento di base con la CCG o la PLAN.<\/p>\n<p>Una realt\u00e0 \u201cambigua\u201d, in quanto questi pescherecci agiscono come flotta civile mentre conducono operazioni \u201cpara-militari\u201d, che ne rende difficile l\u2019inquadramento secondo il diritto internazionale \u2013 essendo nominalmente \u201cnavi non militari\u201d \u2013 per mancanza di chiarezza dello status giuridico sotto il quale operano. Una situazione che rischia di aumentare l\u2019escalation del confronto in quanto, confondendo i limiti tra azioni militari e civili, potrebbe originare maggiori incomprensioni (e scontri involontari) con altre Nazioni.<\/p>\n<p>La Milizia partecipa ad attivit\u00e0 di ISR (<em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance<\/em>), ricerca e salvataggio (SAR), pattugliamento dei confini marittimi, protezione dei pescherecci;<\/p>\n<p>Utilizzando, inoltre, tattiche a \u201csciame\u201d, la Milizia \u00e8 un\u2019alternativa economica che distrae le Marine avversarie e rappresenta una minaccia asimmetrica per le navi da guerra con il dispiegamento di un gran numero di pescherecci che pu\u00f2 creare un ambiente operativo complesso da cui \u00e8 difficile, se non impossibile, difendersi.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della Milizia \u00e8 sempre pi\u00f9 assertivo nella sua crescente presenza operativa e si manifesta con manovre pericolose, creando intenzionalmente rischi di collisione e, occasionalmente, speronamenti o accostamenti ad altre navi (militari e civili), come avvenuto nelle contestate acque del Mar Cinese Meridionale contro i pescherecci e la Guardia Costiera delle Filippine o a nord nel Mar Cinese Orientale nei pressi delle isole di Senkaku contro gli assetti navali del Giappone (<em>N. Swanstr\u00f6m, The role of the People\u2019s Armed Forces Maritime Militia: Implications for Maritime Security and European interests, EuroHub4Sino Policy Paper 2024\/10, September 2024<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019incremento delle capacit\u00e0 anfibie<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La Cina ha recentemente acquisito la disponibilit\u00e0 di mezzi navali particolari che ne incrementano le capacit\u00e0 anfibie e ne ampliano in modo significativo la flessibilit\u00e0 per un\u2019eventuale invasione dell\u2019Isola. Si tratta di chiatte da sbarco e di hovercraft di grandi dimensioni utili per condurre un\u2019operazione su larga scala attraverso lo Stretto, in conformit\u00e0 alle istruzioni impartite al PLA da Xi Jinping di essere in grado di assolvere la \u201ccontingenza Taiwan\u201d a partire dal 2027.<\/p>\n<p>Immagini satellitari hanno rivelato nel gennaio 2025 la costruzione di una imbarcazione composta da tre chiatte autopropulse, tra loro collegabili con elementi modulari estensibili tipo \u201cponte Bailey\u201d, per formare un \u201cpontile mobile\u201d lungo sino a 820 metri, che ha una singolare somiglianza con i porti artificiali\u00a0<em>Mulberry\u00a0<\/em>utilizzati dagli Alleati durante gli sbarchi del D-Day in Normandia del 6 giugno 1944.<\/p>\n<p>Le piattaforme, soprannominate \u201c<em>Shuiqiao<\/em>\u201d (letteralmente \u201cponte d\u2019acqua\u201d in cinese), sarebbero state progettate (tenendo probabilmente conto anche dei risultati fallimentari dell\u2019iniziativa statunitense a Gaza nel giugno 2024) per poter sbarcare rapidamente sulle spiagge grandi volumi di veicoli, equipaggiamenti pesanti, materiali, carburante, strutture sanitarie e truppe, evitando la necessit\u00e0 di conquistare porti intatti in grado di accogliere imbarcazioni di grandi dimensioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191470 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/24.png\" sizes=\"(max-width: 1198px) 100vw, 1198px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/24.png 1198w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/24-1024x578.png 1024w\" alt=\"\" width=\"1198\" height=\"676\" \/><\/p>\n<p>Pali retrattili consentono a queste chiatte di ancorarsi ai fondali (fino ad oltre 30 m), sollevando e sostenendo lo scafo fuori dall\u2019acqua, e di fornire stabilit\u00e0 sufficiente per resistere alle correnti e ridurre i danni provocati da forti onde. Una volta in posizione, gli\u00a0<em>Shuiqiao\u00a0<\/em>permetterebbero l\u2019attracco di traghetti civili roll-on-roll-off (ro-ro) e di navi da sbarco di grosse dimensioni (<em>Landing Ship Tank<\/em>).<\/p>\n<p>In tale prospettiva, un rapporto riservato dell\u2019intelligence militare statunitense ha rivelato che la Cina sta rapidamente ampliando la propria flotta di traghetti commerciali, presumibilmente in vista di una possibile \u201ccontingenza Taiwan\u201d, modificandoli per il trasporto di carri armati ed unit\u00e0 anfibie.<\/p>\n<p>Il rapporto afferma che Pechino ha in corso di costruzione almeno 70 grandi traghetti ro-ro entro il 2026 (<em>News.com.au, Analysts fear China\u2019s rapidly expanding ferry program will lead to Taiwan invasion, September 29, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>All\u2019inizio di marzo 2025, la prima serie di tre chiatte ha effettuato prove in mare nel Guangdong (sud della Cina). Una seconda serie di tre chiatte sarebbe in fase di allestimento.<\/p>\n<p>Nonostante le loro vulnerabilit\u00e0 (scarse protezione, velocit\u00e0 ridotta e suscettibilit\u00e0 ai danni causati dalle intemperie) le chiatte rappresentano una soluzione alle sfide connesse con complesse operazioni anfibie in aree di sbarco di limitate estensioni e contestate dalle difese (<em>J. M. Dahm and T. Shugart, CMSI Note 14: Bridges Over Troubled Waters: Shuiqiao-Class Landing Barges in PLA Navy Amphibious Operations, U.S. Naval War College, 3-20-2025<\/em>).<\/p>\n<p>Il PLA, inoltre, ha acquisito negli ultimi anni almeno sei hovercraft di grandi dimensioni (classe Zubr di origine sovietica, lunghi 57 m e larghi 22,3 m), progettati per trasportare fino a dieci mezzi da combattimento, o tre carri armati o 500 soldati (o la loro combinazione) direttamente sulle spiagge.<\/p>\n<p>I primi due hovercraft \u2013 di epoca sovietica \u2013 sono stati acquistati direttamente dall\u2019Ucraina nel 2014; altri due scafi (copie del Zubr) sono stati costruiti in Cina e consegnati alla PLAN nel 2018. Recentemente risulterebbe che Pechino abbia ripreso la produzione di altri due mezzi similari.<\/p>\n<p>L\u2019autonomia e la velocit\u00e0 degli Zubr consente loro di raggiungere rapidamente le spiagge taiwanesi, tenuto conto che ogni hovercraft pu\u00f2 percorrere fino a 480 km ad una velocit\u00e0 di 101 km orari (la costa occidentale di Taiwan dista circa 130 chilometri dalla Cina nel punto pi\u00f9 vicino).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191461 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/25.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<p>Questi hovercraft possono superare scogli sommersi e banchi di sabbia per trasportare le unit\u00e0 da sbarco sui litorali meno accessibili, prima di tornare in Cina per prelevare una seconda ondata d\u2019assalto. Ogni Zubr \u00e8 dotato di armi difensive e offensive in grado di neutralizzare le difese costiere mentre scarica truppe e mezzi. Le caratteristiche del mezzo dovrebbero consentire di non provocare l\u2019esplosione della maggior parte della tipologia di mine marine mentre le supera.<\/p>\n<p>Le spiagge della fascia costiera occidentale (quella verso lo Stretto) sono circoscritte da lunghi ed alti muraglioni e\/o da rotabili sopraelevate che possono condizionare le operazioni di sbarco e la libert\u00e0 di manovra verso l\u2019interno; la costa orientale \u00e8 montuosa con scoscesi versanti rocciosi e priva di localit\u00e0 idonee a sbarchi di ampie dimensioni.<\/p>\n<p>Come gli altri hovercraft, tuttavia, lo Zubr \u00e8 sensibile alle condizioni del mare e in particolare all\u2019intensit\u00e0 delle onde e del vento, che ne possono ridurre le prestazioni (<em>M, Khanna, China\u2019s Zubr class hovercrafts \u2013 an assessment, Issue No 4 dated 22 Jan 2025, National Maritime Foundation<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le forze di Riserva<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I recenti cambiamenti nella organizzazione delle forze di Riserva (che comprendono la Riserva del PLA e le unit\u00e0 paramilitari, quali le milizie) evidenziano l\u2019importanza attribuita a questa componente ed al ruolo che i riservisti potranno avere all\u2019interno delle Forze Armate, assicurando la disponibilit\u00e0 di una risorsa fondamentale in termini di personale addestrato.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa, che nasce dalle esperienze emerse dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia, ha indotto la Cina ad organizzarsi per una guerra \u201cprolungata\u201d nella regione dell\u2019Indo-Pacifico, apportando modifiche legali per favorire l\u2019integrazione della mobilitazione militare e civile.<\/p>\n<p>La riforma, oltre ad essere un segnale degli sforzi in corso per la prontezza generale, consente il richiamo dei riservisti e dei veterani alle loro unit\u00e0 di origine e garantisce ai militari l\u2019accesso alle infrastrutture civili e alle scorte di carburante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191465 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzG_30JbAAAipfM.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Questi cambiamenti rifletterebbero la consapevolezza di dover affrontare un conflitto che potrebbe non concludersi con un rapido successo dopo un attacco a sorpresa, ma protrarsi in una guerra di logoramento in cui saranno necessarie risorse aggiuntive per rimpiazzare le perdite subite dai reparti in servizio attivo (<em>R. Bartlett-Imadegawa, China preparing for \u2018protracted\u2019 war, says think tank, Nikkei Asia, February 14, 2024<\/em>).<\/p>\n<p>La strategia delle Forze Armate di Taiwan, infatti, si basa sulla \u201c<em>Resolute Defense and Multi-domain Deterrence<\/em>\u201d (Difesa Risoluta e Deterrenza Multidominio) che mira a sviluppare capacit\u00e0 congiunte e adottare misure di dissuasione a lungo raggio per creare le condizioni atte ad indurre alla rinuncia di occupare l\u2019Isola (<em>2025 Quadrennial Defense Review<\/em>). Tale strategia si concentra sulla solidit\u00e0 delle difese e sulla capacit\u00e0 di reazione per infliggere un alto tasso di logoramento nella critica fase di assemblaggio\/imbarco della forza anfibia, attraversata dello Stretto e di sbarco per fare in modo che l\u2019offensiva risulti costosa e potenzialmente insostenibile e, soprattutto, consenta di guadagnare tempo in attesa dell\u2019intervento (auspicato) degli Stati Uniti e suoi alleati e\/o dell\u2019adozione da parte della comunit\u00e0 internazionale di provvedimenti \u201cpunitivi\u201d (sanzioni, ecc.) nei confronti della Cina (<em>Deterrence throught Resilience<\/em>).<\/p>\n<p>La ristrutturazione prevede la riduzione della Riserva dell\u2019Esercito a favore dell\u2019incremento delle Riserve della Marina PLA (PLAN), della PLA Rocket Force (PLARF) e della PLA Air Force (PLAAF) in previsione di un maggior impegno in questi domini operativi.<\/p>\n<p>Pechino, oltre a cercare di trattenere in servizio i veterani, prevede anche l\u2019estensione del reclutamento a cittadini senza precedenti militari, quale tentativo di fusione militare-civile per sfruttare le competenze tecniche specifiche del settore civile (<em>T.A. Tat, PLA Navy Reserve: Out of the Shadows and into the Forefront?, U.S. Naval War College, 8-5-2024<\/em>).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Le possibili opzioni di Pechino<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Data per scontata la ferma decisione di procedere \u2013 ad ogni costo \u2013 alla riunificazione entro il 2049, gran parte dell\u2019attenzione del mondo si \u00e8 concentrata sulla minaccia di una invasione, ma Pechino dispone di altre opzioni (oltre all\u2019uso della forza) per annettere Taiwan.<\/p>\n<p>La Cina potrebbe procedere secondo tre possibili linee d\u2019azione anche tra loro combinate:<\/p>\n<ul>\n<li>pacificamente;<\/li>\n<li>isolamento aeronavale (quarantena o blocco);<\/li>\n<li>operazione militare (anche per fasi successive).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La prima possibilit\u00e0 (pacificamente), con l\u2019incremento degli scambi, della cooperazione e dei rapporti tra le due sponde dello Stretto, operando con partiti politici, aziende, associazioni e persone dei vari settori di Taiwan, per promuovere congiuntamente la cultura cinese e lo sviluppo pacifico delle relazioni bilaterali, secondo lo spirito del \u201cConsenso del 1992\u201d, che incarna il principio di \u201cuna sola Cina\u201d. Questa soluzione appare la pi\u00f9 auspicata da Pechino, che preferirebbe assorbire l\u2019Isola senza l\u2019uso della forza, come affermato pi\u00f9 volte dal Presidente Xi Jinping, anche per non incorrere in alcun tipo di reazione da parte della Comunit\u00e0 Internazionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191506 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/81uDRiU789Bxspk0.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"796\" \/><\/p>\n<p>Una soluzione inserita nel comunicato finale del 20\u00b0 Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese tenutosi a Pechino il 23 ottobre 2025: \u201c<em>Dobbiamo lavorare per garantire prosperit\u00e0 e stabilit\u00e0 a lungo termine a Hong Kong e Macao, promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni attraverso lo Stretto di Taiwan e portare avanti la causa della riunificazione nazionale, nonch\u00e9 garantire ulteriori progressi nella costruzione di una comunit\u00e0 con un futuro condiviso per l\u2019umanit\u00e0<\/em>\u201d (<em>Ministry of Foreign Affairs People\u2019s Republic of China, Communique of the Fourth Plenary Session of the 20th Central Committee of the Communist Party of China, October 23, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>La seconda (isolamento aeronavale), con l\u2019interdizione delle linee di comunicazione marittime ed aeree per costringere la leadership di Taiwan ad accettare un dialogo per una soluzione politica.<\/p>\n<p>L\u2019Isola, per carenza di risorse naturali, dipende fortemente dalle importazioni dall\u2019estero (petrolio, gas, componenti di prodotti elettronici, prodotti minerali, macchinari, prodotti chimici e alimentari, medicinali, ecc.).<\/p>\n<p>L\u2019autonomia alimentare era nel 2023 pari al 30,3% delle esigenze rispetto al 33% del 2013. Una delle maggiori ragioni di tale decrescita \u00e8 dovuta alla riduzione della produzione di riso (principale fonte di alimentazione) causata dalla ridotta irrigazione dei campi dovuta alla siccit\u00e0 (<em>Focus Taiwan, Taiwan\u2019s food self-sufficiency rate drop to 30,3%, 10\/15\/2024<\/em>).<\/p>\n<p>Il 96% dell\u2019energia \u00e8 importata e ci\u00f2 rappresenta il vero problema per la sicurezza nazionale. L\u2019approvvigionamento \u00e8 altamente vulnerabile ad un embargo o ad un\u2019interruzione del traffico marittimo. L\u2019Isola, inoltre, ha capacit\u00e0 di stoccaggio limitate. L\u2019ubicazione in superficie dei principali serbatoi di gas e petrolio nella parte occidentale, unitamente alle principali centrali elettriche e alla rete di distribuzione, ne aumenta l\u2019esposizione in caso di attacchi missilistici o di bombardamento. Consapevole del problema il governo sta operando per incrementare la propria indipendenza, incoraggiando lo sviluppo di energie rinnovabili, diversificando i fornitori di combustibili fossili, aumentando le capacit\u00e0 di stoccaggio e migliorando la sicurezza della rete elettrica (<em>IFRI, Taiwan\u2019s Energy Supply: The Achilles Heel of National Security, 22\/10\/2024<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191507 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/tNHay9OibSxFLGin.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>Nessuna delle tre centrali nucleari dell\u2019Isola \u00e8 operativa; l\u2019ultimo reattore \u00e8 stato spento nel maggio 2025. Erano in costruzione altri due reattori avanzati, ma il progetto \u00e8 stato cancellato (<em>World Nuclear Association,\u00a0<\/em><em>Nuclear Power in Taiwan, 5 June, 2025<\/em>). Il referendum tenutosi ad agosto 2025 sulla riapertura dell\u2019ultima centrale nucleare \u00e8 fallito perch\u00e9 non ha raggiunto la soglia legale (una netta maggioranza dei votanti sosteneva comunque il riavvio del reattore).<\/p>\n<p>L\u2019isolamento potrebbe realizzarsi tramite una \u201cquarantena\u201d (<em>quarantine<\/em>) o un \u201cblocco\u201d (<em>blockade<\/em>). Sebbene i due termini siano spesso usati in modo intercambiabile, \u00e8 possibile distinguerli definendo la \u201cquarantena\u201d come un\u2019operazione condotta da forze di polizia (<em>law enforcement\u2013led operation<\/em>) per ispezionare il traffico marittimo in una specifica area, mentre il \u201cblocco\u201d sarebbe una operazione militare per limitare in modo significativo il flusso dei movimenti verso Taiwan.<\/p>\n<p>Il \u201cblocco\u201d rischierebbe di provocare la reazione della Comunit\u00e0 Internazionale (o di parte di essa) con l\u2019applicazione di sanzioni alla Cina (analogamente a quanto avvenuto per la Russia dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina), il suo forzamento e\/o la realizzazione di un \u201cponte aereo\u201d modello Berlino nel 1948-1949 (entrambe le azioni potrebbero innescare un conflitto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191508 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/L3AwXZxgfVbbbqEF.jpg\" alt=\"\" width=\"990\" height=\"660\" \/><\/p>\n<p>Lo scopo di una quarantena, invece, condotta dalla Guardia Costiera e da altre forze con lo status ausiliario di polizia (milizie marittime), non sarebbe quello di \u201csigillare\u201d l\u2019Isola, ma di dimostrare la capacit\u00e0 di esercitare il controllo su Taiwan definendo le regole per il traffico in entrata\/uscita e costringere i Paesi e le aziende interessate ad accettare le condizioni stabilite. Se gli attori stranieri dovessero rispettare in larga misura tali vincoli, Pechino rafforzerebbe la sua posizione nei confronti di Taipei minandone le rivendicazioni di sovranit\u00e0 e renderebbe meno probabile la volont\u00e0 degli Stati Uniti e suoi alleati di intervenire militarmente in caso di blocco o d\u2019invasione dell\u2019Isola.<\/p>\n<p>La terza opzione (operazione militare), con un intervento rapido e risolutivo per prendere il controllo di Taiwan e conseguire il \u201cfatto compiuto\u201d che sarebbe difficile da far revocare (modello Crimea).<\/p>\n<p>L\u2019operazione, per non destare particolari allarmismi, potrebbe essere la prosecuzione di una periodica esercitazione aeronavale su vasta scala per poi procedere \u2013 senza soluzione di continuit\u00e0 \u2013 all\u2019invasione.<\/p>\n<p>Una prima atto della \u201criunificazione\u201d, anche per testare le reazioni internazionali (USA innanzitutto), potrebbe riguardare l\u2019occupazione degli arcipelaghi di Kinmen e Matsu prospicenti alla costa continentale cinese ed un concomitante isolamento aeronavale.<\/p>\n<p>Questa situazione creerebbe un grande dilemma per il governo di Taipei circa il momento in cui dichiarare la mobilitazione generale, che potr\u00e0 essere considerata (provocatoriamente) un \u201catto di guerra\u201d da parte di Pechino (per evitare ci\u00f2, la mobilitazione potrebbe avvenire anche per fasi successive di impegno crescente).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191509 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/SIgtP91rAqmIEyTJ.jpg\" alt=\"\" width=\"851\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p>Non sono da escludere l\u2019indiretto supporto della Corea del Nord, con lancio di missili balistici nel Mar del Giappone (o nell\u2019Oceano Pacifico) per distrarre l\u2019attenzione regionale, e concomitanti manifestazioni a Taipei ed in altre localit\u00e0 da parte di sobillatori che giustifichino l\u2019arrivo di forze cinesi per riportare l\u2019ordine e la legalit\u00e0.<\/p>\n<p>La soluzione militare rimarrebbe comunque l\u2019estrema decisione, dopo il fallimento di ogni altra opzione, in quanto esaspererebbe la societ\u00e0 taiwanese e richiederebbe di dover poi procedere alla ricostruzione del Paese con l\u2019impegno di consistenti risorse economiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Quando la fiction rispecchia la realt\u00e0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nel luglio 2025 \u00e8 stata trasmessa su una TV taiwanese la serie televisiva taiwanese di 10 episodi \u201c<em>Zero Day Attack<\/em>\u201d, che immagina una crisi nello Stretto, propedeutica all\u2019assimilazione (occupazione) dell\u2019Isola da parte di Pechino.<\/p>\n<p>La trama, ambientata nel 2028 nella fase di transizione del potere politico tra il precedente e il nuovo\u00a0 Presidente (a gennaio 2028 ci sar\u00e0 l\u2019elezione del nuovo Presidente di Taiwan), prevede la delimitazione da parte cinese di una zona d\u2019interdizione aeronavale\u00a0attorno all\u2019Isola per avviare una missione di ricerca e soccorso di un velivolo antisom della PLANAF (<em>People\u2019s Liberation Army Naval Air Force<\/em>) scomparso nell\u2019ADIZ in acque a sud-est di Taiwan (viene\u00a0 ipotizzato un atto di sabotaggio del velivolo commesso con l\u2019intento di attribuire la responsabilit\u00e0 ad altri \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/False_flag\"><em>false flag<\/em><\/a>\u00a0<em>operation<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191466 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4PLUrUXEAATk7c.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>La zona d\u2019interdizione diventa ben presto un blocco navale attorno all\u2019Isola che non consente l\u2019afflusso di approvvigionamenti dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>Tale situazione crea il panico generale nella societ\u00e0 taiwanese, condizionata sempre pi\u00f9 nelle proprie abitudini quotidiane e paralizzata anche da una serie di cyberattacchi, che si trova nell\u2019impossibilit\u00e0 di fuggire dall\u2019Isola, mentre le televisioni trasmettono messaggi \u201crassicuranti e patriottici\u201d di una presentatrice cinese che esalta la \u201criunificazione pacifica\u201d. Nelle strade si manifesta una \u201cquinta colonna\u201d pro-riunificazione che prende di mira i sostenitori dell\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Quale futuro?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sebbene un\u2019invasione sia spesso citata come lo scenario pi\u00f9 probabile che porterebbe ad un conflitto con gli Stati Uniti, vale la pena di sottolineare che il trattato che regola le relazioni del governo statunitense con Taiwan non obbliga Washington ad intervenire (automaticamente) in difesa dell\u2019Isola. Il\u00a0<em>Taiwan Relations Act<\/em>\u00a0del 1979 afferma che \u201c[\u2026]\u00a0<em>qualsiasi sforzo per determinare il futuro di Taiwan con mezzi diversi da quelli pacifici, compresi boicottaggi o embarghi, \u00e8 considerato una minaccia alla pace e alla sicurezza dell\u2019area del Pacifico occidentale e una grave preoccupazione per gli Stati Uniti<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 dalle decisioni del Presidente statunitense in carica in quel momento.<\/p>\n<p>Durante l\u2019amministrazione Biden, i Cinesi avevano chiesto a Washington di modificare la formula retorica da \u201cgli Stati Uniti non sostengono l\u2019indipendenza di Taiwan\u201d a \u201cgli Stati Uniti si oppongono\u201d all\u2019indipendenza. All\u2019epoca i funzionari di Biden rifiutarono tale formulazione (<em>D. Ignatius, How strategists think about keeping the peace in the Taiwan Strait, Washington Post, 24 Jul 2025<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191467\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4ZEW-iasAE9K7y.jpg\" sizes=\"(max-width: 856px) 100vw, 856px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4ZEW-iasAE9K7y.jpg 768w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4ZEW-iasAE9K7y-150x150.jpg 150w\" alt=\"\" width=\"856\" height=\"856\" \/><\/p>\n<p>Alcuni osservatori hanno espresso il timore che un eventuale riduzione del supporto all\u2019Ucraina da parte degli USA (dopo l\u2019abbandono dell\u2019Afghanistan) possa incoraggiare Pechino a tentare di impossessarsi di Taiwan con la forza, visto anche l\u2019ordine di Xi alle Forze Armate di prepararsi alla \u201ccontingenza Taiwan\u201d entro il 2027.<\/p>\n<p>L\u2019eventuale conclusione del conflitto in Ucraina con l\u2019accettazione delle perdite territoriali e limitazioni politiche da parte di Kiev, e di conseguenza da parte di USA ed Europa, potrebbe fornire a Xi una maggiore forza nelle rivendicazioni territoriali su Taiwan e sui mari Cinesi Meridionale e Orientale, poich\u00e9 Taipei e gli altri alleati statunitensi nella regione metterebbero in dubbio la determinazione di Washington di proteggerli.<\/p>\n<p>Pechino, al contrario, rischierebbe di dover affrontare una pressione geopolitica ed economica (sanzioni comprese) crescente se gli Stati Uniti dovessero approvare le garanzie di sicurezza (da definire) all\u2019Ucraina per porre fine alla guerra con la Russia.<\/p>\n<p>Le sanzioni secondarie, minacciate dal Presidente Trump a Mosca per la conclusione delle ostilit\u00e0, sarebbero un pericoloso precedente in caso di uno scontro militare tra Cina e Taiwan, in quanto una simile risposta di ritorsione degli USA e dell\u2019Occidente metterebbe a repentaglio le linee di rifornimento energetiche del Dragone, soprattutto dall\u2019Asia Centrale.<\/p>\n<p>Pechino avrebbe gi\u00e0 individuato, sulla base dell\u2019esperienza russa nel contrastare e\/o evitare le sanzioni economiche imposte dall\u2019Occidente, soluzioni per fronteggiare un analogo regime (di sanzioni) in caso d\u2019invasione.<\/p>\n<p>Il pericolo maggiore comunque potrebbe non essere un attacco \u201ca sorpresa\u201d, ma un lento \u201cstrangolamento\u201d attraverso un blocco, controlli doganali o altri mezzi non militari, che potrebbero costringere gli Stati Uniti ad agire e dare inizio ad un ciclo di escalation.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191468 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/GzG_30CbIAAFHiV.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Una recente richiesta del Pentagono al Giappone di chiarire il suo ruolo nell\u2019eventualit\u00e0 di un conflitto tra Stati Uniti e Cina su Taiwan, lascerebbe prevedere \u2013 al momento \u2013 l\u2019intenzione di Washington di intervenire militarmente in caso di aggressione cinese (<a href=\"https:\/\/www.japantimes.co.jp\/author\/141\/jesse-johnson\/\"><em>J. Johnson<\/em><\/a><em>, U.S. urges clarity on Japan\u2019s role in potential war over Taiwan, report says, The Japan Times, Jul 14, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>\u00c8 da ritenere, comunque, che Pechino preferisca di gran lunga una soluzione \u201cpacifica\u201d proseguendo nel comprimere l\u2019economia e la vita politica e sociale di Taiwan \u2013 una sorta di Strategia dell\u2019Anaconda \u2013 fino a quando Taipei non accetti una qualche forma di autorit\u00e0 cinese.<\/p>\n<p>Il 12 maggio 2025 il governo cinese ha pubblicato il \u201c<em>White Paper on National Security in the New Era<\/em>\u201d che, soffermandosi su Taiwan e sulle relazioni tra le due sponde dello Stretto, sottolinea la \u201csincerit\u00e0\u201d del Partito nel perseguire una riunificazione pacifica. La Cina continua la sua guerra legale affermando che la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite implica il riconoscimento internazionale del principio di \u201cuna sola Cina\u201d. Tuttavia, la risoluzione del 1971 si limitava a trasferire il seggio cinese alle Nazioni Unite dai \u201crappresentanti di Chiang Kai-shek\u201d alla RPC e non faceva alcun riferimento sulla sovranit\u00e0 di Taiwan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La crescente pressione esercitata dalla Cina su Taiwan con navi e aerei che operano quasi quotidianamente intorno all\u2019Isola e la condotta di complesse esercitazioni incentrate su scenari d\u2019invasione possono apparire senza dubbio il segnale che Pechino stia accelerando i tempi per essere pronta ad agire nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Secondo fonti d\u2019intelligence USA, infatti, il Presidente Xi potrebbe tentare di prendere il controllo di Taiwan a partire dal 2027, anno del centesimo anniversario della costituzione dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione.<\/p>\n<p>Appare molto pi\u00f9 verosimile che Xi Jinping attenda \u2013 per un eventuale invasione \u2013 sino a quando le PLA non diventino le principali Forze Armate del mondo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191469 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/G4PLR3AXkAAO4G2.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Un concetto ribadito nella recente cerimonia del 2 settembre 2025 in occasione della commemorazione dell\u201980\u00b0 anniversario della vittoria contro l\u2019aggressione giapponese: \u201c<em>L\u2019Esercito Popolare di Liberazione cinese \u00e8 stato, ed \u00e8 tuttora, l\u2019eroica forza armata su cui il Partito e il popolo possono contare e fare pieno affidamento. Tutti i membri delle forze armate devono adempiere fedelmente al loro sacro dovere, accelerare la costruzione di un esercito di livello mondiale e salvaguardare con fermezza la sovranit\u00e0, l\u2019unit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Cina. Tutti i membri delle forze armate devono fornire un sostegno strategico alla grande rinascita della nazione cinese e dare un contributo ancora maggiore alla pace e allo sviluppo del mondo<\/em>\u201d (<em>CGTN, Full text of President Xi\u2019s speech at the commemoration to mark the 80th anniversary of the victory of the Chinese People\u2019s War of Resistance Against Japanese Aggression and the World Anti-Fascist War, 04-Sep-2025<\/em>).<\/p>\n<p>Un\u2019invasione dell\u2019Isola potrebbe avvenire, tuttavia, in ogni momento \u2013 ed accettando tutti i rischi connessi \u2013 qualora il governo di Taipei dichiari ufficialmente la propria sovranit\u00e0 quale Stato indipendente.<\/p>\n<p>La riunificazione alla Cina rimane uno dei principali \u201ccrucci\u201d per Xi Jinping, il quale ha affermato che non lascer\u00e0 la \u201cquestione di Taiwan\u201d alla generazione successiva. Tenuto conto della sua et\u00e0 (72 anni), dovrebbe procedere con l\u2019annessione dell\u2019Isola verosimilmente entro il prossimo decennio, qualora restasse al potere per un altro mandato (e finch\u00e9 godr\u00e0 di buona salute).<\/p>\n<p>Le Forze Armate cinesi, tuttavia, sono ancora in fase di rinnovamento, secondo un programma avviato nel 2015 che prevede un processo di aggiornamento della dottrina, della struttura organizzativa, del personale militare, degli armamenti e degli equipaggiamenti, che dovrebbe concludersi entro il 2035.<\/p>\n<p>Al momento, il PLA non disporrebbe delle capacit\u00e0 anfibie richieste per un\u2019invasione su larga scala dell\u2019Isola che, per la sua conformazione morfologica (naturale ed antropica), presenta poche localit\u00e0 idonee a sbarchi ed aviosbarchi di grandi dimensioni.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 connesse con la geografia dell\u2019isola, la logistica per sostenere le forze sbarcate, la tenace difesa degli accessi al litorale a alle teste di ponte e il conseguente rischio di subire forti perdite, sono stati gli elementi che convinsero lo Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti a non invadere Taiwan (occupata dai Giapponesi sin dal 1895) nel settembre del 1944 (Operazione\u00a0<em>Causeway<\/em>) e di concentrarsi sull\u2019invasione di Okinawa (Operazione\u00a0<em>Iceberg<\/em>).<\/p>\n<p>L\u2019annuale rapporto al Congresso statunitense evidenzia carenze nella preparazione e nelle capacit\u00e0 dei comandanti, definite dal PLA con il termine \u201cle cinque incapacit\u00e0\u201d, che riguardano le aree in cui gli ufficiali cinesi dovrebbero migliorare, tra cui la capacit\u00e0 di valutare le situazioni, comprendere le intenzioni delle autorit\u00e0 superiori, prendere decisioni operative, dispiegare le forze e gestire situazioni impreviste (<em>U.S. Department of Defense, Military and Security Developments Involving the People\u2019s Republic of China, Annual Report to Congress 2024<\/em>).<\/p>\n<p>Nel prossimo futuro, la Cina continuer\u00e0 a concentrare la maggior parte delle proprie risorse navali nel Pacifico Occidentale per affrontare le dispute di sovranit\u00e0 marittima, mantenendo una forte attenzione sui \u201cmari vicini\u201d, quale priorit\u00e0 essenziale per implementare le capacit\u00e0 A2\/AD necessarie per proteggere gli interessi marittimi vitali.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge il cronico problema della corruzione che impedirebbe al PLA di acquisire la prontezza, che Xi ha ordinato di raggiungere entro il 2027, in preparazione di un potenziale conflitto con Taiwan, e che potrebbe dissuaderlo dal rischiare una operazione nei prossimi anni per la mancanza di fiducia nei propri comandanti. Sono periodiche, infatti, le notizie di sostituzioni e purghe che hanno interessato i ministri della Difesa e degli Esteri e soprattutto i vertici militari e funzionari dell\u2019industria della Difesa (<em>D. Kirsten Tatlow, China\u2019s Disappearing Generals Put Questions Over Xi\u2019s Grip, Newsweek Magazine, Jul 03, 2025<\/em>).<\/p>\n<p>In ogni caso, Xi Jinping ha ribadito pi\u00f9 volte che Taiwan dovr\u00e0 riunirsi alla Cina entro il 2049, in occasione dell\u2019anniversario dei 100 anni della vittoriosa rivoluzione comunista e presa di potere nel Paese. Un fermo intendimento inserito tra i 6\u00a0<em>core interests<\/em>\u00a0definiti dal governo cinese nel \u201clibro bianco\u201d del settembre 2011.<\/p>\n<p>Xi auspica di poter conseguire l\u2019agognato risultato con una \u201criunificazione pacifica\u201d, anche se ha affermato pubblicamente pi\u00f9 volte che \u201c[\u2026]\u00a0<em>non prometteremo mai di rinunciare all\u2019uso della forza<\/em>\u201d e \u201c[\u2026]\u00a0<em>non permetteremo in alcun modo a nessuno di separare Taiwan dalla Cina<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Secondo i sondaggi di giugno 2025 della\u00a0<em>National Chengchi University<\/em>\u00a0(NCCU) la percentuale di Taiwanesi che preferisce lo status quo o l\u2019indipendenza continua a crescere, arrivando oltre l\u201986%, mentre, la percentuale di coloro che vorrebbero l\u2019\u201cunificazione\u201d con il PCC si sta riducendo ed \u00e8 attualmente il 6,4% della popolazione, in calo rispetto al 2018 (15,9%) e al 1996 (22%).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191459 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/26.png\" alt=\"\" width=\"984\" height=\"639\" \/><\/p>\n<p>Altri recenti sondaggi hanno rilevato, in un contesto di crescente incertezza globale, che tra il 63,7% e l\u201981% dei Taiwanesi combatterebbe per difendere il proprio Paese da un attacco militare cinese e si opporrebbe ad una invasione \u201ca tutti i costi\u201d. Tra gli intervistati di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 30 anni la disponibilit\u00e0 a combattere varia dal 53,2% all\u201988% (<em>The Diplomat, Taiwan\u2019s Youth Are Not Defeatist \u2014 and The Data Proves It, April 09, 2025<\/em>). Lo stesso sondaggio evidenzia che il 62,9% dei cittadini si dichiara taiwanese a fronte di un 2,4% che si identifica come cinese ed un 30,5% che si ritiene taiwanese e cinese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-191458 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/27.png\" sizes=\"(max-width: 1054px) 100vw, 1054px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/27.png 1054w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/27-1024x659.png 1024w\" alt=\"\" width=\"1054\" height=\"678\" \/><\/p>\n<p>Di conseguenza, Xi Jinping (o il suo sostituto) avr\u00e0 una sola alternativa: applicare l\u2019articolo 8 della legge anti-secessione del marzo 2005, la quale stabilisce che se \u201c[\u2026]\u00a0<em>le possibilit\u00e0 di riunificazione pacifica dovessero essere completamente esaurite, lo Stato (la Repubblica Popolare di Cina) impiegher\u00e0 mezzi non pacifici e altre misure necessarie per proteggere la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Cina<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dal canto loro, le Forze Armate taiwanesi hanno affrontato negli ultimi decenni diversi scenari difensivi e sono in grado di fare fronte anche alla situazione attuale.<\/p>\n<p><strong>Le sfide per Taipei in questo momento non sono (solo) le iniziative che la Cina intraprender\u00e0, ma ci\u00f2 che la popolazione taiwanese sar\u00e0 disposta a sacrificare per far fallire le intenzioni e gli obiettivi di Pechino.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Immagini: ISW , CSIS, PLA, Mod Taiwan, Limes, Planet Labs, INSS, China Military, Xinhua e Gianandrea Gaiani<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/11\/lisola-isolata-il-punto-sulle-minacce-alla-sicurezza-di-taiwan\/?_gl=1*s7k1oj*_up*MQ..*map__ga*MTYxMzQ5MDY1NC4xNzYyODUyODE3*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NjI4NTI4MTYkbzEkZzAkdDE3NjI4NTI4MTYkajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/11\/lisola-isolata-il-punto-sulle-minacce-alla-sicurezza-di-taiwan\/?_gl=1*s7k1oj*_up*MQ..*map__ga*MTYxMzQ5MDY1NC4xNzYyODUyODE3*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NjI4NTI4MTYkbzEkZzAkdDE3NjI4NTI4MTYkajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giorgio Battisti) da Taipei, NB:\u00a0 Il presente articolo, per continuit\u00e0 di descrizione, \u00e8 il seguito di quello\u00a0pubblicato da Anailsi Difesa il 7 marzo 2023: \u201cTaiwan: con la guerra all\u2019orizzonte\u201d. &nbsp; \u201cTaiwan fa parte del sacro territorio della Repubblica Popolare di Cina. \u00c8 sacro dovere di tutto il popolo cinese, compresi i nostri connazionali a Taiwan, realizzare la grande riunificazione della madrepatria\u201d (Constitution of the People\u2019s\u2002Republic of China \u2013 Preamble, November 20, 2019).&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-o5S","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92620"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92623,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92620\/revisions\/92623"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}