{"id":92682,"date":"2025-11-13T08:00:16","date_gmt":"2025-11-13T07:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92682"},"modified":"2025-11-12T23:20:40","modified_gmt":"2025-11-12T22:20:40","slug":"heiner-flassbeck-germania-in-ginocchio-quando-la-locomotiva-deuropa-si-ferma-e-nessuno-vuole-ammetterlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92682","title":{"rendered":"Heiner Flassbeck \u2013 Germania in Ginocchio: Quando la Locomotiva d\u2019Europa Si Ferma (E Nessuno Vuole Ammetterlo)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALLA GERMANIA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"bs-blog-thumb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Heiner-Flassbeck.jpg\" alt=\"heiner flassbeck\" width=\"496\" height=\"561\" \/><\/div>\n<article class=\"small single\">\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che circola da mesi tra economisti, investitori e chi segue da vicino le sorti dell\u2019economia europea:\u00a0<strong>una grafica apparentemente banale che mostra tre linee che si muovono in direzioni diverse<\/strong>. Una sale, una scende, una resta piatta. Sembra poco, eppure secondo alcuni questa grafica racchiude il destino della Germania e, forse, dell\u2019intera Europa. L\u2019economista tedesco Heiner Flassbeck, voce critica e controcorrente nel panorama economico europeo, l\u2019ha definita \u201cominosa\u201d non per quello che mostra, ma per come viene interpretata. O meglio: fraintesa.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Perch\u00e9 mentre tutti parlano di\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/germania-il-patto-sociale-al-bivio-tra-riforme-del-welfare-sanzioni-e-il-ritorno-dellagenda-2010\/\">riforme strutturali<\/a>, di burocrazia da smantellare e di competitivit\u00e0 da recuperare,\u00a0<strong>la Germania sta vivendo la recessione pi\u00f9 lunga della sua storia repubblicana<\/strong>. Non un trimestre negativo. Non un anno difficile. Ma una stagnazione che dura dall\u2019inizio del 2022, con dieci trimestri su dodici in territorio negativo o stagnante. E il problema non \u00e8 solo tedesco: quando la locomotiva d\u2019Europa si ferma, l\u2019intero treno rischia di deragliare.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma perch\u00e9 nessuno sembra davvero preoccupato? O meglio: perch\u00e9 la classe politica ed economica continua a proporre ricette che non funzionano?<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">La Grafica Che Racconta Tre Storie (Ma Ne Nasconde Una Quarta)<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/tag\/heiner-flassbeck\/\">Flassbeck<\/a>, nei suoi articoli pubblicati sul blog Relevante \u00d6konomik, torna ossessivamente su questa rappresentazione grafica prodotta dall\u2019ifo-Institut di Monaco.\u00a0<strong>Tre linee: PIL totale (stagnante), consumi pubblici (in crescita), investimenti privati (in caduta libera)<\/strong>. Sembra un\u2019istantanea nitida della crisi tedesca, ma \u00e8 anche una trappola cognitiva.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3448\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Grapik-1.webp\" alt=\"\" width=\"908\" height=\"744\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La prima linea, quella del\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/heiner-flassbeck-recessione-germania-2024-2025-il-paradosso-della-super-recessione\/\">PIL tedesco\u00a0<\/a>piatto dal 2022, conferma quello che molti osservatori attenti sapevano gi\u00e0:\u00a0<strong>la Germania \u00e8 in recessione<\/strong>, anche se il termine viene evitato con cura dalle istituzioni ufficiali. Il Statistisches Bundesamt, l\u2019ufficio federale di statistica, ha a lungo pubblicato dati \u201ccorretti\u201d che mostravano una crescita orizzontale, come se l\u2019economia tedesca stesse camminando su un filo teso. Ma la realt\u00e0 dei numeri grezzi racconta un\u2019altra storia: produzione industriale in calo, ordini manifatturieri che scivolano verso il basso, capacit\u00e0 produttiva sottoutilizzata.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La seconda linea, quella della spesa pubblica in ascesa, viene spesso utilizzata come arma retorica: \u201cVedete? Lo Stato spende troppo, questo soffoca l\u2019economia privata\u201d. Ma Flassbeck rovescia completamente la narrazione:\u00a0<strong>la spesa pubblica non \u00e8 la causa della crisi, \u00e8 la conseguenza<\/strong>. Prima \u00e8 cresciuta per assorbire lo shock della pandemia, poi \u00e8 aumentata per contenere gli effetti della crisi energetica post-invasione dell\u2019Ucraina. E oggi? Continua a salire perch\u00e9 gli stabilizzatori automatici fanno il loro lavoro: pi\u00f9 disoccupazione significa pi\u00f9 sussidi, pi\u00f9 imprese in difficolt\u00e0 significa pi\u00f9 interventi di sostegno.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma \u00e8 la terza linea, quella degli\u00a0<strong>investimenti privati in picchiata dal 2022<\/strong>, che dovrebbe far suonare tutti\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/heiner-flassbeck-recessione-germania-2024-2025-il-paradosso-della-super-recessione\/\">gli allarmi.\u00a0<\/a>Ed \u00e8 qui che l\u2019intera classe dirigente tedesca ed europea mostra la sua cecit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3137\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Gemini_Generated_Image_pwtp3lpwtp3lpwtp.png\" alt=\"recessione germania 2025\" width=\"700\" height=\"382\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Il Paradosso Degli Investimenti: Perch\u00e9 Le Imprese Non Investono Pi\u00f9<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Friedrich Merz, leader della CDU e probabile prossimo cancelliere tedesco, avrebbe \u201cscoperto\u201d grazie alla famosa grafica dell\u2019ifo che\u00a0<strong>il problema della Germania sono gli investimenti privati troppo bassi<\/strong>. Una rivelazione, commenta sarcasticamente Flassbeck. Come se fosse una novit\u00e0 che le imprese tedesche, storicamente locomotive dell\u2019innovazione e della crescita, abbiano chiuso i rubinetti degli investimenti.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La domanda vera \u00e8: perch\u00e9 non investono? E qui la risposta della politica mainstream \u00e8 deludente quanto prevedibile: troppa burocrazia, troppe regolamentazioni, troppi vincoli ambientali, troppa incertezza normativa. La ricetta? Riforme strutturali, deregolamentazione, incentivi fiscali alle imprese.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma\u00a0<strong>questa diagnosi ignora completamente la logica elementare con cui funzionano gli investimenti privati<\/strong>. Un imprenditore non investe perch\u00e9 la burocrazia \u00e8 pi\u00f9 snella o perch\u00e9 ha ricevuto un credito d\u2019imposta. Investe quando vede domanda per i suoi prodotti, quando i suoi impianti lavorano a pieno regime, quando deve espandere la capacit\u00e0 produttiva per soddisfare gli ordini che arrivano.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E in Germania, oggi,\u00a0<strong>la domanda \u00e8 debole, le capacit\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/la-produzione-manifatturiera-tedesca-in-difficolta-a-maggio-2024-crollo-del-67-rispetto-allanno-precedente\/\">produttive<\/a>\u00a0sono sottoutilizzate, gli ordini sono in calo<\/strong>. I dati sulla produzione industriale pubblicati dal Bundesamt lo confermano mese dopo mese: l\u2019indice di produzione del settore manifatturiero \u00e8 scivolato dal secondo al terzo trimestre 2025, continuando un declino che va avanti da tre anni.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Flassbeck lo ripete in ogni suo articolo con una chiarezza quasi didattica:\u00a0<strong>gli investimenti sono ciclici per natura<\/strong>. Non puoi stimolarli con politiche dal lato dell\u2019offerta quando l\u2019economia \u00e8 in recessione. \u00c8 come cercare di far decollare un aereo spingendolo da dietro: puoi mettere tutta la forza che vuoi, ma senza velocit\u00e0 sufficiente non si staccher\u00e0 mai da terra.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2883\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gemini_Generated_Image_ti9bkrti9bkrti9b-960x960.jpg\" alt=\"riduzione festivit\u00e0 germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Pressione Competitiva Che Stritola I Margini (E Nessuno Ne Parla)<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">C\u2019\u00e8 un dato che passa quasi inosservato nel dibattito pubblico tedesco, ma che Flassbeck considera cruciale:\u00a0<strong>i prezzi alla produzione nel settore industriale tedesco sono piatti da gennaio 2023<\/strong>. Non crescono. Non si muovono. Sono congelati.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questo significa che mentre i salari in Germania (e nell\u2019intera Eurozona) sono cresciuti del 4-5% annuo per recuperare il potere d\u2019acquisto perso durante la fiammata inflazionistica del 2021-2022,\u00a0<strong>le imprese industriali tedesche non sono riuscite a trasferire questi aumenti di costo sui prezzi finali<\/strong>. Risultato? I margini di profitto si comprimono, le aziende soffrono, la capacit\u00e0 di autofinanziamento degli investimenti si riduce.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Perch\u00e9 succede questo? Perch\u00e9 in un contesto di domanda debole,\u00a0<strong>la concorrenza tra imprese diventa feroce<\/strong>. Chi alza i prezzi perde quote di mercato. Chi tiene i prezzi bassi sopravvive, ma fatica a respirare. \u00c8 un circolo vizioso che nessuna \u201criforma strutturale\u201d pu\u00f2 spezzare, perch\u00e9 il problema non \u00e8 strutturale: \u00e8 ciclico.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E qui entra in gioco un altro attore chiave di questa storia: la Banca Centrale Europea.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3449\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Graphik-2.webp\" alt=\"\" width=\"908\" height=\"616\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prezzi alla produzione industriali sul mercato europeo<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando La BCE Festeggia (Ma L\u2019Economia Soffre)<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Christine Lagarde e il board della BCE hanno pi\u00f9 volte celebrato il ritorno dell\u2019inflazione al target del 2% come un successo della politica monetaria restrittiva. Missione compiuta: i tassi di interesse alti hanno funzionato, l\u2019inflazione \u00e8 sotto controllo, la stabilit\u00e0 dei prezzi \u00e8 garantita.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma\u00a0<strong>Flassbeck vede in questa narrazione un errore madornale<\/strong>: la BCE guarda solo l\u2019inflazione al consumo, ignorando completamente quello che succede ai prezzi alla produzione e all\u2019economia reale. Festeggia di aver domato l\u2019inflazione mentre l\u2019industria tedesca, e quella europea, soffoca sotto il peso di tassi troppo alti troppo a lungo.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La politica monetaria restrittiva ha colpito duramente gli investimenti privati proprio nel momento in cui l\u2019economia ne aveva pi\u00f9 bisogno.\u00a0<strong>Il costo del credito \u00e8 salito, i progetti di espansione sono stati congelati, le imprese hanno preferito accumulare liquidit\u00e0 piuttosto che rischiare<\/strong>. E la BCE, forte del suo mandato focalizzato esclusivamente sulla stabilit\u00e0 dei prezzi, ha continuato imperterrita sulla sua strada.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il punto sollevato da Flassbeck \u00e8 scomodo ma legittimo:\u00a0<strong>la BCE ha il mandato sbagliato<\/strong>. Una banca centrale che guarda solo l\u2019inflazione al consumo senza considerare gli effetti sulla produzione, sull\u2019occupazione e sugli investimenti \u00e8 una banca centrale che pu\u00f2 vincere battaglie tattiche perdendo la guerra strategica.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2982\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gemini_Generated_Image_5dphqh5dphqh5dph-960x960.jpeg\" alt=\"Riforma del Lavoro in Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Mito Dell\u2019Aggiustamento Automatico: Quando Il Mercato Non Si Autocorregge<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">C\u2019\u00e8 un\u2019idea profondamente radicata nel pensiero economico mainstream, quasi un dogma:\u00a0<strong>i cicli economici si auto-correggono<\/strong>. Le recessioni sono temporanee, i mercati trovano un nuovo equilibrio, la crescita riparte spontaneamente. \u00c8 l\u2019eredit\u00e0 della teoria neoclassica che ha plasmato generazioni di economisti e policy maker.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma Flassbeck, formato nella tradizione keynesiana e post-keynesiana, sfida frontalmente questa narrazione. Citando implicitamente le lezioni degli anni Trenta, ricorda che\u00a0<strong>una recessione lasciata a s\u00e9 stessa non si autocorregge: si autoalimenta<\/strong>. La caduta della domanda riduce la produzione, che riduce l\u2019occupazione, che riduce ulteriormente la domanda. \u00c8 una spirale discendente che pu\u00f2 portare a conseguenze catastrofiche se non viene interrotta.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Eppure, la classe politica tedesca ed europea sembra aver dimenticato questa lezione fondamentale. Si parla di \u201caggiustamenti strutturali necessari\u201d, di \u201cflessibilit\u00e0 del mercato del lavoro\u201d, di \u201criforme pro-crescita\u201d. Ma nessuno parla di\u00a0<strong>stimolo alla domanda aggregata<\/strong>, di investimenti pubblici massicci, di politica fiscale espansiva.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/tag\/hainer-flassbeck\/\">L\u2019economista tedesco\u00a0<\/a>\u00e8 particolarmente critico verso l\u2019ossessione per le riforme dal lato dell\u2019offerta: abbattere la burocrazia, ridurre le regolamentazioni, incentivare l\u2019innovazione. Tutte cose potenzialmente utili in un contesto di piena occupazione e capacit\u00e0 produttiva saturata. Ma completamente inutili, se non controproducenti,\u00a0<strong>quando il problema \u00e8 la mancanza di domanda<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2526\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gemini_Generated_Image_4vsx9s4vsx9s4vsx-960x960.jpeg\" alt=\"insolvenze in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Europa: Un Continente Che Si Dichiara Economicamente Incapace<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Uno dei passaggi pi\u00f9 duri negli articoli di Flassbeck riguarda l\u2019intera Europa:\u00a0<strong>un continente che si dichiara \u201ceconomicamente incapace di intendere e volere\u201d<\/strong>. Mentre la Germania affonda, trascinando con s\u00e9 gran parte dell\u2019economia europea, la risposta politica \u00e8 grottescamente inadeguata.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">A Bruxelles si parla di competitivit\u00e0, di innovazione, di transizione verde. Nelle capitali europee si discute di riforme pensionistiche, di mercato del lavoro, di spending review. Ma nessuno, sottolinea Flassbeck con una frustrazione palpabile,\u00a0<strong>sembra vedere che tutto questo \u00e8 inutile se prima non si risolve la crisi ciclica in corso<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u00c8 come discutere di quale colore dipingere le pareti mentre la casa va a fuoco. Puoi avere le migliori politiche strutturali del mondo, ma se l\u2019economia \u00e8 in recessione da tre anni, se gli investimenti sono crollati, se la produzione industriale continua a scendere,\u00a0<strong>nessuna riforma strutturale far\u00e0 ripartire la crescita<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La Germania, in particolare, si trova in una posizione paradossale: storicamente campione dell\u2019export e della produttivit\u00e0, oggi scopre che\u00a0<strong>il suo modello economico basato sulla domanda esterna \u00e8 fragile<\/strong>\u00a0quando la domanda globale rallenta e la competizione si intensifica. E invece di adattarsi stimolando la domanda interna, continua a proporre le stesse ricette che hanno funzionato nei decenni passati ma che oggi sono palesemente inefficaci.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2667\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gemini_Generated_Image_qrijjlqrijjlqrij-960x960.jpeg\" alt=\"povert\u00e0 in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa Succederebbe Se Avessero Ragione I Keynesiani?<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Immaginiamo per un momento che Flassbeck e gli economisti della sua scuola di pensiero abbiano ragione. Che la crisi tedesca ed europea sia primariamente una crisi di domanda aggregata, non di offerta. Che gli investimenti non ripartano perch\u00e9 le imprese non vedono mercato per i loro prodotti. Che la politica monetaria restrittiva abbia aggravato la situazione invece di risolverla.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Cosa bisognerebbe fare?<\/strong>\u00a0La risposta keynesiana \u00e8 chiara: uno stimolo fiscale massiccio e coordinato a livello europeo. Investimenti pubblici in infrastrutture, transizione energetica, ricerca e sviluppo. Politiche redistributive che sostengano il potere d\u2019acquisto delle famiglie. Una BCE che abbassi i tassi e sostenga l\u2019economia reale, non solo la stabilit\u00e0 dei prezzi.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">In altre parole,\u00a0<strong>esattamente l\u2019opposto di quello che si sta facendo oggi<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il problema, come sottolinea implicitamente Flassbeck, non \u00e8 tecnico: \u00e8 ideologico. La classe dirigente europea \u00e8 intrappolata in un paradigma economico che privilegia l\u2019offerta sulla domanda, la stabilit\u00e0 sui prezzi sulla piena occupazione, il pareggio di bilancio sulla crescita. E questo paradigma \u00e8 cos\u00ec radicato che nemmeno tre anni di recessione riescono a scalfirlo.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-214\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/f6aead18-74df-4033-8888-5bdefd6eb67a-960x960.jpeg\" alt=\"buonauscita in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso Quale Futuro? Le Domande Che Nessuno Vuole Porsi<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Riforme strutturali, riduzione della burocrazia, incentivi alle imprese. Ancora una volta,\u00a0<strong>politiche dal lato dell\u2019offerta per risolvere una crisi dal lato della domanda<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Flassbeck, con un pessimismo che sfiora il sarcasmo, prevede che si continuer\u00e0 a parlare di \u201cabbattimento della burocrazia\u201d fino a quando \u201cil bambino non sar\u00e0 definitivamente caduto nel pozzo\u201d. Solo allora, forse, una classe politica completamente diversa sar\u00e0 costretta a un cambio radicale di rotta, girando finalmente il timone verso la domanda.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma quanto tempo ci vorr\u00e0? E quanti danni saranno stati fatti nel frattempo?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La crisi\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/heiner-flassbeck-recessione-germania-2024-2025-il-paradosso-della-super-recessione\/\">dell\u2019economia tedesca\u00a0<\/a>pone domande che vanno ben oltre i confini della Germania.\u00a0<strong>Se la locomotiva d\u2019Europa non riparte, quale futuro attende l\u2019Unione Europea?<\/strong>\u00a0Se le politiche economiche mainstream continuano a fallire, quando i cittadini europei inizieranno a cercare alternative pi\u00f9 radicali, magari pericolose? Se la crescita non torna, come sar\u00e0 possibile finanziare welfare, transizione ecologica, difesa comune?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E soprattutto:\u00a0<strong>quanto tempo ancora l\u2019establishment economico europeo potr\u00e0 ignorare le voci critiche<\/strong>\u00a0come quella di Flassbeck, relegandole ai margini del dibattito come eresie keynesiane fuori tempo?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La risposta a queste domande determiner\u00e0 non solo il futuro economico, ma anche quello politico e sociale dell\u2019Europa nei prossimi decenni. E forse, proprio forse, quella \u201cominosa grafica\u201d dell\u2019ifo-Institut non era cos\u00ec banale dopotutto: era un campanello d\u2019allarme che quasi nessuno ha voluto sentire.<\/p>\n<div class=\"post-share\">\n<div class=\"post-share-icons cf\"><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/heiner-flassbeck-germania-in-ginocchio-quando-la-locomotiva-deuropa-si-ferma-e-nessuno-vuole-ammetterlo\">https:\/\/vocidallagermania.it\/heiner-flassbeck-germania-in-ginocchio-quando-la-locomotiva-deuropa-si-ferma-e-nessuno-vuole-ammetterlo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALLA GERMANIA (Redazione) C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che circola da mesi tra economisti, investitori e chi segue da vicino le sorti dell\u2019economia europea:\u00a0una grafica apparentemente banale che mostra tre linee che si muovono in direzioni diverse. Una sale, una scende, una resta piatta. Sembra poco, eppure secondo alcuni questa grafica racchiude il destino della Germania e, forse, dell\u2019intera Europa. L\u2019economista tedesco Heiner Flassbeck, voce critica e controcorrente nel panorama economico europeo, l\u2019ha definita \u201cominosa\u201d non&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":81877,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/cropped-cropped-cropped-cropped-cropped-cropped-cropped-cropped-cropped-Voci-dalla-Germania_logo-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-o6S","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92682"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92682"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92683,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92682\/revisions\/92683"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/81877"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}