{"id":92853,"date":"2025-11-24T11:45:52","date_gmt":"2025-11-24T10:45:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92853"},"modified":"2025-11-24T11:45:52","modified_gmt":"2025-11-24T10:45:52","slug":"sardegna-transizione-verde-o-colonialismo-energetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92853","title":{"rendered":"Sardegna: transizione verde o colonialismo energetico?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Francesca Faccini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-92854\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2365976241-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2365976241-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2365976241-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2365976241.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019isola del Mediterraneo che sta venendo trasformata in una piattaforma energetica funzionale ai bisogni del continente. Questa terra \u00e8 la\u00a0<strong>Sardegna<\/strong>, luogo in cui la cosiddetta transizione energetica mostra tutte le sue contraddizioni, tanto da essere motivo di forti contrasti con la popolazione locale che \u2013 \u00e8 il caso di affermarlo subito \u2013 sa sulla propria pelle quanto sia necessario abbandonare le fonti di combustibile fossile, ma contesta allo stesso tempo il modo, giudicato coloniale, con cui <strong>l\u2019isola sta diventando l\u2019hub italiano delle rinnovabili<\/strong>. Le criticit\u00e0 che riguardano le rinnovabili toccano svariate questioni e ci restituiscono un quadro complesso che coinvolge tanto aspetti tecnici quanto motivi identitari.<\/p>\n<p>Secondo i dati del 2023 di Terna \u2013 societ\u00e0 responsabile della gestione della rete di trasmissione nazionale dell\u2019energia elettrica \u2013 il totale netto di energia elettrica prodotta in Sardegna \u00e8 stato pari a\u00a0<strong>11.901,3 GWh<\/strong>\u00a0(la maggior parte di quest\u2019energia \u00e8 legata alle fonti fossili) per un fabbisogno regionale di 7636,9 GWh.\u00a0<strong>Il 29% dell\u2019energia prodotta \u00e8 stato esportato verso la Penisola<\/strong>\u00a0e, in piccola misura, verso l\u2019estero. Sempre secondo i dati Terna, all\u2019inizio del 2023 in Sardegna erano installati impianti eolici e fotovoltaici per una capacit\u00e0 complessiva lorda pari a 2,24 GW, numero che rischia di crescere a dismisura. In Sardegna, infatti, le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna al 30 settembre 2025 sono 678, pari a 49,15 GW di potenza, suddivisi in 443 richieste di impianti di produzione energetica da fonte solare, 234 richieste di impianti di produzione energetica da fonte eolica a terra e in mare e una richiesta di impianti di produzione energetica da fonte idroelettrica. In questo scenario, laddove tutte le istanze diventassero realt\u00e0,<strong>\u00a0la produzione sarda di energia rinnovabile supererebbe i 90.000 GWh<\/strong>, cio\u00e8 undici volte i consumi elettrici annui dell\u2019isola.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si gestisce tutta questa energia?<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-163171 entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1.png\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1.png 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-696x464.png 696w\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1.png\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1.png 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Eolico-Sardegna-1-696x464.png 696w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Turbine eoliche vicino a Portoscuso (SU)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Questa overdose di energia porrebbe non pochi problemi poich\u00e9 non potrebbe essere consumata sull\u2019isola, non potrebbe essere conservata \u2013\u00a0<strong>a oggi gli impianti di conservazione approvati sono pochi<\/strong> e di potenza estremamente ridotta \u2013 e non potrebbe essere trasportata verso la Penisola se non in piccola parte, dato che, anche quando entrer\u00e0 in funzione il terzo cavidotto, la potenza complessiva trasportabile sar\u00e0 di circa 2000 MW. Tutta quest\u2019energia dovr\u00e0 per\u00f2 essere pagata dal gestore della rete indipendentemente dal suo utilizzo. Come ha spiegato a <em>L\u2019Indipendente <\/em>Antonio Muscas, ingegnere meccanico sardo, in presenza di un eccesso di offerta, Terna ha la possibilit\u00e0 di\u00a0<strong>bloccare temporaneamente gli impianti di energia rinnovabile<\/strong>. L\u2019eventuale stop non compromette il guadagno delle societ\u00e0 energetiche a cui viene pagata l\u2019energia che avrebbero prodotto se non fosse stato imposto il blocco.<\/p>\n<p>Come abbiamo accennato,\u00a0<strong>parte dell\u2019energia sarda viene esportata tramite dei cavidotti<\/strong>. A oggi sono in funzione il SA.PE.I., un cavo che collega la Sardegna alla Penisola italiana, e il SA.CO.I., il collegamento tra Sardegna, Corsica e Penisola. Accanto a queste infrastrutture, \u00e8 in costruzione il contestato<strong>\u00a0Tyrrhenian Link<\/strong>, un doppio collegamento sottomarino tra Sicilia, Sardegna e Penisola che richiede un investimento di 3,7 miliardi di euro. La futura stazione di conversione del Tyrrhenian Link sorger\u00e0 nel comune di Selargius della citt\u00e0 metropolitana di Cagliari: in quest\u2019area, da febbraio 2024,\u00a0<strong>Terna ha espiantato almeno 230 piante di ulivi\u00a0<\/strong>che, a detta della societ\u00e0, sono stati reimpiantati mantenendone l\u2019orientamento e l\u2019esposizione. Prendendo come possibile lo spostamento di centinaia di ulivi senza provocare alcuna modifica e alcun trauma alle piante, \u00e8 lecito domandarsi come mai Terna abbia optato per occupare aree di campagna anche attraverso espropri coatti piuttosto di preferire le vicine aree industriali. A sud-ovest di Selargius, si trova il comune di Sarroch, la cui zona industriale \u00e8 occupata dalla <strong>Saras S.p.A<\/strong>., una delle pi\u00f9 grandi raffinerie petrolifere d\u2019Europa. Parte delle aree occupate dalla raffineria poteva essere destinata alla stazione di conversione del nuovo cavidotto, ma, come ricorda Muscas, l\u2019esproprio di terre agricole ha un costo molto inferiore rispetto al prelievo di spazi industriali.<\/p>\n<p>\u00c8 utile qui spendere qualche parola sul gruppo Saras che, attraverso la Sardeolica s.r.l., gestisce l\u2019impianto eolico sito nel comune di Ulassai. La scelta di occuparsi tanto di petrolio quanto di eolico potrebbe essere spiegata dai\u00a0<strong>crediti di carbonio<\/strong>, ossia certificati negoziabili che rappresentano il diritto di emettere una tonnellata di anidride carbonica o la quantit\u00e0 equivalente di un diverso gas serra. Le aziende che non riescono a ridurre o eliminare le proprie emissioni di CO<sub>2<\/sub> possono acquisire questi titoli \u2013 cio\u00e8 i crediti di carbonio \u2013 da enti esterni certificati per finanziare, per esempio, progetti di produzione di energia pulita. Del gruppo Saras \u00e8 anche la raffineria <strong>Sarlux <\/strong>che si trova<strong>\u00a0al centro di un\u2019inchiesta sulle emissioni\u00a0<\/strong>con ipotesi di reato di disastro ambientale. Secondo la Procura di Cagliari le torce della raffineria, che si sarebbero dovute attivare solo in situazioni di emergenza, sarebbero rimaste in funzione quotidianamente dal 2019 al 2024, diffondendo nell\u2019area polveri sottili e benzene oltre i limiti di legge.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impianti eolici fronte chiesa<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-163155 entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia.png\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia.png 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-696x464.png 696w\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia.png\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia.png 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/basilica-di-Saccargia-696x464.png 696w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>A breve distanza dalla Basilica di Saccargia, emblema dell\u2019architettura romanica, si trova il<strong>\u00a0<\/strong>parco eolico Nulvi Ploaghe<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Dove debbano sorgere gli impianti di energia rinnovabile \u00e8 una delle questioni pi\u00f9 dibattute. Come ci spiega Lisa Ferreli, caporedattrice di\u00a0<em>Sardegna Che Cambia<\/em>, la percezione della popolazione locale \u00e8 che\u00a0<strong>il territorio sardo venga considerato alla merc\u00e9 dello Stato<\/strong>\u00a0e dunque sfruttato per fini turistici, energetici, militari. Adottando quello che viene definito un \u201cpunto di vista italiano\u201d, la transizione energetica \u00e8 un obiettivo da raggiungere anche a costo di industrializzare e antropizzare zone rurali. Ferreli ricorda che in Sardegna sono numerose le aree industriali dismesse dove eventuali impianti non impatterebbero sul paesaggio gi\u00e0 deteriorato. Una di queste \u00e8\u00a0<strong>la penisola \u201cdelta\u201d<\/strong>\u00a0del poligono permanente di Capo Teulada. Si tratta di un promontorio di circa 2,78 km<sup>2<\/sup>\u00a0dove, fin dagli anni \u201950, gli eserciti della NATO si esercitavano con i loro sistemi di arma e sperimentavano missili di ogni tipo, compromettendo tutte le forme di vita presenti nella zona. \u00c8 possibile immaginare che l\u2019idea di bonificare e utilizzare la penisola delta al fine di ospitare delle pale eoliche non incontrerebbe la contrariet\u00e0 dei sardi, ma ci\u00f2 risulta impossibile poich\u00e9 le aree e i beni del demanio militare o a qualunque titolo in uso al Ministero della Difesa non sono considerati idonei per gli impianti eolici, cos\u00ec come per quelli fotovoltaici, di piccola, media e grande taglia.<\/p>\n<p>Sorte diversa \u00e8 invece quella della\u00a0<strong>Basilica di Saccargia\u00a0<\/strong>(provincia di Sassari). A breve distanza da questo monumento, emblema dell\u2019architettura romanica, si trova il<strong>\u00a0parco eolico Nulvi Ploaghe<\/strong>, il cui ampiamento (27 nuove torri eoliche alte fino a 180 metri con potenza complessiva 121,5 MW) \u00e8 stato autorizzato. Sebbene il progetto fosse stato bocciato dal Ministero della Cultura per la vicinanza a siti di epoca nuragica e alla Basilica di Saccargia, \u00e8 stato poi approvato dal Ministero della Transizione Energetica e dal governo Draghi e confermato dal Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso della Regione. Se fino a pochi anni fa il parere del Ministero della Cultura era vincolante, oggi l\u2019ultima parola rispetto alla valutazione d\u2019impatto ambientale spetta al governo, che pu\u00f2 scegliere di ignorare i pareri negativi e approvare la costruzione di impianti. \u00c8 la stessa Ferreli a individuare quest\u2019episodio come un simbolo di una speculazione che ignora le peculiarit\u00e0 dei luoghi.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019impatto sull\u2019archeologia<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-163159 entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255.jpg\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-300x225.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-768x576.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-560x420.jpg 560w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-80x60.jpg 80w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-150x113.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-600x450.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-696x522.jpg 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-265x198.jpg 265w\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-300x225.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-768x576.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-560x420.jpg 560w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-80x60.jpg 80w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-150x113.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-600x450.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-696x522.jpg 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2439038255-265x198.jpg 265w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La Sardegna \u00e8 disseminata di testimonianze del patrimonio culturale nuragico e prenuragico. In questo caso nell\u2019immagine possiamo osservare il complesso archeologico nuragico di Su Nuraxi di Barumini. La fortezza risalente all\u2019et\u00e0 del bronzo \u00e8 patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il territorio sardo ha un\u2019<strong>altissima percentuale di siti archeologici<\/strong>, tanto che non \u00e8 esagerato affermare che l\u2019isola \u00e8 disseminata di testimonianze del patrimonio culturale nuragico e prenuragico. A oggi\u00a0<strong>non esiste un elenco ufficiale dei siti archeologici sardi<\/strong>\u00a0per diversi motivi: difficolt\u00e0 di censimento dovuto al loro elevatissimo numero, siti che si trovano in luoghi di difficile accessibilit\u00e0, scarso interesse da parte dello Stato a finanziare gli scavi archeologici sull\u2019isola (anche per non alimentare il sentimento di nazionalismo sardo che potrebbe essere ravvivato da una maggiore conoscenza della civilt\u00e0 nuragica che si \u00e8 sviluppata nel corso dell\u2019Et\u00e0 del bronzo e del ferro, ma che non \u00e8 possibile inserire nella periodizzazione storica italiana per le sue peculiarit\u00e0 uniche nel suo genere). Il fatto di non avere una lista completa delle aree archeologiche fa s\u00ec che eventuali impianti eolici vengano approvati in zone di interesse culturale. Inoltre, sebbene per legge\u00a0<strong>gli impianti eolici debbano distare almeno 3 km dai siti archeologici<\/strong>, l\u2019area di \u201ccuscinetto\u201d non \u00e8 sempre rispettata. Sara Corona, archeologa e divulgatrice culturale sarda, ci ha spiegato che molti progetti vengono presentati con delle valutazioni di impatto ambientale che non tengono conto del rischio archeologico. Un\u00a0<strong>disinteresse da parte delle imprese<\/strong>\u00a0che testimonia la loro fretta nell\u2019aggiudicarsi sempre pi\u00f9 terre. Corona fa riflettere anche su un altro aspetto poco affrontato: il cambiamento del rapporto visivo determinato dagli impianti eolici. Gli aerogeneratori di ultima generazione raggiungono i 200 metri di altezza, dimensione che potrebbe modificare in modo significativo la percezione dell\u2019ambiente circostante riflettendosi anche sull\u2019archeologia locale. La vicinanza di gigantesche pale altera il rapporto dei siti archeologici con il territorio poich\u00e9 viene cambiata la scala di riferimento.<\/p>\n<p>La concentrazione di siti archeologici restituisce agli isolani la<strong>\u00a0consapevolezza di vivere in un territorio antico<\/strong>, sensazione che, per Corona, si sovrappone all\u2019idea di abitare un territorio rurale che rischia di essere sempre pi\u00f9 alterato dall\u2019industrializzazione. Puntando l\u2019attenzione verso i progetti di grandi parchi eolici, non \u00e8 sbagliato affermare che la loro presenza abbia un forte impatto sul rapporto delle persone con la terra. Rispetto a questa questione, Corona ha effettuato una ricerca nel territorio di <strong>Villanovaforru <\/strong>(provincia del Sud Sardegna) dove gli abitanti, minacciati dagli espropri, si sono sentiti privati del diritto di decidere la destinazione d\u2019uso delle terre, con la conseguente interruzione di attivit\u00e0 rurali di lunga tradizione. In quell\u2019occasione, oltre alla perdita dell\u2019autodeterminazione della comunit\u00e0, \u00e8 stato osservato un ulteriore problema:<strong>\u00a0l\u2019inquinamento acustico<\/strong>. In alcune zone di campagna del territorio comunale il rumore delle pale di un piccolo impianto eolico si sente sia a casa sia nei campi, condizione che fa vivere in modo differente lo stare all\u2019aria aperta e il coltivare la terra a causa del fastidio provocato dal continuo ronzio causato dalle pale in movimento.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione off-shore<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-163166 entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107.jpg\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-300x225.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-768x576.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-560x420.jpg 560w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-80x60.jpg 80w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-150x113.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-600x450.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-696x522.jpg 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-265x198.jpg 265w\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-300x225.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-768x576.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-560x420.jpg 560w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-80x60.jpg 80w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-150x113.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-600x450.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-696x522.jpg 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shutterstock_2233237107-265x198.jpg 265w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Esempio di impianto eolico off-shore<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>In Sardegna, la soprintendenza speciale per il PNRR ha registrato \u00abuna complessiva azione per la realizzazione di nuovi impianti da fonte rinnovabile [\u2026] tanto da prefigurarsi la sostanziale sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio con impianti di taglia industriale per la produzione di energia elettrica oltre il fabbisogno regionale previsto\u00bb. Sembrerebbe dunque che l\u2019<strong>esubero di progetti di energia rinnovabile<\/strong>\u00a0sia oramai sotto gli occhi di tutti, eppure nulla sta cambiando. Se da una parte le aziende energetiche continuano a presentare istanze di connessione a Terna in modo da almeno accaparrarsi le terre \u2013 anche nel tentativo di bloccare l\u2019avanzata della concorrenza \u2013, dall\u2019altra<strong>\u00a0stanno aumentando i progetti di eolico off-shore<\/strong>\u00a0come quello che vorrebbero costruire davanti alla costa sud occidentale della Sardegna. La centrale, che prevede l\u2019installazione di 42 turbine galleggianti con un\u2019altezza massima di quasi 350 metri sul livello dell\u2019acqua, \u00e8 gi\u00e0 stata sottoposta al parere, per ora secretato, del Ministero dell\u2019Ambiente e ora attende quello del Ministero della Cultura. Ci\u00f2 che preoccupa maggiormente, oltre alla visibilit\u00e0 dalle coste dell\u2019isola di San Pietro, \u00e8<strong>\u00a0l\u2019impatto sull\u2019ambiente e sulla fauna<\/strong>. L\u2019impianto interferirebbe con le rotte migratorie dell\u2019avifauna selvatica (in particolare con il Falco della Regina che nidifica sull\u2019isola di San Pietro) e con la fauna marina, specialmente con il tonno rosso, la cui pesca rappresenta un elemento importante per l\u2019economia locale. Oltre al rischio di perdita di biodiversit\u00e0, bisogna tenere conto della possibile\u00a0<strong>interruzione dei sistemi di comunicazione e navigazione nei mammiferi marini<\/strong>\u00a0dovuta all\u2019inquinamento acustico.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Colonialismo ecologico<\/h2>\n<p>Vista la corsa ai progetti di energia rinnovabile, Sara Corona non ha difficolt\u00e0 ad affermare che in Sardegna si sta assistendo a<strong>\u00a0un vero e proprio fenomeno di\u00a0<em>land grabbing<\/em><\/strong>\u00a0ai danni delle comunit\u00e0 rurali. Le zone di campagna non solo vedono un continuo abbandono della terra soprattutto da parte dei giovani, ma sono invase da progetti che fanno leva su questo spopolamento. Non \u00e8 un caso che i luoghi prescelti dalle aziende per la costruzione degli impianti siano aree periferiche nella convinzione che in questi posti sia minore l\u2019opposizione della comunit\u00e0 locale. In Sardegna le realt\u00e0 contrarie al pullulare di progetti di energia rinnovabile sono invece numerosissime perch\u00e9 \u00e8 sentimento comune che\u00a0<strong>quello che sta avvenendo sia una nuova forma di colonialismo estrattivo<\/strong> da parte dello Stato italiano. Come abbiamo visto, l\u2019energia prodotta in Sardegna \u00e8 gi\u00e0 in esubero e le infrastrutture hanno una capacit\u00e0 di trasporto molto limitata, ma questo scenario non limita le aziende, forti del fatto che verrebbero pagate anche laddove la produzione di energia dovesse essere interrotta. Una delle maggiori critiche avanzate verso questo passaggio alle risorse rinnovabili \u00e8 che sta avvenendo seguendo gli stessi dettami della produzione di energia tradizionale: sebbene le risorse utilizzate siano infinite \u2013 nel caso dell\u2019eolico il vento \u2013, la terra che dovrebbe ospitare gli impianti non lo \u00e8. La popolazione sarda non \u00e8 contraria alla transizione, ma si batte contro l\u2019assoluta esclusione delle comunit\u00e0 dalla decisione di cosa fare sulle proprie terre e di cosa fare dei propri territori.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/11\/20\/sardegna-transizione-verde-o-colonialismo-energetico\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/11\/20\/sardegna-transizione-verde-o-colonialismo-energetico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Francesca Faccini) C\u2019\u00e8 un\u2019isola del Mediterraneo che sta venendo trasformata in una piattaforma energetica funzionale ai bisogni del continente. Questa terra \u00e8 la\u00a0Sardegna, luogo in cui la cosiddetta transizione energetica mostra tutte le sue contraddizioni, tanto da essere motivo di forti contrasti con la popolazione locale che \u2013 \u00e8 il caso di affermarlo subito \u2013 sa sulla propria pelle quanto sia necessario abbandonare le fonti di combustibile fossile, ma contesta allo stesso&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":84764,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/LIndipendente.online.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-o9D","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92853"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92853"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92855,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92853\/revisions\/92855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}