{"id":92688,"date":"2025-11-13T10:35:12","date_gmt":"2025-11-13T09:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92688"},"modified":"2025-11-13T09:22:12","modified_gmt":"2025-11-13T08:22:12","slug":"eugenetica-e-colonialismo-nel-cuore-del-dominio-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92688","title":{"rendered":"Eugenetica e colonialismo. Nel cuore del dominio occidentale"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Stefano Dumontet)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/c2.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La terribile situazione che stanno vivendo i gazawiti, da ormai quasi tre anni, \u00e8 stata presentata dalla maggioranza dei media occidentali come la lotta di una democrazia (incarnata da Israele) per la sua sopravvivenza. Una lotta contro terroristi sanguinari di oggi e potenziali terroristi di domani (i bambini) oltre che contro le donne, fattrici di terroristi non ancora nati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019unico, controverso, riferimento storico che si evoca \u00e8 quello relativo alla lucida ferocia del terzo Reich, orientata contro gli ebrei. Gli israeliani, cittadini di uno stato confessionale ebraico, adopererebbero oggi mezzi e finalit\u00e0 analoghe a quelle utilizzate dai nazisti per portare avanti un programma di pulizia etnica attraverso un genocidio. In realt\u00e0, limitare il fenomeno dello sterminio dei palestinesi sulla contrapposizione genocidio s\u00ec \/ genocidio no, serve solo a distogliere l\u2019attenzione dalla vera motivazione di tanta barbarie e della sua fanatica accettazione da parte delle \u00e9lite occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello nazista fu un micidiale programma di pulizia etnica, sostenuto da una pseudoscienza, largamente condivisa nell\u2019intero occidente, quella della \u201cpurezza della razza\u201d o \u201ceugenetica\u201d. \u00c8 bene ricordare che le teorie eugenetiche nacquero, almeno nella loro forma \u201cscientificamente definita\u201d, in Inghilterra in seguito al lavoro di Sir Francis Galton, cugino di Charles Darwin. Alla Galton Society affer\u00ec, nel tempo, il fior fiore della societ\u00e0 britannica rappresentato da aristocratici, prelati, premi Nobel, famosi scienziati, celebri intellettuali e ricchi imprenditori. Solo per fare alcuni nomi, particolarmente noti, tra i tanti che condivisero negli anni le idee eugenetiche di Galton, citiamo il celebre economista John Maynard Keynes, James Meade (premio Nobel per l\u2019Economia nel 1977), Peter Medaware (premio Nobel per l\u2019Immunologia nel 1987) ed il famosissimo statistico Charles Spearman (tra i padri dei test per la misura dell\u2019intelligenza e dell\u2019analisi fattoriale). Anche Winston Churchill era un estimatore delle teorie eugenetiche, insieme al commediografo George Bernard Shaw.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Societ\u00e0 Svedese per l\u2019Igiene Razziale, fondata a Stoccolma nel 1906, mise le basi per la fondazione, nel 1922, di uno dei pi\u00f9 influenti istituti europei per l\u2019igiene razziale (Istituto Svedese di Biologia Razziale). Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, Alva e Gunnar Myrdal divennero i teorici del \u201cnuovo umanesimo\u201d definito dalle teorie eugenetiche. Gunnar fu poi insignito del premio Nobel per l\u2019Economia nel 1974, mentre la moglie ottenne quello della Pace nel 1982, per il suo impegno a favore del disarmo. I Myrdal pensavano che \u201cconsentire a dei genitori non adatti di riprodursi \u00e8 un argomento indifendibile, da qualsiasi punto di vista\u201d. Furono loro a coniare il termine\u00a0<strong>materiale umano<\/strong>, che ebbe una particolare fortuna nel lessico nazionalsocialista tedesco del\u00a0<em>Lebensborn\u00a0<\/em>(programma nazista di \u201carianizzazione\u201d). Analoga fortuna ebbe tra i nazisti l\u2019espressione\u00a0<strong>soluzione finale<\/strong>, anche questa lungi dall\u2019essere una prerogativa del terzo Reich. Cambell Scott, vice soprintendente del Dipartimento per gli Affari Indiani del Canada dal 1913 to 1932,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facinghistory.org\/en-ca\/resource-library\/until-there-not-single-indian-canada\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in una sua lettera<\/a>\u00a0del 1910 indirizzata all\u2019agente indiano della Columbia Britannica scrive:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c\u00c8 ben risaputo che i bambini indiani, frequentando queste scuole, perdono le loro doti naturali di resistenza alle malattie e, di conseguenza, muoiono in numero maggiore che nei loro villaggi. Ma ci\u00f2 \u00e8 in linea con la politica di questo Dipartimento, finalizzata alla\u00a0<strong>soluzione finale del problema indiano<\/strong>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Duncan Campbell Scott fu nominato \u201cnational historic person\u201d nel 1948. Appare dunque evidente che lo sterminio sistematico di oppositori politici, malati mentali, comunisti, socialisti, sindacalisti, rom, omosessuali, minoranze etniche e, dopo il 1940, degli ebrei, perde molto della sua originalit\u00e0, anche nell\u2019uso dei termini associati al genocidio plurimo portato avanti dai nazisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come in un gioco di specchi, nell\u2019America degli anni \u201920, i difensori dell\u2019eugenetica cercarono di sostenere il miglioramento di una razza nordica superiore a spese di razze inferiori come i nativi americani, i messicani, gli italiani e i portatori di handicap. La loro strategia prevedeva la sterilizzazione obbligatoria, restrizioni nella possibilit\u00e0 di sposarsi e confinamento in speciali colonie per tutti quelli dichiarati non adatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La campagna eugenetica americana non si ferm\u00f2 ai confini di quel paese, ma fu esportata in tutto il mondo, inclusa la Germania nazista dove divenne la base per le teorie sulla supremazia della razza ariana e la copertura \u201cscientifica\u201d del genocidio. I nazisti adottarono in pieno e senza restrizioni i principi eugenetici americani, che furono appoggiati apertamente da scienziati ed istituzioni americane sino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Hitler stesso defin\u00ec \u201cla mia Bibbia\u201d il saggio\u00a0<em>The Passing of the Great Race<\/em>\u00a0(1916) dell\u2019eugenista statunitense Madison Grant. Membri dell\u2019\u00e9lite sociale statunitense, presidenti di banche, rettori di Universit\u00e0, illustri scienziati, filantropici finanziatori della ricerca scientifica hanno desiderato, dai principi del \u2018900 sino agli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, che tutti i membri \u201cinaccettabili\u201d della societ\u00e0 venissero eliminati. Negli anni che precedettero la guerra e oltre, la Fondazione Rockfeller finanzi\u00f2 la creazione di una nuova specializzazione medica chiamata\u00a0<em>Psychiatric Genetics\u00a0<\/em>e finanzi\u00f2 i \u201cKaiser Wilhelm Institutes\u201d tedeschi (oggi Max Planck Institute) per la Psichiatria e per l\u2019Antropologia, l\u2019Eugenetica e l\u2019Eredit\u00e0 Umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora oggi, Hilary Clinton spende parole estremamente elogiative nei confronti di Margaret Sanger, americana e membro, dal 1937 al 1957, dell\u2019Eugenic Society fondata da Galton e dell\u2019American Eugenic Society. La Sanger fond\u00f2 nel 1942 la\u00a0<em>Planned Parenthood of America<\/em>\u00a0ed espresse idee razziste e fortemente eugenetiche nelle sue pubblicazioni e fu guidata da queste idee nelle sue attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La propaganda occidentale fa di tutto per nascondere il motivo profondo dell\u2019accanimento contro il popolo palestinese in larghissima parte indifeso e, quando armato, in condizioni di evidente inferiorit\u00e0 rispetto a un esercito perfettamente equipaggiato con le armi pi\u00f9 moderne e senza preoccupazioni di rifornimenti militari, forniti dagli USA e dai suoi alleati occidentali, Italia compresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intenzione del fanatico blocco di potere, schierato a difesa di Israele e dei suoi obiettivi, rappresentato dal cosiddetto occidente collettivo, ha una precisa definizione: si chiama colonialismo. \u00c8 intorno alla bandiera del colonialismo che le potenze occidentali si riconoscono e si raccolgono. \u00c8 lo spirito mai sopito del colonialismo che fa da collante a tutti i sostenitori di Israele. Lo stesso colonialismo che ha provocato, dal 1796 al 1900 circa 27 milioni di morti nella regione indiana del Bengala durante l\u2019occupazione coloniale inglese, 10 milioni di morti dal 1885 al 1908 nel Congo controllato dal civilissimo Belgio. Dal 1943 al 1944 un\u2019ennesima carestia colp\u00ec di nuovo il Bengala provocando tra 2 e 3 milioni di morti. Winston Churchill fu tutt\u2019altro che estraneo a questa tragedia, lo stesso Churchill che, per sua diretta ammissione, non vedeva nulla di sbagliato nell\u2019appropriazione di terre appartenenti a un popolo pi\u00f9 primitivo da parte di un popolo pi\u00f9 evoluto, che avrebbe potuto sfruttarle meglio. Circa 12 milioni di morti furono causati delle guerre \u201cpost-coloniali\u201d sostenute dalle potenze occidentali in Africa dal 1962 al 2005. Almeno sette leader africani sono stati assassinati dal 1961 al 2011, direttamene o attraverso operazioni sotto copertura, dalle potenze occidentali.\u00a0 Patrice Lumumba (primo ministro della Repubblica Democratica del Congo, ucciso nel 1961), Sylvanus Olympio (primo Presidente del Togo, ucciso nel 1963), Amilcar Cabral (leader rivoluzionario, Guinea Bissau, ucciso nel 1973), Murtala Mohammed (Presidente della Nigeria, ucciso nel 1976), Thomas Sankara (Presidente del Burkina Faso, ucciso nel 1987), Laurent-D\u00e9sir\u00e9 Kabila (presidente della Repubblica Democratica del Congo, ucciso nel 2001), Muammar Gheddafi (Presidente della Libia, ucciso nel 2011). Tutti questi leader, bench\u00e9 con ideologie differenti e in contesti differenti, erano accumunati dal loro rifiuto del colonialismo e dello sfruttamento dei loro paesi da parte di potenze straniere. L\u2019occidente collettivo si \u00e8 anche distinto nell\u2019appoggio incondizionato a sanguinari dittatori come Idi Amin Dada in Uganda, Jean B\u00e9del Bokassa nella Repubblica Centroafricana, Mobutu Sese Seko nello Zaire e Macias Nguema nella Guinea Equatoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per rimanere sul continente africano, sono innumerevoli le guerre tra stati e le guerre civili fomentate dalle potenze occidentali nel loro tentativo di controllo post-coloniale, a cui si devono aggiungere i colpi di stato mirati a mettere fuori gioco i leader progressisti. Milioni di morti dimenticati causati da guerre dimenticate. Tanto per citarne solo alcune ricordiamo le guerre civili in Algeria (1992-2002I, in Libano (1975-1990), in Sudan (in varie fasi dal 1955ad oggi), in Biafra (1966-1970), in Etiopia (1974-1991), in Mozambico (1975-1992), in Angola (1975-1994), Uganda (1979-1986), Ruanda (1994), in Congo (1997-2003) che da sola ha causato, direttamente e indirettamente,\u00a0 5,4 milioni di morti, in Siria (2011 \u2013 non ancora conclusa), Libia (2012 \u2013 non ancora conclusa), la guerra Iraq-Iran (1980-1988) e \u00a0la cosiddetta \u201cGuerra del Golfo\u201d contro l\u2019Iraq (1990-2003) scatenata dagli USA. A questo proposito \u00e8 opportuno ricordare una notissima intervista a Madeleine Albright, allora segretario di stato USA, a proposito delle morti dovute all\u2019embargo strettissimo a cui fu sottoposto l\u2019Iraq. Alla considerazione dell\u2019intervistatrice, che osservava come a causa dell\u2019embargo morirono pi\u00f9 bambini di quanti ne fossero periti nei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, l\u2019Albright candidamente afferm\u00f2 che ne era valsa la pena. Come ebbe a scrivere Conrad nel suo celebre romanzo\u00a0<em>Cuore di tenebra<\/em>: \u201cLa conquista della terra, che fondamentalmente significa prenderla a coloro che hanno la pelle diversa dalla nostra o il naso leggermente pi\u00f9 schiacciato, non \u00e8 una cosa tanto bella da vedere, quando la guardi troppo da vicino\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che sta avvenendo a Gaza \u00e8 dunque il pieno dispiegamento della prepotenza coloniale in tutta la sua brutale efficacia. La pulizia etnica \u00e8 l\u2019ideologia soggiacente agli interessi coloniali, che considerano\u00a0<em>untermensch<\/em>, secondo il vocabolario nazista, tutti coloro che si oppongono ai loro progetti di dominio, in piena continuit\u00e0 con teorie eugenetiche mai abbandonate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi sono inquietanti assonanze fra la vicenda palestinese e gli eventi, in gran parte dimenticati, che videro protagonista il movimento del Fronte di Liberazione Nazionale Algerino, attivo tra il 1954 e il 1962, anno della liberazione dell\u2019Algeria dal dominio francese. La storia della lotta algerina per l\u2019indipendenza \u00e8 molto simile a quella a cui stiamo assistendo nella Striscia di Gaza e i metodi repressivi delle potenze coloniali sono sempre caratterizzati dalla stessa brutalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli antecedenti della nascita della lotta di liberazione possono essere individuati negli eventi sanguinosi avvenuti, nel 1945, nelle citt\u00e0 di Setif e Guelma, quando nei giorni seguenti ai moti del 5 maggio, in cui gli indipendentisti chiedevano la fine dell\u2019occupazione francese e sventolavano bandiere con la mezzaluna rossa su sfondo bianco e verde. Migliaia di algerini furono uccisi dalla polizia, dai soldati e dai coloni armati francesi. Il numero di vittime non \u00e8 mai stato accertato con precisione. I servizi di informazione inglesi stimarono in circa 6.000 le vittime e in circa 14.000 i feriti. Oggi le stime sono state corrette, alcuni storici francesi ritengono che le vittime furono 20.000, mentre il governo algerino le stima in 45.000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 1\u00b0 novembre 1954, i guerriglieri dell\u2019FLN effettuarono attacchi organizzati in diverse parti dell\u2019Algeria contro installazioni militari, posti di polizia, magazzini e strutture di comunicazione. Dal Cairo, il FLN invit\u00f2 alla radio il popolo algerino e gli attivisti della causa nazionale a sollevarsi per \u201cla restaurazione dello Stato algerino, sovrano, democratico e sociale, nel rispetto dei principi dell\u2019Islam e del rispetto di tutte le libert\u00e0 fondamentali, senza distinzioni di razza e religione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze armate francesi iniziarono una guerra senza quartiere applicando spietatamente il principio della responsabilit\u00e0 collettiva ai villaggi sospettati di ospitare, rifornire o collaborare in qualsiasi modo con la guerriglia. Numerosi villaggi furono sottoposti a bombardamenti aerei, anche con bombe al fosforo, e furono distrutti campi e frutteti per privare i contadini di ogni mezzo di sussistenza. I francesi concentrarono gran parte della popolazione rurale, a volte interi villaggi, in campi speciali sotto sorveglianza militare per impedire la collaborazione con i ribelli o \u2013 secondo le dichiarazioni ufficiali \u2013 per proteggerli dalla violenza del Fronte di Liberazione Nazionale. Oltre due milioni di algerini furono sradicati dai loro luoghi di origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cBattaglia di Algeri\u201d scoppi\u00f2 il 30 settembre 1956, quando tre donne piazzarono bombe in tre diversi luoghi frequentati da civili francesi, uccidendo tre persone e ferendone cinquanta. La risposta francese fu violenta e brutale. Agli attacchi terroristici contro civili algerini perpetrati da gruppi di coloni francesi, assistiti dalla polizia, fece fatto seguito il dispiegamento di un corpo d\u2019\u00e9lite di 5.000 paracadutisti, che agirono al di fuori di ogni regola, uccidendo, torturando e violentando. Si stima che per l\u2019uso della tortura da parte delle forze francesi, dei 24.000 algerini arrestati durante la battaglia, ne morirono circa 3.000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre alle innumerevoli tipologie di tortura utilizzate, gli stupri delle donne algerine furono veri e propri strumenti di una strategia di guerra repressiva e brutale. Sempre negato dalle autorit\u00e0 militari, lo stupro \u00e8 stato uno strumento di punizione e di terrore utilizzato dalle truppe francesi contro la popolazione femminile algerina. Il picco si \u00e8 verificato tra il 1959 e il 1960, soprattutto nelle zone rurali. Le truppe francesi commisero anche un\u2019altra infamia, quella di utilizzare alcune donne rinchiuse nei campi di detenzione come schiave sessuali per soldati e ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 17 ottobre 1961, l\u2019FLN organizz\u00f2 una manifestazione pacifica a Parigi, alla quale parteciparono circa 30.000 algerini. La polizia francese disperse la manifestazione sparando sulla folla. 14.000 persone furono arrestate e 200 uccise, molte delle quali furono gettate nella Senna. Il governo francese ha riconosciuto solo 32 vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Algeria ottenne l\u2019indipendenza nel 1962. Il prezzo della guerra fu enorme. Su una popolazione di 10 milioni di abitanti, si stima furono uccisi tra 300.000 e 1.000.000 di civili algerini (1.500.000 secondo il governo algerino) e circa 3.000.000 furono internati nei campi di concentramento. Inoltre, ci furono 28.500 morti tra i soldati francesi, da 30.000 a 90.000 morti tra i soldati algerini fedeli alla Francia, da 4.000 a 6.000 morti tra i civili europei e circa 65.000 feriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va ricordato che che i partiti francesi socialisti e comunisti sostennero, di fatto, la guerra dell\u2019imperialismo francese contro la rivoluzione algerina. Il premier socialista dell\u2019epoca, Guy Mollet, gest\u00ec politicamente l\u2019inasprimento della repressione in Algeria e i deputati comunisti non fecero nulla per fermare il massacro. L\u2019unica eccezione fu Jean-Paul Sartre, il quale, con coerenza e senza compromessi, si schier\u00f2 dalla parte degli indipendentisti algerini. Nel gennaio 1956, partecip\u00f2 a un incontro per la pace in Algeria dove tenne un discorso che diventer\u00e0 uno dei suoi testi pi\u00f9 celebri: \u201cIl colonialismo \u00e8 un sistema\u201d. Oggi \u00e8 ricordato in Francia come un \u201ccattivo maestro\u201d. Morto un filosofo se ne fa subito un altro, ed ecco che il \u201cbuon maestro\u201d Bernard Henry-L\u00e9vy ci regala\u00a0<a href=\"https:\/\/www.shalom.it\/news\/se-israele-perde-e-peggio-dellolocausto-intervista-a-bernard-henri-levy-su-la-stampa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un\u2019intervista<\/a>, pubblicata su\u00a0<em>La Stampa<\/em>\u00a0nella quale afferma che occupazione, carestia, genocidio a Gaza sono tre bugie che vanno smontate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Fronte di Liberazione Nazionale, in un famoso volantino, scriveva: \u201cil colonialismo si arrende solo con un coltello alla gola\u201d. Mai affermazione fu pi\u00f9 appropriata. Per questo, ogni piano di pace a Gaza \u00e8 destinato a fallire. Il colonialismo che alimenta questa tragedia non ha il coltello alla gola, lo ha dalla parte del manico.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/11\/eugenetica-e-colonialismo-nel-cuore-del-dominio-occidentale\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/11\/eugenetica-e-colonialismo-nel-cuore-del-dominio-occidentale\/<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Stefano Dumontet) La terribile situazione che stanno vivendo i gazawiti, da ormai quasi tre anni, \u00e8 stata presentata dalla maggioranza dei media occidentali come la lotta di una democrazia (incarnata da Israele) per la sua sopravvivenza. Una lotta contro terroristi sanguinari di oggi e potenziali terroristi di domani (i bambini) oltre che contro le donne, fattrici di terroristi non ancora nati. 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