{"id":93214,"date":"2025-12-16T10:00:16","date_gmt":"2025-12-16T09:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93214"},"modified":"2025-12-16T08:47:17","modified_gmt":"2025-12-16T07:47:17","slug":"pino-pinelli-lo-stato-deviato-che-uccide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93214","title":{"rendered":"Pino Pinelli, lo Stato (deviato) che uccide"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Matteo Parini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_3348.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_3348.jpeg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>\u00abQuella sera a Milano era caldo. Ma che caldo, che caldo faceva. Brigadiere, apra un po\u2019 la finestra. E ad un tratto Pinelli casc\u00f2\u00bb.<\/p>\n<p>15 dicembre 1969, Milano. Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico e partigiano, veniva ucciso dallo Stato. Precipit\u00f2 dal quarto piano della questura di Milano, dove era illegalmente trattenuto per non meglio precisati accertamenti che fecero seguito all\u2019esplosione di una bomba nella sede milanese della Banca Nazionale dell\u2019Agricoltura, in piazza Fontana. Tre giorni prima, infatti, una deflagrazione all\u2019imbrunire, con i locali ancora pieni di gente, costava la vita a diciassette innocenti, oltre al ferimento di altri ottantotto. Autunno caldo, lotte operaie, Statuto dei lavoratori: l\u2019alba di un riscatto soffocata nel sangue. Frenare l\u2019avanzata comunista nel Paese e infliggere un colpo mortale alla presa di coscienza di classe dei lavoratori, sempre pi\u00f9 organizzati e meno propensi a chinare il capo dinanzi alle ingiustizie sociali, era il compito affidato dal potere sovranazionale a settori conniventi dei servizi segreti, che si servirono allo scopo della manovalanza neofascista. Storie gi\u00e0 viste: la destabilizzazione di un Paese per favorire la svolta autoritaria perpetrata da classi dirigenti senza scrupoli.<\/p>\n<p>Marcello Guida \u2013 figura simbolo della continuit\u00e0 degli apparati di sicurezza tra fascismo e Prima Repubblica, direttore del confino di polizia di Ventotene (dove fu detenuto, tra gli altri, anche Sandro Pertini) e, infine, questore di Milano \u2013 durante la conferenza stampa convocata poco dopo la morte di Pino, cos\u00ec lo chiamavano tutti, forn\u00ec la versione del suicidio di un uomo inchiodato alla sua colpevolezza e, quindi, deciso a farla finita. Qualche giorno pi\u00f9 tardi, Licia Rognini Pinelli, moglie dell\u2019anarchico, recentemente scomparsa, sporgeva denuncia nei suoi confronti, cos\u00ec come in quelli del commissario Luigi Calabresi, colui che personalmente lo convoc\u00f2, e in quelli di tutti gli uomini presenti in questura nella notte maledetta, per i reati di omicidio volontario, sequestro di persona, violenza privata e abuso di autorit\u00e0. Fu tutto inutile, perch\u00e9 il 27 ottobre 1975 il giudice istruttore Gerardo D\u2019Ambrosio, con la nota ordinanza che non fu giuridicamente sentenza in quanto non vi fu processo e nessuno venne rinviato a giudizio, archivi\u00f2 ogni denuncia, escludendo sia il suicidio che l\u2019omicidio e motivando la morte con la celebre locuzione di \u201cmalore attivo\u201d. Un malore improvviso, si disse allora, dovuto allo stress e alle condizioni irregolari dell\u2019interrogatorio. Quando giustizia \u00e8 soltanto una parola.<\/p>\n<p>Sul fronte della strage, le indagini, inizialmente orientate verso gli anarchici, furono ovviamente smentite da decenni di processi che individuarono come responsabili storici Guido Giannettini, Franco Freda e Giovanni Ventura, con quest\u2019ultimo duo condannato dalla Cassazione per l\u2019esecuzione materiale. Parallelamente, emersero i depistaggi e le ignobili coperture inscenate da settori deviati dei servizi segreti per ostacolare la ricerca della verit\u00e0 e insabbiare coinvolgimenti scomodi che rallentarono il corso della giustizia. Mani che lavano mani.<\/p>\n<p>Sul piano giudiziario, la vicenda di Piazza Fontana e della morte di Giuseppe Pinelli \u00e8 ormai chiusa da vent\u2019anni. Precisamente dal 12 luglio 2005, quando la Corte si pronunci\u00f2 sulla verit\u00e0 storica dei fatti. Tuttavia, la prescrizione dei reati e le assoluzioni definitive hanno reso impossibile aprire nuovi processi penali, mentre alcuni imputati sono ormai deceduti. Una pronuncia che, con tutti i suoi limiti di concretezza, resta un momento chiave per la memoria collettiva e, altres\u00ec, una pagina nera della storia italiana; pronuncia che sancisce la fine dell\u2019iter storico-giudiziario durato pi\u00f9 di mezzo secolo e l\u2019affermazione della verit\u00e0 dei fatti, seppur in assenza di conseguenze penali per i responsabili.<\/p>\n<p>Oggi, a 56 anni dall\u2019omicidio di Stato, ricordiamo Giuseppe Pinelli: un uomo giusto, per la vita che gli \u00e8 stata spezzata, per i suoi principi di uguaglianza sociale, per la verit\u00e0 negata alla sua famiglia e, come troppo spesso accade, disarticolata dal concetto di giustizia, per la memoria che resiste. Pino, per chi ambisce a vivere in un mondo pi\u00f9 equo, di tutti e per tutti, rimane un simbolo di coraggio e di verit\u00e0; un monito che invita a non dimenticare mai le vittime delle prevaricazioni dei potenti e a custodire con forza la memoria della storia.<\/p>\n<p>A Pino.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/12\/15\/pino-pinelli-lo-stato-deviato-che-uccide\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/12\/15\/pino-pinelli-lo-stato-deviato-che-uccide\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Matteo Parini) \u00abQuella sera a Milano era caldo. Ma che caldo, che caldo faceva. Brigadiere, apra un po\u2019 la finestra. E ad un tratto Pinelli casc\u00f2\u00bb. 15 dicembre 1969, Milano. Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico e partigiano, veniva ucciso dallo Stato. Precipit\u00f2 dal quarto piano della questura di Milano, dove era illegalmente trattenuto per non meglio precisati accertamenti che fecero seguito all\u2019esplosione di una bomba nella sede milanese della Banca Nazionale dell\u2019Agricoltura, in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ofs","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93214"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93214"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93215,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93214\/revisions\/93215"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}