{"id":93224,"date":"2025-12-17T08:30:32","date_gmt":"2025-12-17T07:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93224"},"modified":"2025-12-16T20:50:50","modified_gmt":"2025-12-16T19:50:50","slug":"il-regno-unito-e-la-guerra-in-ucraina-da-alleato-a-co-protagonista-occulto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93224","title":{"rendered":"Il Regno Unito e la guerra in Ucraina: da \u201calleato\u201d a co-protagonista occulto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Patrizio Ricci)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-93225\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1765914237323-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1765914237323-300x170.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1765914237323-1024x581.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1765914237323-768x435.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1765914237323-1536x871.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/FB_IMG_1765914237323.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo la narrativa prevalente in Europa, il Regno Unito viene presentato come uno dei tanti alleati che \u201csostengono Kiev\u201d di fronte all\u2019aggressione russa. Una formula rassicurante, che suggerisce un ruolo solidale ma esterno, quasi tecnico. Eppure, se si osservano con attenzione i documenti strategici britannici, i programmi di addestramento militare, le operazioni coperte emerse nel tempo e il coinvolgimento dell\u2019intelligence, questa rappresentazione si incrina profondamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Londra non \u00e8 un comprimario. \u00c8 uno dei principali architetti della dimensione militare, informativa e clandestina del conflitto ucraino. Non reagisce semplicemente a un evento del 2022, ma agisce lungo una traiettoria coerente che precede l\u2019invasione russa e che prosegue con l\u2019obiettivo dichiarato di logorare strutturalmente la Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, l\u2019Ucraina non appare pi\u00f9 solo come una nazione da difendere, ma come il teatro operativo privilegiato di una strategia di contenimento, nella quale convergono interessi geopolitici, dottrina militare, apparati di intelligence e un complesso industriale-finanziario che trae beneficio dalla guerra prolungata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il quadro strategico: perch\u00e9 Londra ha bisogno di una Russia indebolita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per comprendere il ruolo britannico occorre partire da ci\u00f2 che Londra dice apertamente di s\u00e9 stessa. Nella Strategia di Sicurezza Nazionale e nella Revisione Strategica della Difesa, la Russia \u00e8 definita senza ambiguit\u00e0 come la principale minaccia alla sicurezza europea e britannica. Non si tratta di una valutazione contingente, ma di una scelta strutturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo linguaggio non \u00e8 neutro. Come ricorda Jeffrey Sachs, \u00able guerre moderne non iniziano con il primo colpo, ma con decisioni politiche che chiudono sistematicamente ogni spazio di sicurezza reciproca\u00bb. Definire una potenza nucleare come \u201cminaccia permanente\u201d significa rendere la pace un\u2019eccezione e la pressione una normalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso britannico, questa impostazione si traduce in una politica coerente: aumento stabile della spesa militare, rafforzamento della postura NATO sul fianco orientale, sostegno militare massiccio all\u2019Ucraina, integrazione tra diplomazia, intelligence e industria bellica. Non siamo di fronte a una risposta emergenziale, ma a una strategia di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il discorso del dicembre 2025 della direttrice dell\u2019MI6, Blaise Metreweli, ha reso esplicita questa impostazione: la Russia \u00e8 descritta come potenza espansionista da contenere nel tempo, e l\u2019impegno britannico in Ucraina viene presentato come strutturale, non temporaneo. \u00c8, di fatto, l\u2019ammissione che Londra considera il conflitto ucraino come uno strumento per ridimensionare Mosca, non come una tragedia da chiudere il prima possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Prima del 2022: la guerra che non \u201cinizia\u201d con l\u2019invasione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei punti centrali dell\u2019analisi di Jeffrey Sachs \u2014 condiviso da altri realisti come John Mearsheimer \u2014 \u00e8 il rifiuto della narrazione secondo cui la guerra inizierebbe nel febbraio 2022. Le ostilit\u00e0, in senso politico e strategico, cominciano molto prima: con l\u2019espansione NATO verso est, con il rifiuto sistematico di garanzie di sicurezza alla Russia, con il colpo di Stato del 2014 a Kiev e con otto anni di guerra nel Donbass, che hanno colpito in modo sproporzionato la popolazione russofona.<br \/>\nIn questo contesto si colloca l\u2019azione britannica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Operation Orbital: la trasformazione silenziosa dell\u2019esercito ucraino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 2015, con Operation Orbital, il Regno Unito avvia un programma di addestramento profondo delle forze armate ucraine. Non si tratta di assistenza simbolica, ma di una riconfigurazione dottrinale: comando e controllo, logistica, artiglieria, guerra anticarro, medicina da combattimento. In sette anni vengono addestrati oltre 22.000 militari, riallineando l\u2019esercito ucraino agli standard NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo dato \u00e8 cruciale: l\u2019Ucraina viene progressivamente integrata nel sistema militare occidentale, pur restando formalmente fuori dall\u2019Alleanza. Esattamente ci\u00f2 che Mosca indicava come linea rossa, e che \u2014 come ricorda Sachs \u2014 costituiva una minaccia percepita e dichiarata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo processo entrano in gioco anche le forze speciali britanniche. La presenza di unit\u00e0 SAS nell\u2019addestramento, sebbene non ufficialmente confermata nei dettagli, \u00e8 coerente con la natura del programma. Non si forma un esercito \u201cdifensivo\u201d, ma una forza capace di operazioni complesse, asimmetriche, offensive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dopo il 2022: dalla preparazione alla co-gestione del conflitto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019inizio dell\u2019operazione militare russa, l\u2019impegno britannico non diminuisce: si espande e si approfondisce. Dopo la crisi del 2014, Londra avvia un programma di lungo periodo per ristrutturare e rafforzare le forze armate ucraine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Operation Interflex, l\u2019addestramento viene trasferito sul suolo britannico. Decine di migliaia di soldati ucraini vengono formati direttamente nel Regno Unito. Entro il 2025 si supera quota 60.000 militari addestrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui emerge un dato raramente esplicitato: una parte rilevante dell\u2019esercito ucraino \u00e8 stata letteralmente \u201cfabbricata\u201d in Gran Bretagna. Non solo armata, ma formata, selezionata, istruita secondo una logica operativa occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Londra non fornisce semplicemente strumenti: contribuisce a creare il soggetto umano della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Forze speciali e operazioni ad alto rischio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ammissione del generale Rob Magowan \u2014 circa la presenza di Royal Marines e il coinvolgimento in \u201coperazioni segrete ad alto rischio\u201d \u2014 segna un punto di non ritorno sul piano politico. Anche senza una dichiarazione formale di guerra, la Gran Bretagna agisce nella zona grigia della cobelligeranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze speciali non sono consulenti neutrali. Sono strumenti di proiezione di potenza che consentono a uno Stato di incidere sul campo senza assumersi formalmente la responsabilit\u00e0 di una guerra dichiarata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Mar Nero, sabotaggi e guerra asimmetrica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel teatro marittimo, il ruolo britannico diventa ancora pi\u00f9 sensibile. L\u2019addestramento fornito dallo Special Boat Service alle unit\u00e0 ucraine spiega molte delle capacit\u00e0 emerse negli attacchi a infrastrutture, navi, piattaforme energetiche e nodi logistici russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le fonti specialistiche indicano che lo Special Boat Service (SBS), l\u2019unit\u00e0 navale d\u2019\u00e9lite britannica, ha addestrato unit\u00e0 ucraine specializzate in:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; operazioni subacquee clandestine;<br \/>\n-sabotaggio di infrastrutture offshore (piattaforme, terminali);<br \/>\n&#8211; incursioni navali con piccoli mezzi e droni;<br \/>\n&#8211; infiltrazione e recupero in aree costiere controllate dal nemico.\u200b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni reparti, come l\u2019801\u00b0 distaccamento sommozzatori e il 73\u00b0 Centro per le operazioni speciali navali, avrebbero beneficiato di questa formazione. Si tratta esattamente delle competenze che ritroviamo negli attacchi a:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; navi e strutture della Flotta del Mar Nero;<br \/>\n&#8211; il ponte di Crimea;<br \/>\n&#8211; piattaforme energetiche e nodi logistici russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019SBS opera quindi come \u201cmaestro di guerra asimmetrica\u201d in un contesto in cui il mare diventa il luogo privilegiato del logoramento tecnologico della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui la guerra assume una forma che Sachs definirebbe \u201cirresponsabile\u201d: azioni ad alto rischio di escalation, condotte sotto la soglia diplomatica, che colpiscono infrastrutture critiche e terzi paesi (come il Kazakistan nel caso CPC).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 necessario dimostrare un \u201cordine diretto\u201d britannico per cogliere la sostanza: Londra ha fornito capacit\u00e0, dottrina e copertura politica a una guerra di sabotaggio che allontana ogni prospettiva di negoziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Project Alchemy: la pianificazione della guerra lunga<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I documenti su Project Alchemy confermano ci\u00f2 che emergeva gi\u00e0 implicitamente: l\u2019impegno britannico non \u00e8 episodico, ma strategico e clandestino. Colpire il ponte di Kerch, sviluppare reti partigiane, coordinare operazioni nel Mar Nero, insegnare il sabotaggio a bassa visibilit\u00e0 diplomatica: tutto questo indica una scelta precisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rivelazione di documenti su Project Alchemy, pubblicati da The Grayzone e rilanciati da altre fonti, mostra che l\u2019impegno britannico non \u00e8 solo fatto di addestramento occasionale, ma di pianificazione strutturata.\u200b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alchemy nasce nei primi giorni dell\u2019invasione russa, sotto la guida del Lieutenant General Charles Stickland, Chief of Joint Operations. Gli obiettivi includono:\u200b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; colpire il Ponte di Kerch, \u201cdegradando in modo spettacolare\u201d la connettivit\u00e0 con la Crimea;<br \/>\n&#8211; sviluppare cellule partigiane in stile Gladio, capaci di azioni dietro le linee;<br \/>\n&#8211; coordinare operazioni nel Mar Nero, compreso l\u2019uso di droni navali e l\u2019occupazione temporanea di punti strategici;<br \/>\n&#8211; fornire agli ucraini strumenti e know\u2013how per condurre sabotaggi a bassa visibilit\u00e0 diplomatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel progetto compaiono militari e civili di alto livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alchemy conferma che Londra ragiona non in termini di \u201caiuti episodici\u201d, ma di campagna clandestina di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non vincere una pace, ma rendere la guerra permanente e gestibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 esattamente ci\u00f2 che Sachs denuncia da anni: una guerra usata come strumento di politica estera, senza una reale strategia di uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Guerra, denaro e responsabilit\u00e0 morale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il legame tra politica, industria bellica e grandi finanziatori \u2014 come nel caso Harborne-QinetiQ \u2014 non dimostra automaticamente corruzione, ma rivela un ecosistema in cui la guerra diventa occasione di profitto e di rafforzamento di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una prospettiva cristiana e realista, attenta ai fatti e non alle narrazioni consolatorie, il ruolo del Regno Unito nel conflitto ucraino pone alcune questioni cruciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1) Strumentalizzazione dell\u2019Ucraina<br \/>\nL\u2019Ucraina ha diritto alla difesa. Ma quando la sua guerra diventa il principale strumento con cui una potenza esterna cerca di indebolire una potenza rivale, il rischio \u00e8 che il popolo ucraino non sia pi\u00f9 soggetto, ma oggetto: campo di battaglia su cui si gioca una partita di equilibrio di potenza che lo trascende. La sofferenza dei civili, la distruzione delle infrastrutture, l\u2019esodo di milioni di persone vengono assorbiti, quasi normalizzati, come \u201ccosto operativo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2) Logica della sconfitta \u201cstrategica\u201d<br \/>\nSe l\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 la \u201csconfitta strategica della Russia\u201d, come indicato da molti documenti e dichiarazioni occidentali, la pace diventa quasi impossibile da concepire come compromesso giusto. Una pace giusta richiede il riconoscimento di un nemico come interlocutore; definire l\u2019altro come minaccia permanente spinge verso una logica di guerra prolungata, frammentata, magari congelata, ma difficilmente risolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3) Responsabilit\u00e0 morale dei decisori<br \/>\nIl coinvolgimento di servizi segreti, forze speciali, apparati diplomatici e complessi industriali non annulla la responsabilit\u00e0 politica. Anzi, la accentua. \u00c8 legittimo chiedersi se i leader britannici \u2014 come quelli di altri paesi occidentali \u2014 abbiano davvero fatto tutto il possibile per aprire spazi di negoziato (si pensi a Istanbul 2022), o se abbiano visto nel prolungamento del conflitto un\u2019occasione per ridisegnare i rapporti di forza, accettando implicitamente che a pagare siano altri popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In definitiva, il ruolo del Regno Unito nel conflitto ucraino non pu\u00f2 pi\u00f9 essere descritto come quello di un generoso \u201cdonatore di armi\u201d. Londra \u00e8 uno degli ingegneri principali della dimensione militare e clandestina di questa guerra. Riconoscerlo non significa assolvere o condannare in blocco nessuno, ma \u00e8 condizione necessaria per qualsiasi discorso serio su responsabilit\u00e0, uscite di sicurezza e possibilit\u00e0 di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, se il conflitto continuer\u00e0 ad essere gestito come strumento per \u201cinfliggere una sconfitta strategica a Mosca\u201d, le prospettive di una soluzione stabile sono deboli. Se invece si inizier\u00e0 a guardare all\u2019Ucraina non solo come campo di battaglia, ma come realt\u00e0 concreta fatta di persone, storia, legami, allora forse torner\u00e0 possibile pensare la politica internazionale non solo come gioco di potenza, ma come ricerca faticosa di ordine giusto, in cui la forza \u00e8 contenuta dal diritto e orientata alla pace, non alla vendetta o alla supremazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La pace come scelta politica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Jeffrey Sachs lo ripete con chiarezza: \u00abQuesta guerra avrebbe potuto essere evitata e pu\u00f2 ancora essere fermata, se si riconoscono le cause reali del conflitto\u00bb. Garanzie di sicurezza negate, espansione NATO, Maidan, guerra nel Donbass: ignorare tutto questo significa condannare l\u2019Ucraina a essere campo di battaglia permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Regno Unito ha scelto la strada della potenza, non quella della mediazione. Ha contribuito a trasformare una guerra regionale in un laboratorio di logoramento strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riconoscerlo non \u00e8 propaganda filo-russa. \u00c8 il primo passo per tornare a pensare la politica internazionale come responsabilit\u00e0 verso la pace, non come gestione cinica della violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finch\u00e9 l\u2019obiettivo rester\u00e0 la \u201csconfitta strategica della Russia\u201d, la pace rester\u00e0 impronunciabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando invece si accetter\u00e0 che nessuna sicurezza pu\u00f2 nascere dall\u2019umiliazione dell\u2019altro, allora forse l\u2019Europa potr\u00e0 smettere di essere il teatro di una guerra combattuta per interessi che non sono i suoi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Ucraina #UK<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: https:\/\/www.vietatoparlare.it\/il-regno-unito-e-la-guerra-in-ucraina-da-alleato-a-co-protagonista-occulto\/<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/179gwKRBbJ\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/179gwKRBbJ\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Patrizio Ricci) Secondo la narrativa prevalente in Europa, il Regno Unito viene presentato come uno dei tanti alleati che \u201csostengono Kiev\u201d di fronte all\u2019aggressione russa. Una formula rassicurante, che suggerisce un ruolo solidale ma esterno, quasi tecnico. Eppure, se si osservano con attenzione i documenti strategici britannici, i programmi di addestramento militare, le operazioni coperte emerse nel tempo e il coinvolgimento dell\u2019intelligence, questa rappresentazione si incrina profondamente. 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