{"id":93133,"date":"2025-12-12T09:30:40","date_gmt":"2025-12-12T08:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93133"},"modified":"2025-12-09T13:05:20","modified_gmt":"2025-12-09T12:05:20","slug":"petrolio-perche-i-piani-di-trump-sul-venezuela-eccitano-exxon-e-chevron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93133","title":{"rendered":"Petrolio, perch\u00e9 i piani di Trump sul Venezuela eccitano Exxon e Chevron"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di STARTMAG(Marco Orioles)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong>Il Venezuela ha le riserve petrolifere pi\u00f9 grandi del mondo ma estrae appena l\u20191% della produzione globale. Con Trump che ora minaccia di intervenire, tutto quell&#8217;oro nero potrebbe presto tornare in mano alle major americane. Fatti, numeri e approfondimenti<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"speakup-player\" style=\"text-align: left\">\n<section id=\"speakup-container\" class=\"speakup-container\">\n<div class=\"speakup-theme-black-white boxed speakup-idle speakup-small \">\n<div class=\"speakup-boxed-player speakup-visible speakup-idle speakup-small\">\n<div class=\"speakup-boxed-player-left speakup-idle\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<div class=\"vcex-post-content\" style=\"text-align: left\">\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il Venezuela possiede le riserve petrolifere pi\u00f9 grandi del pianeta \u2013 pi\u00f9 di Arabia Saudita e Russia messe insieme \u2013 ma oggi produce appena un centesimo del greggio consumato nel mondo. Un paradosso fatto di corruzione, infrastrutture al collasso e sanzioni americane.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Come sottolinea il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2025\/12\/05\/business\/energy-environment\/venezuela-oil-trump.html?smid=nytcore-ios-share\">New York Times<\/a>\u00a0in un approfondimento, ora che Donald Trump \u00e8 tornato alla Casa Bianca e parla apertamente di intervento militare nei Caraibi, quel tesoro sepolto sotto l\u2019Orinoco potrebbe rientrare in gioco.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il tesoro sepolto<\/span><\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il Venezuela siede su oltre 300 miliardi di barili di greggio provati, il 17% di tutto quello che il mondo sa di poter estrarre.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Negli anni Novanta il Paese contribuiva con quasi il 5% della produzione globale. Oggi arranca all\u20191%. \u00c8 la storia di una cassaforte stracolma con la serratura arrugginita e la chiave buttata via.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Una ex industria gioiello<\/span><\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tutto gira attorno a PDVSA, la compagnia di Stato che un tempo era tra le pi\u00f9 efficienti del pianeta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I giacimenti principali sono nella fascia dell\u2019Orinoco, dove il petrolio \u00e8 cos\u00ec denso e sabbioso da sembrare catrame caldo. Servono capitali, tecnologia e manutenzione continua per tirarlo fuori e trasportarlo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ch\u00e1vez prima e Maduro poi l\u2019hanno usata come bancomat personale: licenziarono in massa i tecnici scomodi, decisero di vendere la benzina a prezzi politici e smisero di reinvestire, determinando il decadimento degli impianti e il forte rallentamento della produzione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il risultato \u00e8 stato devastante: estrazione crollata da 3,5 milioni di barili al giorno nel 2008 a meno di 800 mila oggi, raffinerie che scoppiano o restano ferme per mancanza di pezzi di ricambio, pozzi intasati, blackout quotidiani e i migliori ingegneri scappati all\u2019estero.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">I rapporti con gli Usa<\/span><\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Fino al 2019 gli Stati Uniti erano il mercato naturale, compravano quasi met\u00e0 dell\u2019export perch\u00e9 le raffinerie del Golfo del Messico sono nate per lavorare proprio quel greggio pesante. Poi arrivarono le sanzioni della prima amministrazione Trump e il rubinetto si chiuse di colpo. Nel 2023 ci fu un piccolo disgelo, ma i volumi restano simbolici.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Oggi il grosso del petrolio venezuelano finisce in Cina, spesso attraverso triangolazioni opache per aggirare le restrizioni, mentre il resto del mondo compra sottobanco il greggio di Caracas a prezzi stracciati, pur di non finire nella lista nera di Washington.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Chi \u00e8 rimasto e chi \u00e8 scappato<\/span><\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Chevron \u00e8 l\u2019unica grande major che non ha mai mollato del tutto: \u00e8 l\u00ec da un secolo, tira fuori circa un quarto del petrolio che ancora si produce e, grazie a una licenza speciale, continua a spedirlo negli Stati Uniti. Il suo amministratore delegato citato dal\u00a0<em>Nyt<\/em>\u00a0lo ripete come un mantra: \u201cNoi giochiamo sul lungo periodo, saremo pronti quando le cose cambieranno\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Repsol ed Eni estraggono gas offshore per evitare che il paese resti al buio; fino a pochi mesi fa venivano pagate in greggio da rivendere, ma Washington ha bloccato anche quel meccanismo e ora stanno trattando col Tesoro americano per riavere i crediti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ExxonMobil e ConocoPhillips, invece, furono cacciate nel 2007 con gli espropri di Ch\u00e1vez e da allora combattono in tribunale per recuperare miliardi che probabilmente non vedranno mai.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il ruolo di Citgo<\/span><\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non solo secondo il\u00a0<em>Nyt<\/em>\u00a0l\u2019elemento pi\u00f9 assurdo riguarda il ruolo di Citgo. Stiamo parlando di una grande compagnia petrolifera statunitense, di propriet\u00e0 al 100% del governo venezuelano tramite PDVSA.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In pratica Citgo \u00e8 il braccio commerciale e di raffinazione di Caracas negli Stati Uniti. Possiede 3 grandi raffinerie (Lemont in Illinois, Lake Charles in Louisiana e Corpus Christi in Texas) con una capacit\u00e0 complessiva di circa 800 mila barili al giorno; una rete di migliaia di stazioni di servizio con il marchio Citgo in tutti gli USA;\u00a0<\/span>oleodotti, terminali e magazzini sparsi sul territorio americano.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Fino al 2019 era il canale principale con cui il Venezuela incassava dollari puliti: il greggio partiva dal Venezuela, arrivava alle raffinerie Citgo, veniva trasformato in benzina e diesel e venduto sul mercato americano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da anni \u00e8 ostaggio di una guerra legale tra creditori che reclamano oltre 20 miliardi. A novembre un giudice federale ha ordinato la vendita forzata per appena 5,9 miliardi a un fondo legato a Elliott Management. Maduro ha urlato al furto coloniale e ha fatto ricorso, ma se perde Citgo il regime perde l\u2019ultima vera fonte di dollari.<\/span><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Cosa pu\u00f2 succedere adesso<\/span><\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con Trump di nuovo al comando il capitolo del petrolio venezuelano potrebbe riaprirsi e in maniera brusca. Le sanzioni possono diventare ancora pi\u00f9 asfissianti, la produzione crollare ulteriormente e Maduro tentare di resistere contando sull\u2019aiuto di Cina e Russia. Oppure possono arrivare raid mirati nei porti e sulle rotte di export, paralizzando quel poco che resta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">O, ancora, pu\u00f2 scattare il grande affare che manderebbe Trump in brodo di giuggiole: defenestrazione di Maduro o elezioni monitorate, apertura al mercato, licenze a pioggia per le major americane ed europee. In quel caso Chevron si espanderebbe, Exxon e Conoco tornerebbero a riprendersi ci\u00f2 che gli spetta e in pochi anni la produzione potrebbe risalire verso i 2-3 milioni di barili al giorno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per gli Stati Uniti sarebbe la manna: la produzione interna \u00e8 vicina al plateau, il greggio venezuelano \u00e8 perfetto per le loro raffinerie ed \u00e8 a due passi di nave. Per Maduro significherebbe la sconfitta.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/petrolio-perche-i-piani-di-trump-sul-venezuela-eccitano-exxon-e-chevron\/\">https:\/\/www.startmag.it\/energia\/petrolio-perche-i-piani-di-trump-sul-venezuela-eccitano-exxon-e-chevron\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG(Marco Orioles) Il Venezuela ha le riserve petrolifere pi\u00f9 grandi del mondo ma estrae appena l\u20191% della produzione globale. 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