{"id":92818,"date":"2025-11-21T09:00:51","date_gmt":"2025-11-21T08:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92818"},"modified":"2025-11-20T13:18:33","modified_gmt":"2025-11-20T12:18:33","slug":"jean-genet-la-palestina-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92818","title":{"rendered":"Jean Genet, la Palestina e noi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Marcello Faletra)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-media post-featured-image\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-92819\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/720x410c50-5.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"252\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1982 Jean Genet ospite dei fedayn a Beirut fu testimone dell\u2019immane massacro fatto contro il campo profughi palestinese di Sabra e Chatila, tra il 16 e il 18 settembre. 2000 morti tra donne, bambini e uomini, per mano delle milizie cristiano-maronite libanesi controllati da Ariel Sharon, il quale in un\u2019intervista rilasciata allo scrittore Amos Oz nel 1982 non si preoccupava di definirsi \u201cgiudeo-nazista\u201d, e orgogliosamente affermava: \u201cAncora oggi sono disposto a offrirmi volontario per fare il lavoro sporco per Israele, per uccidere quanti Arabi \u00e8 necessario, per deportarli, per espellerli e bruciarli&#8230;\u201d. Oggi i suoi successori sono alla fine del \u201clavoro sporco\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa stampa europea \u2013 osservava Genet &#8211; parlava del popolo palestinese con sufficienza, perfino con disprezzo\u201d, come accade di vedere ancora oggi, quando ipocritamente classificano tutti i palestinesi come terroristi. Recatosi a Chatila il giorno dopo il massacro vede un campo disseminato di corpi spappolati: \u201cIl primo cadavere che ho visto era un uomo di cinquanta o sessant\u2019anni. Doveva avere avuto una candida corona di capelli, ma uno squarcio gli aveva aperto il cranio. Parte della materia cerebrale nerastra era per terra, a lato del capo\u201d. La descrizione quasi fotografica del massacro rende il testo di Genet (<em>Quattro ore a Shatila)<\/em> uno dei documenti pi\u00f9 impressionanti di quell\u2019eccidio. Come le fotografie di guerra, il report di Genet, si fa testimonianza di un presente senza scadenze. Una scrittura dell\u2019estremo, che non simula la violenza, ma la vede e cerca le parole per dirla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Genet, non si trattava di dare una forma estetica all\u2019esperienza storica, ma di far precipitare questa nella storia. La scrittura in questo caso non \u00e8 un\u2019opinione su un fatto, ma la rottura con l\u2019opinione in quanto tale. Un massacro non \u00e8 opinabile! La pornografia dell\u2019orrore nella sua testimonianza emerge in ogni parola: \u201cNon l\u2019avevo notato. Le dita delle mani erano stese a ventaglio e le dieci dita erano state tranciate come da cesoie per giardino. Ridendo come giovani e cantando allegramente, probabilmente i soldati si erano divertiti a scovare e a usare quelle forbici\u201d. Il 29 gennaio 2024 Hind Rami Iyad Rajab, una bambina di appena sei anni, dopo l\u2019assassinio dei suoi parenti sotto i suoi occhi, \u00e8 stata a sua volta deliberatamente assassinata con 335 colpi mentre chiedeva aiuto da un democratico carro armato israeliano.<\/p>\n<p>Di fronte all\u2019orrore la parola \u201cbellezza\u201d, cosi sventagliata oggi da ogni parte, \u00e8 un\u2019offesa &#8211; un cinico gadget estetico. Spesso le fotografie di guerra necessitano di una didascalia che li contestualizzi (luogo, data, nomi, ecc.) , ma in questo caso la scrittura, con le sue fredde descrizioni, \u00e8 gi\u00e0 documento. Genet suggerisce che la scrittura pu\u00f2 descrivere cose che la fotografia non coglie, infatti: \u201cLa fotografia non coglie le mosche, n\u00e9 l\u2019odore bianco e greve della morte; e neppure dice che per proseguire bisogna saltare da un cadavere all\u2019altro\u201d. Il supplizio dei morti, la loro estrema nudit\u00e0 spappolata, ostentata come uno scalpo, diventa l\u2019oscena cornice allucinatoria di un modo di concepire l\u2019altro (i palestinesi in questo caso). \u201cGuerra alla guerra\u201d recitava il titolo di un libro di Ernst Friedrich del 1924, e questa <em>guerra alla guerra<\/em>, scrive Genet, ha visto un protagonista fondamentale: le donne: \u201cPi\u00f9 ancora degli uomini, pi\u00f9 dei fedayan in battaglia, le donne palestinesi sembravano forti abbastanza da sostenere la resistenza e accettare le novit\u00e0 di una rivoluzione&#8230;Sguardo diretto che sapeva sostenere gli sguardi degli uomini, rifiuto del velo, capelli offerti alla vista, voce senza incrinature\u201d.<\/p>\n<p>Oggi non \u00e8 diverso. Impietosa, gran parte della stampa europea e oltre oggi, di fronte al genocidio in atto, non \u00e8 pi\u00f9 impudica, ma ha l\u2019impudenza dei profanatori, l\u2019arroganza del boia. E le piazze strapiene di gente d\u2019ogni categoria, che recentemente hanno protestato contro il genocidio in corso dei palestinesi, hanno dichiarato apertamente, a viso nudo, da che parte stare nella storia presente; non ostante avvertimenti e minacce, che dai politici al governo rimbalzavano sui quotidiani con insulti e fandonie. D\u2019altra parte la domanda di impostura incoraggia l\u2019offerta di falsi documenti, come quello che vedrebbe la Flotilla finanziata da Hamas. Edward Said, piu di trent\u2019anni fa (<em>Dire la verit\u00e0<\/em>), ha scritto che l\u2019unica possibilit\u00e0 che gli intellettuali hanno (e gli artisti sono degli intellettuali) \u00e8 di contrastare con le immagini e la scrittura ci\u00f2 che viene fatto passare per norma \u2013 buoni-cattivi, democratici-terroristi, ecc..<\/p>\n<p>Un frammento di Novalis \u2013 ripreso da Beuys che non lo cita &#8211; dice che <em>ogni uomo dovrebbe essere artista<\/em>. Oggi, forse, il contrario sarebbe meglio. Resta il fatto che oggi ai palestinesi una terra propria gli \u00e8 negata. \u201cFa parte della morale non sentirsi mai a casa propria\u201d, scriveva il filosofo Adorno durante il suo esilio in un passo dei <em>Minima Moralia<\/em>. Espressione che potrebbe essere estesa a tutti i palestinesi sottoposti alla deportazione forzata o provocata dal terrorismo sionista, contro cui Hannah Arendt (sionista pentita) gi\u00e0 nel 1942 non risparmi\u00f2 giudizi di fascismo.<\/p>\n<p><em>*Articolo apparso su Artribune n\u00b0 87 2025, ripubblicato su gentile concessione dell&#8217;Autore<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-jean_genet_la_palestina_e_noi\/45289_63691\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-jean_genet_la_palestina_e_noi\/45289_63691\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Marcello Faletra) &nbsp; Nel 1982 Jean Genet ospite dei fedayn a Beirut fu testimone dell\u2019immane massacro fatto contro il campo profughi palestinese di Sabra e Chatila, tra il 16 e il 18 settembre. 2000 morti tra donne, bambini e uomini, per mano delle milizie cristiano-maronite libanesi controllati da Ariel Sharon, il quale in un\u2019intervista rilasciata allo scrittore Amos Oz nel 1982 non si preoccupava di definirsi \u201cgiudeo-nazista\u201d, e orgogliosamente affermava: \u201cAncora oggi sono&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":91597,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Lantidiplomatico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-o94","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92818"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92818"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92818\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92820,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92818\/revisions\/92820"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}