{"id":92980,"date":"2025-12-02T09:04:41","date_gmt":"2025-12-02T08:04:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92980"},"modified":"2025-12-01T15:07:32","modified_gmt":"2025-12-01T14:07:32","slug":"buon-compleanno-engels","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92980","title":{"rendered":"Buon compleanno, Engels"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Matteo Parini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_3227.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_3227.jpeg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 da meravigliarsi se gli operai, trattati come bestie, o divengono veramente tali, o riescono a conservare la coscienza e il sentimento della propria umanit\u00e0 soltanto mediante l\u2019odio pi\u00f9 ardente, mediante una perpetua rivolta interna contro la borghesia che detiene il potere. Essi sono uomini finch\u00e9 sentono la collera contro la classe dominante; divengono bestie non appena si piegano docilmente al loro giogo e cercano di rendere gradevole una vita da schiavi, senza pensare a spezzare il giogo stesso.\u201d<\/p>\n<p>Duecentocinque anni fa, il 28 novembre del 1820, nasceva a Barmen, in Germania, Friedrich Engels, una delle figure chiave del socialismo moderno. Nato in una famiglia dell\u2019alta borghesia industriale, il padre era proprietario di una grande azienda tessile con fabbriche dislocate in Germania e in Inghilterra, Engels crebbe in un ambiente economicamente privilegiato e avviato ai dettami della borghesia protestante. Destinato, nelle intenzioni del padre, a diventare anch\u2019esso un imprenditore di successo.<\/p>\n<p>Queste origini agiate fanno da contraltare alla realt\u00e0 della massa operaia che ebbe modo di toccare con mano nelle fabbriche di Manchester. Un\u2019esperienza allo stesso tempo scioccante e pedagogica che stimol\u00f2 in lui la necessit\u00e0 di un\u2019approfondita analisi sociale, il cui risultato \u00e8 oggi patrimonio culturale per chiunque ambisca a vivere in un mondo libero dalle disuguaglianze. Da quell\u2019esperienza formativa nacque l\u2019opera \u201c<em>La situazione della classe operaia in Inghilterra\u201d<\/em>, un reportage ante litteram che ebbe il pregio di fotografare nitidamente la brutalit\u00e0 della rivoluzione industriale e il suo impatto sulle condizioni di vita dei lavoratori subalterni.<\/p>\n<p>Engels, prima di scrivere, visit\u00f2 di persona le fabbriche, le abitazioni operaie, percorrendo le strade malsane e pericolose della nuova realt\u00e0 urbana, documentando fenomeni oggi tristemente familiari ma all\u2019epoca poco conosciuti, quali sovraffollamento, malattie, inquinamento, assenza di igiene, turni massacranti e salari da fame. Nella meticolosa descrizione fornita da Engels, quindi, le principali citt\u00e0 industriali dell\u2019Inghilterra divennero il paradigma di un incalzante modello sociale scolpito sulla disumanizzante logica del profitto. L\u2019opera, pertanto, ebbe il merito di aprire gli occhi della societ\u00e0 contemporanea a una realt\u00e0 sinistra, moralmente inaccettabile e per troppo tempo ignorata.<\/p>\n<p>Con la nascita della classe operaia, omogenea perch\u00e9 accomunata dal giogo dello sfruttamento, Engels spieg\u00f2 che le intollerabili condizioni degli operai, di fatto i nuovi schiavi, non fossero l\u2019effetto collaterale accidentale del mondo industriale, ma piuttosto l\u2019applicazione pedissequa del dogma capitalistico e il suo turpe compimento. La supremazia dell\u2019interesse privato sul bene collettivo trovava cos\u00ec, nello scritto destinato a cambiare la prospettiva di milioni di persone, la sua corretta descrizione.<\/p>\n<p>Un passo indietro. Un momento cruciale della storia contemporanea si consum\u00f2, per\u00f2, a Parigi, poco prima, quando Engels, rientrato da Manchester, incontr\u00f2 Karl Marx per condividere gli appunti di quella che sarebbe diventata la sua prima opera. Ne scaturirono dieci giorni di discussioni frenetiche, seme di un sodalizio umano e culturale che avrebbe tracciato il cammino dell\u2019umanit\u00e0. Il frutto di quel partenariato complementare fu l\u2019elaborazione del materialismo storico, con la produzione come fondamento della societ\u00e0, e l\u2019affermazione della centralit\u00e0 del conflitto di classe.<\/p>\n<p>Anni di intense osservazioni della realt\u00e0, di studio profondo, di analisi teoriche e di rinnovamento del pensiero avrebbero condotto, gi\u00e0 nel 1847, Marx ed Engels a redigere il manifesto che avrebbe dato vita al movimento comunista. In quella stesura, intrisa di consapevolezza storica, si sarebbe concretizzata la visione di un cambiamento epocale: un programma che, al fianco delle acute diagnosi socio-economiche, fissava con rigore scientifico il soggetto della rivoluzione (il proletariato, la classe destinata a spezzare le catene) e il suo nemico giurato (la borghesia, l\u2019oppressore di classe). La dicotomia capitale-lavoro, quale frattura che segna la lotta di tutte le epoche moderne, trovava cos\u00ec la sua giusta e ineluttabile interpretazione, per assurgere a stella polare che avrebbe guidato le masse sfruttate verso la liberazione.<\/p>\n<p>Con la morte di Marx nel 1883, fu Engels, in una lunga e appassionata opera di ricostruzione filologica, a portare a termine \u201c<em>Il Capitale\u201d<\/em>, quell\u2019opera monumentale che nel suo primo volume era gi\u00e0 stata affidata alla stampa dall\u2019amico e compagno di lotte. Il sogno di una societ\u00e0 differente, di un ordine nuovo, continuava cos\u00ec a vivere nelle pagine di un lavoro che trascendeva la mera analisi economica per diventare un\u2019arma di lotta teorica e pratica. Cosa fare, come farlo.<\/p>\n<p>In un contesto di stretta attualit\u00e0, la concezione engelsiana della subordinazione della donna nella societ\u00e0 capitalistica si rivela quanto mai pertinente. Per cogliere appieno la portata delle sue ragioni, \u00e8 fondamentale ripercorrere la sua opera \u201c<em>L\u2019origine della famiglia, della propriet\u00e0 privata e dello Stato\u201d<\/em>, un lavoro che affronta con lucidit\u00e0 e rigore la nascita e l\u2019evoluzione dell\u2019organizzazione sociale, della struttura familiare e delle dinamiche economiche che ne derivano. Qui, Engels metteva nudo l\u2019inganno del pensiero dominante endemico nella societ\u00e0 capitalistica, dove l\u2019empowerment della donna viene banalizzato a stile di vita, a impalpabile conquista superficiale. L\u2019emancipazione, in questo contesto, \u00e8 cos\u00ec svuotata di significato, ridotto a prodotto culturale soggetto a consumo; un\u2019etichetta che scherma l\u2019assenza della volont\u00e0 di una reale trasformazione strutturale.<\/p>\n<p>Per Engels non si tratta di una semplice celebrazione della donna, ma di una radicale distruzione delle condizioni materiali che la tengono in una posizione di subordinazione. Non un pregiudizio da superare, quindi, ma una struttura profonda che affonda le sue radici nel sistema capitalistico. La liberazione della donna, allora, non pu\u00f2 essere confinata a una questione morale o culturale ma deve essere compresa come una questione materiale, legata alla storia della propriet\u00e0 e alle sue implicazioni sui rapporti di classe. L\u2019oppressione di genere, in altri termini, non \u00e8 un male naturale bens\u00ec una costruzione storica, il risultato delle trasformazioni economiche e sociali che hanno segnato l\u2019evoluzione della societ\u00e0.<\/p>\n<p>In tal senso, l\u2019emancipazione della donna non pu\u00f2 prescindere dalla sua partecipazione attiva alla produzione sociale e dal riconoscimento del suo ruolo da protagonista come soggetto economico. L\u2019emancipazione, secondo Engels, dev\u2019essere concepita come il superamento di un sistema che impedisce alle donne di contribuire pienamente alla creazione di valore sociale. E questo superamento, ancora secondo Engels, pu\u00f2 avvenire soltanto in seno alla societ\u00e0 socialista, dove le disuguaglianze economiche e di genere sono abbattute alla fonte ed \u00e8 il cambiamento delle condizioni materiali che porta al miglioramento della condizione della donna. In sintesi, l\u2019emancipazione non pu\u00f2 mai essere un\u2019acquisizione individuale ma un obiettivo collettivo che si realizza attraverso il mutamento profondo dei rapporti di produzione.<\/p>\n<p>Oggi, a duecento anni di distanza, il pensiero di Friedrich Engels conserva tutta la sua straordinaria attualit\u00e0 e lungimiranza. Le sue teorie sulla propriet\u00e0 privata, sul proletariato, sulla divisione del lavoro, sulla lotta di classe e sull\u2019emancipazione femminile rappresentano una formidabile lente di ingrandimento per analizzare le contraddizioni e le ingiustizie strutturali della societ\u00e0 neoliberista contemporanea. Una cartina al tornasole dei nostri tempi. La sua visione, in definitiva, continua a essere un imperativo della coscienza collettiva e un richiamo autorevole a smascherare le fondamenta di un sistema sociale, caratterizzato da una sempre pi\u00f9 ristretta \u00e9lite di ricchi contro una moltitudine crescente di poveri, ontologicamente discriminatorio e antipopolare, che perpetua disuguaglianze e prevaricazioni.<\/p>\n<p>Tanti auguri, Maestro.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/28\/buon-compleanno-engels\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/28\/buon-compleanno-engels\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Matteo Parini) \u201cNon c\u2019\u00e8 da meravigliarsi se gli operai, trattati come bestie, o divengono veramente tali, o riescono a conservare la coscienza e il sentimento della propria umanit\u00e0 soltanto mediante l\u2019odio pi\u00f9 ardente, mediante una perpetua rivolta interna contro la borghesia che detiene il potere. 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