{"id":93145,"date":"2025-12-10T10:00:12","date_gmt":"2025-12-10T09:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93145"},"modified":"2025-12-10T09:15:16","modified_gmt":"2025-12-10T08:15:16","slug":"honduras-ingerenze-narcotraffico-e-il-fallimento-di-un-cambiamento-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93145","title":{"rendered":"Honduras: ingerenze, narcotraffico e il fallimento di un cambiamento politico"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Nazareno Gali\u00e9)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_3304-scaled.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_3304-scaled.jpeg\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\"><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p>Era il 15 febbraio del 2022: l\u2019ex presidente honduregno Juan Orlando Hern\u00e1ndez (d\u2019ora innanzi JOH) era un uomo finito. Mi trovavo a Tegucigalpa, la capitale dell\u2019Honduras; ricordo molto bene la luminosit\u00e0 di quella giornata, che definiva i contorni delle strade e degli edifici di quella metropoli serpentiforme. Una giornata relativamente tranquilla, in un Paese a lungo sofferente a causa di una condizione economica disastrata, caratterizzata dal sottosviluppo e dalla dipendenza. Nonostante fosse stato appena rimosso dal potere, JOH era abbastanza tranquillo. Si parlava insistentemente di una sua eventuale fuga. Le accuse contro di lui erano, in effetti, contundenti. Senonch\u00e9, con un\u2019accelerazione inaspettata, il caudillo deposto veniva catturato dalla polizia militare. Si trovava nella sua mansione, un\u2019abitazione lussuosa a paragone con le povere e umili abitazioni di Tegucigalpa, un Paese in cui quasi met\u00e0 della popolazione vive lambendo la soglia della povert\u00e0 assoluta. Gi\u00e0 nel pomeriggio, JOH veniva mostrato alla stampa con i polsi incatenati. Era trattato come se fosse un animale da circo. Era la caduta di un politico ambizioso, che aveva raggiunto la cuspide del potere e della ricchezza in Centroamerica. Era un uomo su cui tramontava il sole.<\/p>\n<p>Personalmente, non ritenevo che fosse un momento di festa, nonostante il fatto che quella cattura allievasse il dolore causato dal bisogno di giustizia di una popolazione a lungo repressa. Nondimeno, l\u2019ordine d\u2019arresto proveniva dagli Stati Uniti e concordavo pienamente con quanto disse, qualche giorno dopo, il presidente messicano Obrador. Secondo quest\u2019ultimo, leader del movimento popolare Morena e fiero difensore dell\u2019indipendenza messicana dalle politiche imperiali, lo spettacolo mediatico dell\u2019arresto di JOH rappresentava una messinscena indecente, in quanto rispondeva a una logica di ingerenza che indeboliva la dignit\u00e0 e la sovranit\u00e0 dell\u2019Honduras, gi\u00e0 da molto tempo ferita.<\/p>\n<p>Eppure, quel giorno, per le ragioni che presto diremo, Tegucigalpa era in festa e celebrava quel momento dall\u2019alto valore simbolico con grande entusiasmo. Migliaia di persone si riversavano in piazza e si aveva l\u2019impressione che un intero Paese si fosse liberato da un peso. Per chi non ne conoscesse la storia, era certo incomprensibile. Tuttavia, gli honduregni avevano pi\u00f9 di una ragione per festeggiare.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, il destino di colui che per pi\u00f9 di dieci anni aveva governato spietatamente l\u2019Honduras sembrava segnato per sempre. Qualche mese dopo (il 21 aprile dello stesso anno), obbedendo all\u2019ordine di estradizione statunitense, le autorit\u00e0 honduregne consegnavano JOH ai nordamericani. Sarebbe stato rinchiuso in una cella di pochi metri quadrati: simbolo plastico della precariet\u00e0 delle vicende umane, materia per un poema sulla transitoriet\u00e0 del potere.<\/p>\n<p>Subito dopo, contro di lui inizi\u00f2 un atteso processo. Il fatto che fosse implicato nel narcotraffico era abbastanza noto e il risultato scontato. Infatti, JOH venne condannato (nel 2024) da un tribunale distrettuale a quasi 50 anni di prigione. Era chiaro che non ne sarebbe uscito vivo. La fine della pena era prevista per il 2060.<\/p>\n<p>Con tutte le sue contraddizioni, la giustizia americana era considerata irreprensibile, soprattutto nei confronti di chi si era macchiato di determinati delitti. Per JOH, che aveva favorito il narcotraffico oltremisura, si trattava di una storia chiusa. Ne aveva beneficiato personalmente, trasformando il Paese in un narcostato. Per anni aveva fatto da intermediario tra i fornitori sudamericani e i cartelli messicani, sfruttando la posizione strategica del Paese centroamericano, un corridoio inevitabile nella comunicazione terrestre tra il Nord e il Sud America. Lo aveva fatto scientemente, accumulando immense ricchezze. Inoltre, quei soldi avevano aumentato la presa del suo partito (Partido Nacional) sull\u2019intero Paese. Anche tanti altri dirigenti nazionalisti erano stati implicati in questi oscuri affari, tra cui il fratello dell\u2019ex presidente.<\/p>\n<p>Nondimeno, in Honduras, la gioia per l\u2019arresto di JOH non era legata soltanto al fatto che si fosse consegnato alla giustizia un narcotrafficante. JOH aveva governato la disperazione dell\u2019Honduras per quasi dieci anni, andando al potere pochi anni dopo il colpo di Stato che nel 2009 aveva rimosso illegalmente dalla presidenza, sotto la pressione degli Stati Uniti e con la complicit\u00e0 delle oligarchie locali, Manuel Zelaya, un politico proveniente dal liberalismo e attento alle istanze popolari. Sicuramente, nella rimozione di Zelaya, favorita allora da Barack Obama con una sorta di silenzio-assenso che sembr\u00f2 pi\u00f9 di una benedizione, aveva pesato l\u2019avvicinamento del politico honduregno ai governi anti-imperialisti della regione: in primis Cuba, Venezuela e Nicaragua. L\u2019Honduras aveva da sempre rappresentato una \u201cpedina\u201d importante per la geopolitica statunitense nella regione. Al di l\u00e0 della posizione strategica, cui si \u00e8 accennato, il Paese aveva costituito un importante retroterra nelle operazioni condotte dagli Usa e dalla CIA a cavallo degli anni \u201980 contro le rivoluzioni in Nicaragua, Salvador e Guatemala. L\u00ec furono addestrati e reclutati i Contras: spietati gruppi paramilitari votati alla controinsorgenza. Per inciso, questi ultimi furono implicati in una serie di scandali legati al narcotraffico, in quanto i Contras furono finanziati dalla CIA attraverso uno scambio documentato tra droga e armi. La vicenda fu raccontata dal giornalista premio Pulitzer Gary Webb, nel libro Dark Alliance. Webb, inopinatamente derubricato come suicidio, fu trovato ucciso con due colpi in testa.<\/p>\n<p>Come accennato, a Zelaya non vennero perdonate varie cose, tra cui il fatto di aver promosso una timida riforma agraria e l\u2019aumento del salario minimo: misure necessarie in uno dei Paesi pi\u00f9 poveri delle Americhe.<\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec alla presidenza di JOH che, dopo una serie di peripezie istituzionali e inganni politici che sarebbe troppo lungo raccontare, a partire dal 2014 govern\u00f2 non del tutto legalmente il Paese. In questo periodo l\u2019Honduras vide l\u2019aumento esponenziale della conflittualit\u00e0 sociale, che il mandatario fece reprimere nel sangue. Era consueto che, durante le proteste, i manifestanti che chiedevano pi\u00f9 diritti sociali fossero massacrati. Furono implementate politiche neoliberiste che impoverirono ancora di pi\u00f9 i settori popolari. Inoltre, il delicato ecosistema honduregno fu compromesso da una politica economica estrattivista che non si cur\u00f2 delle innumerevoli esternalit\u00e0 negative prodotte dall\u2019inquinamento e dalla deforestazione. Molti leader sociali, la pi\u00f9 nota fu Berta C\u00e1ceres, vennero assassinati da veri e propri squadroni della morte, la cui vicinanza sia ad ambienti padronali che governativi era abbastanza insinuata.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019aumento della pressione sociale, JOH si fece rieleggere, con tanti sospetti di frode, nel 2016, violando implicitamente la Costituzione, la quale prevedeva \u2014 come per molti Paesi dell\u2019area \u2014 soltanto un mandato. Inoltre, l\u2019Honduras registr\u00f2, principalmente a causa del narcotraffico di cui, come accennato, JOH era considerato l\u2019agente principale, un\u2019esplosione della violenza criminale, diventando in poco tempo uno dei Paesi pi\u00f9 insicuri del mondo. Primo nelle classifiche internazionali, l\u2019Honduras registrava spesso in quegli anni un tasso di omicidi superiore a quello dei Paesi in guerra, come la Libia, la Siria e l\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Quella violenza era promossa soprattutto dalle \u201cmaras\u201d, organizzazioni e bande criminali che si contendevano il controllo del territorio con il traffico di droga e le estorsioni. Si tratta di un fenomeno tipico dell\u2019America Centrale, le cui origini risalgono agli anni \u201980. In questo contesto, occorre ricordare un episodio che contrassegn\u00f2 l\u2019arresto di JOH. \u00c8 noto che le maras, come molte mafie, posseggano dei veri e propri codici iniziatici. Quel 15 febbraio JOH sembr\u00f2 mimarli, davanti alle telecamere, nel momento in cui venne arrestato: nonostante le catene, riusc\u00ec a fare degli strani segni con le mani. Alcuni criminologi credettero di poterne decriptare il significato. Secondo loro, JOH stava comunicando una specie di fermezza: non avrebbe parlato. Anche se per tutti si trattava di un uomo finito.<\/p>\n<p>Quel giorno, come si \u00e8 detto, gli honduregni scesero nelle piazze per una festa comunitaria dal forte sapore di rivincita. Per loro sembrava aprirsi una nuova era, anche se difficile e piena di incognite.<\/p>\n<p>Qualche mese prima, nel novembre del 2021, il Partido Nacional di JOH aveva perso le elezioni ed era stata eletta Xiomara Castro. Sposa di Manuel Zelaya, il presidente rimosso dai golpisti, era stata candidata da un partito popolare, LIBRE \u2014 cio\u00e8 Libert\u00e0 e Rifondazione \u2014 nato dalle proteste e dalle manifestazioni esplose durante la dittatura cachureca (\u201ccachurecos\u201d \u00e8 il nome con il quale in Honduras vengono chiamati i nazionalisti). Sarebbe stato duro fare uscire dalla crisi un Paese distrutto e martoriato dal narcotraffico e dalla dipendenza economica. Inoltre, la politica di JOH prevedeva lo smembramento del Paese in zone economiche speciali (ZEDES: Zonas de empleo y desarollo econ\u00f3mico), con giurisdizione propria, di fatto svendute al capitale straniero. Si trattava di balcanizzare il Paese, che sarebbe stato privato delle aree pi\u00f9 ricche di risorse naturali, in cui non sarebbero valsi i vincoli ambientali e la legislazione sul lavoro. Un progetto auto-colonialista che avrebbe arricchito le \u00e9lite al potere e gli investitori internazionali, in primis statunitensi. In questa situazione, non \u00e8 un caso che la maggioranza della popolazione honduregna vedesse la propria salvezza soltanto nell\u2019emigrazione. In quegli anni si parlava molto delle cosiddette \u201ccaravane\u201d, cio\u00e8 le lunghe traversate che migliaia di honduregni effettuavano verso gli Usa alla ricerca di lavoro e per sfuggire alla violenza delle maras.<\/p>\n<p>Nondimeno, il giorno delle elezioni che videro la vittoria di Xiomara Castro, Tegucigalpa si era tinta di rosso (il colore di LIBRE e, ovviamente, del socialismo) e la stragrande maggioranza del popolo, vittimizzato dal neoliberismo, si era ritrovata nelle strade con la speranza di una primavera che aspettava da troppi anni.<\/p>\n<p>Sono passati quattro anni da quel giorno e, in effetti, la primavera \u00e8 di nuovo tornata: non per il popolo honduregno, ma per JOH. Accusato di aver fatto transitare negli Stati Uniti pi\u00f9 cocaina del Chapo Guzm\u00e1n e forse di Pablo Escobar, l\u2019ex presidente-dittatore honduregno \u00e8 stato beneficiato dell\u2019attenzione di Donald Trump. A fine novembre, l\u2019imprevedibile presidente americano ha detto di voler concedere la grazia al noto narcotrafficante. Negli stessi giorni in cui minacciava (come sta continuando a fare) un intero popolo, quello venezuelano, per lo stesso delitto, bench\u00e9 non provato, a carico di Nicol\u00e1s Maduro.<\/p>\n<p>Il 2 dicembre di quest\u2019anno, JOH \u00e8 stato rilasciato ed \u00e8 tornato in piena libert\u00e0. Un\u2019ipocrisia talmente evidente, una contraddizione cos\u00ec lampante, che tutto il sistema mediatico mainstream, se non fosse cos\u00ec corrotto, avrebbe di certo denunciato.<\/p>\n<p>La scorsa domenica si \u00e8, inoltre, votato in Honduras e il partito di Xiomara (LIBRE) non \u00e8 riuscito a vincere per una seconda volta. Sembra che sar\u00e0 eletto Tito Asfura (gli spogli sono incredibilmente ancora in corso, aumentando a dismisura i sospetti per eventuali brogli), gi\u00e0 sindaco di Tegucigalpa e braccio destro di Juan Orlando Hern\u00e1ndez. Un personaggio mediocre e privo di spessore politico e culturale.<\/p>\n<p>Le cause della sconfitta di LIBRE sono molteplici e non tutte evidenti. Al netto dei brogli, che a questo punto sono quasi certi, sicuramente ha inciso la lentezza e, a tratti, l\u2019incertezza delle trasformazioni promosse da Xiomara. Va detto che non era facile e che le resistenze interne che ha incontrato sono state immense. Le stesse maras sono state probabilmente mobilitate per intensificare la sensazione di insicurezza della popolazione, attraverso dinamiche non troppo dissimili da quelle della Strategia della tensione italiana. Sono ricominciati gli omicidi su larga scala. E la presidente \u00e8 stata spesso costretta a proclamare lo stato d\u2019eccezione. Inoltre, la pervasivit\u00e0 del capitale straniero, che controlla il sistema mediatico, ha lavorato continuamente per ostacolare quelle riforme sociali di cui il Paese centroamericano aveva enorme bisogno.<\/p>\n<p>La candidata di LIBRE, Rixi Moncada \u2014 Xiomara, a differenza di JOH, non si \u00e8 ricandidata e nemmeno ha scatenato la polizia contro la piazza come fece quest\u2019ultimo nel 2016, causando decine di morti \u2014 non \u00e8 certo riuscita a intercettare il sentimento del popolo honduregno. LIBRE non \u00e8 mai stata in grado di consolidare una vera e propria egemonia. La candidatura dell\u2019ineffabile Nasralla, politico di lungo corso e commentatore televisivo delle partite di calcio della selezione honduregna, ha diviso i voti della sinistra con un programma decisamente liberista, pur mascherato dai luoghi comuni del pi\u00f9 becero populismo attuale.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9, \u00e8 stato decisivo, insieme alle solite estorsioni e minacce delle maras, l\u2019intervento a gamba tesa di Trump, che nelle ultime settimane si \u00e8 ricordato dell\u2019Honduras. Anche se \u2014 \u00e8 lecito pensarlo \u2014 su suggerimento di qualcuno che segue la politica estera di un presidente che probabilmente non \u00e8 in grado di collocare il Paese centroamericano sulla mappa geografica. Innanzitutto, Trump ha definito l\u2019Honduras come un Paese \u201cbello\u201d. Il colmo dell\u2019ipocrisia se si pensa a come il magnate abbia costruito la propria carriera politica promettendo la deportazione violenta dei latinos in generale e degli honduregni in particolare. Questi ultimi, come abbiamo visto, sono stati costretti ad emigrare anche a causa delle politiche economiche imposte da Washington nel periodo di JOH.<\/p>\n<p>Trump ha, infatti, apertamente promesso di collaborare e finanziare (come aveva fatto poco tempo fa con il ridicolo Milei in Argentina) un eventuale governo nazionalista, con a capo Asfura. Un personaggio dozzinale che ama farsi chiamare \u201cPapi a la orden\u201d, cio\u00e8 \u201cpapi a disposizione\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019uomo forte del regime di Washington ha utilizzato la stessa retorica che sta usando contro il Venezuela, accusando Rixi Moncada di narco-chavismo, o narco-castrismo. Di fatto, considerando la liberazione del narcotrafficante JOH da parte di Trump, sembra uno scherzo.<\/p>\n<p>Certo, se tutto ci\u00f2, da un lato, ha dimostrato per l\u2019ennesima volta le capacit\u00e0 egemoniche e di manipolazione mediatica dell\u2019impero in America Latina, dall\u2019altro ha dato un insegnamento chiaro: la violenza e la pirateria internazionale pagano. Se JOH fosse stato processato in Honduras e se su di lui fosse calata la mannaia della giustizia honduregna, le cose sarebbero forse andate diversamente. Data la pochezza di Tito Asfura, sar\u00e0 di fatto JOH a governare. L\u2019analisi di Obrador, infatti, era corretta. Nulla di buono poteva nascere da un\u2019ingerenza cos\u00ec palese: non \u00e8 possibile delegare ad altri la risoluzione dei propri problemi, specialmente se questi altri ne sono la causa efficiente.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei giorni pi\u00f9 tristi per il Paese centroamericano.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/12\/09\/honduras-ingerenze-narcotraffico-e-il-fallimento-di-un-cambiamento-politico\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/12\/09\/honduras-ingerenze-narcotraffico-e-il-fallimento-di-un-cambiamento-politico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Nazareno Gali\u00e9) Era il 15 febbraio del 2022: l\u2019ex presidente honduregno Juan Orlando Hern\u00e1ndez (d\u2019ora innanzi JOH) era un uomo finito. 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