{"id":93002,"date":"2025-12-02T11:52:43","date_gmt":"2025-12-02T10:52:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93002"},"modified":"2025-12-02T12:06:27","modified_gmt":"2025-12-02T11:06:27","slug":"in-italia-la-spesa-pubblica-sanitaria-e-tra-le-piu-basse-dei-paesi-ocse-e-le-famiglie-pagano-di-tasca-propria-molto-piu-degli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93002","title":{"rendered":"In Italia la spesa pubblica sanitaria \u00e8 tra le pi\u00f9 basse dei Paesi Ocse. E le famiglie pagano di tasca propria molto pi\u00f9 degli altri"},"content":{"rendered":"<p><strong>da IL FATTO QUOTIDIANO (Francesco Lo Torto)<\/strong><\/p>\n<header class=\"ifq-post__header\">\n<h4 class=\"ifq-post__excerpt\">I dati del rapporto dell\u2019Ocse. Criticit\u00e0 anche sul numero degli infermieri e sui fattori di rischio per la salute. Risultati positivi sull&#8217;aspettativa di vita e le cura delle urgenze<\/h4>\n<\/header>\n<div class=\"ifq-post__thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-big size-ifq-big wp-post-image\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/01\/Imagoeconomica_2194745-1-690x362.jpg\" alt=\"In Italia la spesa pubblica sanitaria \u00e8 tra le pi\u00f9 basse dei Paesi Ocse. E le famiglie pagano di tasca propria molto pi\u00f9 degli altri\" width=\"690\" height=\"362\" \/><\/div>\n<p>Gli <strong>ospedali <\/strong>reggono, spesso grazie all\u2019abnegazione e alla preparazione dei professionisti. Il <strong>territorio<\/strong> invece cede, incapace di intercettare precocemente i bisogni dei cittadini prima che diventino <strong>emergenze<\/strong>. Il quadro dell\u2019Italia che emerge dal rapporto <em>Health at a Glance 2025 <\/em>dell\u2019<strong>Ocse <\/strong>\u2013 che analizza i <strong>sistemi<\/strong> <strong>sanitari<\/strong> di 38 Paesi industrializzati \u2013 \u00e8 quello di uno Stato che ha smesso di <strong>investire<\/strong> nel proprio sistema sanitario, scaricando costi e responsabilit\u00e0 sul <strong>personale<\/strong> rimasto e sui <strong>cittadini<\/strong>. L\u2019Italia spende per la sanit\u00e0<strong> 5.164 dollari pro capite<\/strong>, ben sotto la media Ocse (5.967), un terzo in meno della <strong>Francia <\/strong>(7.367) e oltre il 40% in meno della <strong>Germania <\/strong>(9.365). Una scelta politica che ha delle conseguenze: le <strong>famiglie <\/strong>italiane sono tra quelle che <strong>pagano<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>pi\u00f9<\/strong> di tasca propria per la loro salute in tutta Europa. La spesa sanitaria \u201c<em>out of pocket<\/em>\u201d incide per il <strong>3,5% sui consumi<\/strong> domestici. Contro il 2% della Francia e il 2,5% della Germania. Il 48% di questa spesa privata \u00e8 dedicato all\u2019<strong>assistenza ambulatoriale<\/strong>. \u00c8 il secondo valore pi\u00f9 alto dell\u2019area, contro una media Ocse del 22%. Quello che dovrebbe essere garantito dal pubblico, dunque, \u00e8 sempre pi\u00f9 un bene acquistato, anche per via delle lunghe <strong>liste<\/strong> <strong>d\u2019attesa<\/strong> che spingono chi pu\u00f2 verso il privato, e chi non pu\u00f2 verso la rinuncia. Facendo scivolare il Servizio sanitario nazionale verso un modello sempre pi\u00f9 frammentato e diseguale.<\/p>\n<h2>Criticit\u00e0 sui fattori di rischio per la salute<\/h2>\n<p>Anche per quanto riguarda i <strong>fattori <\/strong><strong>di <\/strong><strong>rischio <\/strong>per la salute, il rapporto identifica e misura le criticit\u00e0 del sistema italiano. Nel nostro Paese vengono prescritti pi\u00f9 <strong>antibiotici <\/strong>rispetto alla media Ocse ed esiste un serio problema di <strong>sedentariet\u00e0<\/strong> e di abitudini nocive, soprattutto tra i giovani: siamo terzi per prevalenza di <strong>fumatori<\/strong> tra i <strong>15enni<\/strong> (circa il 15%, dopo Ungheria e Bulgaria) e secondi per consumo di <strong>alcol<\/strong> tra gli <strong>adolescenti<\/strong>, dietro solo alla Danimarca. Per quanto riguarda l\u2019<strong>attivit\u00e0 fisica<\/strong>, il 45% degli adulti non ne fa abbastanza (la media Ocse \u00e8 del 30%) e gli adolescenti italiani risultano i meno attivi dell\u2019intera area, con un dato in deciso peggioramento negli ultimi dieci anni. A questi fattori di rischio si aggiunge l\u2019<strong>inquinamento<\/strong>: l\u2019esposizione media al Pm 2,5 \u00e8 di 14,3 microgrammi per metro cubo, anche in questo caso sopra la media Ocse di 11,2 microgrammi.<\/p>\n<h2>La crisi degli infermieri<\/h2>\n<p>Altro punto critico identificato dal rapporto \u00e8 quello del personale, in particolare gli <strong>infermieri<\/strong>: l\u2019Italia ne ha <strong>6,9 per mille abitanti<\/strong>, contro una media Ocse di <strong>9,2<\/strong>. In Francia sono 11 e in Germania 13. Una carenza gravissima che indebolisce ospedali, Rsa, servizi domiciliari e sanit\u00e0 territoriale. Senza infermieri non possono esistere le <strong>Case <\/strong><strong>di <\/strong><strong>Comunit\u00e0<\/strong>, cos\u00ec come non pu\u00f2 essere garantita un\u2019adeguata <strong>assistenza <\/strong><strong>domiciliare <\/strong>o la corretta presa in carico dei pazienti cronici. Il problema, oltrech\u00e9 legato alle condizioni lavorative, \u00e8 <strong>economico<\/strong>: negli altri Paesi Ocse gli infermieri guadagnano in media <strong>il 20% in pi\u00f9<\/strong> del salario medio nazionale. In Italia, al contrario, guadagnano <strong>meno<\/strong> della media dei lavoratori a tempo pieno. Una condizione che rende la professione <strong>poco<\/strong> <strong>attraente<\/strong> per i giovani e spinge molti professionisti a <strong>emigrare <\/strong><strong>all\u2019estero <\/strong>o a spostarsi nel <strong>privato<\/strong>. In futuro la situazione non migliorer\u00e0: negli ultimi dieci anni, mentre nei Paesi Ocse il numero di nuovi infermieri cresceva, in Italia i <strong>laureati<\/strong> <strong>in<\/strong> <strong>infermieristica<\/strong> sono diminuiti del 20%. La professione \u00e8 percepita come faticosa, rischiosa e scarsamente retribuita. Tanto che i posti nelle universit\u00e0 restano vacanti a causa della mancanza di candidati.<\/p>\n<h2>L\u2019assistenza a lungo termine<\/h2>\n<p>Il rapporto fotografa inoltre una fragilit\u00e0 profonda nell\u2019<strong>assistenza a lungo termine<\/strong>: il nostro Paese conta solo 1,5 operatori ogni 100 over 65, contro una media Ocse di 5. Un dato che pesa ancora di pi\u00f9 se pensiamo che il nostro \u00e8 uno dei Paesi <strong>pi\u00f9<\/strong> <strong>anziani<\/strong> al mondo. Critico anche il dato sui <strong>posti<\/strong> <strong>letto<\/strong>: gli ospedali italiani ne hanno 3 posti ogni mille abitanti, contro i 4,2 della media Ocse e i 5,4 francesi e i 7,7 tedeschi.<\/p>\n<h2>Gli indicatori positivi<\/h2>\n<p>Nonostante le carenze strutturali, la poca prevenzione e un crescente ricorso alla spesa privata, l\u2019Ssn, con il suo approccio universalistico, mostra ancora dei <strong>risultati<\/strong> <strong>eccellenti <\/strong>su alcuni indicatori. Il nostro Paese, infatti, continua a figurare tra quelli con la pi\u00f9 alta <strong>aspettativa<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>vita<\/strong> al mondo (83,5 anni, ovvero 2,4 in pi\u00f9 rispetto alla media) e con un sistema ospedaliero capace di garantire ottimi risultati nella <strong>cura <\/strong><strong>delle <\/strong><strong>urgenze<\/strong>, nonostante la profonda crisi in cui versano i <strong>pronto<\/strong> <strong>soccorso<\/strong>: le <strong>mortalit\u00e0 post-infarto e post-ictus<\/strong> sono pi\u00f9 basse della media Ocse, cos\u00ec come la mortalit\u00e0 <strong>prevenibile<\/strong> e quella <strong>curabile<\/strong>. Ma, come evidenzia il report, senza un\u2019inversione di rotta \u2013 soprattutto per quanto riguarda gli investimenti sul personale, la prevenzione e il rafforzamento del territorio \u2013 l\u2019Italia comprometter\u00e0 presto anche questi indicatori positivi, che oggi la collocano tra i Paesi pi\u00f9 longevi e clinicamente efficaci dell\u2019Ocse.<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/12\/02\/spesa-sanitaria-italia-famiglie-pagano-ocse-oggi\/8213357\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/12\/02\/spesa-sanitaria-italia-famiglie-pagano-ocse-oggi\/8213357\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da IL FATTO QUOTIDIANO (Francesco Lo Torto) I dati del rapporto dell\u2019Ocse. Criticit\u00e0 anche sul numero degli infermieri e sui fattori di rischio per la salute. 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