{"id":92989,"date":"2025-12-02T10:00:04","date_gmt":"2025-12-02T09:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92989"},"modified":"2025-12-02T09:59:00","modified_gmt":"2025-12-02T08:59:00","slug":"lo-sconfinamento-del-conflitto-ucraina-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=92989","title":{"rendered":"Lo sconfinamento del conflitto Ucraina Russia"},"content":{"rendered":"<p><strong>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (pagina Facebook)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-92990\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665371197-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665371197-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665371197-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665371197-768x431.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665371197.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-92991\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665377573-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665377573-225x300.jpg 225w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665377573-770x1024.jpg 770w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665377573-768x1022.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1764665377573.jpg 962w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p><em>di Francesco Dall&#8217;Aglio<\/em><\/p>\n<p>Uno degli ultimi sviluppi del conflitto, l&#8217;attacco a due petroliere della \u201cflotta ombra\u201d russa (lo so, pare un brutto romanzo di spionaggio, ma cos\u00ec la chiamano) nel Mar Nero, e pi\u00f9 precisamente al largo delle coste turche, ma comunque all&#8217;interno della zona economica esclusiva turca, potrebbe portare a sviluppi spiacevoli. Riassumo per i distratti: nel pomeriggio del 28 novembre due petroliere battenti bandiera del Gambia e dirette al porto russo di Novorossiysk, la Kairos e la Virat, rispettivamente a 28 e 35 miglia marine dalla costa turca, hanno subito \u201cimpatti esterni\u201d che si sono quasi subito rivelati attacchi di droni marini. L&#8217;ammissione da parte ucraina \u00e8 venuta quasi subito, accompagnata dalle riprese filmate degli attacchi. Allego foto delle due navi dopo che gli incendi sono stati spenti.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;azione \u00e8 ovvio ed \u00e8 stato dichiarato pubblicamente: quelle navi consentono alla Russia di trasportare greggio aggirando le sanzioni e contribuiscono quindi direttamente al finanziamento dell&#8217;operazione militare russa per cui, anche se navi civili, sono obiettivi legittimi. Non \u00e8 del resto la prima volta che i due contendenti colpiscono naviglio civile; il 12 settembre 2024 i russi avevano colpito al largo delle coste romene una nave, la MV Aya, che trasportava grano ucraino, e altre navi erano state colpite in seguito, anche molto recentemente, mentre si trovavano nei porti ucraini del Danubio \u2013 il che per\u00f2 consentiva alla Russia di invocare la \u201cplausible deniability\u201d di non averle volute colpire direttamente ma di avere mirato alle infrastrutture portuali, anche perch\u00e9 nessuna nave era stata affondata n\u00e9 in mare n\u00e9 in porto. Nemmeno i precedenti attacchi ucraini alle navi della \u201cflotta ombra\u201d avevano fatto grandi danni, e nemmeno qui c&#8217;erano state navi affondate. Per\u00f2 tutti gli attacchi finora erano stati portati o nelle acque territoriali russe o in quelle ucraine (con l&#8217;eccezione dell&#8217;attacco russo alla MV Aya, colpita comunque a poca distanza dalla costa ucraina) mentre stavolta le navi sono state colpite a grande distanza dalla zona dei combattimenti e nella zona economica esclusiva turca, cosa che ha molto innervosito le autorit\u00e0 locali. Il 30 novembre il portavoce del ministero degli esteri, Oncu Keceli, ha espresso \u201cpreoccupazione\u201d per il pericolo posto da questi attacchi alla sicurezza della navigazione, mentre oggi si \u00e8 espresso addirittura Erdo\u011fan parlando di \u201cpreoccupante escalation\u201d e di attacchi ingiustificati.<\/p>\n<p>A questo va aggiunta anche la condanna del ministro degli esteri del Kazakistan non per l&#8217;attacco alle petroliere, ma per l&#8217;attacco, avvenuto sempre il 29 ottobre, al terminale del CPC al porto di Novorossiysk. CPC sta per \u201cCaspien Pipeline Consortium\u201d, cui partecipano Kazakistan, Russia e compagnie occidentali come Chevron, ExxonMobil, Eni e Shell, che si occupa di esportare petrolio kazako (non russo), e non poco, circa l&#8217;80% delle esportazioni di greggio dal Kazakistan che corrispondono all&#8217;1% del totale del greggio mondiale in movimento. L&#8217;attacco \u00e8 stato definito \u201cdeliberato\u201d e contro \u201cuna struttura esclusivamente civile\u201d, e l&#8217;Ucraina \u00e8 stata avvertita che la cosa mette a rischio le relazioni bilaterali tra i due paesi. Insomma, pare che l&#8217;Ucraina si sia inimicata due amici importanti a fronte di un danno alle esportazioni russe piuttosto contenuto.<\/p>\n<p>Infine, un&#8217;altra petroliera della \u201cflotta ombra\u201d potrebbe essere stata colpita da droni ucraini, ma su questo non c&#8217;\u00e8 certezza. Gi\u00e0 il 27 novembre la Mersin (bandiera panamense, propriet\u00e0 turca), che ha viaggiato spesso nei porti russi caricando greggio, aveva riferito di quattro esplosioni in corrispondenza della sala macchine, e il 30 la nave \u00e8 stata dichiarata irrecuperabile e sta affondando lentamente (anche in questo caso l&#8217;equipaggio \u00e8 stato portato tutto in salvo). Se la responsabilit\u00e0 ucraina fosse accertata, ma stavolta non \u00e8 stata ufficialmente ammessa anche se vari analisti e parecchi propagandisti ucraini la danno per certa, si tratterebbe della prima petroliera \u201combra\u201d affondata e soprattutto della prima colpita fuori dal Mar Nero, perch\u00e9 le esplosioni sono avvenute nelle acque di Dakar, in Senegal, dove la nave si trovava alla fonda da qualche tempo.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che una responsabilit\u00e0 ucraina in questo affondamento aprirebbe un largo ventaglio di possibilit\u00e0, e soprattutto aprirebbe la strada a possibili rappresaglie russe, non dico dando lettere di corsa ai suoi capitani per fare assaltare il naviglio ucraino in alto mare ma riprendendo gli attacchi ai mercantili. Soprattutto, gli attacchi e le dichiarazioni compiaciute da parte ucraina convincono sempre di pi\u00f9 i \u201cfalchi\u201d russi che all&#8217;Ucraina non bisogna lasciare nemmeno un metro di costa, spingendoli sempre pi\u00f9 a vedere l&#8217;ipotetico accordo di pace come una \u201cvittoria mutilata\u201d che non mette davvero al sicuro la Russia. Lo scopo degli attacchi, alla fine, parrebbe proprio essere quello di sabotare i negoziati, cosa che paradossalmente mette d&#8217;accordo i falchi di entrambi gli schieramenti, oltre a quelli europei e statunitensi. Come sempre, i nazionalisti di una parte sono i migliori alleati dei nazionalisti dell&#8217;altra.<\/p>\n<p><em>di Francesco Dall&#8217;Aglio<\/em><\/p>\n<p><em>#TGP #Ucraina #Russia<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/francesco.dallaglio\">https:\/\/www.facebook.com\/francesco.dallaglio<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/1MLSYLv2PL\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/1MLSYLv2PL\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (pagina Facebook) di Francesco Dall&#8217;Aglio Uno degli ultimi sviluppi del conflitto, l&#8217;attacco a due petroliere della \u201cflotta ombra\u201d russa (lo so, pare un brutto romanzo di spionaggio, ma cos\u00ec la chiamano) nel Mar Nero, e pi\u00f9 precisamente al largo delle coste turche, ma comunque all&#8217;interno della zona economica esclusiva turca, potrebbe portare a sviluppi spiacevoli. 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