{"id":9296,"date":"2013-08-12T13:48:30","date_gmt":"2013-08-12T13:48:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9296"},"modified":"2013-08-12T13:48:30","modified_gmt":"2013-08-12T13:48:30","slug":"il-piu-grande-rivoluzionario-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9296","title":{"rendered":"Il pi\u00f9 grande rivoluzionario italiano?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n\tdi <strong>Mirko Riazzoli<\/strong> fonte <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CDEQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.alterhistory.altervista.org%2FPDF%2FGETPDF.php%3Fname%3DOrsini&amp;ei=B9kIUtmfFoiM4gT5r4G4Dw&amp;usg=AFQjCNFqytTgWOkNghGr9Eq6GK8UAOJY_g&amp;sig2=9YUNqL59TDw7zX-Pnvd1pg\">PDF<\/a>&nbsp;&nbsp; alterhistory@libero.it\n<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n\t<span style=\"font-size:36px;\"><span style=\"font-family: comic sans ms,cursive;\">Felice Orsini<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>Orsini &egrave; di taglia media; &egrave; vestito di nero; i suoi tratti sono pieni di distinzione e di nobilt&agrave;; ha la fronte alta e bella; gli occhi neri, pieni di fuoco, ma questo fuoco &egrave; tranquillo, contenuto; il naso un po&#39; arcuato finisce in una punta troppo aguzza, ma &egrave; soprattutto ragguardevole per le narici mobili ed espressive; la bocca, dalle labbra sottili, &egrave; abile a esprimere lo sdegno; i capelli che cominciano a cadere e a imbiancarsi soprattutto sulle tempie, sono gettati indietro con una certa arte; i favoriti neri contrastano pur armoniosamente con il pallore del volto; le mani, coperte di guanti neri, sono piccole e sembrano ben fatte<\/em> (1).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tQuesta &egrave; la descrizione che di Felice Orsini (il nome completo era Orso Tebaldo Felice Orsini) ci ha lasciato l&#39;avvocato Constantin Achille Dandraut, il segretario dell&#39;avvocato e leader repubblicano Jules Favre (1809-1880) che si era incaricato della sua difesa dopo l&#39;attentato contro Napoleone III.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tQuesto rivoluzionario, Felice Orsini, nacque a Meldola (Forl&igrave;- Cesena) il 10 dicembre 1819 da Andrea (nativo di Lugo) e Francesca Ricci (originaria di Firenze).<br \/>\n\tIl padre era un ufficiale (capitano) dell&#39;esercito italico e segu&igrave; Napoleone nella campagna di Russia e poi tornato in Italia entr&ograve; nella Carboneria, per questo divenne un ricercato della polizia pontificia. A causa della sua imposta latitanza il giovane Felice venne affidato all&#39;et&agrave; di 9 anni allo zio paterno Orso, conservatore religiosissimo arricchitosi nella lavorazione della canapa.\n<\/p>\n<p>\n\t<!--more-->\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\tFu questo zio che si preoccup&ograve; dei suoi studi, ancora giovinetto diede prova di audacia e di disposizione alla vita avventurosa, poich&eacute;, avuta notizia della rivoluzione del 1831, insieme con altri suoi coetanei tent&ograve; (1832) di fuggire ad Ancona per arruolarsi con le truppe francesi.<br \/>\n\tNel 1838, il 5 luglio, Felice uccise con due colpi Domenico Spada, uomo di fiducia dello zio che in quel momento era fuori citt&agrave; per alcuni impegni nelle sue terre, a causa del sospetto di aver denunciato un suo amorazzo, dopo il fatto fugg&igrave; in Toscana in una carrozza.<br \/>\n\tPer questo reato fu condannato al carcere e liberato dopo sei mesi di reclusione, avendo opportunamente manifestato l&#39;intenzione di entrare nella Compagnia di Ges&ugrave; e grazie anche all&#39;appoggio del vescovo Giovanni Maria Mastai Ferretti (1792-1878, futuro papa Pio IX 1846-1878), amico dello zio Orso.<br \/>\n\tLasciato ben presto l&#39;istituto dei gesuiti di Chieri, si trasfer&igrave; a Bologna, ove si laure&ograve; in legge ed entr&ograve; a far parte all&#39;organizzazione patriottica mazziniana Giovine Italia.<br \/>\n\tNel settembre del 1843 critic&ograve; duramente i moti scoppiati in Romagna il mese precedente e a cui parteciparono patrioti liberali e repubblicani, giudic&ograve; avventata l&#39;azione (li defin&igrave; &ldquo;sfrenata ciurma di Catilina&rdquo;, &ldquo;miserabili&rdquo; e &ldquo;perturbatori&rdquo;, in una lettera inviata a Nicola Fabrizi, 1804-1885).<br \/>\n\tNel 1844 un suo amico, Eusebio Barbetti, venne arrestato e gli venne trovato indosso un piano rivoluzionario scritto da Orsini, questi aveva anche fondato una nuova societ&agrave; segreta patriottica, la Congiura Italiana dei figli della morte. Dopo poco i gendarmi pontifici procedettero al suo arresto in seguito al quale venne rinchiuso nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte. Fu allora condannato alla galera a vita e venne trasferito a Pesaro, Urbino e il primo giugno nella fortezza di San Leo (Rimini), insieme ad altri patrioti romagnoli.<br \/>\n\tNel settembre 1844 venne sventato un progetto di evasione dei detenuti politici da San Leo, fuga che doveva avvenire una domenica, con la complicit&agrave; di alcuni carcerieri.<br \/>\n\tAlla fine lasci&ograve; le carceri nel luglio del 1846 per l&#39;amnistia concessa dal papa Pio IX, proclamata in occasione della sua salita al soglio pontificio.<br \/>\n\tPrese parte alle agitazioni politiche scoppiate a Firenze nel 1846-47 (vi si concentrano i patrioti che desiderano partecipare alle azioni militari contro l&#39;Austria e si insedia un Parlamento), qui nel 1847 pubblic&ograve; uno scritto anonimo, <em>Alla giovent&ugrave; italiana<\/em>, a causa di queste sue azioni sovversive venne espulso dal Granducato di Toscana.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tNel 1848 partecip&ograve; volontario alla difesa di Venezia e poi partecip&ograve; anche alla rivolta scoppiata Roma, che aveva portato il papa Pio IX a fuggire dalla citt&agrave; e trasferirsi a Gaeta. A Roma lui incontr&ograve; molti altri patrioti come ad esempio Giuseppe Mazzini (1805-1872) e Giuseppe Garibaldi (1807-1882).<br \/>\n\tQui divenne deputato alla Costituente romana (1849) e commissario a Terracina, poi ad Ancona e Ascoli (era anche capitano della Guardia di finanza), vi venne inviato da Mazzini il 19 aprile (vi giunse il 21) per provvedere alla riorganizzazione del corpo della dogana e della citt&agrave;.<br \/>\n\tOrsini stesso cos&igrave; descrisse lo stato in cui era la citt&agrave;:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>&quot;Lo stato di Ancona era deplorevole. Non c&#39;era, per cos&igrave; dire, alcun governo; le autorit&agrave; erano prive d&#39;ogni forza morale, il Governatore un semplice nome;&#8230;<\/em>&quot; (2)\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tPer fronteggiare questa critica situazione provvedette all&#39;arresto di una ventina di responsabili la notte del 27 e poi diram&ograve; due proclami in cui riaffermava gli intenti di riforma e di ordine della Repubblica.<br \/>\n\tIn seguito all&#39;intervento del corpo di spedizione francese del generale Nicolas Oudinot (1791-1863),che pose termine all&#39;esperienza repubblicana (in questo momento reggeva il comando civile e militare della provincia e citt&agrave; d&#39;Ancona), dovette lasciare i Domini Pontifici e si trasfer&igrave; a Genova e a Nizza (marzo 1850, allora ancora un dominio sabaudo), dove strinse relazione con Aleksandr Herzen(rivoluzionario russo, 1812-1870), si occup&ograve; di studi politici e geografici, attese ad affari di commercio e pubblic&ograve;: Memorie e documenti intorno al governo della repubblica romana (1850, Nizza, Tipografia Caisson e Compagnia).<br \/>\n\tPer incarico di Mazzini (1853-54) tent&ograve; senza successo di far insorgere i milanesi nel febbraio 1853,poi in settembre di far sollevare Sarzana e la Lunigiana, ancora per&ograve; senza successo e l&#39;anno dopo ritent&ograve; con la Valtellina; arrestato dagli Austriaci mentre a bordo di un piroscafo si recava a Trieste nel maggio 1854 (venne riconosciuto da un ebreo modenese che aveva conosciuto a Bologna nel 1848),venne condotto prigioniero e internato in varie luoghi di detenzione, per cominciare a Hermanstadat(Ungheria), poi a Vienna, Venezia e infine nel castello di Mantova (28 marzo 1855).<br \/>\n\tDa qui ebbe modo di tenersi in contatto epistolare con gli amici di Zurigo, specie con Emma Herwegh, la moglie di Georg Herwegh (poeta 1817-1895), che aiutata da Piero Cironi (1819-1862) e da Mazzini favor&igrave; quell&#39;evasione (28 marzo 1856) che parve miracolosa.<br \/>\n\tLa vera organizzatrice fu Herwegh, Cironi inizialmente aveva sconsigliato un simile progetto, anche a causa della sua scarsa simpatia verso l&#39;Orsini. Cironi comunque vi partecip&ograve; procurando il denaro, riusc&igrave; ad avere un prestito dall&#39;amico conte Giovanni Grilenzoni (1796-1868) 6.700 franchi e altro denaro procur&ograve; all&#39;Orsini dopo la fuga, dopo che un primo tentativo, fatto insieme a Garibaldi, di ottenere dal banchiere Colombo 5.000 franchi era fallito.<br \/>\n\tRecatosi prima a Genova, poi in Svizzera ed infine in Inghilterra, a Londra, ove fu accolto molto bene. Qui pubblic&ograve; i <em>Memoirs and adventures<\/em> (3) (edite nel 1857; poi nel 1858 l&#39;opera viene tradotta con modifiche in italiano). Si stacc&ograve; da Mazzini, riguardo al quale in una lettera cos&igrave; si espresse:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&quot;<em>N&egrave; ti posso dissimulare che gravissimi errori furono commessi dal triumvirato di Roma, ossia da Mazzini; vi fu difetto di misure radicali e rivoluzionarie; non rec&ograve; come dovea la rivoluzione nel Regno di Napoli; fu soverchiamente precipitoso nel dichiarare la resistenza a&#39; Francesi, di non aver dato ordine a Garibaldi nel 30 aprile di ricacciare i Francesi appena sbarcati da Civitavecchia: Garibaldi era il solo che lo poteva fare, e vi sarebbe riuscito; di essersi lasciato ingannare dal colonnello Le Blanc, e di aver perduto venti giorni preziosi in note diplomatiche che non potevano logicamente riuscire ad alcun che &#8211; fatti che mostrano che Mazzini sebbene di grande ingegno ha poco senno pratico politico<\/em>&quot;. (Lettere edite ed inedite di Felice Orsini, pag.97).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tPi&ugrave; in generale di Mazzini ormai criticava, ritenendoli inadeguati, sia i metodi sia i programmi. Concep&igrave; quindi e mise in atto a Parigi, il 14 gennaio 1858, un attentato contro l&#39;imperatore di Francia Napoleone III (1808-1873) e la moglie Eugenia (1826-1920) (4).<br \/>\n\tAssieme a Giovanni Andrea Pieri (1808-1858), Carlo Di Rudio (1832-1910) e Antonio Gomez (1829- post 1887) lanci&ograve; 3 bombe &#8211; ordigni fatti dal canonico Carlo Chiocca (5), 1818-1876 &#8211; contro la carrozza imperiale che si recava all&#39;Opera di rue Le Peletier. Orsini era convinto che dalla morte dell&#39;imperatore sarebbe scaturita una rivoluzione in Francia e, di conseguenza, anche in Italia che causarono invece 12 morti e pi&ugrave; di 156 feriti tra la folla.<br \/>\n\tDopo un tentativo di fuga, Orsini e i suoi complici vennero arrestati e subito incarcerati.<br \/>\n\tFallito il colpo, affront&ograve; il processo davanti alla Corte d&#39;Assise della Senna presieduta da M. Defangle, apertosi il 15 febbraio e concluso il 26 con la condanna a morte per Carlo di Rudio (la sua condanna poi venne commutata nel carcere a vita), Felice Orisini e Giuseppe Andrea Pieri, Antonio Gomez invece sub&igrave; una condanna ai lavori forzati a vita. Dal carcere Orsini scrisse due lettere (6) a Napoleone III, la prima il in cui affermava:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&ldquo;<em>Non disprezzi la M.V. le parole di un patriota che sta sul limitare del patibolo: renda la indipendenza alla mia patria e le benedizioni di 25 milioni di abitanti la seguiranno dovunque per sempre<\/em>&rdquo;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tLa seconda il 3 marzo in cui scriveva:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&ldquo;<em>Muoio, ma mentre che il faccio con calma e dignit&agrave;, voglio che la mia memoria non rimanga macchiata da alcun misfatto. Quanto alle vittime del 14 gennaio, offro il mio sangue in sacrifizio, e prego gl&#39;Italiani che, fatti un d&igrave; indipendenti, diano un degno compenso a tutti coloro che ne soffrirono danno<\/em>&rdquo;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tQueste lettere servivano ad evitare che, come inizialmente si temeva, la sua azione potesse avere ricadute negative sui progetti unitari per l&#39;Italia e vennero sfruttate da Cavour per convincere l&#39;imperatore della necessit&agrave; di togliere ai rivoluzionari l&#39;iniziativa di questa azione.<br \/>\n\tLa condanna per i due venne eseguita il 13 marzo 1858 a Parigi (7).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tLa <em>Gazette des tribunaux<\/em> del giorno successivo cos&igrave; descrive la scena:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&quot;<em>Orsini ha conservato, durante gli ultimi preparativi, la sua calma e la sua impassibilit&agrave;. Non ha pronunciato che una parola in italiano, per dire a Pieri di stare calmo. Pieri, in effetti, sempre pi&ugrave; sovreccitato e cercando di darsi una sicurezza e un coraggio fittizi, non smetteva di gesticolare e parlare.<br \/>\n\tBen presto il funebre corteo si mise in marcia: i condannati, a piedi nudi, avvolti in un lunga camicia bianca, la testa coperta d&#39;un velo nero, uscirono dalla prigione. Pieri comminava davanti, condotto dal signor abate Nottelet e dall&#39;esecutore di Parigi. Orsini veniva appresso, condotto dal signor abate Hugon e dall&#39;esecutore di Rouen. Entrando nella corte della prigione, Pieri, i cui lineamenti erano convulsivamente contratti e la cui esaltazione febbrile era ancora aumentata, ha provato a intonare il canto dei Girondini, e ha continuato con una voce interrotta fino all&#39;esterno della prigione. I pazienti hanno salito i gradini del patiboli. Quando furono giunti sulla piattaforma, vi restarono esposti mentre un usciere dava lettura della sentenza di condanna. Terminata questa lettura, gli esecutori s&#39;impossessavano di Pieri che faceva sforzi per mormorare ancori i canti, un momento interrotti, e la cui voce spir&ograve; sotto la lama.Orsini, che fin l&igrave; era rimasto silenzioso, ha allora gridato: &ldquo;Viva l&#39;Italia! Viva la Francia!&rdquo;. Poi si &egrave; consegnato agli esecutori. Alle sette, tutto era terminato, e il crimine abominevole che ha spaventato la Francia e l&#39;Europa aveva avuto la sua legittima espiazione<\/em> (8).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>Post mortem<\/strong><br \/>\n\tDopo la sua morte gli sono state dedicate varie vie e, il 29 novembre del 1903, una lapide per volont&agrave; delle &quot;Societ&agrave; popolari imolesi&quot;. Questa venne murata, sul lato esterno del portichetto della Farmacia dell&#39;Ospedale, e dedicata a &quot;Felice Orsini intrepido campione dell&#39;italica indipendenza&quot;, in cui &egrave; inciso il seguente testo:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n\tFELICE ORSINI INTREPIDO CAMPIONE<br \/>\n\tDELL&#39;ITALICA INDIPENDENZA<br \/>\n\tCONDANNATO A MORTE DALLA TIRANNIDE<br \/>\n\tASPETTA DAGLI ITALIANI<br \/>\n\tONORE COMPIANTO VENDETTA<br \/>\n\tE SPERA<br \/>\n\tCHE LE SUE OSSA RIPOSERANNO<br \/>\n\tNEL TEMPIO DEI MARTIRI<br \/>\n\tQUANDO GLI AUSTRIACI<br \/>\n\tSARANNO CACCIATI DALL&#39;ITALIA<br \/>\n\tMURATA QUI DAI PATRIOTTI IMOLE=<br \/>\n\tSI E ATTERRATA DALLA POLIZIA<br \/>\n\tPAPALE NEL 1858 QUESTA LAPIDE<br \/>\n\tRIMURANO AL SUO POSTO STORICO<br \/>\n\tLE SOCIET&Agrave; POPOLARI IMOLESI<br \/>\n\tADERENTI QUELLE D&#39;ITALIA TUT=<br \/>\n\tTA OGGI 29 NOVEMBRE 19039\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tLa sua vicenda viene poi, almeno in parte, ripercorsa in un film del 2010 diretto da Mario Martone ed intitolato Noi credevamo(10).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>Note<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t(1) Fonte: S. Tomassini, Roma, il papa, il re: l&#39;unit&agrave; d&#39;Italia e il crollo dello Stato pontificio, pag. 163\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t(2) Cfr. S. Tomassini, Storia avventurosa della Rivoluzione romana: repubblicani, liberali e papalini nella<br \/>\n\tRoma del &#39;48, pag.297.<br \/>\n\t(3) L&#39;opera &egrave; consultabile al seguente indirizzo: http:\/\/books.google.it\/books?id=TJ4w-<br \/>\n\tMeXawkC&amp;printsec=frontcover&amp;hl=it&amp;source=gbs_ge_summary_r&amp;cad=0#v=onepage&amp;q&amp;f=false<br \/>\n\t(4) In Appendice alcuni articoli del tempo sull&#39;argomento.<br \/>\n\t(5) La paternit&agrave; degli ordigni non &egrave; per&ograve; certa, potrebbero essere stati prodotti da Thomas Allsop (1795-1880), un<br \/>\n\tingegnere londinese simpatizzanti di Orsini e membro dell&#39;organizzazione mazziniana Friens of Italy Society.<br \/>\n\t(6) I testi sono consultabili ai seguenti indirizzi: http:\/\/www.alterhistory.altervista.org\/Documenti\/testiGET.php?<br \/>\n\ttitolotesto=Orsini1 e http:\/\/www.alterhistory.altervista.org\/Documenti\/testiGET.php?titolotesto=Orsini2<br \/>\n\t(7) Dopo di questo il governo Cavour, che aveva finanziato segretamente con il denaro dei servizi segreti Orsini e Pieri, concesse una pensione alla vedova di Orsini (Cfr. D. Mack Smith, Mazzini, pag.173)\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t(8) Fonte: S. Tomassini, Roma, il papa, il re: l&#39;unit&agrave; d&#39;Italia e il crollo dello Stato pontificio, pag.169<br \/>\n\t(9) Fonte: http:\/\/www.chieracostui.com\/costui\/docs\/search\/schedaoltre.asp?ID=10469. A questo indirizzo &egrave; disponibile anche una foto della suddetta lapide.<br \/>\n\t(10) Al seguente indirizzo si possono trovare maggiori informazioni sulla pellicola: http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt1365490\/\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>APPENDICE<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>Journal des d&eacute;bats <\/em>del 15 gennaio\n<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n\tFRANCIA.<br \/>\n\tPARIGI, 14 GENNAIO\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tLa voce si era diffusa questa sera che nel momento in cui l&#39;Imperatore e l&#39;Imperatrice arrivarono all&#39;Opera nella loro vettura, un&#39;esplosione aveva avuto luogo sotto i piedi dei cavalli, e che fortunatamente le Loro Maest&agrave; non erano state colpite. Ecco i soli dettagli certi che si siano pervenuti finora su questo tentativo tanto insensato quanto colpevole: &ldquo;Stasera, alle otto e mezza, nel momento in cui le Loro Maest&agrave; l&#39;Imperatore e l&#39;Imperatrice entravano nell&#39;Opera, tre detonazioni hanno avuto luogo. N&eacute; l&#39;Imperatore n&eacute; l&#39;Imperatrice sono stati colpiti: ma diversi cavalleggeri della scorta e persone che stazionavano nella rue Lepeletier sono stati feriti.&ldquo;Le Loro Maest&agrave;, al loro ingresso nella sala, sono state accolte dalle pi&ugrave; vive acclamazioni.&rdquo;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>Moniteur<\/em> del 15 gennaio\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tIl numero delle vittime &egrave; disgraziatamente considerevole.<br \/>\n\tNei lancieri della guardia, dodici uomini sono stati colpiti, di cui sette, fra i quali si trovano un maresciallo e un brigadiere, hanno ricevuto ferite gravi. I cinque altri sono feriti leggermente. Undici militari della guardia di Parigi sono stati anche loro colpiti, fra i quali due marescialli. Una delle guardie &egrave; ferita mortalmente. Cinque hanno ferite gravi; le altre sei feriti leggere.Tre dei valletti che erano dietro la vettura dell&#39;Imperatore sono stati colpiti da diversi proiettili. Il loro stato, per quanto grave, non ispira inquietudine. Il cocchiere della vettura dell&#39;Imperatore &egrave; ugualmente ferito. Egli ha dimostrato grande presenza di spirito. Nella parte civile, il numero dei feriti noti si eleva a cinquanta, di cui diversi lo sono gravemente. Uno dei feriti &egrave; morto arrivando all&#39;ospedale La Riboisi&egrave;re. Una bambina di dodici anni ha avuto un ginocchio aperto da un proiettile. Il personale della prefettura di polizia non conta meno di ventinove feriti, fra i quali un commissario di polizia, un ispettore divisionario e dodici o quindici agenti hanno ferite gravi.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\tI due testi provengono da: S. Tomassini, Roma, il papa, il re: l&#39;unit&agrave; d&#39;Italia e il crollo dello Stato pontificio,<br \/>\n\tpag.161-162<br \/>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><br \/>\n\thttp:\/\/www.britannica.com\/EBchecked\/topic\/433259\/Felice-Orsini<br \/>\n\thttp:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/piero-cironi_%28Dizionario-Biografico%29\/<br \/>\n\thttp:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/felice-orsini\/<br \/>\n\thttp:\/\/www.lib.rochester.edu\/index.cfm?page=777<br \/>\n\thttp:\/\/old.comune.sarzana.sp.it\/citta\/cultura\/personaggi\/Chiocca_Carlo.htm<br \/>\n\thttp:\/\/www.treccani.it\/ enciclopedia \/felice-orsini_%28L%27Unificazione%29\/<br \/>\n\thttp:\/\/www.san-leo.it\/storia\/i-personaggi\/felice-orsini.html<br \/>\n\tDenis Mack Smith, Mazzini, Milano, Rizzoli, 1993<br \/>\n\tFranco Della Peruta, Mazzini e i rivoluzionari italiani: il &quot;partito d&#39;azione&quot;, 1830-1845, Milano, Feltrinelli, 1974<br \/>\n\tRoland Sarti, Giuseppe Mazzini, Roma-Bari, Laterza, 2000<br \/>\n\tStefano Tomassini, Roma, il papa, il re: l&#39;unit&agrave; d&#39;Italia e il crollo dello Stato pontificio, Milano, Il saggiatore, 2011<br \/>\n\tStefano Tomassini, Storia avventurosa della Rivoluzione romana: repubblicani, liberali e papalini nella Roma del &#39;48, Milano, Il Saggiatore, 2008\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>Testi di Orsini disponibili online<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\t\u27a2 <em>Memorie politiche di Felice Orsin<\/em>i: <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp; hl=it&amp;id=T87QAAAAMAAJ&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;q= %22Domenico+Spada %22#v=onepage&amp;q=%22Domenico%20Spada%22&amp;f=false\">http:\/\/books.google.it\/books?ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp;<br \/>\n\thl=it&amp;id=T87QAAAAMAAJ&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;q= %22Domenico+Spada<br \/>\n\t%22#v=onepage&amp;q=%22Domenico%20Spada%22&amp;f=false<\/a><br \/>\n\t\u27a2 <em>Vita e memorie de Felice Orsini: Precedute dalla storia dell&#39;attentato del 14 genn. 1858 e seguite dagli interrogatori e documenti del processo:<\/em> <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books? id=YjxGAAAAYAAJ&amp;pg=PA270&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp; ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false\">http:\/\/books.google.it\/books?<br \/>\n\tid=YjxGAAAAYAAJ&amp;pg=PA270&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp;<br \/>\n\tved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false<\/a><br \/>\n\t\u27a2 <em>Memorie e documenti intorno al governo della Repubblica romana:<\/em> <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books? id=sCsLAAAAYAAJ&amp;pg=PA38&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=UCZrTTbDeHg4QTXx_ zlBQ&amp;ved=0CEUQ6AEwBDgK#v=onepage&amp;q&amp;f=falses\">http:\/\/books.google.it\/books?<br \/>\n\tid=sCsLAAAAYAAJ&amp;pg=PA38&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=UCZrTTbDeHg4QTXx_<br \/>\n\tzlBQ&amp;ved=0CEUQ6AEwBDgK#v=onepage&amp;q&amp;f=falses<\/a><br \/>\n\t\u27a2 <em>Lettere edite ed inedite di Felice Orsini, G. Mazzini, G. Garibaldi e F. D. Guerrazzi intorno alle cose d&#39;Italia<\/em>:<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=OHE5AAAAcAAJ&amp;pg=RA1- PA228&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp; ved=0CD4Q6AEwAg#v=onepage&amp;q=felice%20orsini%20condanna&amp;f=falses\">http:\/\/books.google.it\/books?id=OHE5AAAAcAAJ&amp;pg=RA1-<br \/>\n\tPA228&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp;<br \/>\n\tved=0CD4Q6AEwAg#v=onepage&amp;q=felice%20orsini%20condanna&amp;f=falses<\/a><br \/>\n\tAltre opere<br \/>\n\t\u27a2 E.B., Orsini: <em>cenni biografici; attentato del 14 gennaio; processo e difesa<\/em>; appendice: <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books? id=kuUPAAAAYAAJ&amp;pg=RA2- PA12&amp;dq=orsini+mantova&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=oaZxT8OkEcSg4gTRrYy4Dw&amp;ved=0CEMQ6AEwAw#v=onepage&amp;q =orsini%20mantova&amp;f=false\">http:\/\/books.google.it\/books?<br \/>\n\tid=kuUPAAAAYAAJ&amp;pg=RA2-<br \/>\n\tPA12&amp;dq=orsini+mantova&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=oaZxT8OkEcSg4gTRrYy4Dw&amp;ved=0CEMQ6AEwAw#v=onepage&amp;q<br \/>\n\t=orsini%20mantova&amp;f=false<\/a><br \/>\n\t\u27a2 Felice Venosta, Felice Orsini: <em>Notizie storiche<\/em>: <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books? id=U2Q6AAAAcAAJ&amp;pg=PA108&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp; ved=0CGkQ6AEwCQ#v=onepage&amp;q=felice%20orsini%20condanna&amp;f=false\">http:\/\/books.google.it\/books?<br \/>\n\tid=U2Q6AAAAcAAJ&amp;pg=PA108&amp;dq=felice+orsini+condanna&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5B9rTbcCefd4QTzv43oBQ&amp;<br \/>\n\tved=0CGkQ6AEwCQ#v=onepage&amp;q=felice%20orsini%20condanna&amp;f=false<\/a><br \/>\n\tFelice Orsini, <em>Storia di Felice Orsini dedicata alla giovent&ugrave; italiana<\/em>, Lugano, (post 1856)<br \/>\n\tFelice Orsini, <em>Opere utili ad ogni persona educata: raccolte col consiglio d&#39;uomini periti in ciascuna scienza: geografia: geografia militare della penisola italiana<\/em>, Torino, Pomba, 1852<br \/>\n\tFelice Orsini, <em>Giuseppe Mazzini giudicato da Felice Orsini<\/em>, Livorno, 1860, Tipografia di Gio. Battista Rossi<br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Riazzoli fonte PDF&nbsp;&nbsp; alterhistory@libero.it Felice Orsini Orsini &egrave; di taglia media; &egrave; vestito di nero; i suoi tratti sono pieni di distinzione e di nobilt&agrave;; ha la fronte alta e bella; gli occhi neri, pieni di fuoco, ma questo fuoco &egrave; tranquillo, contenuto; il naso un po&#39; arcuato finisce in una punta troppo aguzza, ma &egrave; soprattutto ragguardevole per le narici mobili ed espressive; la bocca, dalle labbra sottili, &egrave; abile a esprimere&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[261,176,6],"tags":[2874,68,283,2875,2876],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-2pW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9296"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9296"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9296\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}