{"id":93023,"date":"2025-12-04T10:30:40","date_gmt":"2025-12-04T09:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93023"},"modified":"2025-12-02T22:21:40","modified_gmt":"2025-12-02T21:21:40","slug":"the-war-must-go-on","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93023","title":{"rendered":"The War Must Go On"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di SINISTRAINRETE(ALFONSO GIANNI)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/AS78_5.pdf.webp\" alt=\"AS78 5.pdf\" \/>Rallenta su un fronte, quello palestinese, s\u2019inasprisce sull\u2019altro, quello russo-ucraino, proprio mentre, e forse proprio per questo, cominciano a circolare proposte di pace, che a quanto ci \u00e8 dato per ora di sapere non sono poi tanto diverse da quelle avanzate poco dopo l\u2019inizio della guerra, casomai peggiorative per l\u2019Ucraina; senza oscurare i cinquanta e pi\u00f9 focolai di guerra tutt\u2019ora accesi, di cui il pi\u00f9 grave \u00e8 forse quello \u201cdimenticato\u201d in Sudan, o quelli che possono aprirsi da un momento all\u2019altro (vedi gli Usa contro il Venezuela): il sistema di guerra, che ormai sovraordina le relazioni internazionali, non si ferma. Al contrario si autoalimenta. Attraverso inganni e autoinganni, falsit\u00e0 e costruzioni immaginarie di nemici alle porte. Nulla ci viene risparmiato, perch\u00e9 la guerra non \u00e8 pi\u00f9 la prosecuzione della politica con altri mezzi, \u00e8 la sostituzione della politica. Conseguentemente della diplomazia, ridotta ad ancella muta di un simile cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per averne un\u2019ennesima prova, basta gettare l\u2019occhio sulla risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu sul conflitto in Palestina, che non ha fatto altro che ribadire i venti punti del cosiddetto piano di pace presentato da Trump alcune settimane fa. Un piano che fin dal suo primo annuncio si presentava come un ricatto rivolto ad Hamas e ai palestinesi: o accettate questo o sarete distrutti. Il principio di realt\u00e0 \u00e8 totalmente ignorato, anzi capovolto. Anche i pi\u00f9 realisti, che non osavano chiamare i venti punti trumpiani un piano di pace, ma al massimo un progetto di tregua o anche soltanto un momentaneo \u201ccessate il fuoco\u201d, sono stati smentiti. Per quanto persino quest\u2019ultimo fosse meglio del genocidio continuo, e come tale da pi\u00f9 parti era stato accolto, tutto si pu\u00f2 dire tranne che abbia retto alla prova dei fatti. A meno che non si voglia, come i vari inviati ed esponenti dell\u2019Amministrazione Trump hanno fatto, fingere che una tregua possa tranquillamente \u201ctenere\u201d ed essere definita tale a fronte del perdurare delle uccisioni giornaliere di palestinesi, delle distruzioni operate dall\u2019esercito israeliano in terra di Palestina, del consolidamento del possesso del 53% del territorio, demarcato dalla famigerata linea gialla, delle violenze, rivolte persino contro i molli tentativi dell\u2019esercito israeliano di contenerne la furia aggressiva, perpetrate dai coloni in Cisgiordania, la cui condizione \u00e8 ulteriormente peggiorata con l\u2019invasione di Gaza da parte dell\u2019Idf.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Una situazione che, messa in secondo piano di fronte al genocidio a Gaza, sta ogni giorno che passa evidenziando la sua specifica drammaticit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Come ha osservato Gideon Levy su\u00a0<i>Haaretz<\/i>\u00a0\u201cIl volto della Cisgiordania sta cambiando. Trump pu\u00f2 vantarsi di avere fermato l\u2019annessione, ma ormai l\u2019annessione \u00e8 pi\u00f9 radicata che mai [\u2026] La Cisgiordania sta chiedendo a gran voce un intervento internazionale esattamente come fa la Striscia di Gaza. I soldati, siano essi statunitensi, europei, emiratini o perfino turchi, devono proteggere i suoi abitanti. Qualcuno deve salvarli dalle grinfie dell\u2019esercito israeliano e dei coloni\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>\u00a0aizzati dalla destra del governo israeliano, fautrice vincente della legge che farebbe scattare automaticamente la pena di morte \u2013 fin qui nella storia di Israele applicata in un solo caso, quello di Adolf Eichmann &#8211; a chi uccide un cittadino israeliano. Una legge che \u00e8 stata salutata anche come un modo per svuotare le carceri che si aggiunge a quello delle torture e delle conseguenti morti dietro le sbarre \u2013 98 in due anni -, come reso noto, almeno nei 94 casi accaduti tra il 7 ottobre 2023 e l\u2019agosto 2025, documentati recentemente da Medici per i diritti umani (Phri) in un loro sconvolgente rapporto.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per capire come possa scivolare in basso una diplomazia\u00a0<i>embedded<\/i>\u00a0basta ricordare l\u2019artificio linguistico che ha permesso di ottenere l\u2019appoggio di Arabia Saudita, Giordania e Paesi del Golfo, indispensabile per evitare il veto di Russia e Cina \u2013 che infatti si sono astenute. La prima versione della risoluzione non conteneva alcun accenno alla creazione di uno Stato palestinese. Perci\u00f2 \u00e8 stata cambiata con un\u2019altra traboccante di protervia e di ipocrisia: se l\u2019Autorit\u00e0 palestinese si piegher\u00e0 ad attuare le riforme reclamate dalla comunit\u00e0 internazionale \u201cpotrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l\u2019autodeterminazione e la sovranit\u00e0 palestinese\u201d e saranno gli Stati Uniti ad avviare \u201cun dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico per una coesistenza pacifica e prospera\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Pi\u00f9 di un diplomatico e diversi commentatori hanno ravvisato nel comportamento in fondo condiscendente della Russia, che pure aveva presentato un testo alternativo certamente pi\u00f9 vicino alle istanze arabe e palestinesi \u2013 n\u00e9 ci voleva molto per farlo \u2013 una sorta di scambio neppure troppo sotto banco fra Mosca e Washington che permetterebbe alla Casa bianca di ammorbidire le intransigenze ucraine sulla integrit\u00e0 del loro territorio, in particolare per quanto riguarda la Crimea, senza perdere la faccia. Si vedr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">D\u2019altro canto, come oramai loro solito, i rappresentanti dell\u2019Amministrazione Trump sono stati estremamente chiari, fino alla brutalit\u00e0, sulla necessit\u00e0 che il testo proposto venisse accettato: \u201cVotare contro la risoluzione significa votare per la ripresa della guerra\u201d si era premurato di avvertire l\u2019ambasciatore statunitense Mike Waltz.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>\u00a0Intanto Hamas ha dichiarato di bocciare la risoluzione perch\u00e9 impone una tutela internazionale sulla Striscia e prevede il suo totale disarmo. Una pretesa peraltro evidentemente inesigibile, dal momento che non vengono offerte garanzie di alcun tipo all\u2019organizzazione palestinese, bens\u00ec la sua distruzione come soggetto attivo.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Considerare sconfitto Netanyahu per il semplice fatto che Hamas abbia espresso una pubblica opinione sulla risoluzione e che quindi per questo dovr\u00e0 essere preso in considerazione \u2013 come afferma Yehudah Mirsky della\u00a0<i>Brandeis University<\/i>\u00a0di Gerusalemme\u00a0&#8211;\u00a0<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>\u00a0mi sembra pi\u00f9 un\u00a0<i>wishful thinking<\/i><i>\u00a0<\/i>che non un\u2019analisi ponderata delle forze in campo. E\u2019 vero che la destra israeliana \u00e8 incontenibile e incontentabile. \u201cLa missione della mia vita \u00e8 impedire la creazione di uno stato palestinese nel cuore della nostra terra\u201d ha dichiarato Bezalel Smotrich, ministro delle finanze di Israele, subito scavalcato in questa orrida gara da Ben Gvir, ministro della sicurezza nazionale (quello che ha distribuito pasticcini ai deputati della Knesset dopo il loro voto favorevole alla introduzione della pena di morte per i palestinesi), che ha affermato \u201cSe accelerano il riconoscimento dello stato palestinese, e l\u2019Onu lo riconosce, dovrebbero essere ordinati omicidi mirati di alti funzionari dell\u2019Anp\u201d, mentre al novantenne Abu Mazen sarebbe riservata una cella di isolamento nella peggiore delle galere israeliane.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Al di l\u00e0 di questi terrificanti e farneticanti proclami la realt\u00e0 \u00e8 che la sorte di Netanyahu e quella della estrema destra del suo governo, e viceversa, sono legate assieme.\u00a0<i>Simul stabunt simul cadent<\/i>\u00a0come si suole elegantemente dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La risoluzione onusiana contiene per\u00f2 anche altri buchi neri che delineano una situazione di incontrollabile incertezza. Non viene deciso, dettaglio non trascurabile, chi guider\u00e0 il\u00a0<i>Board of Peace<\/i>, se non che rester\u00e0 sottratto al controllo dell\u2019Onu e minacciato della possibile direzione di Tony Blair. Mentre la polizia locale dovrebbe essere addestrata anche dai nostri carabinieri, lontano da Gaza, forse nel Centro di eccellenza per le unit\u00e0 di polizia di stabilit\u00e0 (Coespu) di Vicenza, cos\u00ec anche il governo Meloni ritroverebbe un suo protagonismo. Anche qui, si vedr\u00e0. Intanto si segnalano iniziative di deportazione via aerea di palestinesi, a spese dei medesimi, come da testimonianze raccolte da\u00a0<i>Al Jazeera,\u00a0<\/i>verso mete improbabili quanto improvvisate a opera di una fantasmatica Ong tedesca.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>\u00a0Esattamente il contrario di quanto previsto nel punto 12 del piano di Trump per terminare il conflitto a Gaza &#8211; ora facente parte della risoluzione 2803 adottata dal Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu il 17 novembre \u2013 che enfaticamente afferma che nessuno sar\u00e0 costretto a lasciare Gaza, anzi tutti saranno incoraggiati a rimanere per partecipare alla ricostruzione.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>Quale futuro per la Palestina?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ci\u00f2 che \u00e8 sicuro \u00e8 che la risoluzione stessa, mentre lo afferma, affossa definitivamente la soluzione dei \u201cdue popoli, due stati\u201d, mentre quella di un solo stato non teocratico e multinazionale rimane solo in qualche mente pi\u00f9 o meno illuminata, senza sfiorare alcun tavolo di trattativa, inibite entrambe dalla legge costituzionale approvata dalla Knesset il 19 luglio 2018 che faceva di Israele lo \u201cStato nazione del popolo Ebreo\u201d, con la conseguenza che l\u2019unica nazione destinata a calcare la terra della Palestina storica sarebbe quella ebraica.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Non si pu\u00f2 che condividere quanto ha recentemente scritto Ilan Papp\u00e9 secondo cui \u201cla soluzione a due Stati \u00e8 un cadavere in decomposizione, gi\u00e0 all\u2019obitorio da fin troppo tempo. La comunit\u00e0 internazionale ha semplicemente evitato di effettuare un\u2019autopsia perch\u00e9 potesse essere sepolto.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>\u00a0Il che lo spinge, sulle ali della speranza, a immaginare uno scenario per l\u2019imminente quarto di secolo in cui i due popoli possano convivere in pace entro i confini di un unico Stato.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per quanto questo quadro possa apparire utopico \u2013 e per pi\u00f9 di una ragione &#8211; \u00e8 bene rilevare che su questa questione nodale, come su altre, si fa strada una riflessione anche autocritica dentro Hamas. La si riscontra nelle risposte che Ahmed Yousef fornisce in una intervista di qualche settimana fa. Yousef ha vissuto per 20 anni negli Stati Uniti, senza mai perdere i suoi collegamenti con Gaza. E\u2019 stato allievo dello sceicco Ahmed Yassin, uno dei fondatori di Hamas e venne scelto come consigliere politico da Ismail Haniveh, il leader ucciso a Teheran da un attacco mirato israeliano nel 2024. \u201cPossiamo e dobbiamo trovare un approccio non violento per affrontare la questione palestinese\u201d \u2013 afferma &#8211; \u201cHamas non \u00e8 un gruppo terrorista, ci consideriamo un\u2019organizzazione di liberazione nazionale [\u2026] Non sono contrario (alla soluzione dei due popoli e due Stati,\u00a0<i>ndr<\/i>), ma ritengo che sia pi\u00f9 solida e abbia maggiori possibilit\u00e0 di sopravvivere la soluzione di un solo Stato che concili la vita, religiosa e politica, di musulmani, cristiani ed ebrei [\u2026] C\u2019\u00e8 bisogno di unit\u00e0 tra tutte le fazioni palestinesi e credo che il futuro di Hamas sia quello di avere un partito politico che faccia sua l\u2019agenda dell\u2019Olp. Serve un sistema di condivisione del potere.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Quanto le parole di Ahmed Yousef possano trovare ascolto in Hamas e nella popolazione palestinese non ci \u00e8 dato di sapere. Possiamo solo sperarlo. Ma per adesso \u2013 e per un periodo non breve &#8211; la questione palestinese, anche al netto di possibili precipitazioni ulteriormente peggiorative, rimane una ferita aperta della \u2013 e dalla \u2013 modernit\u00e0, la pi\u00f9 grande questione morale irrisolta del xxi secolo, come ebbe a dire Nelson Mandela, e l\u2019eco delle sue parole, l\u2019influenza dei suoi pensieri e dei suoi atti torna a farsi sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>La sanguinosa guerra in Sudan<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ma \u00e8 un eco debole che comunque trova poche orecchie disposte all\u2019ascolto. La violenza \u00e8 tornata a primeggiare. Il sistema di guerra sovraordina ogni scelta e ogni mossa. Cos\u00ec \u00e8 nelle tante guerre aperte nel mondo. Conoscono tregue ma non fine. Cos\u00ec \u00e8 nel continente africano, nel Sudan squassato da una guerra da due anni e mezzo. Si dice abbia fatto 150mila morti e centinaia di migliaia di sfollati. Nessuno potr\u00e0 controllare la veridicit\u00e0 di queste cifre. Nell\u2019epoca in cui il calcolo domina le attivit\u00e0 umane, le decide e le programma attraverso gli algoritmi il numero delle vittime in una guerra \u00e8 affidato a conteggi probabilistici, legati al volume di fuoco, alla potenza degli strumenti di morte impiegati, al peso finale di membra umane sparse e accorpate, quando e se questo avviene, fino a raggiungere quello che staticamente indica la consistenza e l\u2019aspetto di una figura umana. La distruzione di una comunit\u00e0, di una popolazione \u00e8 anche la sparizione della individualit\u00e0 dei suoi componenti, ammassati in un tutto indistinto, un enorme lago di sangue visibile anche dall\u2019occhio satellitare.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Cos\u00eccch\u00e8 diventano importanti i racconti, le testimonianze di chi \u00e8 sopravissuto. Solo attraverso queste cogliamo l\u2019orrore di una guerra. Solo cos\u00ec ci accorgiamo della strage che si \u00e8 compiuta a Al Fashir, capitale storica del Darfur, prima, durante e dopo la sua capitolazione di fine ottobre. In realt\u00e0 \u00e8 improprio definire la guerra \u2013 quella in atto in Sudan, forse la pi\u00f9 terribile e la pi\u00f9 crudele di quelle in corso \u2013 come dimenticata \u2013 come si sente dire \u2013 poich\u00e9 si pu\u00f2 dimenticare solo ci\u00f2 che \u00e8 stato conosciuto. Il che non \u00e8 accaduto, se non nei centri decisionali delle grandi potenze, delle aziende dei produttori di armi e dei loro venditori, da parte di chi aveva ed ha precisi interessi economici a favorire lo scoppio e ad alimentare la durata di quella guerra. O, al converso, era nota a chi, come Ong e centri di ricerca, si adopera da anni nel monitoraggio delle guerre sparse per il mondo &#8211; ma purtroppo con limitati canali di diffusione degli esiti di tale prezioso lavoro -, la cui quantit\u00e0 \u00e8 divenuta nota a livello di massa solo grazie alle famose parole di Papa Francesco sulla guerra mondiale a pezzetti. E chi si \u00e8 soffermato a fine ottobre sull\u2019inimmaginabile dramma del massacro della popolazione sudanese \u00e8 stato, non a caso, ancora il Papa, questa volta Leone XIV.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Lo scontro iniziato il 23 aprile 2023 tra l\u2019esercito sudanese, supportato da milizie affiliate ma in modo insufficiente a reggere l\u2019urto, e le cosiddette Forze di supporto rapido (Rsf) dotate a quanto pare di una netta superiorit\u00e0 tecnologica, grazie agli armamenti che, via Libia come sede logistica, giungono, dopo trasporti aerei e di terra, dagli Emirati arabi uniti, non si ferma, anzi si incrudelisce. L\u2019oro \u2013 specialmente in questa situazione di incertezza e il pericolo dello scoppio di una nuova bolla finanziaria innestata dalla corsa all\u2019Intelligenza artificiale \u2013 fa gola a tutti ed \u00e8 una delle principali risorse del sottosuolo sudanese. Chi offre l\u2019accesso alle miniere o direttamente la materia aurea, pu\u00f2 avere in cambio gli armamenti pi\u00f9 sofisticati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>I processi di scomposizione e ricomposizione della Ue<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019Europa assiste a questo immane massacro immobile e lascia fare. Il motivo non \u00e8 difficile da rintracciare. Il comandante delle Rsf, Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti, \u00e8 stato per anni in attivo contatto con diverse cancellerie europee con il solito obiettivo: intercettare e fermare i migranti che cercano di attraversare il deserto per raggiungere i luoghi di imbarco per il loro rischioso viaggio verso il nostro continente. Tutto si tiene in questo sistema capitalistico, modernissimo \u2013 altro che ritorno al medioevo \u2013 e in continua ridefinizione di s\u00e9 stesso, delle sue forme di potere, delle sue modalit\u00e0 nell\u2019esercizio dello sfruttamento e nel provvedere a una ripetuta accumulazione. E il collante ora \u00e8 il sistema di guerra che non \u00e8 solo l\u2019insieme delle guerre in atto, ma le conseguenze che questo porta nello scardinamento delle pi\u00f9 elementari norme della democrazia formale e liberale, non parliamo poi di quella sostanziale, dei diritti delle persone, del diritto internazionale e delle organizzazioni che per decenni avevano concorso bene o male a implementarlo e garantirlo. Fino ad aggredire le Costituzioni sorte nel e dal secondo dopoguerra, non essendo pi\u00f9 sufficiente la loro violazione (si pensi all\u2019articolo 11 sul ripudio della guerra nel dettato costituzionale italiano), contrapponendo una costituzione materiale a quella legale, ma puntando a modificare e capovolgere le norme scritte di quest\u2019ultima. Come si \u00e8 cercato e si cerca di fare \u2013 da ultimo con la controriforma Nordio della giustizia \u2013 nel nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Un sistema di guerra che sta facendo implodere l\u2019Unione europea, non solo perch\u00e9 la sua esistenza \u00e8 nel mirino distruttivo, alimentato dai desideri di riconquistare un primato mondiale in decadimento, da parte dell\u2019Amministrazione Trump, ma perch\u00e9 le sue regole di funzionamento, pensate e praticate come un percorso da una presunta unit\u00e0 economica a una &#8211; non raggiungibile per questa via &#8211; unit\u00e0 politica, codificate da trattati che abbiamo sempre giustamente sottoposto a critica, in particolare da quello di Maastricht in poi, oggi sono messe in discussione e in crisi dal nuovo vento di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Abbiamo sotto gli occhi un processo di scomposizione e ricomposizione della stessa struttura dell\u2019Unione europea fondata su logiche intergovernative e a-democratiche. Il Regno Unito, uscito dalla Ue in seguito alla Brexit, vi rientra di fatto dalla finestra e fa valere il suo peso in un\u2019ottica militare ancor pi\u00f9 che prima. A seconda delle esigenze &#8211; di cui, insisto, la primaria \u00e8 l\u2019alimentazione del sistema di guerra &#8211; nascono nuove funzioni o mutano quelle primitive, si affermano nuovi \u201cformati\u201d. La evidente diversit\u00e0 di condizione dei vari paesi che compongono la Ue, soprattutto dopo l\u2019accelerazione delle nuove annessioni dall\u2019Est europeo, \u00e8 stata affrontata fin dall\u2019inizio con la formazione di sottogruppi, prevalentemente concepiti per difendere interessi economici comuni ad alcuni paesi, dal Visegrad, nato per sostenere le posizioni dei paesi dell\u2019Europa centrale e orientale, al Med9 coordinatore dei paesi mediterranei. Questi gruppi inglobano anche paesi ancora esterni alla Ue, e costituiscono di fatto un loro passo propedeutico all\u2019ingresso effettivo nell\u2019Unione europea. Come esempio possiamo seguire il percorso di uno di questi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>Il triangolo di Weimar<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Nel 1991 si forma un\u2019alleanza commerciale composta da Francia, Germania e Polonia (il cui ingresso nella Ue avverr\u00e0 nel 2004), con l\u2019intento di sostenere i tre paesi nei momenti di crisi, chiamata triangolo di Weimar. Al suo sorgere l\u2019intento era anche quello di migliorare le relazioni con la Russia, tema in quel periodo caro soprattutto alla Germania. Ma da allora le cose sono radicalmente cambiate. Gi\u00e0 nel 1992, su spinta della Polonia, l\u2019alleanza tende a configurarsi non solo come parte della Ue, ma anche come braccio della Nato (nella quale la Polonia entrer\u00e0 ufficialmente il 4 aprile 2023).<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La dimensione militare \u00e8 ben presente nel Triangolo: infatti il 5 luglio 2011, Polonia, Francia e Germania hanno firmato un accordo a Bruxelles per mettere insieme un&#8217;unit\u00e0 di poco pi\u00f9 di 2000 soldati, chiamata\u00a0<i>Weimar Battlegroup<\/i>, con il proposito di schierarsi nelle zone di crisi a partire dal 2013, sotto il comando polacco. Negli anni successivi l\u2019alleanza si apre ad altri paesi e cambia natura (e anche denominazione assumendo quello di\u00a0<i>Weimar+<\/i>\u00a0(o\u00a0<i>plus<\/i>), che compare il 13 febbraio 2025 in calce ad un documento concernente la situazione della guerra russo-ucraina. Oltre alle firme di Francia, Germania e Polonia, compaiono anche quelle dell\u2019Italia, della Spagna e del Regno Unito. E\u2019 evidente che il gruppo assume a quel punto prevalentemente il volto di una alleanza diplomatica, geopolitica e militare. La spinta in questa direzione non deriva solo dal vento di guerra che proviene dal confine russo-ucraino, ma anche dai mutamenti annunciati da Trump nella politica estera, dalla sua manifestata convinzione che gli europei debbano proteggersi da soli in caso di aggressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">I gruppi e i sottogruppi sono andati moltiplicandosi nella storia dell\u2019Unione europea intrecciando la loro storia con quella dell\u2019allargamento a Est di Ue e Nato. Con la conseguente inflazione di acronimi, quali E3, E4, E5, G5. Non si pu\u00f2 dire che questi hanno incrementato l\u2019efficienza della Ue. Forse solo l\u2019E4, formato da Germania, Francia, Regno Unito e Polonia, ha dato segni di maggiore vitalit\u00e0, soprattutto da quando Joachim-Fredrich Merz, le cui propensioni spintamente riarmiste sono ben note, \u00e8 diventato cancelliere federale della Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Quello che importa sottolineare \u00e8 che questi processi di scomposizione e ricomposizione della Unione europea mettono in luce il sostanziale fallimento del percorso fin qui seguito per costruire l\u2019unit\u00e0 nel e del continente europeo e la sua attuale internit\u00e0 a quel sistema di guerra che muove le mosse dei governi dell\u2019occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>La Risoluzione del 2 aprile 2025 e il\u00a0<\/b><i><b>ReArm Europe Plan<\/b><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Del resto la Risoluzione assunta dal Parlamento europeo il 2 aprile 2025 sulla politica di sicurezza e di difesa comune,<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\"><sup>14<\/sup><\/a>\u00a0gli impegni per ogni singolo paese a incrementare le spese a scopo bellico, il\u00a0<i>ReArm Europe Plan\/Readiness 2030<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\"><sup>15<\/sup><\/a>\u00a0<\/i>sono fin troppo chiari ed espliciti.<i>\u00a0<\/i>Si tratta di una strategia complessiva della Ue per aumentare enormemente la spesa a fini bellici degli Stati membri. Mira a mobilitare oltre 800 miliardi di euro in spesa aggiuntiva per la difesa attivando la flessibilit\u00e0 fiscale nazionale nell&#8217;ambito del Patto di stabilit\u00e0 e crescita, lanciando uno strumento di prestito di 150 miliardi di euro, il\u00a0<i>Security Action for Europe<\/i>\u00a0(Safe) per gli acquisti congiunti, e aumentando il supporto della Banca europea per gli investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Se questa strada non verr\u00e0 impedita \u2013 ma finora possiamo contare solo sui movimenti popolari che recentemente hanno ripreso forza e vigore &#8211; l\u2019esito di una guerra di proporzioni inimmaginabili nel giro di qualche anno \u00e8 pi\u00f9 che probabile. Non \u00e8 affatto esagerato prevederlo. Basta leggere i succitati documenti e tenere nel dovuto conto le dichiarazioni dei massimi dirigenti della Ue e dei principali Capi di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>L\u2019ossessione europea del pericolo russo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La Ue sembra in preda a una ossessione, sia che le sue \u00e9lite ci credano effettivamente o che avanzino previsioni infondate solo per giustificare le scelte di riarmo. Il pericolo continuamente agitato \u00e8 quello di una aggressione a paesi della Ue e della Nato da parte della Russia. La Risoluzione del Parlamento europeo indica nella Russia il nemico pi\u00f9 prossimo, ma non tralascia di considerare la Cina come potenza avversaria, collocandosi quindi sulla scia trumpiana. In una articolata intervista al settimanale tedesco\u00a0<i>Die Zeit<\/i>\u00a0(ripresa ovviamente anche dalla stampa internazionale, fra cui quella italiana) Ursula von der Leyen, dopo avere avvertito che \u201cle ambizioni imperialistiche\u201d di Putin potrebbero spingerlo ad attaccare in un non lontano futuro un paese membro della Ue e della Nato, ha subito precisato, per non lasciare dubbi, che \u201cdiverse agenzie di\u00a0<i>intelligence<\/i>\u00a0stimano che il Cremlino potrebbe essere pronto per un simile attacco entro il 2030\u201d.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\"><sup>16<\/sup><\/a>\u00a0D\u2019altro canto queste erano le opinioni espresse anche da Joe Biden e da autorevoli membri del suo\u00a0<i>establishment.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Senza pretendere di competere con tutte le \u201cdiverse\u00a0<i>intelligence<\/i>\u201d citate dalla Presidente della Commissione europea, \u00e8 possibile revocare in dubbio le convinzioni sulla volont\u00e0 della Russia di espandersi militarmente a ovest e quindi muovere attacchi in questa direzione. Se non altro per la semplice ragione che sul piano di uno scontro bellico con armamenti convenzionali, la forza di risposta della Nato sarebbe enormemente superiore a quella messa in campo dalla Russia. Quindi quest\u2019ultima sarebbe destinata alla sconfitta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Non si tratta di opinioni personali ma di esponenti autorevoli della Nato, come il Capo di Stato Maggiore della Difesa britannico, ammiraglio Sir Anthony Radakin, secondo il quale (siamo nel marzo del 2024) \u201cle forze aeree da combattimento della Nato \u2013 che superano numericamente quelle russe di 3 a 1 \u2013 stabilirebbero rapidamente la superiorit\u00e0 aerea. Le forze marittime della Nato imbottiglierebbero la Marina russa nel Mare di Barents e nel Baltico, proprio come l\u2019Ucraina ha respinto la flotta del Mar Nero della Crimea\u201d e possiamo tralasciare pure il resto dell\u2019elenco dei settori nei quali la superiorit\u00e0 della Nato sarebbe schiacciante, sempre secondo l\u2019Ammiraglio, andando subito alle sue conclusioni \u201cIl motivo principale per cui Putin non vuole un conflitto con la Nato \u00e8 che la Russia perderebbe. E perderebbe rapidamente\u201d.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\"><sup>17<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">A questo punto sarebbe interessante chiedere al suddetto Ammiraglio, e in generale ai comandanti della Nato, perch\u00e9 mai, cos\u00ec stando le cose, l\u2019Europa si affanni a impegnare enormi somme per il suo riarmo. In assenza di una simile interlocuzione diretta, non \u00e8 difficile rispondere almeno in due modi. Il primo \u00e8 che l\u2019avvento della presidenza Trump abbia effettivamente gettato la Ue nella preoccupazione di trovarsi senza l\u2019ombrello \u201cprotettivo\u201d della Nato. Il secondo \u00e8 che assai pi\u00f9 concretamente il piano di riarmo, entrando in quel sistema di guerra generale, permette di rilanciare un\u2019economia europea assai fiacca a cominciare da quei paesi un tempo locomotiva, ora vagoni su un binario morto, come la Germania, non a caso la pi\u00f9 pronta a decidere misure riarmiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>Il rilancio degli armamenti nucleari<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Certamente le considerazioni cambiano se entrassero realmente in gioco le armi nucleari. In questo caso il confronto fra Russia e Nato sarebbe, se non paritario, molto meno sbilanciato. Ma uno scontro atomico, anche con armi nucleari \u201ctattiche\u201d avrebbe proporzioni e conseguenze cos\u00ec devastanti da sfuggire da ogni possibile e realistica previsione sugli esiti di un simile conflitto, se non quello di una comune distruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ed \u00e8 precisamente questo il pericolo vero che sta dietro il potenziamento crescente del sistema di guerra. Un pericolo che forse si presenta come il pi\u00f9 concreto tra quelli che si sono manifestati dal secondo dopoguerra in poi. Gli elementi in questa direzione si accumulano. Non riguardano solo le altalenanti affermazioni fatte anche da Putin o da esponenti del suo governo sul possibile ricorso agli armamenti nucleari, che per ora appaiono pi\u00f9 un\u2019alzata di voce e di tono per bloccare un pi\u00f9 deciso intervento dei paesi europei a fianco dell\u2019Ucraina o la ripresa dei test atomici pi\u00f9 volte annunciati da Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Riguardano piuttosto il fatto che del disarmo nucleare non parla pi\u00f9 nessuno e che persino nel Paese di Hiroscima e Nagasaki si prospetti un riarmo atomico. Ne ha parlato la nuova premier giapponese Sanae Takaichi che, rispondendo in una sede ufficiale come la commissione del bilancio alla Camera bassa, a una interrogazione parlamentare, ha affermato di non potersi impegnare nel mantenimento dei \u201ctre principi fondanti sul nucleare\u201d, cio\u00e8 quelli di \u201cnon detenere\u201d, \u201cnon fabbricare\u201d e \u201cnon consentire l\u2019introduzione di armi atomiche nel Paese\u201d. Una dichiarazione sconvolgente per un paese, l\u2019unico ad avere subito un doppio bombardamento atomico ed avere mantenuto finora fermo il bando delle armi nucleari.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Si deve per\u00f2 ricordare che l\u2019erosione del divieto della guerra come strumento politico, contenuto nell\u2019articolo 9 della sua Costituzione, che ha impedito di avere un esercito offensivo tradizionale, era cominciata con la precedente\u00a0<i>leadership<\/i>\u00a0di Shinzo Abe con l\u2019asserzione del principio, peggio che ambiguo, del \u201cpacifismo proattivo\u201d. Ma ora siamo di fronte ad un salto di qualit\u00e0 all\u2019indietro di misura gigantesca. E non si tratta di oscure minacce dovute all\u2019attuale tensione con la Cina per\u00a0<i>l\u2019affaire<\/i>\u00a0Taiwan, ma prive di fondamenti quanto a possibilit\u00e0 realizzative, dal momento che, come informa il\u00a0<i>Japan Times<\/i>: \u201cil Giappone dispone attualmente di una riserva di 16.000 chilogrammi di plutonio utilizzabili per armi nucleari, sufficienti per fabbricare pi\u00f9 di 3.000 armi atomiche. Possiede poi un lanciatore spaziale mobile a combustibile solido (il razzo H3), in grado di lanciare oltre 1.200 chilogrammi in orbita terrestre bassa, pi\u00f9 che sufficienti per sganciare una testata nucleare. Dispone inoltre di tre centri di ricerca avanzati sulla fusione nucleare, che possono aiutarlo a sviluppare dispositivi a fissione potenziata e vere e proprie armi termonucleari. Una forza nucleare giapponese minima potrebbe costare appena 6 miliardi di dollari. Non ci vorrebbe molto tempo. Alcuni stimano meno di un anno\u201d. Altro che la paura della presunta bomba atomica dell\u2019Iran! Lo stesso giornale giapponese avverte per\u00f2 che \u201cil passaggio del Giappone al nucleare funger\u00e0 inevitabilmente da innesco alla proliferazione\u201d e che l\u2019esito di una simile scelta sarebbe un\u00a0<i>boomerang<\/i>\u00a0per il Giappone, rendendolo \u201cun obiettivo militare molto pi\u00f9 urgente per Cina, Russia e Corea del Nord\u201d, oltre al fatto di rendere pi\u00f9 deboli e sospettose le relazioni con gli Usa. Ma non sappiamo se queste sagge considerazioni saranno in grado di fermare la mano della nuova leadership giapponese che si appresta a rivedere la Strategia di sicurezza nazionale entro il 2026.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\"><sup>18<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>La riunione del Consiglio supremo di difesa italiano<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il 17 novembre il Capo dello Stato ha convocato e presieduto una riunione del Consiglio supremo di difesa senza che questo abbia trovato la giusta eco anche perch\u00e9 i\u00a0<i>mass media<\/i>\u00a0si sarebbero di l\u00ec a poco gettati a capofitto nel tormentone delle improvvide o inventate esternazioni del consulente del Quirinale Francesco Garofani e dalla inevitabile polemica seguita tra Palazzo Chigi e l\u2019Alto colle \u2013 finita poi a tarallucci e aceto. Eppure si \u00e8 trattata di una riunione non certo rituale. Nell\u2019occasione il ministro della Difesa Guido Crosetto ha presentato un corposo\u00a0<i>non paper<\/i>\u00a0per illustrare le azioni di contrasto alla cosiddetta guerra ibrida.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\"><sup>19<\/sup><\/a>\u00a0Il vero e pi\u00f9 concreto oggetto della riunione \u00e8 stato \u201cil pieno sostegno italiano all\u2019Ucraina nella difesa della sua libert\u00e0\u201d entro il quale si motiverebbe \u201cil dodicesimo decreto di aiuti militari\u201d, mentre viene ribadita come \u201cfondamentale \u2026 la partecipazione alle iniziative dell\u2019Unione europea e della Nato di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese\u201d. Naturalmente questo ulteriore pacchetto \u2013 salvo diverse evoluzioni del quadro del conflitto russo-ucraino \u2013 sar\u00e0 reso noto nei suoi specifici contenuti solamente ai membri, vincolati alla segretezza, del Copasir (l\u2019organo bicamerale del Parlamento italiano che esercita il controllo sull&#8217;operato dei servizi segreti) senza che le aule parlamentari abbiano modo di conoscerli e tantomeno possibilit\u00e0 di discuterli. Il comunicato varato al termine della riunione ci informa che il nostro paese insiste per quanto riguarda una soluzione del conflitto israelo-palestinese, nella solita formula dei \u201cdue popoli due Stati\u201d e che \u201cfar\u00e0 la sua parte anche per quanto riguarda l\u2019addestramento delle forze di Polizia palestinesi\u201d. Insomma l\u2019Italia si conferma sempre pi\u00f9 interna alle logiche che reggono il sistema di guerra, ed intende proiettare gli sforzi di innovazione in campo tecnologico su un versante direttamente militare, facendo di questo settore un asse portante di una economia di guerra.\u00a0<i>Warfare<\/i>\u00a0in luogo di\u00a0<i>welfare\u00a0<\/i>non \u00e8 solo una denuncia da gridare nelle manifestazioni, ma la triste sintesi del quadro che il finanzcapitalismo moderno ci offre.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\"><b>I movimenti e una sinistra politica da costruire<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Contro questo sistema di guerra si sono levati, possiamo dire in pi\u00f9 parti del mondo, donne e uomini di tutte le et\u00e0, ma particolarmente i giovani. La cosiddetta generazione zeta che comprende i nati tra il 1990 e il 2010, altrimenti detti anche \u201cnativi digitali\u201d. Seppure non siamo nella situazione della famosa manifestazione globale del febbraio del 2003 per cercare di fermare lo scatenarsi della guerra in Iraq, si pu\u00f2 parlare di una ripresa su scala internazionale, in diversi continenti delle mobilitazioni, il cui filo conduttore \u00e8 il rifiuto della guerra e della svolta autoritaria nei singoli paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">In queste settimane abbiamo assistito ad un risveglio etico e politico che ha portato a grandi mobilitazioni, anche nel nostro paese. L\u2019anello che ha tirato la catena \u00e8 stato il tentativo di fermare il genocidio in atto nella striscia di Gaza e le crescenti violenze in Cisgiordania. Attorno a questo obiettivo si sono aggrumate varie tematiche, da quelle della difesa della democrazia (vedi la nuova legge sulla sicurezza e pi\u00f9 recentemente la controriforma della giustizia), a quelle ambientaliste (preoccupate, e con ragione, di un nuovo fallimento delle trattative in corso alla Cop 30 di Belem), a quelle riguardanti la lotta contro il patriarcato e i femminicidi, a quelle che toccano le condizioni materiali di vita della popolazione. La convergenza di queste tematiche ha dato vita ad una nuova forma di lotta, ovvero alla trasformazione dello sciopero generale in sciopero sociale, offrendo la possibilit\u00e0 a diversi soggetti sociali, di diverse generazioni, di trovarsi in manifestazioni il cui carattere spontaneo prevaleva su quello organizzato. Il concetto di \u201cintersezionalit\u00e0\u201d, la cui fortuna dobbiamo al movimento femminista e quello che si esprime nel termine pi\u00f9 semplice di \u201cconvergenza\u201d sono gli elementi, di teoria di critica sociale e di modalit\u00e0 aggregative, che hanno permesso l\u2019incontro tra diverse esperienze, obiettivi e bisogni.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Al contempo, pur con tutte le difficolt\u00e0 e le interne contraddizioni, di classe e non solo di pensiero, il delinearsi di uno schieramento internazionale dei paesi Brics+ testimonia che il tentativo degli Usa di riconquistare un primato sul resto del mondo, non da oggi investito da un processo di crisi, pu\u00f2 incontrare una resistenza attiva non solo da parte dei movimenti sociali, ma anche da governi e interi paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"justify\">Resta aperto e del tutto irrisolto, particolarmente nel nostro paese, il compito della (ri)costruzione di una sinistra di alternativa, ovvero di una sinistra che non sia solo animatrice e partecipe di movimenti di lotta \u2013 cosa peraltro indispensabile e irrinunciabile -, ma anche capace di dare vita ad un pensiero articolato e a un conseguente programma per la costruzione di un\u2019alternativa di societ\u00e0. Che non possono prescindere dall\u2019analisi concreta del moderno capitalismo e da un lavoro di inchiesta per una conoscenza reale di bisogni e di aspirazioni delle popolazioni. Se guardiamo alle nostre spalle, cio\u00e8 al Novecento, vediamo che \u00e8 nei periodi di grande incertezza e di burrasca, di cui le due guerre mondiali sono state il culmine e l\u2019esito, che sono nate nuove forze di sinistra sulla base della capacit\u00e0 di affrontare quelle difficili situazioni. Ma simili condizioni non sono ovviamente riproducibili, n\u00e9 tanto meno auspicabili, poich\u00e9 una nuova guerra mondiale e\/o un totale disastro ecologico provocherebbero, date le loro dimensioni e intensit\u00e0, una distruzione totale. Perci\u00f2 \u00e8 dentro questa lotta di resistenza contro la guerra, l\u2019invivibilit\u00e0 del pianeta, lo svuotamento e la negazione della democrazia e l\u2019assoggettamento, nelle diverse forme e gradi, allo sfruttamento di parti sempre pi\u00f9 grandi di societ\u00e0, che si devono trovare le leve per la costruzione di una sinistra di alternativa. Per farlo bisogna, come sempre, evitare frazionamenti, isolamenti e inutili divisioni, sia per quanto riguarda il livello dei movimenti che quello della elaborazione politica.<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: left\">Note<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u00a0Gideon Levy \u201cI palestinesi senza futuro in Cisgiordania\u201d, riportato da\u00a0<i>Internazionale\u00a0<\/i>n. 1638 del 31\/10\/2025<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>\u00a0Vedi Michele Giorgio \u201c98 palestinesi morti in carcere tra torture, abusi e omissioni\u201d che fa riferimento al rapporto\u00a0<i>Deaths of Palestinians in Israeli custody: Enforced Disappearances, Systematic Killings and Cover-ups<\/i>\u00a0stilato dalla Ong di Tel Aviv Phri,\u00a0<i>il manifesto\u00a0<\/i>del 18 novembre 2025<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>\u00a0Vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/ultime-notizie\/2025\/11\/18\/consiglio-sicurezza-approva-\">https:\/\/www.internazionale.it\/ultime-notizie\/2025\/11\/18\/consiglio-sicurezza-approva-<\/a>\u00a0forza-internazionale-gaza<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>\u00a0Vedi Paolo Mastrolilli \u201cGaza, l\u2019Onu approva il piano Usa, astensioni decisive di Russia e Cina\u201d in\u00a0<i>la Repubblica\u00a0<\/i>del 18 novembre 2025<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>\u00a0Vedi Anna Lombardi \u201cIl voto ha ridato voce ai miliziani, la linea di Bibi ne esce sconfitta\u201d in\u00a0<i>la Repubblica\u00a0<\/i>ed. cit.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>\u00a0Le dichiarazioni di Smotrich e Ben-Gvir sono riportate da Eliana Riva in \u201cLa \u2018pace\u2019 secondo Trump al voto delle Nazioni unite\u201d in\u00a0<i>il manifesto\u00a0<\/i>del 18 novembre 2025<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>\u00a0Vedi Widad Tamimi \u201cVia da Gaza, deportazioni mascherate da evacuazioni\u201d in\u00a0<i>il manifesto<\/i>\u00a0del 18 novembre 2025<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a>\u00a0Vedi United Nations, Security Council,\u00a0<i>Resolution 2803 (2025). Annex 1 \u2013 President Donald J. Trump\u2019s Comprehensive Plan to End the Gaza Conflict<\/i>, punto 12: \u201cNessuno sar\u00e0 costretto a lasciare Gaza: chi vorr\u00e0 partire sar\u00e0 libero di farlo e libero di tornare. Saranno incoraggiati a restare, offrendo loro l\u2019opportunit\u00e0 di costruire una Gaza migliore\u201d<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>\u00a0Knesset,\u00a0<i>Basic Law: Israel as the Nation State of the Jewish People,\u00a0<\/i>in\u00a0<i>The Knesset News,\u00a0<\/i>19 luglio 2018.\u00a0<a href=\"https:\/\/main.knesset.gov.il\/en\/news\/pressleases\/pages\/pr13978_pg.aspx\">https:\/\/main.knesset.gov.il\/en\/news\/pressleases\/pages\/pr13978_pg.aspx<\/a><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a>\u00a0Ilan Papp\u00e9\u00a0<i>La fine di Israele. Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina<\/i>, Fazi, Roma 2025, p. 37<\/h6>\n<h6 class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a>\u00a0Ilan Papp\u00e9, cit. parte seconda e terza<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a>\u00a0Intervista a Ahmed Yousef (Hamas) di Gabriella Colarusso \u201cDisarmo solo con garanzie, poi diventeremo un partito\u201d in\u00a0<i>la Repubblica<\/i>\u00a0del 22 ottobre 2025<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a>\u00a0Vedi Ater Magazine \u201cI cinquecento giorni di Al Fashir\u201d e \u201cL\u2019orrore visto dallo spazio\u201d in\u00a0<i>Internazionale\u00a0<\/i>n.1640 del 14 novembre 2025<\/h6>\n<h6 class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\">14<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-10-2025-0057_IT.pdf.\">https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-10-2025-0057_IT.pdf.<\/a><\/h6>\n<h6 class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\">15<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2025\/769566\/EPRS_BRI\">https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2025\/769566\/EPRS_BRI<\/a>(2025)769566_EN.pdf<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\">16<\/a>\u00a0Jorge Liboreiro \u201c \u2018L\u2019Occidente come lo conoscevamo non esiste pi\u00f9, afferma von der Leyen in mezzo alle tensioni con Trump\u201d,\u00a0<i>Euronews<\/i>, 16 aprile 2025:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/my-europe\/2025\/04\/16\/the-west-as-we-knew-it-no-longer-exists-von-der-leyen-says-amid-trump-tensions\">https:\/\/www.euronews.com\/my-europe\/2025\/04\/16\/the-west-as-we-knew-it-no-longer-exists-von-der-leyen-says-amid-trump-tensions<\/a><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\">17<\/a>\u00a0George Allison \u201cAny Russian attack on Nato faces \u2018overwhelming response\u2019\u201d in\u00a0<i>UK Defence Journal\u00a0<\/i>del 1 marzo 2024. I brani citati di quest\u2019articolo sono riportati da Enrico Grazzini \u201cLa retorica della minaccia russa come alibi per il riarmo europeo\u201d in\u00a0<i>La Fionda,\u00a0<\/i>testata<i>\u00a0online,\u00a0<\/i>ove si trovano ulteriori argomenti e approfondimenti che riguardano il tema qui trattato:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/08\/26\/la-retorica-della-minaccia-russa-come-alibi-per-il-riarmo-europeo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/08\/26\/la-retorica-della-minaccia-russa-come-alibi-per-il-riarmo-europeo\/<\/a><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\">18<\/a>\u00a0Luca Miele \u201cLa premier Sanae Takaichi pronta a rivedere i principi cardine sul nucleare. Ma la proliferazione delle armi non garantisce pi\u00f9 sicurezza\u201d in\u00a0<i>Avvenire\u00a0<\/i>del 14 novembre 2025:<\/h6>\n<h6 class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: left\"><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/il-giappone-vuole-sfidare-il-tabu-della-bomba-atomica_100931\">https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/il-giappone-vuole-sfidare-il-tabu-della-bomba-atomica_100931<\/a><\/h6>\n<div id=\"sdfootnote19\" style=\"text-align: left\">\n<h6 class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/Gianni%20per%20Alternative%2078.html#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\">19<\/a>\u00a0Vedi Ministero della Difesa\u00a0<i>Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva<\/i>, difesa-it\/assets\/allegati\/83696\/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf.<\/h6>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/geopolitica\/31802-alfonso-gianni-the-war-must-go-on.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/geopolitica\/31802-alfonso-gianni-the-war-must-go-on.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE(ALFONSO GIANNI) Rallenta su un fronte, quello palestinese, s\u2019inasprisce sull\u2019altro, quello russo-ucraino, proprio mentre, e forse proprio per questo, cominciano a circolare proposte di pace, che a quanto ci \u00e8 dato per ora di sapere non sono poi tanto diverse da quelle avanzate poco dopo l\u2019inizio della guerra, casomai peggiorative per l\u2019Ucraina; senza oscurare i cinquanta e pi\u00f9 focolai di guerra tutt\u2019ora accesi, di cui il pi\u00f9 grave \u00e8 forse quello \u201cdimenticato\u201d in Sudan,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ocn","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93023"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93023"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93023\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93024,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93023\/revisions\/93024"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}